RAI/agosto 2005/ Petruccioli presidente e Meocci direttore generale

Il Sole 24 Ore del  3 agosto 2005

VIALE MAZZINI - Voto unanime, l'esponente diessino si dimette da parlamentare - Battaglia di pareri legali sul direttore

Il Cda Rai insedia Petruccioli, duello su Meocci

Ma se ci sarà intesa tra Cda e Tesoro, già domani arriverà il sostituto di Cattaneo

 

ROMA - L'ultima fumata bianca è arrivata ieri. Claudio
Petruccioli ha ricevuto il voto unanime degli otto consiglieri di
amministrazione ed è il nuovo presidente della Rai. Assente al momento
della votazione, l'ex presidente della Vigilanza è entrato nella sala
del Cda subito dopo, accolto da un applauso e da un brindisi, per
assumerne la guida. Sul tavolo dei consiglieri sono arrivati anche
quattro pareri legali: due che sostengono la tesi dell'incompatibilità
di Alfredo Meocci, ex componente dell'Autorità per le comunicazioni,
come direttore generale e altri due che sostengono la tesi opposta. La
questione del direttore generale è all'ordine del giorno di domani e
non è stata discussa ieri dal Cda. Il neo-presidente ha fatto presagire
una novità sui tempi: giovedì potrebbe non essere il giorno decisivo.
«Puòessere - ha sottolineato Petruccioli - che prenderemo la decisione,
ma potrebbe anche essere l'avvio di una discussione con la necessità di
ulteriori approfondimenti». I quali sono comunque necessari. I due
pareri che sostengono la tesi dell'incompatibilità, tra l'altro,
prevedono possibili conseguenze per l'azienda e i suoi vertici: l'abuso
d'ufficio da parte dello studio Pace e il danno erariale da parte dello
studio Ripa di Meana. Secondo il neo-presidente, però, «alla fine è
l'azionista quello che decide» sulle incompatibilità. Domani mattina si
riunirà il Consiglio di amministrazione, «poi cercherò di parlare con
il Tesoro per informarlo delle nostra decisioni», aggiunge Petruccioli.
Si svolgerà subito dopo un'assemblea totalitaria per integrare l'ordine
del giorno della successiva assemblea ordinaria. Se si troverà l'intesa
tra Cda (anche a maggioranza) e azionista, nel pomeriggio i consiglieri
nomineranno il nuovo direttore generale.

Quanto al proprio ruolo, Petruccioli rassicura: «Il presidente non
deve lavorare per costituire una maggioranza in consiglio o per
sostituirne una con un'altra. Deve mirare a far esprimere e valere il
massimo della convergenza e di corresponsabilità, senza che ciò
confonda la dialettica delle posizioni». Sembra che il neo-presidente
voglia fugare quei timori di Palazzo Chigi che già una volta hanno
provocato la rinuncia alla candidatura dello stesso Petruccioli a
favore di Andrea Monorchio. «Si è cercato di fare del presidente della
Rai il garante - precisa l'ex presidente della Vigilanza - ma forse è
più esatto dire il depositario del patto di collaborazione che, in
regime maggioritario, è assolutamente necessario per fondare il
servizio pubblico, che, altrimenti, si logora fino a crollare se metà
degli italiani, una volta quella di destra, una volta quella di
sinistra, non si riconoscerà in esso».

Ultimi numeri. Al Cda sono stati forniti dal direttore generale
uscente, Flavio Cattaneo, i dati sul primo semestre 2005, confrontati
con lo stesso periodo dell'anno precedente. I risultati sono in linea
con il budget, quindi con le previsioni di fine anno, senza scostamenti
di rilievo. C'è da tener presente, quando si fa il confronto tra i due
semestri, che nel 2004 la Rai ha sostenuto i costi per gli Europei di
calcio (dai quali, però, ha avuto anche introiti pubblicitari
aggiuntivi). Difficile quindi parlare di miglioramento tra i due
periodi. L'azienda, comunque, non ha problemi finanziari di sorta.

