Contratto dei giornalisti scaduto da due anni
Sono trascorsi esattamente due anni dalla
scadenza del contratto nazionale dei giornalisti (28 febbraio 2005- 28
febbraio 2007). Per il rinnovo si sono dichiarati il presidente della
Repubblica, i presidenti dei due rami del Parlamento, il presidente del
Consiglio, vari ministri, il presidente della Rai, il presidente di
Mediaset, parlamentari di diversi gruppi politici, il presidente di
Confindustria. Ma per gli editori non ci sono le condizioni. Lo hanno
ripetuto senza esitazioni in questi due anni, anche se il fronte
editoriale non è compatto. Il sindacato è impegnato in una forte
iniziativa per affermare la centralità della contrattazione collettiva,
dell’autonomia e della qualità dell’informazione e del giornalismo. A
metà marzo è prevista l’assemblea dei Cdr per stabilire un nuovo
calendario di agitazioni.
scadenza del contratto nazionale dei giornalisti (28 febbraio 2005- 28
febbraio 2007). Per il rinnovo si sono dichiarati il presidente della
Repubblica, i presidenti dei due rami del Parlamento, il presidente del
Consiglio, vari ministri, il presidente della Rai, il presidente di
Mediaset, parlamentari di diversi gruppi politici, il presidente di
Confindustria. Ma per gli editori non ci sono le condizioni. Lo hanno
ripetuto senza esitazioni in questi due anni, anche se il fronte
editoriale non è compatto. Il sindacato è impegnato in una forte
iniziativa per affermare la centralità della contrattazione collettiva,
dell’autonomia e della qualità dell’informazione e del giornalismo. A
metà marzo è prevista l’assemblea dei Cdr per stabilire un nuovo
calendario di agitazioni.
Indagine Antitrust nell’editoria
Sono coinvolte le aziende produttrici di
quotidiani, periodici e operanti nel settore della multimedialità.
Obiettivo: approfondire l’organizzazione e il quadro giuridico del
settore, alla luce delle trasformazioni tecnologiche in corso e della
diffusione di nuovi prodotti editoriali. Al centro dell’indagine figura
soprattutto l’attività di distribuzione “che appare caratterizzata da
rilevanti distorsioni concorrenziali”; l’esistenza di soglie
dimensionali per le imprese editoriali finalizzate alla tutela del
pluralismo dell’informazione; i meccanismi di assegnazione delle
provvidenze.
quotidiani, periodici e operanti nel settore della multimedialità.
Obiettivo: approfondire l’organizzazione e il quadro giuridico del
settore, alla luce delle trasformazioni tecnologiche in corso e della
diffusione di nuovi prodotti editoriali. Al centro dell’indagine figura
soprattutto l’attività di distribuzione “che appare caratterizzata da
rilevanti distorsioni concorrenziali”; l’esistenza di soglie
dimensionali per le imprese editoriali finalizzate alla tutela del
pluralismo dell’informazione; i meccanismi di assegnazione delle
provvidenze.
Spiega l’Autorità garante della concorrenza
che la distribuzione “appare caratterizzata da rilevanti distorsioni
concorrenziali”. E’ eccessiva la regolamentazione (barriere all’entrata
di natura amministrativa, condizioni economiche e modalità commerciali
di cessione tra editore e rivenditore, la fissazione del prezzo di
vendita al pubblico da parte dell’editore). Appare inoltre opportuno
esaminare se “il meccanismo di assegnazione delle provvidenze possa
determinare effetti distorsivi della concorrenza”.
che la distribuzione “appare caratterizzata da rilevanti distorsioni
concorrenziali”. E’ eccessiva la regolamentazione (barriere all’entrata
di natura amministrativa, condizioni economiche e modalità commerciali
di cessione tra editore e rivenditore, la fissazione del prezzo di
vendita al pubblico da parte dell’editore). Appare inoltre opportuno
esaminare se “il meccanismo di assegnazione delle provvidenze possa
determinare effetti distorsivi della concorrenza”.
La Fieg e la riforma dell’editoria
E’ stata illustrata alle Commissioni
parlamentari, in una lunga memoria, la posizione degli editori
sull’ipotesi di riforma del settore.
parlamentari, in una lunga memoria, la posizione degli editori
sull’ipotesi di riforma del settore.
Statuto - La Fieg è nettamente contraria ad
un nuovo statuto dell’impresa che sottrae poteri all’editore “per
arrivare ad una gestione di tipo assemblearistico dell’impresa. Per lo
squilibrio del mercato pubblicitario “si impongono interventi volti a
riequilibrare il mercato. In particolare si tratta di definire limiti
di carattere soprattutto quantitativo alla pubblicità televisiva e di
garantirne il rispetto con un efficace apparato sanzionatorio”.
un nuovo statuto dell’impresa che sottrae poteri all’editore “per
arrivare ad una gestione di tipo assemblearistico dell’impresa. Per lo
squilibrio del mercato pubblicitario “si impongono interventi volti a
riequilibrare il mercato. In particolare si tratta di definire limiti
di carattere soprattutto quantitativo alla pubblicità televisiva e di
garantirne il rispetto con un efficace apparato sanzionatorio”.
Gli editori non intendono mutare “il
complesso sistema delle tutele e garanzie contrattuali dei giornalisti”
essendo interessati “solamente a ottenere, con l’acquisizione di una
maggiore flessibilità e mobilità del lavoro, un incremento di
produttività redazionale e a contenere i futuri incrementi del costo
del lavoro mediante la revisione degli automatismi retributivi e la
stabilizzazione dei trattamenti economici iniziali dei redattori di
prima nomina”.
complesso sistema delle tutele e garanzie contrattuali dei giornalisti”
essendo interessati “solamente a ottenere, con l’acquisizione di una
maggiore flessibilità e mobilità del lavoro, un incremento di
produttività redazionale e a contenere i futuri incrementi del costo
del lavoro mediante la revisione degli automatismi retributivi e la
stabilizzazione dei trattamenti economici iniziali dei redattori di
prima nomina”.
Va poi considerato che “nell’ambito della
progettata revisione degli ordini professionali, andrebbe riesaminata
la validità dell’Ordine nazionale dei giornalisti”.
progettata revisione degli ordini professionali, andrebbe riesaminata
la validità dell’Ordine nazionale dei giornalisti”.
