Marzo 2007 Notizie dal mondo dell’informazione

Il Papa sui media Intervento di Benedetto XVI alla seduta plenaria del Pontificio
consiglio delle comunicazioni sociali. I punti: l’importanza delle
comunicazioni sociali non può essere sottovalutata nel nostro mondo
sempre più tecnologico; il campo delle comunicazioni sociali è in
rapido cambiamento; i media stampati faticano a mantenersi in
circolazione; la radio, la televisione, internet si stanno sviluppando
in maniera straordinaria; sullo scenario della globalizzazione questa
ascesa dei mezzi elettronici coincide con la loro sempre maggiore
concentrazione nelle mani di pochi gruppi multinazionali la cui
influenza valica tutte le frontiere sociali e culturali. Aggiunge il Papa: “Quali sono stati i risultati e gli effetti di
questa crescita nelle industrie dei media e dello spettacolo?
Indubbiamente le varie componenti dei mass media hanno portato grandi
vantaggi alla civiltà. Basti pensare ai documentari di qualità e ai
servizi di informazione, al sano intrattenimento, ai dibattiti
intelligenti e alle interviste. Per quanto riguarda poi Internet,
bisogna riconoscere che questo strumento ha spalancato alla conoscenza
e all’apprendimento porte che prima erano accessibili per molti solo
con difficoltà, se non per nulla affatto”. A questo punto la critica: “Appare anche immediatamente chiaro che
molto di ciò che viene trasmesso in varie forme, nelle case di milioni
di famiglie del mondo è distruttivo”. “Faccio ancora appello ai leader
dell’industria dei media affinché raccomandino ai produttori di
salvaguardare il bene comune, di sostenere la verità, di proteggere la
dignità umana e di promuovere il rispetto per i bisogni della famiglia”.   TV: nuova direttiva europea La Commissione europea sta lavorando per definire la nuova
direttiva con l’obiettivo di realizzare un settore audiovisivo più
competitivo, diversificato e pluralista. Sulla proposta si è realizzato
un consenso al 95% così da renderne possibile l’adozione entro
l’autunno, dopo la seconda lettura. Attualmente si oppongono tre Stati:
Germania, Spagna e Danimarca. L’obiettivo è quello di superare la “Tv
senza frontiere” per realizzare un quadro regolamentare europeo
adeguato alle nuove tecnologie: la direttiva oltre alla tv comprende
anche i video su internet o sui telefonini. La pubblicità sarà limitata
a 132 minuti per ora di programma mentre è stato cancellato dal testo
il tetto massimo di tre ore giornaliere. I film, le trasmissioni per
ragazzi, quelle di attualità e i telegiornali non potranno essere
interrotti dalla pubblicità che una volta ogni 30 minuti di programma.   Sul contratto nessuna trattativa “La situazione è negativa, ma non ci fermeremo”. Gli editori
mantengono la loro posizione negativa “cosa che francamente mi pare
sbagliata. Di fronte al loro no su tutto, ho esaurito le mie cartucce”.