L'illustrazione del budget 2006 sarà affidata al nuovo direttore
generale. In questo caso, non saranno tutte rose e fiori: diventa
fondamentale per la Rai ottenere un aumento del canone, anche se le
dichiarazioni del ministro delle Comunicazioni, Mario Landolfi, sono
state finora improntate alla continuità con Maurizio Gasparri, che non
ha dato alcun aumento per il 2005. È un ulteriore segnale che non vi
sarà alcuna privatizzazione: il piano della Rotschild prevedeva un
aumento di cinque euro in tre anni. Nel 2006 andranno a sommarsi
l'acquisto dei diritti delle 25 partite dei Mondiali 2006 con quelli
della Champion's League (la Rai ha però risparmiato sui diritti in
chiaro della A).

MARCO MELE

 

I conti Rai

I dati sul primo semestre 2005 e il budget 2006

I dati del primo semestre 2005. I risultati sono in linea con il
budget, quindi con le previsioni di fine anno, senza scostamenti di
rilievo. Non si può però parlare di un miglioramento rispetto al 2004:
bisogna tener conto che la Rai nello scorso esercizio ha sostenuto i
costi per gli Europei di calcio (dai quali, tuttavia, ha avuto anche
introiti pubblicitari aggiuntivi). L'azienda, comunque, non ha problemi
finanziari

Il budget 2006. Per mantenere i conti in ordine (dato l'acquisto dei
diritti delle 25 partite dei Mondiali 2006 di calcio e quelle della
Champion's League) Viale Mazzini dovrà ottenere nel 2006 un aumento del
canone, anche se le dichiarazioni del ministro delle Comunicazioni
Mario Landolfi (in linea con il suo predecessore Gasparri) sembrano
escluderlo. Ciò implica quindi che non vi sarà alcuna privatizzazione:
il piano della Rotschild prevedeva un aumento di cinque euro in tre
anni

……………………….

 

IL SOLE 24 ORE del 5 agosto 2005

 ALTA TENSIONE SULLA RAI - Il nuovo dg designato a maggioranza, ma sorgono problemi sugli effetti dell'incompatibilità

Scontro Tesoro-Cda, slitta Meocci

Siniscalco ai consiglieri: niente assicurazione per «colpa grave» -
Poi la marcia indietro - L'Unione: dal ministro un atto irresponsabile
Oggi riunione dei sindaci

 

ROMA - Un uomo solo al comando, con l'ombra
dell'incompatibilità. Alfredo Meocci è stato designato quale nuovo
direttore generale della Rai dal Cda, d'intesa con il ministero. Non è
però stato nominato: il Cda si è aggiornato a stamattina. I colpi di
scena non sono mancati nella giornata di ieri: nel primo Cda e in
assemblea dei soci fino all'ultimo Cda, quando il presidente del
collegio dei sindaci, Gatto, dichiara che solo nella mattinata di oggi
i sindaci daranno il loro parere sulla situazione di Meocci. Il
presidente Claudio Petruccioli dichiara di non voler votare in attesa
del responso dei sindaci e si rinvia.

Primo atto. Dopo una lunga e contrastata riunione, in mattinata il
Cda propone un solo nome all'azionista. Quello sul quale Domenico
Siniscalco ha preannunciato l'intesa richiesta dalla legge, confermata
ieri a Petruccioli. Sono tre, però, i candidati votati in Cda: l'ex
direttore generale Flavio Cattaneo, Giancarlo Leone e Meocci. La novità
sta nel fatto che Petruccioli propone Leone, amministratore delegato di
RaiCinema e la Lega Nord, con Giovanna Bianchi Clerici, la conferma di
Cattaneo. Meocci, proposto da Giuliano Urbani e Marco Staderini,
ottiene cinque voti su nove, Leone quattro, con quattro astensioni e un
solo voto contrario. Anche Cattaneo prende quattro voti.

Sono i cinque consiglieri di maggioranza, insomma, a portare la
candidatura unica di Meocci a Siniscalco. Tra questi il consigliere
Angelo Maria Petroni - decisivo - nominato proprio dal ministro
dell'Economia. I cinque, però, non valutano attentamente gli effetti di
una possibile incompatibilità di Meocci. Se ne accorgono durante
l'assemblea dei soci. Il Cda, in ogni caso, si spacca. L'unanimità
delle prime sedute e del voto su Petruccioli è un ricordo. Sul clima di
contrapposizione pesa il sospetto gettato da Arturo Parisi circa un
“baratto“ tra la nomina di Petruccioli e l'acquisto dei diritti sui gol
della seria A da parte di Mediaset. Gennaro Malgieri, consigliere
designato da An, giudica «intollerabile» tale accusa. Il ministro delle
comunicazioni, Mario Landolfi, invece, «destabilizzante».