Codici - “Non si avverte la necessità di un
nuovo codice per l’editoria on line sia perché l’informazione non
cambia la sua natura a seconda del mezzo utilizzato, sia perché
inevitabilmente insorgerebbero conflitti di competenza tra autorità di
garanzia”.
nuovo codice per l’editoria on line sia perché l’informazione non
cambia la sua natura a seconda del mezzo utilizzato, sia perché
inevitabilmente insorgerebbero conflitti di competenza tra autorità di
garanzia”.
Trasparenza – “L’attuale normativa tutela
sufficientemente i principi della trasparenza della proprietà e delle
fonti di finanziamento delle imprese editoriali”. Si ritiene “opportuno
di attenuare i limiti vigenti sulla titolarità delle imprese editrici,
eliminando il vincolo dell’intestazione a persone fisiche se si vuole
perseguire l’obiettivo di dar vita a strutture di impresa adeguatamente
capitalizzate per competere anche sui mercati internazionali”.
sufficientemente i principi della trasparenza della proprietà e delle
fonti di finanziamento delle imprese editoriali”. Si ritiene “opportuno
di attenuare i limiti vigenti sulla titolarità delle imprese editrici,
eliminando il vincolo dell’intestazione a persone fisiche se si vuole
perseguire l’obiettivo di dar vita a strutture di impresa adeguatamente
capitalizzate per competere anche sui mercati internazionali”.
Prodotto editoriale – Un problema cruciale è
rappresentato dalle rassegne stampa. Si tratta di iniziative
parassitarie che vengono realizzate sfruttando il lavoro realizzato
dagli editori che soltanto nominalmente vengono considerati titolari
dell’opera collettiva. E’ un vero e proprio saccheggio reso possibile
dalla contraddittoria disciplina prevista dalla legge sul diritto
d’autore che, pertanto, andrebbe opportunamente modificata”.
rappresentato dalle rassegne stampa. Si tratta di iniziative
parassitarie che vengono realizzate sfruttando il lavoro realizzato
dagli editori che soltanto nominalmente vengono considerati titolari
dell’opera collettiva. E’ un vero e proprio saccheggio reso possibile
dalla contraddittoria disciplina prevista dalla legge sul diritto
d’autore che, pertanto, andrebbe opportunamente modificata”.
Antitrust – L’ipotesi di fissare limiti
antitrust differenziati per contenuti – informazione, sport, economia,
ecc. – e/o per tipologie di prodotti (free press) “va respinta con
forza proprio perché diretta ad introdurre nel nostro ordinamento
criteri ancora più vincolanti e di difficile attuazione”.
antitrust differenziati per contenuti – informazione, sport, economia,
ecc. – e/o per tipologie di prodotti (free press) “va respinta con
forza proprio perché diretta ad introdurre nel nostro ordinamento
criteri ancora più vincolanti e di difficile attuazione”.
Distribuzione – I vantaggi della
liberalizzazione sono evidenti, gli svantaggi sono collegati ai costi
rilevanti che un sistema di vendite comporta. “Si avverte l’esigenza di
interventi diretti a finanziare e ad agevolare, oltre ai processi di
rinnovo delle edicole, anche il processo di informatizzazione della
rete di vendita. Sistemi distributivi basati sulla conoscenza del
venduto in tempo reale potrebbero portare ad un notevole miglioramento
del servizio”.
liberalizzazione sono evidenti, gli svantaggi sono collegati ai costi
rilevanti che un sistema di vendite comporta. “Si avverte l’esigenza di
interventi diretti a finanziare e ad agevolare, oltre ai processi di
rinnovo delle edicole, anche il processo di informatizzazione della
rete di vendita. Sistemi distributivi basati sulla conoscenza del
venduto in tempo reale potrebbero portare ad un notevole miglioramento
del servizio”.
Provvidenze – Oggi sono in vigore i benefici
per i giornali editi o controllati da cooperative, fondazioni o enti
morali; quotidiani di minoranze linguistiche; quotidiani e periodici
italiani diffusi all’estero; giornali organi di partiti politici. I
contributi all’editoria non possono esaurirsi in queste forme di
intervento: sono necessarie risorse destinate al sostegno degli
investimenti nel settore, in un contesto mediatico in continua
evoluzione.
per i giornali editi o controllati da cooperative, fondazioni o enti
morali; quotidiani di minoranze linguistiche; quotidiani e periodici
italiani diffusi all’estero; giornali organi di partiti politici. I
contributi all’editoria non possono esaurirsi in queste forme di
intervento: sono necessarie risorse destinate al sostegno degli
investimenti nel settore, in un contesto mediatico in continua
evoluzione.
Come è avvenuto per le agevolazioni
telefoniche, le agevolazioni postali andrebbero riconosciute non
soltanto a Poste Italiane ma andrebbero estese a tutti gli operatori
che effettuano la portatura dei giornali.
telefoniche, le agevolazioni postali andrebbero riconosciute non
soltanto a Poste Italiane ma andrebbero estese a tutti gli operatori
che effettuano la portatura dei giornali.
Nelle agevolazioni telefoniche deve essere compresa, in modo inequivocabile, la trasmissione internet e satellitare.
Per favorire gli investimenti nel settore si
propone la reintroduzione del credito d’imposta sugli investimenti e lo
stanziamento di risorse adeguate per il credito agevolato.
propone la reintroduzione del credito d’imposta sugli investimenti e lo
stanziamento di risorse adeguate per il credito agevolato.
Agcom su riforma tv
Le commissioni Cultura e Trasporti della
Camera proseguono le audizioni sul disegno di legge del Governo di
riforma del sistema televisivo. Dopo Catricalà, presidente
dell’Antitrust, è stato ascoltato Corrado Calabrò, presidente
dell’Autorità delle comunicazioni. In sintesi le osservazioni.
Camera proseguono le audizioni sul disegno di legge del Governo di
riforma del sistema televisivo. Dopo Catricalà, presidente
dell’Antitrust, è stato ascoltato Corrado Calabrò, presidente
dell’Autorità delle comunicazioni. In sintesi le osservazioni.
La norma che limita al 45% la raccolta
pubblicitaria va bene se è transitoria e punta a sviluppare il
pluralismo e il digitale terrestre.
pubblicitaria va bene se è transitoria e punta a sviluppare il
pluralismo e il digitale terrestre.