Sembra rassegnato il ministro del Lavoro Damiano che dice: “Ho fatto
incontri formali e informali con ciascuna delle parti e con le parti
insieme. Le ho invitate ad aprire un tavolo anche solo tecnico, ho
parlato di esplorazione e di diplomazie segrete e di tutto quello che
la politica mi ha insegnato in quasi 40 anni di attività. Eppure non si
è riusciti neanche a sbloccare le delibere della cassa previdenziale,
tant’è che come ministro ho deciso di girare il quesito al Consiglio di
Stato perché ritengo necessario applicare quelle delibere. Speriamo che
i tempi per la risposta siano brevi perché francamente non avere
neanche la capacità di risolvere situazioni che non hanno a che vedere
con il contratto ma con l’equilibrio dei conti previdenziali di una
categoria può apparire come il tentativo di tenere in ostaggio, al di
là del necessario, il contratto stesso”. Il presidente di Confindustria Luca di Montezemolo chiede “di fare
un passo indietro e che si faccia una pagina bianca ricominciando da
capo. Sono d’accordo che ci sia un contratto. Forse sarebbe bene che,
come si fa quando c’è un empasse, si faccia tutti un passo indietro e
si ripartisse da capo. Sarebbe la cosa migliore”. Dichiarazione che
deve avere suscitato furibonde reazioni fra gli editori se è vero che
il presidente di Confindustria ha dovuto precisare, due ore dopo, che
la frase “tutti devono fare un passo indietro” va intesa “Tutti voi
giornalisti. Mi riferivo alla piattaforma dei giornalisti”. Il segretario della Fnsi Serventi Longhi e il presidente Siddi si
sono dichiarati favorevoli al tavolo senza piattaforme, ma con la
volontà di ricercare un’intesa. Per il presidente della Fieg, Biancheri, al tavolo per il rinnovo
del contratto (“perché il contratto va rinnovato”), bisogna andarci
“solo quando ci sarà la volontà da entrambe le parti di affrontare il
problema realisticamente, nella sua sostanza”. Si potrà andare a un
tavolo “quando si avrà la percezione di alcuni punti essenziali, senza
i quali la carta stampata è destinata a non esistere più. Ci vuole un
contratto adeguato per dare un inizio di stabilizzazione all’intero
comparto. Andare a un tavolo se non c’è un’intesa di fondo su questi
problemi è più rischioso che altro”.    Audipress anche per i quotidiani gratuiti Chiusa l’indagine Antitrust sull’intesa restrittiva della
concorrenza. Ora anche i giornali quotidiani distribuiti gratuitamente
potranno partecipare alle indagini semestrali di Audipress rilasciando
una dichiarazione che autocertifichi il numero di copie stampate e
distribuite. I dati saranno pubblicati qualora una testata superi la
soglia dei 75 mila lettori. E’ così superata la forte discriminazione
esistente con conseguenze evidenti sulla raccolta pubblicitaria.   Nuove tecnologie Rai Nuovi Media e RaiNet hanno predisposto, in via sperimentale,
un’offerta televisiva in grado di integrare i contenuti broadcast in
digitale terrestre e contenuti e servizi distribuiti attraverso il
protocollo IP. Il progetto editoriale si muove nella logica
dell’offerta multicanale ed è principalmente rivolto agli abbonati Rai
con un’ampia scelta di nuovi contenuti e servizi fruibili attraverso il
televisore. Dal 2003 il Centro nazionale per l’informatica nella pubblica
amministrazione (CNIPA) con uno stanziamento di 7 milioni di euro ha
co-finanziato 29 amministrazioni locali che, con il concorso di
emittenti televisive e società di servizi informativi hanno presentato
progetti per diffondere in mezzo al grande pubblico l’uso della
televisione digitale. L’obiettivo è quello di diffondere la conoscenza
dei servizi pubblici ai cittadini con un supertelevideo interattivo e,
nell’immediato futuro, sull’IPTV la televisione via web.   Auditel e privacy Con l’introduzione del digitale il sistema di rilevazioni potrebbe
realizzare modalità di verifica estremamente puntuali fino ad
individuare il singolo utente e i suoi dati personali. La
preoccupazione è stata espressa dal Garante, Francesco Pizzetti. Da qui
la particolare attenzione alla formulazione dell’art.4 del ddl
Gentiloni, nella parte che riguarda la riorganizzazione di Auditel. E’
auspicato un lavoro comune con l’autorità delle comunicazioni.   Gli spot in tv Un italiano su due li apprezza. La pubblicità piace al 48% del
pubblico in particolare a quello multimediale (che usa molti strumenti)
perché è piacevole, utile per il consumatore, negli anni è sempre più
curata, è convincente e originale. Meno entusiasmo è manifestato,
invece, da quanti guardano solo la tv. Il 65% degli intervistati è
convinto che gli spot influenzino gli stili di vita e di consumo.
