Aprile 2007 Notizie dal mondo dell’informazione

Contratto Convocate dal Governo il 23 aprile Fieg e Fnsi. Colloqui separati.
Nessun passo avanti. In una dichiarazione congiunta, il ministro del
Lavoro Damiano e il sottosegretario alla presidenza con delega
all’editoria Ricardo Franco Levi, rilevano che “di fronte alla
richiesta del Governo di aprire un tavolo di trattative per il rinnovo
del contratto nazionale di lavoro dei giornalisti, la Fieg ha ancora
una volta ribadito la sua indisponibilità”. Al presidente degli editori
che aveva definito “costruttivo” l’incontro, il sottosegretario Levi ha
replicato: “Non ci sentiamo di condividere quel giudizio”. “Vertenza drammatica”: questo il giudizio della Fnsi alla vigilia
del comitato di presidenza della Fieg e della riunione della Giunta
esecutiva del sindacato. “E’ importante – dice la Fnsi – che il
ministro abbia annunciato la firma della delibera sulla riforma
dell’Inpgi e le agevolazioni contributive per i disoccupati. E’
importante che il Governo abbia ribadito la volontà di procedere,
attraverso la concertazione, sul tema del mercato del lavoro e della
riforma dell’editoria. In assenza di questa concertazione il Governo
intende procedere adottando alcuni provvedimenti: certificazione dei
contributi di tutti i lavoratori autonomi aumentando quelli dei
giornalisti free lance dal 12 al 23% di cui 2/3 a carico del datore di
lavoro e 1/3 a carico del lavoratore, contributi che saranno versati
alla gestione separata dell’Inpgi; uniformare il sistema di tutele dei
giornalisti a quello degli altri lavoratori per maternità e malattia;
attuazione, anche per il precariato giornalistico, delle norme previste
in finanziaria. Preoccupazioni per la grave situazione contrattuale dei
giornalisti sono state espresse dalle segreterie dei sindacati
confederali e dall’Associazione nazionale delle cooperative editoriali
(Mediacoop). Alla vigilia dell’incontro, in una nota, il ministro Damiano e il
sottosegretario Levi avevano rilevato che “pur consapevole e rispettoso
dell’autonomia delle parti, il Governo conferma la propria volontà e
disponibilità a fare tutto quanto rientra nelle sue prerogative per
superare gli ostacoli che non hanno sinora permesso a giornalisti ed
editori di riaprire in modo costruttivo il dialogo tra di loro e di
istituire un tavolo di trattativa per il rinnovo del contratto”. Un
documento del sindacato dei giornalisti aveva rilevato che “nonostante
le dichiarazioni di solidarietà registrate in questi mesi purtroppo non
ci sono stati ancora da parte del governo fatti concreti”. Secondo De Benedetti “la posizione degli editori è coesa e
difficilmente si arriverà ad un rinnovo in tempi brevi. Di fronte a
cambiamenti strutturali ed epocali, bisogna introdurre elementi che
mettano le aziende in condizioni di reagire prontamente alle mutazioni
del mercato. Pensiamo che si debba ridurre la progressività automatica
degli aumenti di stipendio. E’ mancata la presa di coscienza del
cambiamento da parte dei giornalisti ed è per questo che non si è dato
luogo al contratto. E non credo che questo avvenga in tempi brevi. Ciò
non vuol dire che non vogliamo fare il contratto ma che vogliamo farlo
tenendo conto dei mutamenti strutturali e non congiunturali del
settore”. L’amministratore delegato di RCS, Antonello Perricone ha detto che
“alla ricetta per combattere le incertezze della carta stampata non può
mancare la soluzione della vertenza sul contratto. La mancanza del
rinnovo è un problema per tutti, nessuno sta vincendo, anzi stiamo
tutti un po’ perdendo. L’auspicio è che la vertenza possa concludersi
presto. La nostra precisa convinzione è che la vertenza possa
concludersi positivamente”. La replica del Cdr del Corriere: Rcs soffre di uno sdoppiamento