Il Parlamento deve affrontare in via
sistematica i nodi dello sviluppo dei media: la competizione tra
piattaforme, l’uso flessibile e tecnologicamente neutrale delle
frequenze, una disciplina innovativa dell’accesso ai contenuti delle
reti, la tutela della proprietà intellettuale. E’ utile introdurre un
indice di qualità anche per le tv private. L’attuale assetto del
settore televisivo non è idoneo a garantire il piano rispetto dei
principi di pluralismo informativo e di tutela della concorrenza.
sistematica i nodi dello sviluppo dei media: la competizione tra
piattaforme, l’uso flessibile e tecnologicamente neutrale delle
frequenze, una disciplina innovativa dell’accesso ai contenuti delle
reti, la tutela della proprietà intellettuale. E’ utile introdurre un
indice di qualità anche per le tv private. L’attuale assetto del
settore televisivo non è idoneo a garantire il piano rispetto dei
principi di pluralismo informativo e di tutela della concorrenza.
In Italia i mercati televisivi, raccolta
pubblicitaria e offerta di contenuti a pagamento, sono caratterizzati
da una concentrazione elevata. Il deficit di concorrenza tra
piattaforme del settore ha frenato il processo di crescita.
pubblicitaria e offerta di contenuti a pagamento, sono caratterizzati
da una concentrazione elevata. Il deficit di concorrenza tra
piattaforme del settore ha frenato il processo di crescita.
Una corretta rilevazione dell’audience è
vitale per l’affermazione sul mercato delle diverse emittenti. E’
necessario introdurre nella legge di ulteriori principi che rafforzino
i poteri di vigilanza e controllo dell’Autorità.
vitale per l’affermazione sul mercato delle diverse emittenti. E’
necessario introdurre nella legge di ulteriori principi che rafforzino
i poteri di vigilanza e controllo dell’Autorità.
Riforma tv: le critiche di Mediaset
Molto critica la posizione del gruppo,
espressa in Commissione dal presidente Confalonieri durante l’audizione
sul ddl del Governo. I punti essenziali: a) il progetto “è punitivo per
la nostra azienda e incapace di aprire il settore ma capace di
mortificare l’unica piattaforma televisiva terrestre completamente
gratuita”; b) esiste “il sospetto di incostituzionalità perché è un
provvedimento palesemente puntato a indebolire Mediaset, imponendo la
migrazione di una rete sul digitale senza ancoraggio con la diffusione
del decoder. Quindi restringe l’uguaglianza e la libertà d’impresa.
Sospetto di incostituzionalità anche per l’art.2 che stabilisce la
soglia del 45% nei ricavi pubblicitari”; c) il ddl “mette a rischio
fino a un terzo del fatturato di Mediaset. Il tetto del 45% significa
meno 600 milioni di euro di fatturato. A rischio altri 200 milioni per
le norme limitative sulle telepromozioni. Altri 300 milioni in meno di
fatturato per la riduzione di due punti dell’affollamento orario”; d)
“il modello è arretrato perché interviene solo sulla tv terrestre e
trascura gli altri tipi di tv. C’è incapacità di comprendere il settore
e l’insieme degli elementi che compongono il sistema”; e) il ddl “non
serve al pluralismo né a fare entrare altri soggetti nel mercato, né
alla redistribuzione delle risorse pubblicitarie dalla tv alla stampa
(di cui la Fieg parla da 30 anni senza mai poter dimostrare questo
principio). Non si può condividere la tesi che la restituzione delle
frequenze possa favorire altri soggetti. La norma proposta è punitiva
per gli operatori esistenti e inefficace per la richiesta europea della
redistribuzione delle frequenze. In più l’esclusione di Rai, Mediaset e
Telecom Italia media è ingiusta”; f) “il Sic rimane, cambia nome, ma
rimane purché piccolo e passa da 22,2 miliardi a 18,7 con quota del 20%
sul totale che, guarda caso, è vicinissima alla quota Fininvest attuale
(3,6 miliardi di euro)”
espressa in Commissione dal presidente Confalonieri durante l’audizione
sul ddl del Governo. I punti essenziali: a) il progetto “è punitivo per
la nostra azienda e incapace di aprire il settore ma capace di
mortificare l’unica piattaforma televisiva terrestre completamente
gratuita”; b) esiste “il sospetto di incostituzionalità perché è un
provvedimento palesemente puntato a indebolire Mediaset, imponendo la
migrazione di una rete sul digitale senza ancoraggio con la diffusione
del decoder. Quindi restringe l’uguaglianza e la libertà d’impresa.
Sospetto di incostituzionalità anche per l’art.2 che stabilisce la
soglia del 45% nei ricavi pubblicitari”; c) il ddl “mette a rischio
fino a un terzo del fatturato di Mediaset. Il tetto del 45% significa
meno 600 milioni di euro di fatturato. A rischio altri 200 milioni per
le norme limitative sulle telepromozioni. Altri 300 milioni in meno di
fatturato per la riduzione di due punti dell’affollamento orario”; d)
“il modello è arretrato perché interviene solo sulla tv terrestre e
trascura gli altri tipi di tv. C’è incapacità di comprendere il settore
e l’insieme degli elementi che compongono il sistema”; e) il ddl “non
serve al pluralismo né a fare entrare altri soggetti nel mercato, né
alla redistribuzione delle risorse pubblicitarie dalla tv alla stampa
(di cui la Fieg parla da 30 anni senza mai poter dimostrare questo
principio). Non si può condividere la tesi che la restituzione delle
frequenze possa favorire altri soggetti. La norma proposta è punitiva
per gli operatori esistenti e inefficace per la richiesta europea della
redistribuzione delle frequenze. In più l’esclusione di Rai, Mediaset e
Telecom Italia media è ingiusta”; f) “il Sic rimane, cambia nome, ma
rimane purché piccolo e passa da 22,2 miliardi a 18,7 con quota del 20%
sul totale che, guarda caso, è vicinissima alla quota Fininvest attuale
(3,6 miliardi di euro)”
Diffusione quotidiani
I dati si riferiscono al 2006 e sono stati
diffusi da Audipress. Riguardano il numero medio di lettori ogni
giorno, desunto dalle copie stampate. Al primo posto figura la Repubblica (3 milioni 15 mila lettori) seguita dal Corriere della sera (2 milioni 577 mila), La Stampa (1 milione 457 mila), Il Messaggero (1 milione 433 mila), Il Sole-24 Ore (1 milione 206 mila). Fra gli sportivi La Gazzetta dello sport segna
due primati: con 3 milioni 603 mila lettori al giorno non solo è il
primo del settore ma è in assoluto il quotidiano più letto dagli
italiani.
diffusi da Audipress. Riguardano il numero medio di lettori ogni
giorno, desunto dalle copie stampate. Al primo posto figura la Repubblica (3 milioni 15 mila lettori) seguita dal Corriere della sera (2 milioni 577 mila), La Stampa (1 milione 457 mila), Il Messaggero (1 milione 433 mila), Il Sole-24 Ore (1 milione 206 mila). Fra gli sportivi La Gazzetta dello sport segna
due primati: con 3 milioni 603 mila lettori al giorno non solo è il
primo del settore ma è in assoluto il quotidiano più letto dagli
italiani.
