Università degli Studi di Milano Bicocca
Facoltà di Sociologia
Anno accademico 2005-2006
Corso di Storia del giornalismo e delle comunicazioni sociali
Prof. Francesco (“Franco”) Abruzzo
Presentazione
Il corso intende affrontare i principali problemi della storia del
giornalismo, concepita come storia delle libertà (e soprattutto della
libertà di stampa) e come uno dei momenti cruciali della storia
generale dell’Italia e dell’Europa. Nella storia del giornalismo
rientra anche quella delle istituzioni professionali, delle leggi
dell’editoria (anche online), del sistema radiotelevisivo pubblico e
privato, delle normative lavoristiche che governano il mondo della
stampa. La storia del giornalismo, quindi, non è soltanto la storia
delle testate e dei media, degli uomini e delle donne che vi lavorano
e che vi hanno lavorato, ma anche delle norme (costituzionali e
specifiche) e dei processi culturali, tecnologici e politici che ne
hanno accompagnato il cammino soprattutto negli ultimi cinque secoli.
Grande attenzione sarà riservata al giornalismo del Risorgimento e
dell’Italia liberale, alla stampa e alla radio del regime fascista,
all’informazione scritta e radiotelevisiva dell’Italia repubblicana
fino all’avvento di Internet e della free press. Saranno, infine,
illustrate le principali questioni della professione giornalistica,
dall’assetto legislativo alla deontologia e all’accesso.
giornalismo, concepita come storia delle libertà (e soprattutto della
libertà di stampa) e come uno dei momenti cruciali della storia
generale dell’Italia e dell’Europa. Nella storia del giornalismo
rientra anche quella delle istituzioni professionali, delle leggi
dell’editoria (anche online), del sistema radiotelevisivo pubblico e
privato, delle normative lavoristiche che governano il mondo della
stampa. La storia del giornalismo, quindi, non è soltanto la storia
delle testate e dei media, degli uomini e delle donne che vi lavorano
e che vi hanno lavorato, ma anche delle norme (costituzionali e
specifiche) e dei processi culturali, tecnologici e politici che ne
hanno accompagnato il cammino soprattutto negli ultimi cinque secoli.
Grande attenzione sarà riservata al giornalismo del Risorgimento e
dell’Italia liberale, alla stampa e alla radio del regime fascista,
all’informazione scritta e radiotelevisiva dell’Italia repubblicana
fino all’avvento di Internet e della free press. Saranno, infine,
illustrate le principali questioni della professione giornalistica,
dall’assetto legislativo alla deontologia e all’accesso.
I Modulo - Dai primordi del giornalismo all’epoca delle
Rivoluzioni liberali e al Risorgimento nazionale. L’Italia liberale. Il
giornalismo nell'età giolittiana. Luigi Albertini, Alfredo Frassati e
Alberto Bergamini. 1904: il “Corriere della Sera” sorpassa “Il
Secolo” Dalla prima guerra mondiale al fascismo. Mussolini imbavaglia
giornali e giornalisti. Dalla seconda guerra mondiale all’Italia
repubblicana e fino alla nascita de “Il Giorno” (1956).
Rivoluzioni liberali e al Risorgimento nazionale. L’Italia liberale. Il
giornalismo nell'età giolittiana. Luigi Albertini, Alfredo Frassati e
Alberto Bergamini. 1904: il “Corriere della Sera” sorpassa “Il
Secolo” Dalla prima guerra mondiale al fascismo. Mussolini imbavaglia
giornali e giornalisti. Dalla seconda guerra mondiale all’Italia
repubblicana e fino alla nascita de “Il Giorno” (1956).
1. Giornalismo nell’antichità. I primordi della stampa. La
stagione delle “gazzette”. I caratteri mobili di Gutenberg. La nuova
industria della carta e il progresso scientifico. I primi giornali
stampati. Papato, Impero e libertà di stampa.
stagione delle “gazzette”. I caratteri mobili di Gutenberg. La nuova
industria della carta e il progresso scientifico. I primi giornali
stampati. Papato, Impero e libertà di stampa.