Secondo atto. Si va in assemblea dei soci. Il delegato del Tesoro
propone un testo per formalizzare l'intesa sul nome di Meocci. Il Cda
ha valutato i requisiti del candidato designato. Non è vero: i quattro
pareri pro veritate sono stati portati all'azionista sperando nella sua
valutazione. Sono le tre righe finali, aggiunte a penna, però, a creare
lo scompiglio: «La verifica del possesso dei requisiti per la carica
rimane, come di consueto, di competenza del Cda». Non solo: il
rappresentante dell'azionista annuncia che la vecchia assicurazione di
cui godono i consiglieri Rai non avrebbe più coperto &la colpa
grave». Apriti cielo: insorgono i consiglieri della maggioranza, in
particolare Urbani e Staderini. Si sospende l'assemblea. La quale viene
riconvocata in serata.

Terzo atto. Il Tesoro cambia parere e modifica la parte in cui si
scaricava la responsabilità sui consiglieri. Ora, vi è intesa «per
tutti gli effetti di legge connessi alla nomina del direttore
generale». Non solo: rispetto a poche ore prima, si riconosce ai
consiglieri Rai l'assicurazione anche per «colpa grave», al contrario
di quanto avviene per le altre aziende partecipate. La strada sembra
spianata per Meocci. I consiglieri di maggioranza si sentono al sicuro
da eventuali conseguenze (e l'azienda?). I tre di minoranza non
partecipano all'assemblea e al successivo Cda, «per protesta verso un
atteggiamento che riteniamo indegno: il Tesoro non può prendere una
decisione per smentirla tre ore dopo» contesta Carlo Rognoni. «Il
rischio di una decadenza di Meocci per incompatibilità rimane forte»
aggiunge Nino Rizzo Nervo.

Quarto (e forse penultimo) atto. Prosegue il Cda ma i sindaci
rinviano a oggi il proprio parere sulla vicenda Meocci. Petruccioli
sostiene di non voler votare senza parere. Il Cda si aggiorna a
stamattina.

MA.M.

 

L'incompatibilità

Il parere dello studio Ripa di Meana

Secondo il parere dello studio Ripa di Meana sulla possibile
incompatibilità di Meocci si sostiene che l’incarico di direttore
generale non è una prosecuzione del preesistente rapporto di lavoro ma
un nuovo rapporto, diverso e autonomo dal precedente; trattandosi di
disciplina dettata a garanzia di trasparenza della stessa Autorità e
dei suoi commissari, l'eventuale violazione dovrebbe essere rilevata
dalla stessa Autorità. La Corte dei conti potrebbe configurare un danno
erariale per l'applicazione di sanzioni per una delibera in violazione
delle norme sull'incompatibilità.

……………………

Governance / Le emergenze

Conti e audience, tv di Stato alla prova

Sugli ascolti l'incognita del nuovo «Affari tuoi»

 

ROMA - Rilancio del servizio pubblico, pluralismo, digitale
terrestre, valorizzazione delle professionalità interne. Saranno le
parole d'ordine del nuovo vertice della Rai, come lo sono state dei
vertici del passato. Il nuovo direttore generale, però, ha diverse
emergenze cui far fronte.

I conti stanno peggiorando. Il secondo semestre 2005 andrà meno bene
del primo, il budget 2006 avrà per titolo “Profondo rosso“. Le spese
delle prime due reti tv crescono mentre nel 2006 si dovrà far fronte
all'acquisto delle 25 partite dei mondiali di calcio in Germania e ai
diritti della Champion's League (55 milioni di euro per 17 partite).
C'è bisogno di un congruo aumento del canone 2006 ma i segnali lanciati
dal ministro delle Comunicazioni non sono incoraggianti.

In più, la Rai è chiamata, in questi mesi, a uno sforzo ulteriore
sul digitale terrestre. Le si chiede d'intensificare la diffusione del
segnale in Sardegna e Val D'Aosta. Non solo: l'Autorità per le
comunicazioni ha chiesto un Piano di conversione di tutti gli impianti
Rai dall'analogico al digitale. Se mai dovesse essere attuato,
costituirebbe un impegno molto gravoso. Ancora: nella stessa delibera
sul pluralismo di cui Meocci è stato co-relatore e che la Rai ha
impugnato davanti al Tar Lazio, si obbliga il servizio pubblico a
trasmettere sul digitale terrestre un canale generalista senza
pubblicità. Costi senza introiti e Meocci contro Meocci,
incompatibilità permettendo.