Segnano un incremento di lettori Libero (+24,5%), Avvenire (+10,5) il Giornale (+9,4), La Gazzetta del Mezzogiorno (+2,5), il Resto del Carlino (+3,3).
L’insieme dei quotidiani a pagamento ha
registrato nell’anno un incremento, sia pur lieve, di lettori. Leggono
il giornale ogni giorno 22,5 milioni di italiani (13 milioni gli
uomini).
registrato nell’anno un incremento, sia pur lieve, di lettori. Leggono
il giornale ogni giorno 22,5 milioni di italiani (13 milioni gli
uomini).
I lettori dei quotidiani gratuiti (il dato è una novità per Audipress) sono 5 milioni 346 mila. Il più letto è Leggo del gruppo Caltagirone (2 milioni di lettori), seguono City (1 milione 691 mila), Metro (1
milione 647 mila). Il dato conferma la conquista alla lettura del
giornale di persone che in precedenza non acquistavano il quotidiano.
milione 647 mila). Il dato conferma la conquista alla lettura del
giornale di persone che in precedenza non acquistavano il quotidiano.
Giornalisti e Copaco
Il giornalista che divulgherà atti del
Copaco di cui sia stata vietata la pubblicazione potrà essere
condannato da 6 mesi a 3 anni di carcere. La norma è stata inserita nel
testo di riforma dei servizi segreti licenziato dalla Commissione
Affari costituzionali della Camera. Nella versione precedente del
provvedimento la condanna per i giornalisti non era prevista. Oltre ai
componenti dell’ufficio e ai parlamentari della Commissione anche i
cronisti dovranno rispondere di violazione del segreto d’ufficio.
Copaco di cui sia stata vietata la pubblicazione potrà essere
condannato da 6 mesi a 3 anni di carcere. La norma è stata inserita nel
testo di riforma dei servizi segreti licenziato dalla Commissione
Affari costituzionali della Camera. Nella versione precedente del
provvedimento la condanna per i giornalisti non era prevista. Oltre ai
componenti dell’ufficio e ai parlamentari della Commissione anche i
cronisti dovranno rispondere di violazione del segreto d’ufficio.
RAI e contratto di servizio
All’unanimità la Commissione di vigilanza ha
inviato al ministero delle Comunicazioni le proprie osservazioni. Sul
tema della qualità si propone l’istituzione di un Comitato scientifico
composto di 6 membri (3 designati dalla Rai, 1 dal consiglio degli
utenti, 1 dall’Agcom e 1 dal ministero) che dovrà vigilare sul
raggiungimento degli obiettivi di qualità. La Rai dovrà mensilmente
presentare i dati sul rispetto del pluralismo politico, culturale,
religioso e sociale. La programmazione “sociale” farà capo a
un’apposita struttura che risponderà direttamente al direttore
generale. I tg parlamentari dovranno andare in onda in fasce di ascolto
adeguate. I programmi di servizio pubblico saranno segnalati da
“adeguati segnali visivi”.
inviato al ministero delle Comunicazioni le proprie osservazioni. Sul
tema della qualità si propone l’istituzione di un Comitato scientifico
composto di 6 membri (3 designati dalla Rai, 1 dal consiglio degli
utenti, 1 dall’Agcom e 1 dal ministero) che dovrà vigilare sul
raggiungimento degli obiettivi di qualità. La Rai dovrà mensilmente
presentare i dati sul rispetto del pluralismo politico, culturale,
religioso e sociale. La programmazione “sociale” farà capo a
un’apposita struttura che risponderà direttamente al direttore
generale. I tg parlamentari dovranno andare in onda in fasce di ascolto
adeguate. I programmi di servizio pubblico saranno segnalati da
“adeguati segnali visivi”.
In materia di trasparenza la Rai dovrà
trasmettere periodicamente alla Vigilanza gli emolumenti erogati, le
collaborazioni e gli appalti più significativi.
trasmettere periodicamente alla Vigilanza gli emolumenti erogati, le
collaborazioni e gli appalti più significativi.
Entro 6 mesi dall’approvazione del contratto
di servizio la Rai dovrà realizzare almeno un’edizione al giorno di
Tg1, Tg2, Tg3 e TgR nella lingua dei segni. Aumentano le minoranze
linguistiche da tutelare.
di servizio la Rai dovrà realizzare almeno un’edizione al giorno di
Tg1, Tg2, Tg3 e TgR nella lingua dei segni. Aumentano le minoranze
linguistiche da tutelare.
I programmi Rai dovranno essere accessibili
su tutte le piattaforme. L’azienda deve assicurare una copertura in
digitale del 75% del territorio entro i prossimi sei mesi e salire
all’85% nei sei mesi successivi.
su tutte le piattaforme. L’azienda deve assicurare una copertura in
digitale del 75% del territorio entro i prossimi sei mesi e salire
all’85% nei sei mesi successivi.
Editoria specializzata sul web
Il 90% delle testate di editoria
specializzata sono sul web. Si tratta di 950 fra settimanali,
quindicinali, mensili fino agli annuali. Coprono tutti i settori. Il
mercato pubblicitario è di 850 milioni di euro. Il 26% mette on line
una copia del giornale cartaceo; l’11% dichiara di pubblicare una
testata esclusivamente on line, l’8% pubblica una testata di contenuti
misti. Il 60% degli editori dichiara di ottenere dal proprio sitoricavi
dalla pubblicità, dalla vendita di gadget, dagli abbonamenti.
specializzata sono sul web. Si tratta di 950 fra settimanali,
quindicinali, mensili fino agli annuali. Coprono tutti i settori. Il
mercato pubblicitario è di 850 milioni di euro. Il 26% mette on line
una copia del giornale cartaceo; l’11% dichiara di pubblicare una
testata esclusivamente on line, l’8% pubblica una testata di contenuti
misti. Il 60% degli editori dichiara di ottenere dal proprio sitoricavi
dalla pubblicità, dalla vendita di gadget, dagli abbonamenti.