aziendale che rivela una deludente abdicazione alla propria autonomia e
una sudditanza ad altri gruppi editoriali. Mentre a livello aziendale
il confronto con i giornalisti non si è mai interrotto, a livello
nazionale Rcs ha condiviso la posizione della Fieg che con ogni
pretesto e formidabile arroganza si sottrae a qualsiasi tavolo di
trattativa. Il cdr ricorda che negli ultimi quattro anni Rcs ha versato
ai propri a.d. e direttori generali “solo a titolo di bonus e
liquidazioni 50 milioni di euro. Per raggiungere una cifra come quella
pagata in quattro anni ai grandi commis aziendali, bisognerà mettere,
uno sull’altro, per circa 150 anni tutti i futuri scatti di anzianità
di tutti i giornalisti del Corriere”. Inpgi e Consiglio di Stato E’ illegittimo che la Fieg, utilizzando in modo improprio il
decreto 509/94 abbia tenuto bloccata dal luglio 2005 ad oggi la riforma
previdenziale dell’Inpgi. La legge, infatti, affida alle parti sociali
un diritto partecipativo ma non un potere di veto in merito alle
delibere su contributi e prestazioni degli enti previdenziali. Severo il parere espresso dal Consiglio di Stato al quale si era
rivolto l’Inpgi ma anche il ministero del Lavoro dopo che il 28
febbraio l’istituto aveva rilevato: che il blocco imposto dalla Fieg
alla riforma era immotivato e gravemente lesivo degli interessi
dell’istituto e del futuro previdenziale della categoria dei
giornalisti; che di conseguenza il ministero del Lavoro era nella
condizione prevista dalla legge per rendere esecutiva, dopo quasi due
anni di attesa, la riforma stessa; che analoga facoltà di intervento
riguardava una seconda delibera dell’istituto (adottata nel giugno 2006
e anch’essa bloccata dalla Fieg) per favorire il ritorno al lavoro dei
giornalisti disoccupati e in cigs, attraverso consistenti sconti
contributivi alle aziende, a totale carico dell’Inpgi. Pertanto,
essendo già stata completata dall’Inpgi l’intera procedura delineata
dal Consiglio di Stato, non vi sono ostacoli procedurali alla
definitiva approvazione degli atti impropriamente bloccati dalla Fieg.     Contratto di servizio Rai Le principali novità riguardano il nuovo sistema di misurazione
degli obiettivi di qualità dell’offerta; la terza offerta multimediale
(digitale terrestre, satellitare, IPTV, mobile e internet); la tutela
dei minori (divieto di interruzione pubblicitaria nei programmi per
bambini di durata inferiore ai 30 minuti e nei cartoni animati;
l’obbligo di un segnale permanente di riconoscimento dei programmi non
adatti ai minori; divieto di far comparire, nella pubblicità diffusa
nelle fasce protette, i personaggi dei cartoni per evitare l’effetto
richiamo; il divieto di trasmettere i trailer dei programmi per adulti
nelle fasce 7-9 del mattino e 16-20 del pomeriggio; obbligo di
realizzare fra le 16 e l’una quota di programmazione di intrattenimento
per minori e di formazione e informazione oer l’infanzia e
l’adolescenza non inferiore al 10% della programmazione annuale tra le
7 e le 22,30. Il contratto prevede ancora l’obbligo per ciascuna rete di
trasmettere un telegiornale nella lingua dei segni e di sottotitolare
una serie rilevante di avvenimenti sportivi, di tribune politiche
elettorali e di programmi politici di approfondimento. L’obiettivo è di
raggiungere con la sottotitolazione una quota pari ad almeno il 60%
della programmazione complessiva. Inoltre la Rai è obbligata a
destinare una quota minima del 15% dei ricavi complessivi annui a
investimenti per prodotti audiovisivi di produzione italiana o europea
(nel precedente contratto la quota era del 20% dei soli ricavi da
canone). Entro fine anno la Rai dovrà presentare un progetto di sviluppo dell’attuale canale Isoradio.    Portale Ucsi L’Unione cattolica stampa italiana ha realizzato il proprio portale all’indirizzo www.ucsi.it