Nessun rimpianto per Carosello. In un’altra ricerca risulta invece che la pubblicità è ripetitiva (un italiano su due), noiosa (uno su quattro).   Più utenti dei cellulari Umts Nel 2006 gli utenti di questi cellulari di terza generazione sono
cresciuti di 5 milioni per un totale di 13 mila nuovi utenti al giorno.
Nel 90% delle famiglie italiane vi è almeno un componente che usa
telefonia mobile, nel 69% più di un componente. La spesa media annuale
della famiglia italiana per servizi di telefonia mobile e fissa è pari
a mille euro (il 60% è telefonia mobile). Nelle famiglie italiane i
personal computer sono aumentati di 2,5 milioni. Nel 50% delle famiglie
italiane vi è almeno una persona che usa internet. La navigazione media
è di 40 minuti al giorno.   Mediaset e alta definizione Saranno destinate alla sperimentazione delle trasmissioni in alta
definizione le frequenze liberate nell’area di Cagliari dopo il primo
passaggio dall’analogico al digitale terrestre. E’ una prassi che
Mediaset intende seguire anche con i successivi switch off
territoriali, a partire dalla Valle d’Aosta. Per il ministro Gentiloni, invece, la transizione al digitale
terrestre deve porsi come obiettivo la redistribuzione delle frequenze
ai fini di un dividendo digitale: si può discutere sulle modalità ma
non possiamo immaginare che non ne venga fuori nulla. Altrimenti
“verremmo meno all’obiettivo di aprire il mercato mettendo a
disposizione altre risorse. E’ legittima e comprensibile la tentazione
dei broadcaster di farsi la redistribuzione delle frequenze in casa,
per esempio utilizzandole per sperimentare l’alta definizione. Una
prassi che Mediaset sta già attuando. Ma le sedi regolatorie e
istituzionali stanno lì apposta per far sì che l’obiettivo di una
redistribuzione delle frequenze diventi raggiungibile”.    La Rai, le nomine, i programmi E’ stato un mese molto difficile per l’azienda i cui programmi
continuano a essere frenati da una profonda divisione interna del
consiglio di amministrazione: cinque sono i rappresentanti del
centro-destra, tre del centro sinistra più il presidente che però
spesso si astiene. Le nomine alle reti e alle consociate proposte dal
direttore generale sono state respinte a maggioranza; Cappon ha avuto
un lungo colloquio con il ministro dell’Economia (azionista Rai) che
gli ha confermato la fiducia. Una dura polemica si è aperta sui
contenuti della trasmissione “Anno zero” dedicata agli omosessuali. La Corte dei conti ha inviato alla Rai i risultati di un’indagine
istruttoria sulle retribuzioni dei direttori generali che si sono
succeduti in questi anni. Il piano industriale è indispensabile non solo per esigenze di
bilancio ma anche per la realizzazione rapida della transizione
dall’analogico al digitale. Deve inoltre recuperare credibilità,
attraverso la programmazione, il ruolo del servizio pubblico,
mantenendo la leadership degli ascolti su Mediaset ed essendo la tv con
ascolti più elevati tra le tv pubbliche europee. Per la Commissione di vigilanza anche le trasmissioni di
informazione e approfondimento giornalistico come “In mezz’ora” di
Lucia Annunziata non sono escluse dal dovere di assicurare il rispetto
della parità di trattamento nei confronti di tutte le forze politiche.