Nuovo standard Iptc per le agenzie
L’International press telecommunications
council (Iptc) ha definito il nuovo sistema internazionale di
ripartizione delle notizie trasmesse dalle agenzie. L’attuale sistema
risale al 1981, cioè a 26 anni fa. Il nuovo sistema è fondato su una
classificazione internazionale del notiziario che ha 17 categorie di
base (attualmente sono 11) oltre a una sottoserie di altre
sottotipologie. L’Ansa sta sperimentando il nuovo modello e
successivamente il notiziario sarà trasmesso con il vecchio e il nuovo
sistema sino a quando i clienti abbandoneranno il vecchio standard.
council (Iptc) ha definito il nuovo sistema internazionale di
ripartizione delle notizie trasmesse dalle agenzie. L’attuale sistema
risale al 1981, cioè a 26 anni fa. Il nuovo sistema è fondato su una
classificazione internazionale del notiziario che ha 17 categorie di
base (attualmente sono 11) oltre a una sottoserie di altre
sottotipologie. L’Ansa sta sperimentando il nuovo modello e
successivamente il notiziario sarà trasmesso con il vecchio e il nuovo
sistema sino a quando i clienti abbandoneranno il vecchio standard.
Sentenze per diffamazione
Nel triennio 2002-2005 la Corte d’appello
penale di Milano ha emesso 195 sentenze in materia di diffamazione
tramite mass media. La durata della causa d’appello è di circa tre anni
e mezzo; dalla pubblicazione della notizia alla sentenza di secondo
grado trascorrono in media oltre 7 anni. Il 72% delle sentenze hanno
interessato i quotidiani, il 21% i periodici, il 5% le televisioni, il
2% i quotidiani locali. I più colpiti da querela per diffamazione sono
gli articoli di cronaca (44%), di critica (40%) e le interviste (16%).
Nel 31% dei casi esaminati è stata dichiarata l’improcedibilità del
giudizio per prescrizione del reato; nel 25% dei casi per decesso
dell’imputato o per remissione di querela. Hanno sporto querela i
privati seguiti dai politici dai magistrati. Nella quasi totalità dei
casi la pena è consistita in una multa compresa fra 1000 e 1500 euro.
Il risarcimento danni è stato in media di 13400 euro.
penale di Milano ha emesso 195 sentenze in materia di diffamazione
tramite mass media. La durata della causa d’appello è di circa tre anni
e mezzo; dalla pubblicazione della notizia alla sentenza di secondo
grado trascorrono in media oltre 7 anni. Il 72% delle sentenze hanno
interessato i quotidiani, il 21% i periodici, il 5% le televisioni, il
2% i quotidiani locali. I più colpiti da querela per diffamazione sono
gli articoli di cronaca (44%), di critica (40%) e le interviste (16%).
Nel 31% dei casi esaminati è stata dichiarata l’improcedibilità del
giudizio per prescrizione del reato; nel 25% dei casi per decesso
dell’imputato o per remissione di querela. Hanno sporto querela i
privati seguiti dai politici dai magistrati. Nella quasi totalità dei
casi la pena è consistita in una multa compresa fra 1000 e 1500 euro.
Il risarcimento danni è stato in media di 13400 euro.
RCS MediaGroup acquista Recoletos
Il gruppo spagnolo è stato acquistato dal
gruppo editoriale italiano. La valutazione è di 1,1 miliardi da cui va
dedotto l’indebitamento finanziario stimato il 272 milioni. Pagamento
cash. Gli spagnoli sono editori del quotidiano sportivo Marca, del
quotidiano economico Exspansion oltre a settimanali e periodici
specializzati. La società possiede il 27,7% di una rete tv (analoga
quota è nelle mani di Unedisa, già controllata da Rcs, editrice di El
Mundo).
gruppo editoriale italiano. La valutazione è di 1,1 miliardi da cui va
dedotto l’indebitamento finanziario stimato il 272 milioni. Pagamento
cash. Gli spagnoli sono editori del quotidiano sportivo Marca, del
quotidiano economico Exspansion oltre a settimanali e periodici
specializzati. La società possiede il 27,7% di una rete tv (analoga
quota è nelle mani di Unedisa, già controllata da Rcs, editrice di El
Mundo).
Nordovest.tv
Dal 26 febbraio, dal lunedì al venerdì,
dalle 7 alle 8, viene diffuso in quattro regioni (Valle d’Aosta,
Liguria, Piemonte e Lombardia) un programma realizzato da tre tv
regionali: Telereporter, Retesette e Telegenova. E’ un contenitore di
informazioni e aggiornamenti sulle politiche e il territorio delle
quattro regioni.
dalle 7 alle 8, viene diffuso in quattro regioni (Valle d’Aosta,
Liguria, Piemonte e Lombardia) un programma realizzato da tre tv
regionali: Telereporter, Retesette e Telegenova. E’ un contenitore di
informazioni e aggiornamenti sulle politiche e il territorio delle
quattro regioni.
Dalle redazioni
Il Cdr de la Repubblica, in un lungo
comunicato, annuncia nuovi scioperi non solo per il rinnovo del
contratto ma per una difficile situazione interna che si può riassumere
in questi punti: “la disparità normativa e salariale con i nostri
diretti concorrenti è tale che diventa sempre più difficile per il
nostro giornale mantenere la leadership; almeno un quarto dei colleghi
che scrivono su Repubblica fa letteralmente fatica ad arrivare a fine
mese; il nostro editore trova, su un altro fronte, il tempo e il denaro
per tentare la conquista di Alitalia, dimenticando che i suoi
dipendenti devono far quadrare il loro bilancio con gli stessi salari
di sette anni fa. Bella coerenza; per noi è arrivato il momento di dire
basta e di invitare i lettori ad aprire gli occhi su una realtà, quella
del Gruppo Editoriale L’Espresso che a parole promuove la
concertazione, il dialogo, il rapporto costruttivo e negoziale con
tutte le componenti del mondo del lavoro e che invece, al suo interno,
mantiene retribuzioni, sistemi normativi e rapporti di lavoro del tutto
incoerenti con questi buoni propositi”.
comunicato, annuncia nuovi scioperi non solo per il rinnovo del
contratto ma per una difficile situazione interna che si può riassumere
in questi punti: “la disparità normativa e salariale con i nostri
diretti concorrenti è tale che diventa sempre più difficile per il
nostro giornale mantenere la leadership; almeno un quarto dei colleghi
che scrivono su Repubblica fa letteralmente fatica ad arrivare a fine
mese; il nostro editore trova, su un altro fronte, il tempo e il denaro
per tentare la conquista di Alitalia, dimenticando che i suoi
dipendenti devono far quadrare il loro bilancio con gli stessi salari
di sette anni fa. Bella coerenza; per noi è arrivato il momento di dire
basta e di invitare i lettori ad aprire gli occhi su una realtà, quella
del Gruppo Editoriale L’Espresso che a parole promuove la
concertazione, il dialogo, il rapporto costruttivo e negoziale con
tutte le componenti del mondo del lavoro e che invece, al suo interno,
mantiene retribuzioni, sistemi normativi e rapporti di lavoro del tutto
incoerenti con questi buoni propositi”.