per approfondire e dibattere i temi della professione con particolare
riguardo ai doveri dei giornalisti cattolici. Nel sito si trovano
riferimenti alle istituzioni dei media e ai principali appuntamenti.   Pubblicità in rete “Entro il 2010 un quarto dei nostri ricavi arriveranno dalla
pubblicità interattiva, da internet e dai cellulari, ormai piccoli
computer portatili”: è la tesi di Maurice Lévy, presidente e
amministratore delegato di Publicis, quarto gruppo mondiale nella
comunicazione. Attualmente la pubblicità interattiva del gruppo
rappresenta il 7% dei ricavi. In tutti i mercati europei la stampa è in
crisi di diffusione e di pubblicità. e anche la televisione subisce il
nuovo potere del consumatore che ora può decidere cosa e quando
consumare i programmi da lui stesso scelti. Da qui la necessità di
servirsi di tutti gli altri mezzi di comunicazione per riuscire a
sviluppare attenzione anche attraverso il net e gli altri canali
digitali intorno al marchio editoriale tradizionale. In Italia
attualmente la pubblicità online vale appena il 2% del mercato. Presto
il web assorbirà il 10% di tutti gli investimenti pubblicitari globali.   Pubblicità falsa Autocritica, in prima pagina, de il manifesto che in un
corsivo non firmato e attribuito ai due direttori si scusa per la
confusione generata nei lettori con l’inserto dedicato al Primo maggio
e nel quale, accanto ad articoli preparati dalla redazione,
campeggiavano “senza visibile distinzione” due false pubblicità, una di
Wind e l’altra della CGIL realizzate dal collettivo “Agenti dell’intelligence
precaria” al quale il quotidiano aveva offerto degli spazi. Le due
false pubblicità usavano i loghi della CGIL e di Wind per lanciare un
messaggio ingannevole. “Noi non condividiamo ciò che è contenuto in
quelle false pubblicità. La responsabilità del giornale è quella di non
avere esplicitato chiaramente sia l’autonomia delle pagine gestite
dagli Agenti sia il fatto che quelle erano pubblicità false. Generando
così un grave errore di comprensione nei lettori e assumendosi un
messaggio che non è il nostro. Un errore politico-editoriale di cui
dobbiamo chiedere scusa sapendo che ogni provocazione contiene
inevitabilmente delle spigolosità che possono risultare fastidiose”. Dalle redazioni I giornalisti de la Repubblica hanno sospeso dopo cinque
giorni, lo sciopero proclamato lunedì 16 essendo stato raggiunto un
protocollo d’intesa fra la il Cdr, l’azienda e la direzione del
giornale. Nel comunicato congiunto si afferma che “Azienda e Cdr si
impegnano ad un mutuo riconoscimento, nell’autonomia reciproca e negli
ambiti, nei ruoli e nelle competenze proprie. In particolare l’azienda
riconosce formalmente il ruolo e il peso dei giornalisti di Repubblica
nello sviluppo del giornale e nella crescita di autorevolezza del
marchio e dà atto dell’impegno e dei risultati giornalistici e di
qualità raggiunti in questi anni. “Il Cdr riconosce che una sana e corretta gestione amministrativa,
come quella condotta dall’azienda, è elemento di forza e di sicurezza
oltre che garanzia nell’esercizio quotidiano del lavoro giornalistico e
dà atto agli azionisti di avere sempre garantito la libertà del
giornale e dei suoi redattori. Da qui può nascere un quadro di
relazioni nuovo. Questo non eliminerà i contrasti e nemmeno il
conflitto”. Solidarietà è stata espressa dalle testate di tutto il gruppo. I redattori hanno scioperato il 19 aprile. -I redattori de il manifesto hanno respinto, a maggioranza,
le dimissioni dei direttori Gabriele Polo e Mariuccia Ciotta. Al voto
si è giunti dopo un mese di discussioni sul piano editoriale e sulla
sua fattibilità in una situazione di crisi per il quotidiano. Il piano
non è stato approvato e i due direttori si sono dimessi. - Dal 10 aprile La Gazzetta del Mezzogiorno ha un nuovo