L’AGCom. dal canto suo, ha riscontrato nel programma di Lucia
Annunziata uno squilibrio delle presenze degli ospiti politici a favore
di esponenti del centro-sinistra e con una delibera del 7 marzo ha
invitato la Rai a rispettare i principi di completezza e correttezza
dell’informazione, obiettività, imparzialità, pluralità dei punti di
vista, parità di trattamento ed equilibrio delle presenze durante il
ciclo delle trasmissioni. Il prossimo passaggio della radio al digitale rappresenta una
rivoluzione persino più grande di quella della televisione: è
l’opinione del presidente Petruccioli. Polemica politica sui dati dell’Osservatorio di Pavia e relativi
ai Tg regionali. In particolare l’opposizione critica i contenuti delle
trasmissioni realizzate dalla redazione di Firenze e chiede la
destituzione del capo redattore. La redazione ha rivendicato il
rispetto dei principi di equilibrio, obiettività e pluralismo.   Sequestro Mastrogiacomo E’ durato 14 giorni il sequestro dell’inviato de la Repubblica.
I contatti si erano interrotti il 5 marzo dopo che il giornalista si
era recato, con due collaboratori locali, nella zona di Kandahar,
controllata dai Talebani. Il 6 marzo la conferma del sequestro.
Numerose le manifestazioni di solidarietà, la raccolta di firme, gli
appelli per la liberazione del giornalista italiano. Il 10 marzo i
Talebani dettano le condizioni per il rilascio: ritiro delle truppe
italiane dall’Afghanistan,. Due gli ultimatum entrambi rinviati. Il 12
marzo iniziano le trattative sulla base di uno scambio dei due
sequestrati contre talebani arrestati. Il 14 marzo viene fatto
recapitare un video con un messaggio del giornalista, a conferma delle
sue buone condizioni, nel quale chiede al governo italiano di
proseguire gli sforzi per la sua liberazione. Il 15 marzo viene ucciso
il terzo sequestrato, l’autista, perché considerato spia degli inglesi.
Il 19 marzo, nel tardo pomeriggio afghano, il giornalista viene
consegnato a Gino Strada, presso l’ospedale da campo di Emergency.
Resta nelle mani dei talebani l’interprete ed è arrestato dai servizi
segreti afghani un collaboratore di Gino Strada che si è prodigato per
la liberazione di Mastrogiacomo.    Dalle redazioni Dal numero in edicola il 9 marzo Panorama modifica il
tradizionale modello con due pagine di blog in apertura, una serie di
notizie sul futuro collocate nella parte finale, il raddoppio dello
spazio riservato alle tecnologie. Il motto è “Svecchiamo Panorama”, il
settimanale che esce da 45 anni ed attualmente ha una tiratura di 500
mila copie. Il 6 e 7 marzo i redattori de l’Unità hanno scioperato per
“il rifiuto da parte della proprietà di pubblicare, a pagamento, una
lettera aperta dei giornalisti ai lettori sul futuro della testata”. I redattori del Secolo XIX hanno ritirato le firme per
l’atteggiamento dell’editore che minaccia la crisi, che non trova però
riscontro nel positivo andamento economico del giornale. Inoltre è
sollecitato un progetto a medio e lungo termine che rafforzi la qualità
del giornale e il suo radicamento in una realtà vitale per la società
italiana. Sciopero audio/video a La7 e La 7 sport in difesa dell’autonomia dell’informazione e per una regolamentazione dell’uso di consulenti, fornitori e produttori esterni. I giornalisti di Famiglia Cristiana, Jesus e il Giornalino,
riuniti in assemblea, hanno chiesto “in modo pressante ai direttori di
testata e alla direzione generale nuovi piani editoriali e un nuovo
progetto di rilancio complessivo del gruppo”. In una seconda mozione,
sempre approvata all’unanimità, i redattori respingono le
strumentalizzazioni e smentiscono che ci sia o ci sia stata una rivolta
contro la linea editoriale del settimanale. Il coordinamento dei Cdr del gruppo Espresso ha manifestato
“indignazione per la pubblicazione sulla prima pagina dell’edizione del
7 marzo del Corriere di Romagna di una fotografia dedicata alla
festa della donna che appare soltanto un gratuito insulto all’universo
femminile”. Il gruppo detiene una quota significativa del pacchetto e
la raccolta pubblicitaria è affidata alla Manzoni. Il 20 marzo Il Gazzettino ha compiuto 120 anni. La
ricorrenza è stata ricordata con un inserto di sei pagine dedicate alla
storia del giornale compreso la copia anastatica della prima pagina.