Sull'organizzazione aziendale, due assetti contrapposti nel giro di
pochi anni (quello divisionale di Pierluigi Celli e quello
centralizzato di Cattaneo) sono difficili da digerire.

Sul fronte prodotto-audience le cose non vanno a gonfie vele, in
attesa di un autunno dove, perso il calcio domenicale, ci si affida a
fiction e reality di successo. Del resto, la replica di “Un medico in
famiglia“, che costa 930mila euro a puntata, supera Milan-Chelsea e
l'ottava replica del Maresciallo Rocca vince la serata. Il primo
semestre è stato chiuso dal peggior mese di giugno degli ultimi venti
anni (39,9%). I risultati di “Affari tuoi“ sono l'incognita. Il futuro
del programma è legato al contratto-quadro Rai-Endemol, non ancora
firmato. Un'ipotesi è la fissazione di un minimo garantito per
realizzare fiction, oltre al programma. Nella stagione passata la Rai
ha pagato un certo prezzo per “Affari tuoi“ in cambio di una fiction
che non è mai stata prodotta. Endemol non ha girato un minuto di
fiction per Rai, che rischia di perdere la gallina dalle uova d'oro.

Il digitale terrestre sta diventando una piattaforma a pagamento.
Mediaset parte a fine agosto con il cinema. La Rai non ha diritti pay.
Per quale modello di business e quali contenuti continuare a investire
nel digitale terrestre? Sulla banda larga andrà chiarito il rapporto
con Telecom Italia, anche in vista di un eventuale avvicinamento
societario Fininvest-Telecom. Va deciso quale politica attuare nella
banda larga per sfruttare al meglio i marchi vincenti della Rai, da
Sanremo all'Isola dei famosi, dai tg a “Miss Italia“.

MARCO MELE

 ………………………………….

Rai/ 5 agosto/ Alfredo Mocci è il nuovo direttore generale  

Roma, 5 agosto 2005. Alfredo Meocci è il nuovo direttore
generale della Rai. Lo ha nominato il consiglio di amministrazione con
5 voti favorevoli, 3 contrari e un astenuto.

MEOCCI, LAVORERO' IN STRETTO RAPPORTO CON TUTTO CDA

''Ho provato un po' di commozione entrando in questa sede: farò il
mio lavoro in stretto rapporto con tutto il CdA: ringrazio il
presidente ed il Consiglio per la fiducia e ringrazio anche il
direttore uscente Cattaneo''. Sono le prime parole del nuovo direttore
generale della Rai, Alfredo Meocci. ''E' evidente - ha detto Meocci che
sono soddisfatto dell' incarico, mi rendo conto che ci sono molte
difficoltà perché è un momento molto delicato''.

PETRUCCIOLI, ASTENUTO PER QUESTIONE INCOMPATIBILITA'

''La complessità della questione dell'incompatibilità alla fine mi
ha indotto ad astenermi dal voto'': così il presidente della Rai,
Claudio Petruccioli, ha spiegato la sua decisione di non partecipare al
voto del Cda che ha nominato Alfredo Meocci direttore generale. (ANSA)