2. Dalla Rivoluzione inglese all’Illuminismo, dalla Rivoluzione
americana alla Rivoluzione francese. Nasce il giornalismo politico.
americana alla Rivoluzione francese. Nasce il giornalismo politico.
3. Il Caffè, Il Conciliatore e il Politecnico. Giuseppe Mazzini.
La causa italiana guadagna proseliti anche nella stampa. Il giornalismo
del Risorgimento Il giornalismo nel “decennio della preparazione”
(1849-1859). I giornali di Torino e Milano. L’Agenzia Stefani.
La causa italiana guadagna proseliti anche nella stampa. Il giornalismo
del Risorgimento Il giornalismo nel “decennio della preparazione”
(1849-1859). I giornali di Torino e Milano. L’Agenzia Stefani.
4.. Dal Piemonte sabaudo all'Italia liberale. Lo Statuto del Regno
d’Italia e l'Editto albertino sulla stampa (1848). “Il Secolo” primo
giornale moderno d’Italia (1866). Nel 1885 Benigno Crespi investe nel
“Corriere della Sera”. I principali giornali dell’Italia unita. Gli
scandali Oblieght e Banca Romana.
d’Italia e l'Editto albertino sulla stampa (1848). “Il Secolo” primo
giornale moderno d’Italia (1866). Nel 1885 Benigno Crespi investe nel
“Corriere della Sera”. I principali giornali dell’Italia unita. Gli
scandali Oblieght e Banca Romana.
5. Il giornalismo nell'età giolittiana. I grandi direttori: Luigi
Albertini, Alfredo Frassati e Alberto Bergamini. 1904: il “Corriere
della Sera” sorpassa “Il Secolo” . La stampa d’opposizione repubblicana
e socialista di fine 800. La stampa cattolica e l’Italia liberale.
Albertini, Alfredo Frassati e Alberto Bergamini. 1904: il “Corriere
della Sera” sorpassa “Il Secolo” . La stampa d’opposizione repubblicana
e socialista di fine 800. La stampa cattolica e l’Italia liberale.
6. Nel 1908 nasce la Fnsi. Il contratto giornalistico del 1911-1913.
7. La stampa e la prima guerra mondiale. Dall’<Idea
nazionale> al “Popolo d’Italia”. Le prime concentrazioni editoriali
(il “caso Perrone”) e i finanziamenti della grande industria. Il
dibattito del 1918 alla Camera sulla trasparenza dei bilanci
editoriali..
nazionale> al “Popolo d’Italia”. Le prime concentrazioni editoriali
(il “caso Perrone”) e i finanziamenti della grande industria. Il
dibattito del 1918 alla Camera sulla trasparenza dei bilanci
editoriali..
8. Verso la dittatura. I martiri del giornalismo liberale:
Giovanni Amendola e Piero Gobetti. Mussolini imbavaglia giornali e
giornalisti. “La libertà di stampa” di Mario Borsa. Escono di scena i
grandi direttori dell’Italia liberale (Bergamini, Albertini e
Frassati). Gli Agnelli conquistano “La Stampa” e i Crespi il “Corriere
della Sera”.
Giovanni Amendola e Piero Gobetti. Mussolini imbavaglia giornali e
giornalisti. “La libertà di stampa” di Mario Borsa. Escono di scena i
grandi direttori dell’Italia liberale (Bergamini, Albertini e
Frassati). Gli Agnelli conquistano “La Stampa” e i Crespi il “Corriere
della Sera”.
9. Il giornalismo del regime fascista. La radio nuovo mezzo di
comunicazione utilizzata dal “regime”. Nascono l'Albo dei giornalisti e
il direttore responsabile.
comunicazione utilizzata dal “regime”. Nascono l'Albo dei giornalisti e
il direttore responsabile.
10. Il giornalismo dell’Italia in guerra 1940-1945. Il dibattito Baldacci-Borsa sul futuro della stampa nell’Italia democratica.