Quando iniziò le pubblicazioni, nel 1887, l’abbonamento settimanale al
giornale del Triveneto costava 1 lira e 12 lire quello annuale. Dal 27 marzo il giornale free press City (editore RCS
MediaGroup), diretto da Bruno Angelico, si presenta con una nuova
grafica, più pagine e più servizi. Fra l’altro è prevista una pagina
quotidiana interattiva. I lettori potranno scrivere sms alla redazione
intervenendo sui fatti più importanti del momento. I redattori de Il Mattino di Padova, La Tribuna di Treviso, la Nuova Venezia
hanno respinto a stragrande maggioranza la decisione dell’editore
Finegil di spezzare l’unità delle testate venete costituendo tre
autonome direzioni. La redazione denuncia lo snaturamento di una
tradizione giornalistica da lungo tempo consolidata nelle testate. Dal 3 aprile la Gazzetta dello sport è on line con la nuova versione Gazzetta.it, una rinnovata veste grafica e una maggiore interazione con i lettori. L’Opinione passa da 8 a 12 pagine, cambia formato, si
arricchisce di un inserto dedicato alla comunicazione e ai mass media
curato da 6 dei 12 giornalisti del quotidiano .com che ha sospeso le pubblicazioni.   Segreto istruttorio e intercettazioni L’inchiesta della magistratura di Potenza nei confronti di alcuni
personaggi del mondo dello spettacolo per reati che vanno dal ricatto
alla detenzione, uso e traffico di sostanze stupefacenti, allo
sfruttamento della prostituzione, all’evasione fiscale,
all’esportazione di capitali all’estero, è partita da una serie di
intercettazioni telefoniche le cui trascrizioni sono state in parte
pubblicate dai giornali, spesso in violazione del segreto istruttorio e
delle norme di garanzia sulla privacy. Per questo l’ufficio del
“Garante per la protezione dei dati personali” il 15 marzo ha adottato
un provvedimento “con il quale vieta con effetto immediato a tutti gli
organi di informazione di diffondere notizie quando: si riferiscano a
fatti e condotte private che non hanno interesse pubblico; riguardino
notizie, dettagli, circostanze eccedenti rispetto all’essenzialità
dell’informazione; attengano a particolari della vita privata delle
persone, diffusi in violazione della tutela della loro sfera sessuale”. Il Garante sottolinea che “la violazione del provvedimento
costituisce reato punito con la reclusione da tre mesi a due anni ed è
fonte di responsabilità per una eventuale richiesta di risarcimento
danni. Il Garante provvederà a denunciare all’autorità giudiziaria
competente ogni singola violazione che venisse rilevata”. Il provvedimento – spiega il Garante – si è reso necessario perché
“pur nel quadro di vicende per le quali è configurabile un interesse
pubblico alla conoscenza anche dettagliata di fatti, sono state diffuse
alcune informazioni e notizie, anche non estratte da trascrizione di
intercettazioni, che hanno oltrepassato i limiti del diritto di cronaca
e violato i diritti e la dignità delle persone interessate, a
prescindere dalla veridicità di quanto diffuso”. “Non stiamo puntando nessun dito contro i giornalisti – commenta
il Garante all’indomani del provvedimento – ma stiamo solo dicendo loro
di applicare il codice deontologico che si sono dati. non c’è nel
nostro provvedimento nessuna censura”. Per l’Ordine dei giornalisti della Basilicata è necessario evitare
la pubblicazione dei contenuti di intercettazioni telefoniche che
rappresentano un’ulteriore ferita ai danni di soggetti che già sono
parte lesa nei procedimenti. Inoltre non è più tollerabile il tentativo