formato e una diversa veste grafica per offrire ai lettori un prodotto
più agile e di più facile lettura. I contenuti sono arricchiti da
rubriche, inchieste e approfondimenti. In novembre il giornale compirà
120 anni. - L’editore de l’Unità ha confermato le sette uscite la
settimana e la permanenza delle cronache locali di Firenze, Bologna e
Roma. La redazione ha confermato lo stato di agitazione chiedendo alla
Nie, Nuova iniziativa editoriale, di aprire un confronto finalizzato a
un effettivo rilancio del giornale. - L’ultimo numero di aprile di Domus è senza parole, solo
immagini per sottolineare l’idea di una rivista che non ha bisogno di
essere tradotta. Il numero è interamente composto da immagini, disegni,
diagrammi, fotografie, schemi e schizzi. L’obiettivo è quello di
inventare un linguaggio universale per comunicare progetti e idee sul
design, sull’architettura, togliendo alle parole il monopolio
dell’informazione. - Il Domani di Bologna venduto in abbinamento con La
Stampa, dal 4 aprile ha cambiato grafica e si è trasferito nella nuova
sede. Al direttore del giornale, Alessandro Rovinetti ha inviato un
messaggio il Presidente della Repubblica. - Quindici giornalisti del Tg5, di Studio Aperto, del Tg4 e della redazione Sport Mediaset
sono i testimoni della prima campagna istituzionale prodotta da
Mediaset per comunicare il valore dell’informazione gratuita assicurata
ogni giorno al Paese. A rotazione dal 10 aprile vanno in onda
testimonianze di 30-50 secondi in cui i giornalisti raccontano il loro
mestiere. - Il coordinamento dei Cdr Mediaset ha espresso
preoccupazione “per il sistema di razionalizzazione dei costi varato da
alcune settimane nelle testate giornalistiche che danneggia qualità e
credibilità dell’informazione sulle reti del gruppo”. Qualche esempio:
nessun inviato al seguito del Papa nelle visite a Vigevano e Pavia;
nessun approfondimento sui risultati del primo turno delle elezioni
francesi; nessun inviato in Virginia dopo la strage di studenti; nessun
inviato al festival di Cannes. “E’ giustificata, quindi, la
preoccupazione per il progressivo impoverimento dell’informazione
Mediaset, proprio mentre altri soggetti potenziano mezzi ed impegno per
arricchire la loro offerta nei diversi canali di comunicazione”. I nostri editori. Chi sono? Telecom Italia Media è la società del gruppo Telecom Italia
che opera nel settore dei media. Essa controlla il 100% de La7, il 51%
di Mtv Italia, il 100% dell’agenzia di stampa APCom. Il 66,8% del
capitale è di Telecom Italia, il 2,28% di Telecom Italia Finance mentre
il flottante è circa il 31% del capitale. I ricavi pubblicitari di TI
Media sono stati pari al 3,3% del settore televisivo. Lo scorso anno
La7 ha aumentato i ricavi pubblicitari del 9,2%. Pandette Finanziaria che fa capo a Giuseppe Rotelli,
imprenditore attivo nel settore ospedaliero, ha siglato un ulteriore
contratto di opzione che porta la società al 7,78% dei diritti di voto
del gruppo RCS MediaGroup. Il contratto di opzione prevede che Banca
popolare italiana acquisisca il diritto di vendere 18,3 milioni di
azioni ordinarie Rcs e che Pandette abbia il diritto di acquistare il
medesimo pacchetto. Caltagirone editore ha deciso la distribuzione di un
dividendo di 20 centesimi. “Ci rallegriamo di essere diventati il
secondo grande gruppo editoriale in Italia, con una quota del 23,9%”:
Caltagirone ha anche confermato di non avere, per il momento,
acquisizioni in vista. L’editore Carlo Caracciolo ha sottoscritto una quota del 6% delle azioni della società editrice Vita, il magazine che si occupa del non profit. - RCS MediaGroup - Sono stati rinnovati i
consigli delle controllate Quotidiani, Libri e Periodici. Alla guida di
RCS Quotidiani restano il presidente Piergaetano Marchetti e l’a.d.