Da febbraio è cambiato il palinsesto di Rai International:
più spazio all’informazione, nuovi programmi, maggiori sinergie con
tutte le reti e testate Rai, più impegno sul web. Il restyling si
concluderà verso la fine di giugno.
più spazio all’informazione, nuovi programmi, maggiori sinergie con
tutte le reti e testate Rai, più impegno sul web. Il restyling si
concluderà verso la fine di giugno.
Regione Piemonte e Consiglio regionale della
Lombardia chiedono che parte del canone tv sia ridistribuito alle
regioni per realizzare programmi che permettano di far conoscere il
patrimonio sociale, culturale, economico, paesaggistico.
Lombardia chiedono che parte del canone tv sia ridistribuito alle
regioni per realizzare programmi che permettano di far conoscere il
patrimonio sociale, culturale, economico, paesaggistico.
Dal prossimo marzo Gr e Radiouno
trasmetteranno un grande reportage sul Paese reale raccontando l’Italia
che non si vede nei talk show. Attualmente le tre reti Rai mantengono
il primato degli ascolti con il 20% di share. Il budget è però ridotto:
11,5 milioni di euro per il 2007 ai quali vanno aggiunti i ricavi
pubblicitari (circa mezzo milione di euro) e le convenzioni con alcune
istituzioni (un milione di euro). Perplessità sono state espresse dal
direttore del Gr, Antonio Caprarica, sull’ipotesi di Gr unificato.
trasmetteranno un grande reportage sul Paese reale raccontando l’Italia
che non si vede nei talk show. Attualmente le tre reti Rai mantengono
il primato degli ascolti con il 20% di share. Il budget è però ridotto:
11,5 milioni di euro per il 2007 ai quali vanno aggiunti i ricavi
pubblicitari (circa mezzo milione di euro) e le convenzioni con alcune
istituzioni (un milione di euro). Perplessità sono state espresse dal
direttore del Gr, Antonio Caprarica, sull’ipotesi di Gr unificato.
Classeditori ha offerto alle donne
italiane che si interessano di moda (si presume possano essere 1
milione 700 mila) un nuovo mensile. Il titolo: Luna; è destinato alle
donne di età compresa fra i 28 e i 48 anni. Una rivista a cavallo fra
moda e informazione.
italiane che si interessano di moda (si presume possano essere 1
milione 700 mila) un nuovo mensile. Il titolo: Luna; è destinato alle
donne di età compresa fra i 28 e i 48 anni. Una rivista a cavallo fra
moda e informazione.
Tre giornalisti (dell’agenzia palestinese di
stampa Wafa, un redattore del quotidiano siriano Al Balad e
dell’agenzia di stampa mauritana Ami) sono a Roma, ospiti di AnsaMed nel
quadro del progetto di formazione realizzato in collaborazione con il
ministero degli Esteri come contributo italiano al programma di
attività triennale della fondazione euro-mediterranea Anna Lindh per il
dialogo tra le culture. Attualmente AnsaMed trasmette ogni giorno 200
tra notizie e servizi in tre lingue (italiano, inglese e arabo).
stampa Wafa, un redattore del quotidiano siriano Al Balad e
dell’agenzia di stampa mauritana Ami) sono a Roma, ospiti di AnsaMed nel
quadro del progetto di formazione realizzato in collaborazione con il
ministero degli Esteri come contributo italiano al programma di
attività triennale della fondazione euro-mediterranea Anna Lindh per il
dialogo tra le culture. Attualmente AnsaMed trasmette ogni giorno 200
tra notizie e servizi in tre lingue (italiano, inglese e arabo).
A Telepace dal 9 febbraio sono
licenziati i 4 giornalisti della redazione romana. Fra essi anche la
fiduciaria sindacale. La Tv ha sospeso l’informazione vaticana.
licenziati i 4 giornalisti della redazione romana. Fra essi anche la
fiduciaria sindacale. La Tv ha sospeso l’informazione vaticana.
L’ex direttore del Giornale d’Italia,
Massimo Bassoli, sarà processato nel prossimo giugno per associazione
per delinquere finalizzata alla truffa aggravata ai danni dello Stato,
frode fiscale mediante emissione e annotazione di fatture per
operazioni inesistenti, favoreggiamento, false comunicazioni sociali e
falsità nelle relazioni delle società di revisione. Sul banco degli
imputati anche altri tre imputati, fra i quali la moglie del direttore.
Secondo l’accusa fin dal 2000 sarebbero stati sottratti 14 milioni di
euro ottenuti illegittimamente dallo Stato e che facevano parte del
fondo di 600 milioni di euro che ogni anno la Presidenza del Consiglio
destina alle testate giornalistiche.
Massimo Bassoli, sarà processato nel prossimo giugno per associazione
per delinquere finalizzata alla truffa aggravata ai danni dello Stato,
frode fiscale mediante emissione e annotazione di fatture per
operazioni inesistenti, favoreggiamento, false comunicazioni sociali e
falsità nelle relazioni delle società di revisione. Sul banco degli
imputati anche altri tre imputati, fra i quali la moglie del direttore.
Secondo l’accusa fin dal 2000 sarebbero stati sottratti 14 milioni di
euro ottenuti illegittimamente dallo Stato e che facevano parte del
fondo di 600 milioni di euro che ogni anno la Presidenza del Consiglio
destina alle testate giornalistiche.
Sportnetwok, la concessionaria di
pubblicità del gruppo Amodei si è dotata di una divisione multimedia
per potenziare la presenza sui media digitali di tutte le pubblicazioni
del gruppo e di aumentare l’offerta dei contenuti editoriali sfruttando
i nuovi canali (web, telefonia mobile, web tv.
pubblicità del gruppo Amodei si è dotata di una divisione multimedia
per potenziare la presenza sui media digitali di tutte le pubblicazioni
del gruppo e di aumentare l’offerta dei contenuti editoriali sfruttando
i nuovi canali (web, telefonia mobile, web tv.