di scaricare sui giornalisti eventuali responsabilità circa la
fuoriuscita di notizie o di stralci di atti coperti da segreto. La Federazione editori in una circolare ai propri iscritti ricorda
che “la violazione costituisce reato perseguibile d’ufficio e
sottolinea che nella premessa del provvedimento l’editore è
espressamente qualificato come titolare del trattamento e quindi
destinatario del divieto di diffusione delle notizie. Ne consegue, per
la Fieg, che sarà l’editore stesso ad essere passibile di denuncia
all’autorità giudiziaria”. La decisione del Garante non è condivisa dal segretario della Fnsi
perché “generica e di carattere generale. Il diritto di cronaca va
salvaguardato e continuo a credere che sia possibile un intervento di
carattere deontologico dell’Ordine, dell’organo di autogoverno etico
della categoria”. Al direttore de “il Giornale”, Maurizio Belpietro, l’Ordine dei
giornalisti della Lombardia ha notificato un avviso disciplinare in
relazione alla pubblicazione di alcune intercettazioni telefoniche. Al
direttore sono contestate anche violazioni della carta dei doveri dei
giornalisti e della legge sulla privacy. Successivamente il
provvedimento è stato annullato perché la vittima dell’intercettazione
ha autorizzato la pubblicazione delle foto in cui è ripreso in una
strada di Roma.     Renato Farina si è dimesso dall’Ordine Il presidente dell’Ordine dei giornalisti di Lombardia, Franco
Abruzzo, ha reso noto di avere ricevuto da Renato Farina la lettera di
rinuncia di iscrizione all’albo e la tessera personale. Farina era
stato sospeso per un anno dall’Ordine di Milano per i suoi rapporti con
il Sismi. La Procura generale di Milano aveva presentato ricorso al
Consiglio nazionale dell’Ordine chiedendo la radiazione. Nella seduta
del 29 marzo il C.N. ha accolto il ricorso comminando la radiazione (68
voti a favore, 4 schede bianche e 2 voti contrari). Il provvedimento fa
riferimento agli anni in cui Farina, iscritto all’Ordine, era anche
collaboratore del Sismi. Le dimissioni presentate successivamente non
annullano il procedimento in corso e le sue conclusioni. Nella stessa seduta del 29 marzo, il C.N. dell’Ordine ha
modificato la sanzione dell’Ordine di Milano e ha ridotto da 12 a sei
mesi la sospensione inflitta a Luca Fazzo, ex redattore de la
Repubblica. A Milano la prima sezione del tribunale civile ha condannato per
diffamazione Renato Farina a pagare al procuratore generale di Torino
Giancarlo Caselli 20 mila euro più gli interessi oltre alle spese di
giudizio calcolate in altri 8 mila euro. La querela fu presentata dopo
la pubblicazione il 14 agosto 1998 su “il Giornale” di un articolo
ritenuto diffamatorio dal magistrato torinese.   I nostri editori – Chi sono? Gli imprenditori genovesi Edoardo Garrone e Davide Malacalza hanno
acquistato, ciascuno, il 20% della Sem, la società proprietaria delle
testate Corriere mercantile e Gazzetta del lunedì. Il
costo complessivo è stato di 4,2 milioni. Azionista di riferimento
della Sem è l’Editrice La Stampa che detiene il 40% del pacchetto. La
cooperativa di giornalisti e poligrafici continua ad avere il 20%. RCS Quotidiani ha acquistato dal gruppo Fassina il 70% (con
opzione sul restante 30) del capitale di Automobili.com, società attiva
negli annunci pubblicitari on line per la compra-vendita di auto usate.   Abolire l’Ordine “E’ tempo di abrogare l’Ordine dei giornalisti. In Parlamento
dovrebbe esserci una proposta di legge in tal senso” (Mario Landolfi,