Antonello Perricone. Confermati Maurizio Barracco, Vittorio Coda,
Angelo Ferro, Gianfelice Rocca e Giorgio Valerio. Nuovi consiglieri:
Anna Maria Artoni, Valerio Onida, Giulio Ballio (Politecnico), Antonio
Fernandez-Galiano (Unedisa) e Riccardo Stilli (direttore finanziario
del gruppo). - La presidenza di RCS Libri è andata all’editore di
Skira (partecipata di Rcs) Massimo Vitta Zelman che subentra al
dimissionario Nicolò Nefri. Nel consiglio entrano Marino Bastianini e
Vittorio Gregotti. - Alla presidenza dei Periodici è andato Antonello
Perricone. Del consiglio fanno parte Matteo Novello, nominato direttore
generale in sostituzione della dimissionaria Laura Comini, Alda De
Rose, Giovanni Iudica, Maria Martellini e Valentina Montanari. Su
queste ultime nomine il Cdr delle testate periodiche ha protestato per
la mancata comunicazione da parte aziendale della nomina del nuovo
presidente e del nuovo direttore generale. - L’assemblea degli azionisti del gruppo ha approvato
le prossime iniziative nel settore della multimedialità, delle
internazionalizzazione e lo sviluppo del Corriere che, dopo l’edizione
di Bologna, si appresta entro sei mesi a editare un nuovo supplemento a
Firenze. I ricavi nel 2006 sono stati di 2,379 miliardi; l’utile è
stato di 219,5 milioni. E’ stato deciso un piano di incentivazione
monetaria per i dipendenti in possesso delle stock option distribuite
nel 2005. Si tratta di 56 dipendenti titolari di circa 10 milioni di
opzioni pari a circa l’1,3% del capitale. L’assemblea del gruppo editoriale Il Sole-24 Ore ha
approvato il bilancio 2006: utile netto consolidato 16,650 milioni di
euro; ricavi 510,6 milioni. Confermato il gruppo dirigente. La Poligrafici Editoriale investirà 70 milioni di euro per
il full color delle tre testate; Il Giorno da luglio sarà stampato con
un formato più grande rispetto all’attuale; a Bologna a Firenze in
autunno saranno ultimati i lavori dei due nuovi stabilimenti per la
stampa dei due quotidiani. Saranno create tre società operative: la
prima per i quotidiani e la raccolta pubblicitaria; la seconda che
controllerà e gestirà i centri stampa; la terza svilupperà le
iniziative in campo immobiliare.   La free press in Europa In meno di dieci anni i giornali gratuiti hanno conquistato
l’Europa. Attualmente esistono sul mercato 91 testate con una
diffusione record di 20 milioni di copie giornaliere. In Islanda la
free press ha superato quella a pagamento, in Spagna (5 giornali
gratuiti) l’informazione giornaliera è divisa a metà tra chi legge
pagando e chi si affida ai fogli gratuiti. In Gran Bretagna Metro ha
superato il milione e 200 mila copie di diffusione, doppiando la
tiratura dello storico Times. L’Italia ha capito in ritardo
l’importanza di questo mercato ed ora lo sforzo è quello di far
diventare stabile un mercato ancora giovane che ha però raggiunto tre
milioni di copie, cioè la metà di quelle vendute.   Il giornalismo che non muore Nell’archivio di Stato di Ragusa, nell’ambito del premio dedicato
alla memoria di Mario Francese e per ricordare i 35 anni dell’uccisione