11. Il giornalismo dell'Italia repubblicana. La Costituzione, la
legge sulla stampa del 1948 e la legge del 1963 sull'ordinamento della
professione giornalistica. Sentenze della Corte costituzionale sulla
legittimità dell’Ordine dei Giornalisti.
legge sulla stampa del 1948 e la legge del 1963 sull'ordinamento della
professione giornalistica. Sentenze della Corte costituzionale sulla
legittimità dell’Ordine dei Giornalisti.
12. Dopo giornali e radio, è l’ora della Tv (1954). I cambiamenti
nella stampa. Le concentrazioni Monti e Rovelli. Il “Mondo”, i
settimanali di Arrigo Benedetti (Europeo ed Espresso) e “Il Giorno“.
nella stampa. Le concentrazioni Monti e Rovelli. Il “Mondo”, i
settimanali di Arrigo Benedetti (Europeo ed Espresso) e “Il Giorno“.
Testi:
Paolo Murialdi, Storia del giornalismo italiano, Il Mulino, Bologna 2000, (capitoli I, II, III, IV, V, VI, VII, VIII).
Franco Abruzzo, Materiali per un corso di Storia del
giornalismo (Da Gutenberg al web, alla free press e alla tv digitale),
I edizione, aprile 2006, Centro di Documentazione Giornalistica (00186
Roma - Piazza di Pietra 26 - tel. 06/67.914.96 - 06/ 67.981.48 - Fax
06/67.974.92). euro 20.
giornalismo (Da Gutenberg al web, alla free press e alla tv digitale),
I edizione, aprile 2006, Centro di Documentazione Giornalistica (00186
Roma - Piazza di Pietra 26 - tel. 06/67.914.96 - 06/ 67.981.48 - Fax
06/67.974.92). euro 20.
Materiali:
1. Walter Tobagi, Mario Borsa giornalista liberale.
Il Corriere della Sera e la svolta dell’agosto 1946, in “Problemi
dell’Informazione” (n. 3 del luglio-settembre 1976).
Il Corriere della Sera e la svolta dell’agosto 1946, in “Problemi
dell’Informazione” (n. 3 del luglio-settembre 1976).
2. Francesco P. Casavola, Il giornalismo deve tornare tra i cittadini, Desk, n. 1/1997
II Modulo - Le leggi sull'editoria e sul sistema
radiotelevisivo pubblico e privato. Indro Montanelli ed Eugenio
Scalfari fondano i loro giornali. La sfida Corriere-Repubblica. La
battaglia di Segrate. “Il Sole 24 Ore”. Paolo Mieli consolida il
primato del “Corriere della Sera”. Cesare Romiti in via Solferino. La
“legge Gasparri” e la tv digitale. Palo Mieli ritorna alla testa del
Corriere della Sera dopo Ferruccio De Bortoli e Stefano Folli. La free press.
radiotelevisivo pubblico e privato. Indro Montanelli ed Eugenio
Scalfari fondano i loro giornali. La sfida Corriere-Repubblica. La
battaglia di Segrate. “Il Sole 24 Ore”. Paolo Mieli consolida il
primato del “Corriere della Sera”. Cesare Romiti in via Solferino. La
“legge Gasparri” e la tv digitale. Palo Mieli ritorna alla testa del
Corriere della Sera dopo Ferruccio De Bortoli e Stefano Folli. La free press.
1. Nasce la Tv commerciale. Stampa in crisi negli anni 70. Primo
intervento pubblico di soccorso nel 1975 con la legge 172. Il
passaggio dal “caldo” al “freddo”. Dalla fotocomposizione al computer.
intervento pubblico di soccorso nel 1975 con la legge 172. Il
passaggio dal “caldo” al “freddo”. Dalla fotocomposizione al computer.
2. I Rizzoli conquistano il “Corriere della Sera”. L’intervento di
Agnelli e Moratti e poi di Cefis in aiuto dei Rizzoli. (1973-1974).
Fuori i Crespi da via Solferino dopo 89 anni.
Agnelli e Moratti e poi di Cefis in aiuto dei Rizzoli. (1973-1974).