AN, presidente della Commissione parlamentare di vigilanza sulla Rai); “Ordine dei giornalisti, organismo che va definitivamente sciolto” (Francesco Storace, AN); “Ho da tempo depositato, insieme ad altri parlamentari, un ddl di
abolizione dell’Ordine dei giornalisti, che fra le tante corporazioni è
concettualmente la più inutile” (Margherita Boniver, Forza Italia).   Chi viene e chi va Silvio Sircana è stato nominato, con un apposito decreto, portavoce del governo oltre che del presidente del consiglio Prodi. Osvaldo De Paolini è il nuovo direttore di Mf/MilanoFinanza
(gruppo Class Editori). Subentra a Enrico Romagna Minoja, nominato
direttore de Il Mondo. De Paolini è stato fondatore e direttore del
quotidiano economico Finanza & Mercati (casa editrice Editori per
la finanza) fino al 19 dicembre 2006 quando ritirò la firma per
protesta nei confronti dell’azionista Danilo Coppola, immobiliarista
romano, attualmente recluso e sottoposto a indagini giudiziarie. L’assemblea di Editori per la finanza ha rinnovato il consiglio di
amministrazione nominando Franco Tatò presidente e amministratore
delegato. Contro la delibera ha votato l’azionista di minoranza Osvaldo
De Paolini.  Daniela Carosio è il nuovo responsabile della direzione centrale
comunicazione esterna e corporate branding del gruppo Ferrovie dello
Stato. Don Domenico Pompili è il nuovo direttore dell’Ufficio
comunicazioni della Cei. Subentra a mons. Giuliodori, nominato vescovo
di Macerata.   Associazione stampa estera Tobias Piller (Frankfurter Allgemeine Zeitung) è stato eletto
presidente dell’Associazione per il biennio 2007/2008. Segretaria è
Miriam Murphy (Time Magazine). Vice presidente e tesoriere Christopher
Warde-Jones (The Sunday Times). All’Associazione aderiscono circa 500
giornalisti.   Nel mondo A Londra l’istituto internazionale News Safety (Insi) ha
reso noto che negli ultimi dieci anni in tutto il mondo sono stati
uccisi un migliaio fra giornalisti e loro collaboratori. Solo uno su
quattro ha perso la vita in zone di conflitto o di guerra; 657
giornalisti sono infatti morti in tempo di pace, facendo il proprio
lavoro nel proprio paese. In numerosi Paesi l’assassinio è diventato il
metodo più facile e più efficace per far tacere i reporter. I giornalisti francesi sono soddisfatti del loro lavoro ma
preoccupati per l’evoluzione della professione. Un sondaggio pubblicato
a Parigi da Le Monde (campione di 405 giornalisti su 37 mila
titolari della tessera professionale) rivela che il 92% si dice
soddisfatto e il 70% ritiene buone le condizioni di esercizio della
professione. Ma il 63% ritiene che la professione sia evoluta
negativamente e il 30% pensa di abbandonarla prima della fine della
carriera professionale. Le cause: insufficienza dei mezzi, mancanza di
tempo, pressione economica, concentrazione dei media. Il 41% chiede
l’introduzione di una formazione permanente, il 57% chiede una maggiore
protezione delle fonti; il 41% sollecita norme anticoncentrazione. L’alta corte di Hargeisa, capitale della Somaliland,
(regione somala autoproclamatasi indipendente 15 anni fa) ha emesso
condanne tra i 24 e i 30 mesi di carcere contro quattro giornalisti del
quotidiano “Haatuf”, ritenuti responsabili di aver pubblicato accuse
false contro il presidente e la sua famiglia, tali da creare tensione
interna. Al giornale è stata sospesa la licenza di pubblicazione. A Belgrado dal 6 marzo è nelle edicole un nuovo giornale
con un vecchio titolo “Pravda”. Punta sull’elettorato vicino alla
opposizione ultranazionalista della Serbia che ha ottenuto il 28% dei