di Giovanni Spampinato è stata allestita la mostra “Il giornalismo che
non muore, viaggio nel giornalismo d’inchiesta attraverso le storie dei
cronisti uccisi”. Otto dei 18 giornalisti dei quali è stato ricostruito
l’itinerario umano e professionale sono siciliani. Anche il Presidente della Repubblica ha reso omaggio, in un
messaggio, alla memoria di Spampinato e di tutti i cronisti uccisi
nello svolgimento della professione.   Libertà di stampa. Dove? La libertà di stampa ha fatto segnare un declino nello scorso
anno. Lo rileva il rapporto di Freedomhouse, organizzazione non
governativa che monitora l’indipendenza dei media. L’Italia è risalita
dal 79.mo al 61.mo posto, comunque sempre in fondo alla classifica a
pari merito con Israele, Capo Verde, Guyana, Sao Tomè. La graduatoria
comprende 195 Paesi. Nel fondo c’è la Corea del nord con Libia e Cuba.
Al 181.mo posto Cina, Iran e Territori palestinesi. La Russia è al
164.mo posto e precede di pochissimo il Venezuela, l’Iraq e
l’Afghanistan. Prime della classe, a pari merito, la Finlandia e
l’Islanda. Terzi – sempre ex aequo – Belgio, Danimarca. Norvegia e
Svezia. Nelle prime dieci Lussemburgo, Svizzera, Olanda, Andorra e
Liechtenstein.   Nel mondo A Bayeux, in Francia, è stato inaugurato il memoriale
dedicato a tutti i reporter uccisi nel mondo dal 1944 ad oggi. Per
citare una cifra: dall’inizio del 2007 ad oggi 29 giornalisti e loro
collaboratori sono stati uccisi nello svolgimento del loro lavoro. Il
memoriale è una passeggiata di 500 metri costellata da 23 pietre
bianche sulle quali sono stati incisi i nomi dei 1876 giornalisti morti
nello svolgimento della loro attività. Bayeux è in Normandia ed è la
prima città francese liberata dopo lo sbarco degli alleati nel 1944.
L’inaugurazione ha coinciso con la 17.ma giornata internazionale per la
libertà di stampa. In Afghanistan sono stati uccisi dai Talebani l’autista e
l’interprete che accompagnavano il giornalista di Repubblica
Mastrogiacomo al momento del sequestro. L’interprete, Adjimal
Nashkbandi era un giornalista. Per aiutare le due famiglie è stata
aperta una sottoscrizione fra i giornalisti del gruppo L’espresso. Dura
la condanna anche in Italia degli organismi professionali. In California  un accordo tra accusa e difesa ha aperto le
porte del carcere del giovane giornalista americano, Josh Wolf di 24
anni, rimasto in cella per 226 giorni per essersi rifiutato di
consegnare a un gran jury federale il video girato durante una
manifestazione di protesta contro il G8 svoltasi a San Francisco nel
2005. L’accordo prevede che la versione integrale del video sia
pubblicata in Internet, sul sito dello stesso Wolf. A Gerusalemme è stato reso noto il risultato di un
sondaggio realizzato dall’agenzia di stampa palestinese Jmcc. Risulta
che la rete televisiva satellitare al Jazeera, con il 48,2% delle
preferenze, è la principale fonte di informazione per i palestinesi dei
Territori. al secondo posto, ma molto staccata, al Arabiya. Fra i
quotidiani il più autorevole è considerato al Quds seguito da al Ayam,
il giornale dell’Anp. La radio più ascoltata è al Aqsa vicina ad Hamas.