Fuori i Crespi da via Solferino dopo 89 anni.
3. Indro Montanelli fonda “Il Giornale” (1974). Cefis conquista anche “Il Messaggero”.
4. Eugenio Scalfari dà vita a “la Repubblica“ (1976).
5. La crisi del “Corriere della Sera” del 1981. Il sorpasso de “la
Repubblica” nel 1986. La gestione di via Solferino dai giudici alla
Fiat.
Repubblica” nel 1986. La gestione di via Solferino dai giudici alla
Fiat.
6. La legge 103/1975 “riorganizza” la Rai. La “legge Mammì” (n.
223/ 1990) consacra il duopolio Rai-Fininvest. Dal “Garante
dell’editoria” al “Garante della radiodiffusione e dell’editoria”. Il
terzo Garante (legge n. 249/1997). Le “regole” che governano il sistema
radiotelevisivo pubblico e privato. Sentenza della Corte costituzionale
n. 284/2002 (”Sì al canone Rai per una tv nell'interesse di tutti “).
Breve storia del telegiornale (1954-2002).
223/ 1990) consacra il duopolio Rai-Fininvest. Dal “Garante
dell’editoria” al “Garante della radiodiffusione e dell’editoria”. Il
terzo Garante (legge n. 249/1997). Le “regole” che governano il sistema
radiotelevisivo pubblico e privato. Sentenza della Corte costituzionale
n. 284/2002 (”Sì al canone Rai per una tv nell'interesse di tutti “).
Breve storia del telegiornale (1954-2002).
7. La “Grande Mondadori”. La “battaglia di Segrate” (1989-1991).
Silvio Berlusconi, sostenuto da Bettino Craxi, contro Carlo De
Benedetti, Eugenio Scalfari e Carlo Caracciolo. La mediazione di Giulio
Andreotti. L’accordo sulla spartizione..
Silvio Berlusconi, sostenuto da Bettino Craxi, contro Carlo De
Benedetti, Eugenio Scalfari e Carlo Caracciolo. La mediazione di Giulio
Andreotti. L’accordo sulla spartizione..
8. Il successo del “Sole 24 Ore“ (1965-2000) e della stampa economica in generale nell’Italia del nuovo “miracolo economico”.
9. Paolo Mieli, con il “mielismo” o “metodo Mieli”, prima rilancia
“La Stampa” (1990) e poi consolida la leadership del “Corriere della
Sera” su “Repubblica” (1992-1997). Cesare Romiti in via Solferino.
“La Stampa” (1990) e poi consolida la leadership del “Corriere della
Sera” su “Repubblica” (1992-1997). Cesare Romiti in via Solferino.
10. Le leggi sull’editoria n. 416/1981; n. 67/1987; n. 62/2001
(con il Regolamento emanato in data 30 giugno 2001 dall’Autorità per
le garanzie nelle comunicazioni). La battaglia sulla trasparenza per
rendere “noti i mezzi di finanziamento della stampa periodica” dal 1918
ad oggi. Il giornalismo on-line e il contratto giornalistico del 2001.
(con il Regolamento emanato in data 30 giugno 2001 dall’Autorità per
le garanzie nelle comunicazioni). La battaglia sulla trasparenza per
rendere “noti i mezzi di finanziamento della stampa periodica” dal 1918
ad oggi. Il giornalismo on-line e il contratto giornalistico del 2001.
11. I nuovi assetti proprietari della stampa italiana nel
quindicennio 1991-2006. Le vicende dei giornali italiani testata per
testata.
quindicennio 1991-2006. Le vicende dei giornali italiani testata per
testata.
12. Giornalismo e Internet. La “free press”. La “legge Gasparri” e
la tv digitale. Palo Mieli ritorna alla testa del Corriere della Sera
dopo Ferruccio De Bortoli e Stefano Folli.
la tv digitale. Palo Mieli ritorna alla testa del Corriere della Sera
dopo Ferruccio De Bortoli e Stefano Folli.