voti nelle recenti elezioni di gennaio. A Mosca è morto in circostanze misteriose un altro giornalista, Ivan Safronov, del quotidiano Kommersant. Stavalavorando
su un’inchiesta relativa ad accordi di vendita di sofisticati armamenti
russi alla Siria e all’Iran. Il giornalista era appena tornato da una
fiera internazionale di armi che si è svolta ad Abu Dhabi. A Gaza dal 13 marzo è scomparso Alan Johnston,
corrispondente della BBC. Sarebbe stato rapito da un gruppo di
palestinesi non ancora identificato. Alcune decine di giornalisti
palestinesi si sono raccolti a Gaza City davanti all’ufficio del
premier per sollecitare la liberazione dell’ostaggio. In Iraq nei quattro anni di guerra sono morti 187 giornalisti e loro collaboratori. Di essi 157 sono iracheni. A Zagabria si è svolta l’assemblea generale della
Federazione europea dei giornalisti (Efj). Alla presidenza è stato
confermato lo svedese Arne Konig. Del comitato direttivo fa parte anche
il presidente della Fnsi, Franco Siddi. E’ stato approvato un ordine
del giorno che riafferma il diritto alla contrattazione collettiva,
nazionale e aziendale dei giornalisti e l’esigenza di assicurare tutele
e retribuzioni adeguate ai free lance e ai precari. Ad Amman la Camera dei deputati giordana ha approvato
alcuni emendamenti alla legge sulla stampa eliminando gli articoli che
prevedono l’arresto di giornalisti accusati di pubblicare notizie
considerate “offensive” contro lo Stato. Il presidente dell’Ordine dei
giornalisti giordano ha accolto con favore l’iniziativa ma ha detto che
la strada è ancora lunga prima di poter essere certi che un giornalista
non sia imprigionato per violazioni alla legge sulla stampa. In Pakistan la polizia ha fatto irruzione negli studi di un
canale televisivo di Islamabad aggredendo i giornalisti che avevano
mostrato immagini di agenti mentre picchiavano manifestanti. La
stazione si chiama Geo Tv, è privata. La manifestazione era stata
indetta per protestare contro la decisione del presidente Musharraf di
destituire il capo della corte suprema. Durante l’incursione gli agenti
hanno danneggiato computer e attrezzature, rotto vetri e interrotto le
comunicazioni oltre a provocare ferite a diversi giornalisti. A Washington l’editore di Life ha annunciato che la
versione cartacea della rivista, distribuita dal 2004 in allegato con
vari quotidiani, proseguirà la propria vita in Internet, con una
versione on line. Life fu fondata nel 1936. Nel Bahrein l’associazione nazionale dei giornalisti sta
preparando un codice d’onore che fa leva sulla obiettività e
responsabilità dei mezzi di informazione anche per contenere le
tensioni interconfessionali tra sciiti e sunniti. In Germania l’agenzia tedesca di stampa Dpa ha iniziato a
distribuire ai propri abbonati un notiziario per bambini, destinato a
utenti in età compresa fra i 6 e i 10 anni. La stesura delle notizie è
affidata a una redazione composta da cinque redattori. I testi,
tradotti e adattati al linguaggio dei bambini, sono integrati da
grafici e immagini.   Iniziative promozionali L’Espresso e la Repubblica offrono ai propri
lettori, dal 27 marzo, la collana, in otto volumi, sul Risorgimento
italiano realizzata da Laterza e curata da Lucio Villari. Quest’anno
ricorre il bicentenario della nascita di Giuseppe Garibaldi. Dal 29 marzo ai lettori de Il Sole-24 Ore sono offerti
Codice della strada e regolamento 2007, guida per conoscere tutte le
modifiche apportate dal gennaio 2006 al marzo 2007. L’offerta dura un
mese.
sborsi@tiscali.it