--------------------------------------------------------------------------------

RAI: I COMPITI E LE PATATE BOLLENTI DEL NUOVO DG

Il mandato del nuovo direttore generale ha la stessa durata di
quello del Cda ed i suoi compiti (e la remunerazione), fissati dal
nuovo statuto della Rai, sono definiti dal consiglio d'amministrazione.
Le patate bollenti che si trova gia' sulla scrivania sono: Affari tuoi;
il reintegro di Santoro; la domenica senza calcio. Ecco, piu' nel
dettaglio, i compiti: il Dg risponde al cda della gestione aziendale e
sovrintende all'organizzazione e al funzionamento dell'azienda; in
collaborazione con i responsabili di rete e di testata, assicura la
coerenza della programmazione con le linee editoriali fissate dal cda;
propone al consiglio le nomine dei dirigenti; provvede alla gestione
del personale; propone all'approvazione del cda i piani annuali di
trasmissione e produzione e i contratti; firma gli atti e i contratti
inferiori a due milioni e mezzo di euro; trasmette al cda le
informazioni utili per verificare il conseguimento degli obiettivi
aziendali e l'attuazione degli indirizzi definiti dagli organi
competenti. 'Affari tuoi': il format che frutta 100 milioni di euro di
pubblicita' e che l'anno scorso e' stato capace di battere 'Striscia la
Notizia', e' ancora al palo. Fazio e Teocoli hanno fatto una prima
prova di conduzione, ma ad Endemol, proprietaria del format che deve
dare il via libera, non e' ancora arrivata la proposta formale di
Raiuno. Ieri Del Noce assicurava: ''dobbiamo ancora risolvere alcuni
problemi contrattuali..ma credo che ci arriviamo''. Santoro e
l'informazione: il conduttore deve essere reintegrato (lo ha deciso il
giudice ed il presidente Petruccioli si e' detto ''convinto che possa
dare un grande contributo alla produzione di informazione ed
approfondimento''). Anzi, il neo presidente ha annunciato che rivuole
anche Enzo Biagi (''non penso per forza d un nuovo programma, prima di
tutto dovremo discuterne con lui''). Occorrera' quindi ridisegnare i
palinsesti sull'approfondimento. La domenica senza calcio: aspettando
che il giudice decida se l'asta che ha assegnato a Mediaset i diritti
della serie A e' stata regolare, Rai sport sta cercando di capire come
fare senza lo storico '90° minuto', senza piu' i collegamenti con gli
stadi di 'Quelli che il calcio', con solo tre minuti dopo le 20:30 e le
sintesi dopo le 22:30 per raccontare la domenica calcistica. ''Stiamo
dando fondo a tutte le nostre capacita' di fantasia ed inventiva''
diceva ieri il direttore Fabrizio Maffei. (ANSA)

 

--------------------------------------------------------------------------------

 

Alfredo Meocci e' nato il 30 marzo del 1953 a Verona.

Laureato in Pedagogia, diventato pubblicista nel 1975, nello stesso
anno si e' iscritto dalla Dc veronese. Nel 1982 e' diventato
professionista, ha collaborato con Raitre Venezia e poi e' stato
chiamato per una sostituzione al Tg1, prima di essere assunto a tempo
indeterminato. Al Tg1 e' rimasto dal 1982 al 1990, poi e' diventato
assessore alla cultura del comune di Verona (dal 1991 al 1993) e
consigliere di amministrazione dell'Istituto Luce.

E' stato deputato nella 12/a legislatura, eletto nelle liste del Ccd
- partito per il quale e' stato responsabile informazione - e
componente della commissione di Vigilanza sulla Rai, della commissione
speciale per il riassetto televisivo e della commissione Cultura della
Camera. Nel 1996 non e' stato rieletto in Parlamento ma è diventato
vicepresidente dell'Ente lirico Arena di Verona.

Nel 1998 è stato nominato dal Senato membro dell'Autorità per le
garanzie nelle Comunicazioni, nella commissione Servizi e Prodotti.

All'Authority è rimasto fino a pochi mesi fa, quando il Parlamento
ha dato il via libera alla nuova composizione dell'organismo ora
presieduto da Corrado Calabrò. In quella veste è stato, fra l'altro,
relatore con Vincenzo Monaci del provvedimento con cui l'Authority ha
indicato alcuni correttivi a Rai e Mediaset dopo aver analizzato il
mercato tv 2004 in base alla nuova legge Gasparri. Ha invece votato
contro le supermulte ai due gruppi, pari al 2% del fatturato 2003 (ma
poi impugnate davanti al Tar) comminate dall'Autorità per lo sforamento
dei tetti pubblicitari.

Sempre come commissario dell'Authority, è stato relatore di tutti i
pareri sui provvedimenti relativi alle operazioni di concentrazione e
alla pubblicità ingannevole, del progetto speciale sulla tutela dei
minori, dell'istruttoria per la realizzazione dell'elenco telefonico
generale, della relazione tecnica sullo sviluppo del digitale
terrestre. Come componente della commissione Servizi e Prodotti si e'
occupato, in particolare, dei temi relativi al rispetto della par
condicio nei periodi elettorali, delle norme in materia di tutela dei
minori e in tema di pubblicita' e televendite. (ANSA)