Nel mondo
In Germania la Corte costituzionale
ha stabilito che la magistratura di Potsdam ha agito in maniera
anticostituzionale quando a settembre del 2005 mandò la polizia a
perquisire la redazione del mensile politico “Cicero”. Nella sentenza
si legge che perquisizioni e sequestri di materiale sono contro la
Costituzione se servono solo per scoprire come notizie riservate siano
arrivate ai giornalisti. La sentenza è stata giudicata fondamentale per
la libertà di stampa. Il governo tedesco ha annunciato che presenterà
un progetto di legge per aumentare la protezione degli informatori dei
giornalisti e adeguare le norme ai principi fissati dalla Corte.
ha stabilito che la magistratura di Potsdam ha agito in maniera
anticostituzionale quando a settembre del 2005 mandò la polizia a
perquisire la redazione del mensile politico “Cicero”. Nella sentenza
si legge che perquisizioni e sequestri di materiale sono contro la
Costituzione se servono solo per scoprire come notizie riservate siano
arrivate ai giornalisti. La sentenza è stata giudicata fondamentale per
la libertà di stampa. Il governo tedesco ha annunciato che presenterà
un progetto di legge per aumentare la protezione degli informatori dei
giornalisti e adeguare le norme ai principi fissati dalla Corte.
In Francia tra il 2000 e il 2005 la
distribuzione è scesa del 5% per le riviste e del 7% per i quotidiani,
Gli introiti pubblicitari sono scesi del 13% per i giornali a stampa
mentre su Internet sono aumentati a un ritmo esponenziale. Tre le
ricette suggerite: modernizzare e rinnovare i formati; rinnovare il
sistema di distribuzione e allargare il campo d’azione su nuovi
supporti; nuove formule e lancio di nuovi titoli. La redditività della
stampa francese è considerata debole: 3,4% per i quotidiani, 10,5% per
i periodici. La richiesta al governo è di rinforzare le proprietà
incitando azionisti privati a investire nelle aziende editoriali.
Giuste anche le agevolazioni per le imprese che investono nella stampa.
distribuzione è scesa del 5% per le riviste e del 7% per i quotidiani,
Gli introiti pubblicitari sono scesi del 13% per i giornali a stampa
mentre su Internet sono aumentati a un ritmo esponenziale. Tre le
ricette suggerite: modernizzare e rinnovare i formati; rinnovare il
sistema di distribuzione e allargare il campo d’azione su nuovi
supporti; nuove formule e lancio di nuovi titoli. La redditività della
stampa francese è considerata debole: 3,4% per i quotidiani, 10,5% per
i periodici. La richiesta al governo è di rinforzare le proprietà
incitando azionisti privati a investire nelle aziende editoriali.
Giuste anche le agevolazioni per le imprese che investono nella stampa.
A Parigi, con due mesi di ritardo
rispetto al programma, dal 6 febbraio è in distribuzione gratuita
“Matin Plus”, frutto di una collaborazione del gruppo Le Mondee del
finanziere Vincent Bolloré. E’ distribuito in 350 mila copie nella
capitale e dintorni. E’ in concorrenza con “20 minutes” che diffonde
400 mila copie.
rispetto al programma, dal 6 febbraio è in distribuzione gratuita
“Matin Plus”, frutto di una collaborazione del gruppo Le Mondee del
finanziere Vincent Bolloré. E’ distribuito in 350 mila copie nella
capitale e dintorni. E’ in concorrenza con “20 minutes” che diffonde
400 mila copie.
A Parigi è stata confermata la
partecipazione di due editori italiani alla ricostituzione del capitale
di Liberation. Carlo Caracciolo (gruppo L’Espresso) ha acquistato, a
titolo personale, il 34% delle azioni insieme a Carlo Perrone
(azionista di controllo del gruppo editoriale Mercurio. Le quote:
Caracciolo 5 milioni di euro, Perrone 500 mila euro. Primo azionista
resta Eduard de Rothschild con il 35,9% del capitale.
partecipazione di due editori italiani alla ricostituzione del capitale
di Liberation. Carlo Caracciolo (gruppo L’Espresso) ha acquistato, a
titolo personale, il 34% delle azioni insieme a Carlo Perrone
(azionista di controllo del gruppo editoriale Mercurio. Le quote:
Caracciolo 5 milioni di euro, Perrone 500 mila euro. Primo azionista
resta Eduard de Rothschild con il 35,9% del capitale.
A New Jork il gruppo Tribune ha
deciso un piano di ristrutturazione alternativo alla vendita. L’ipotesi
è lo scorporo delle testate di carta stampata (i quotidiani Los Angeles
Time e Chicago Tribune) da quelle televisive.
deciso un piano di ristrutturazione alternativo alla vendita. L’ipotesi
è lo scorporo delle testate di carta stampata (i quotidiani Los Angeles
Time e Chicago Tribune) da quelle televisive.
In un’intervista al quotidiano israeliano (online) Haaretz l’editore del New York Times, Arthur Sulzberger, ha detto di ritenere possibile tra cinque anni il passaggio del quotidiano americano dalla carta al web.
A San Francisco un giornalista
americano è detenuto in carcere dalla scorsa estate per essersi
rifiutato di consegnare alla giustizia il video di una manifestazione
contro il vertice G8 che si è tenuto nel giugno del 2005 in Scozia. Le
immagini mostrano l’incendio di una macchina della polizia.
americano è detenuto in carcere dalla scorsa estate per essersi
rifiutato di consegnare alla giustizia il video di una manifestazione
contro il vertice G8 che si è tenuto nel giugno del 2005 in Scozia. Le
immagini mostrano l’incendio di una macchina della polizia.
A Damasco il ministro
dell’Informazione siriano ha annunciato che due nuovi canali televisivi
satellitari hanno ottenuto il permesso di trasmettere in Siria.
Attualmente esiste un solo canale tv di proprietà dello Stato che
trasmette attraverso il segnale terrestre e quello satellitare. Un
canale privato, che aveva iniziato a trasmettere nel febbraio dello
scorso anno è stato chiuso dalle autorità in ottobre.
dell’Informazione siriano ha annunciato che due nuovi canali televisivi
satellitari hanno ottenuto il permesso di trasmettere in Siria.