Testi:
Paolo Murialdi, Storia del giornalismo italiano, Il Mulino, Bologna 2000, (capitoli IX, X, XI, XII).
Franco Abruzzo, Materiali per un corso di Storia del
giornalismo (Da Gutenberg al web, alla free press e alla tv digitale),
I edizione, aprile 2006, Centro di Documentazione Giornalistica (00186
Roma - Piazza di Pietra 26 - tel. 06/67.914.96 - 06/ 67.981.48 - Fax
06/67.974.92). euro 20.
giornalismo (Da Gutenberg al web, alla free press e alla tv digitale),
I edizione, aprile 2006, Centro di Documentazione Giornalistica (00186
Roma - Piazza di Pietra 26 - tel. 06/67.914.96 - 06/ 67.981.48 - Fax
06/67.974.92). euro 20.
Materiali:
· Sul Corriere della Sera e il Gruppo Rcs (Il metodo Mieli.
Da Rizzoli a Romiti.. Corriere e Repubblica, gli anni del sorpasso, la
ripresa, il mielismo. Poi arriva Ferruccio de Bortoli e fa un “giornale
moderno con l’anima antica”) consultare il n. 1/2001 del trimestrale
“Problemi dell’informazione” (Il Mulino).
Da Rizzoli a Romiti.. Corriere e Repubblica, gli anni del sorpasso, la
ripresa, il mielismo. Poi arriva Ferruccio de Bortoli e fa un “giornale
moderno con l’anima antica”) consultare il n. 1/2001 del trimestrale
“Problemi dell’informazione” (Il Mulino).
III Modulo – Le regole deontologiche della professione
giornalistica. Il Codice sulla privacy nell’attività giornalistica. La
notizia giornalistica. La “penny press”. Dario Papa “in
missione” negli Usa importa il modello popolare del “New
York Herald” nell’Italia del 1884. Il dibattito sull’obiettività. La
riforma universitaria e la professione giornalistica nell’Italia del
Terzo Millennio.
giornalistica. Il Codice sulla privacy nell’attività giornalistica. La
notizia giornalistica. La “penny press”. Dario Papa “in
missione” negli Usa importa il modello popolare del “New
York Herald” nell’Italia del 1884. Il dibattito sull’obiettività. La
riforma universitaria e la professione giornalistica nell’Italia del
Terzo Millennio.
1. Diritto di cronaca (e di critica) e segreto professionale tra
Costituzione della Repubblica e Convenzione europea dei diritti
dell’uomo. La “Carta” di Nizza. L’ordinamento della professione
giornalistica in Italia, nella Ue e negli Usa.
Costituzione della Repubblica e Convenzione europea dei diritti
dell’uomo. La “Carta” di Nizza. L’ordinamento della professione
giornalistica in Italia, nella Ue e negli Usa.
2. Le “regole” deontologiche contenute nella legge sulla stampa.
L’informazione in tempo di elezioni: la legge sulla par condicio e
la sentenza n. 155/2002 della Corte costituzionale.
L’informazione in tempo di elezioni: la legge sulla par condicio e
la sentenza n. 155/2002 della Corte costituzionale.
3.. La deontologia professionale dei giornalisti fissata per legge. La Carta dei doveri (1993). Il massimario.
4. La commistione pubblicità/informazione, La pubblicità
ingannevole. Insider trading e informazione giornalistica nel campo
economico-finanziario.
ingannevole. Insider trading e informazione giornalistica nel campo
economico-finanziario.
5. Analisi del Codice di deontologia sulla privacy. Le regole fissate dall’Ufficio del Garante su cronaca e privacy.
6. Le “regole” deontologiche contenute nel Contratto nazionale di lavoro giornalistico e nella legge sul diritto d’autore.
7. I doveri del giornalista connessi all’esercizio del diritto di cronaca e di critica.
8. La notizia giornalistica. La “penny press”. Dario Papa
(dall’<Arena> al “Corriere della Sera”) “in missione” negli Usa
importa il modello popolare del “New York Herald” nell’Italia del 1884.