Voce della Palestina è seguita più in Cisgiordania che a Gaza. Il Canada  non fa più notizia e così i principali giornali
americani hanno deciso di chiudere le loro redazioni. Il Washington
Post ha annunciato la chiusura dell’ufficio di Toronto entro l’estate.
Da tempo sono chiusi gli uffici di corrispondenza del Wall Street
Journal, del Los Angeles Times e del Chicago Tribune. Dal 2000 i
giornali americani hanno ridotto del 10% gli uffici di corrispondenza
nel mondo e del 30% il numero dei corrispondenti. Le notizie dal Canada
saranno inviate da collaboratori e qualche freelance. Il sito web del New York Times è il più popolare tra i siti
dei giornali americani in rete. La rilevazione è della Nielsen. Seguono
usatoday.com, washingtonpost.com. Nello scorso febbraio i visitatori
del NYT online sono stati quasi 13 milioni e hanno sfogliato 455
milioni di pagine. Il secondo giornale web è a quota 9 milioni di
visitatori. In Etiopia un giudice ha liberato 25 giornalisti accusati
di tradimento. Il processo ha visto imputati oltre cento esponenti
dell’opposizione al governo. Le accuse nei confronti dei giornalisti
non sono state provate. L’arresto era avvenuto nel 2005 all’indomani
degli scontri tra manifestanti e forze dell’ordine seguiti alle
elezioni. Durante gli scontri 80 manifestanti sono stati uccisi dalle
forze dell’ordine. In Iraq un giornalista e un operatore tv dell’emittente
irachena al Baghdadiya sono stati rapiti il 18 aprile e di loro non si
hanno più notizie. Sono stati sequestrati a Baquba, a una sessantina di
chilometri a nord di Baghdad. Ancora in calo, negli Stati Uniti, la diffusione di
giornali: i quotidiani, nelle edizioni infrasettimanali, hanno
registrato una diminuzione delle vendite del 2,1% in sei mesi. E’ un
altro segnale del maggiore interesse che sta suscitando Internet. Le
edizioni domenicali sono calate del 3,1%. il giornale più diffuso è Usa
Today con 2milioni 278mila copie seguito dal Wall Street Journal.   Chi viene e chi va Luigi Ferrajolo, del Corriere dello sport- Stadio, è stato eletto
presidente dell’Unione stampa sportiva, al termine del congresso
straordinario che si è svolto a Casale Monferrato Valentina De Poli è il nuovo direttore di Topolino e di tutte le
testate mensili a fumetti che hanno gli stessi protagonisti del
settimanale. Sostituisce Claretta Muci che ha lasciato la Disney. Giulia Baldi è il nuovo presidente dell’Associazione stampa
toscana. Vice presidenti sono stati eletti Carlo Bartoli e Nazzareno
Bisogni. Segretario Marzio Fattucchi. Paride Leporace è il nuovo direttore de “Il quotidiano della
Basilicata”. Subentra ad Alfonso Pecoraro. Il quotidiano è edito da
Finedit della quale è presidente Francesco Dodaro.   Iniziative promozionali Il Corriere della sera offre ai lettori, dal 12 aprile la nuova
collana “Corti di carta”: romanzi brevi, inediti, di grandi autori
italiani. Sono previste due uscite a settimana in allegato al Magazine
e a Io Donna. Per celebrare l’80.mo compleanno di Papa Ratzinger, QN e i
quotidiani del gruppo offrono ai lettori, dal 7 aprile per un mese, il
libro “Benedetto XVI – L’alba di un nuovo papato”. I testi sono del
vaticanista Jeff Israely e le foto di Gianni Giansanti. Sempre la Poligrafici offre ai lettori dei propri giornali la
raccolta integrale delle opere di Pirandello, tre volumi in edicola il
21 aprile, il 19 maggio e il 9 giugno. sborsi@tiscali.it