Attualmente esiste un solo canale tv di proprietà dello Stato che
trasmette attraverso il segnale terrestre e quello satellitare. Un
canale privato, che aveva iniziato a trasmettere nel febbraio dello
scorso anno è stato chiuso dalle autorità in ottobre.
A Pechino è stato firmato un accordo-quadro di collaborazione fra l’Ansa e l’agenzia cinese Xinhua (Nuova Cina).
Il Comitato per la protezione dei giornalisti (Cpj) ha reso noto a Washington i
dati dello scorso anno: 55 giornalisti sono morti durante lo
svolgimento del loro lavoro, 134 sono stati arrestati. L’Iraq è il
luogo più pericoloso in assoluto anche per i giornalisti. Nel 2006 sono
stati uccisi 32 dei 55 giornalisti ammazzati in tutto il mondo. Di essi
30 erano iracheni.
dati dello scorso anno: 55 giornalisti sono morti durante lo
svolgimento del loro lavoro, 134 sono stati arrestati. L’Iraq è il
luogo più pericoloso in assoluto anche per i giornalisti. Nel 2006 sono
stati uccisi 32 dei 55 giornalisti ammazzati in tutto il mondo. Di essi
30 erano iracheni.
Secondo la Federazione internazionale dei
giornalisti (Ifj) sono già 18 i reporter uccisi quest’anno in
situazioni di conflitto. Gli ultimi tre sono morti in Afghanistan,
nell’isola di Mindanao e in Somalia. Dieci i morti in Medio Oriente.
giornalisti (Ifj) sono già 18 i reporter uccisi quest’anno in
situazioni di conflitto. Gli ultimi tre sono morti in Afghanistan,
nell’isola di Mindanao e in Somalia. Dieci i morti in Medio Oriente.
A Baghdad i giornalisti iracheni
hanno inscenato una manifestazione di protesta contro l’irruzione
compiuta da truppe Usa nella sede del sindacato arrestando dieci
addetti alla sicurezza e sfondando il portone d’ingresso con un carro
armato.
hanno inscenato una manifestazione di protesta contro l’irruzione
compiuta da truppe Usa nella sede del sindacato arrestando dieci
addetti alla sicurezza e sfondando il portone d’ingresso con un carro
armato.
Secondo un rapporto dell’Onu reso noto a Manila,
l’esercito filippino è l’organizzatore occulto e in taluni casi anche
l’esecutore materiale degli omicidi di giornalisti ed esponenti
dell’opposizione che sono stati compiuti in questi ultimi anni. Nel
2006 sono stati almeno 13 i reporter uccisi e, in totale, sono 49 le
vittime da quando il presidente Gloria Arroyo ha assunto il potere nel
2001.
l’esercito filippino è l’organizzatore occulto e in taluni casi anche
l’esecutore materiale degli omicidi di giornalisti ed esponenti
dell’opposizione che sono stati compiuti in questi ultimi anni. Nel
2006 sono stati almeno 13 i reporter uccisi e, in totale, sono 49 le
vittime da quando il presidente Gloria Arroyo ha assunto il potere nel
2001.
Chi viene e chi va
Il Papa ha nominato vescovo di Macerata
mons. Claudio Giuliodori, direttore dell’ufficio comunicazioni sociali
della Conferenza episcopale italiana, che lascia così il suo incarico.
mons. Claudio Giuliodori, direttore dell’ufficio comunicazioni sociali
della Conferenza episcopale italiana, che lascia così il suo incarico.
Matteo Cosenza è il nuovo direttore del “Quotidiano della Calabria”. Subentra a Ennio Simeone.
Iniziative promozionali
Iniziative promozionali
I quotidiani della Poligrafici offrono ai loro lettori un volume che raccoglie tutte le poesie di Giovanni Pascoli.
A l’Unità dal 17 febbraio è associata
la collana “Le chiavi del tempo”, classici vecchi e nuovi per
interpretare il mondo in cui viviamo. L’iniziativa degli Editori
Riuniti durerà un anno.
la collana “Le chiavi del tempo”, classici vecchi e nuovi per
interpretare il mondo in cui viviamo. L’iniziativa degli Editori
Riuniti durerà un anno.
Liberazione, dall’8 febbraio e per 12
settimane, allega al quotidiano un fascicolo che racconta il decennio
(1977-1987) che ha segnato la vita di una intera generazione e durante
il quale molti giovani fecero la scelta della lotta armata.
settimane, allega al quotidiano un fascicolo che racconta il decennio
(1977-1987) che ha segnato la vita di una intera generazione e durante
il quale molti giovani fecero la scelta della lotta armata.
Il Giorno offre con il giornale, fino al 27 giugno, 22 volumi della “Grande enciclopedia universale Rizzoli-Larousse.
Dal 28 febbraio il Corriere della sera
propone “Le guide di Dove”, una collana di 22 volumi tematici per
fornire informazioni e curiosità sulle regioni italiane e sulle tre
maggiori città d’arte (Roma, Firenze, Venezia).
propone “Le guide di Dove”, una collana di 22 volumi tematici per
fornire informazioni e curiosità sulle regioni italiane e sulle tre
maggiori città d’arte (Roma, Firenze, Venezia).
Ricordo di Paolo De Palma
E’ morto a Roma, il 20 febbraio. Aveva 83
anni. E’ stato per molti anni uno dei maggiori e più sapienti esponenti
dell’impresa editoriale italiana. Dal 1963 al 1973 è stato consigliere
di amministrazione, direttore amministrativo e amministratore delegato
della Gazzetta del Mezzogiorno; Dal 1973 al 1992 è stato direttore
generale e poi amministratore delegato dell’Ansa. Nella Fieg ha operato
per 44 anni. E’ stato capo delegazione nelle trattative per i rinnovi
contrattuali operando sempre con equilibrio, saggezza e con una
intelligente visione dello sviluppo del settore.
anni. E’ stato per molti anni uno dei maggiori e più sapienti esponenti
dell’impresa editoriale italiana. Dal 1963 al 1973 è stato consigliere
di amministrazione, direttore amministrativo e amministratore delegato
della Gazzetta del Mezzogiorno; Dal 1973 al 1992 è stato direttore
generale e poi amministratore delegato dell’Ansa. Nella Fieg ha operato
per 44 anni. E’ stato capo delegazione nelle trattative per i rinnovi
contrattuali operando sempre con equilibrio, saggezza e con una
intelligente visione dello sviluppo del settore.
![]()