(dall’<Arena> al “Corriere della Sera”) “in missione” negli Usa
importa il modello popolare del “New York Herald” nell’Italia del 1884.
9. Il dibattito sull’obiettività (animato da Enzo Forcella, Piero Ottone e Umberto Eco).
10. Ordine professionale e riforma universitaria. “Nascono” la
laurea triennale in Scienze della comunicazione e la laurea biennale
specialistica in giornalismo. Il parere 2228/2002 del Consiglio di
Stato favorevole all’aggancio tra esame di Stato e laurea specialistica
biennale in giornalismo. La “riforma Siliquini” del 2005/2006 bocciata
dal Consiglio di Stato.
laurea triennale in Scienze della comunicazione e la laurea biennale
specialistica in giornalismo. Il parere 2228/2002 del Consiglio di
Stato favorevole all’aggancio tra esame di Stato e laurea specialistica
biennale in giornalismo. La “riforma Siliquini” del 2005/2006 bocciata
dal Consiglio di Stato.
11. La Repubblica “comunica”. La legge 150/2000 e il suo
regolamento (Dpr 422/2001). Giornalisti laureati negli uffici stampa
delle pubbliche amministrazioni, ma senza un contratto specifico.
regolamento (Dpr 422/2001). Giornalisti laureati negli uffici stampa
delle pubbliche amministrazioni, ma senza un contratto specifico.
12. La registrazione delle testate telematiche dopo le leggi n. 62/2001 e n. 39/2002.
Testi:
Franco Abruzzo, Materiali per un corso di Storia del
giornalismo (Da Gutenberg al web, alla free press e alla tv digitale),
I edizione, aprile 2006, Centro di Documentazione Giornalistica (00186
Roma - Piazza di Pietra 26 - tel. 06/67.914.96 - 06/ 67.981.48 - Fax
06/67.974.92). euro 20.
giornalismo (Da Gutenberg al web, alla free press e alla tv digitale),
I edizione, aprile 2006, Centro di Documentazione Giornalistica (00186
Roma - Piazza di Pietra 26 - tel. 06/67.914.96 - 06/ 67.981.48 - Fax
06/67.974.92). euro 20.
Materiali:
Alessandro Mazzanti, Cronaca di un’assenza. Il dibattito
sull’obiettività dell’informazione in Italia, in “Problemi
dell’informazione” (n. 2- aprile/giugno 1989).
sull’obiettività dell’informazione in Italia, in “Problemi
dell’informazione” (n. 2- aprile/giugno 1989).
*********
Nota 1: non si potranno sostenere gli esami del III modulo
senza aver prima superato quelli del I e II modulo. Lo stesso discorso
vale per il II modulo rispetto al I.
senza aver prima superato quelli del I e II modulo. Lo stesso discorso
vale per il II modulo rispetto al I.
Nota 2: si consiglia la lettura dei manuali di storia dei 3
anni del Liceo classico per cogliere i passaggi e gli snodi essenziali
nelle vicende italiane ed europee e nel progresso delle scienze e
dell’economia.
anni del Liceo classico per cogliere i passaggi e gli snodi essenziali
nelle vicende italiane ed europee e nel progresso delle scienze e
dell’economia.
Nota 3: si avvertono gli studenti che possono presentare una
tesina (di 20/30 pagine con relativa bibliografia) su un argomento
trattato nell’ambito dell’insegnamento della materia. Alle tesine
meritevoli saranno assegnati da 1 a 3 punti, che andranno ad
aggiungersi alla media dei voti conseguita dopo l’esame relativo al III
Modulo. La tesina va consegnata al docente o alla segreteria didattica
del Dipartimento.
tesina (di 20/30 pagine con relativa bibliografia) su un argomento
trattato nell’ambito dell’insegnamento della materia. Alle tesine
meritevoli saranno assegnati da 1 a 3 punti, che andranno ad
aggiungersi alla media dei voti conseguita dopo l’esame relativo al III
Modulo. La tesina va consegnata al docente o alla segreteria didattica
del Dipartimento.
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