Gennaio 2007 Notizie dal mondo dell’informazione

Papa e mass media
In occasione della festa del patrono dei giornalisti, San Francesco di Sales che ricorre il 24 gennaio,
il Papa Benedetto XVI ha reso noto il messaggio sul tema della
41.ma giornata mondiale delle comunicazioni sociali in programma per
domenica 20 maggio. Il tema è: “I bambini e i mezzi di comunicazione:
una sfida per l’educazione”. Due gli aspetti richiamati dal Pontefice:
uno è la formazione dei bambini, L’altro “è la formazione dei media”.
Il rapporto tra bambini, media ed educazione è considerato dal Papa da
due prospettive: “la formazione dei bambini da parte dei media e la
formazione dei bambini per rispondere in modo appropriato ai media”.
Emerge una specie di reciprocità che punta alla responsabilità dei
media come industria e al bisogno di una partecipazione attiva e
critica da parte dei lettori, degli spettatori e degli ascoltatori.
Educare i bambini ad essere selettivi nell’uso dei media è
responsabilità dei genitori, della Chiesa e della scuola. L’educazione
ai media dovrebbe essere positiva. “La bellezza, quasi specchio del
divino – scrive il Pontefice nel messaggio – ispira e vivifica i cuori
e le menti giovanili mentre la bruttezza e la volgarità hanno un
impatto deprimente sugli atteggiamenti e i comportamenti”. Questo
desiderio “può essere sostenuto dall’industria dei media solo nella
misura in cui promuove la dignità fondamentale dell’essere umano, il
vero valore del matrimonio e delle vita familiare, le conquiste
positive e i traguardi dell’umanità”. L’ammonimento: “ogni tendenza a
produrre programmi – compresi film d’animazione e video game – che in
nome del divertimento esaltano la violenza, riflettono comportamenti
antisociali o volgarizzano la sessualità umana, è perversione, ancor di
più quando questi programmi sono rivolti a bambini e adolescenti.”.
 
Decoder tv. UE boccia rimborsi
La Commissione Ue ha bocciato il contributo concesso dal Governo
Berlusconi per l’acquisto dei decoder utili per ricevere le
trasmissioni in digitale terrestre. Il provvedimento ha avuto la durata
di due anni: 2004 e 2005 (il contributo è stato di 220 milioni di
euro). Si tratta di “aiuti illegali” – dice la Ue - che hanno dato un
“vantaggio indiretto” agli operatori del settore. Operatori che ora
dovranno rimborsare gli incentivi accordati. Sono stati invece
giudicati utili gli aiuti per l’acquisto o l’affitto di decoder
digitali concessi nel 2006 in Sardegna e in Valle d’Aosta. Sono stati
infatti considerati finanziamenti per lo sviluppo di una rete di
trasmissione nelle regioni in cui la copertura tv è insufficiente.
I contributi sono considerati incompatibili con gli aiuto dello
Stato in quanto non sono neutrali da un punto di vista tecnologico e
creano una distorsione indebita della concorrenza, escludendo la
tecnologia satellitare. Il contributo dello Stato può essere dato solo
nel rispetto delle regole comunitarie. La Commissione non può accettare
aiuti di Stato che creino distorsioni inutili della concorrenza tra
piattaforme di trasmissione.
Mediaset ha annunciato che ricorrerà in tutte le sedi contro
l’ipotesi che siano i broadcaster italiani a rimborsare le sovvenzioni
giudicate irregolari della Ue. Secondo l’azienda i contributi hanno
assicurato vantaggi ai consumatori ma non hanno avuto alcun beneficio
sul conto economico delle società alle quali non può essere richiesta
alcuna restituzione. Il Governo italiano dovrà decidere in quali forme
e in quale entità i rimborsi dovranno avvenire.
 
Riforma RAI
Entro marzo il Governo intende formulare una proposta di riforma
del servizio pubblico, dopo aver raccolto le proposte delle forze
politiche, sociali e culturali. Il ministro Gentiloni ha anticipato le
linee guida. La proprietà della Rai sarà trasferita dal ministero del
Tesoro ad una Fondazione con un consiglio d’amministrazione di 6
componenti (oltre al presidente): 4 nominati dal Parlamento e 2 dalle
Regioni. Il consiglio resterà in carica sei anni ma ogni due anni
dovranno essere rinnovati due terzi. Alla Fondazione faranno capo tre
società, con altrettanti cda, delle quali una per la gestione delle
trasmissioni e due il prodotto. Le tre reti saranno così suddivise: una
finanziata dalla pubblicità e due dal canone. I criteri di gestione
saranno definiti nel contratto di servizio tra Rai e Stato che avrà una
durata di sei anni. L’adeguamento del canone sarà invece deciso ogni
tre anni.
I compiti della Fondazione: nominare i vertici, garantire
l’autonomia, verificare l’attuazione del contratto di servizio e
l’applicazione delle norme dettate dalla Commissione di vigilanza. 
Sono stati previsti cinque incontri sul progetto di riforma: uno
con l’azienda e i dipendenti, con i giuristi, con il mondo della
cultura, con gli operatori del settore compresi autori, attori e
produttori. Un incontro si svolgerà a Ginevra con l’Unione delle tv
pubbliche europee.
La Rai è stata regolata dalla legge 103 del 1975 che confermava il
monopolio, poi smentito da due sentenze della Corte costituzionale nel
1976; dalla legge 223 del 1990 (la legge Mammì) con la riduzione da 15
a 12 delle reti nazionali. Dal 23 agosto 1991 è scattato l’obbligo di
trasmettere telegiornali e programmi in diretta. Una parte della legge
è dichiarata incostituzionale il 7 dicembre 1994 dalla Corte. In
particolare è dichiarata illegittima l’autorizzazione ad un unico
soggetto di essere titolare di tre concessioni tv nazionali. Un altra
legge, la 206, è stata approvata nel 1993, per regolare nomina e durata
in carica dei cinque consiglieri di amministrazione della Rai, nominati
dai presidenti di Camera e Senato.
Con la legge 249 del 31 luglio 1997 (legge Maccanico) viene
istituita l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni e si dettano
norme per la convergenza multimediale da telecomunicazioni e
televisione.
L’ultima legge, in ordine di tempo, è la 112 del 3 maggio 2004.
Prevede la privatizzazione della Rai, il Cda a 9 membri nominati dalla
commissione parlamentare di vigilanza, il sistema integrato delle
comunicazioni, le norme per il digitale terrestre. Per i tetti
antitrust la legge precisa che, ferme restando i divieti di posizioni
dominanti nei singoli mercati, non si può superare il 20% dei ricavi
complessivi del sic; limite asimmetrico del 10% per Telecom. Chi
possiede più di una rete non può
acquisire partecipazioni in quotidiani o costituire nuove imprese fino al 2010.
 
Vertenza contratto
E’ stato il tema discusso in aula alla Camera, sulla base delle
comunicazioni del Governo affidate al ministro del Lavoro Damiano. Che
ha rivendicato l’opera di mediazione istituzionale svolta dal Governo
fan dall’inizio. Rinnovato l’appello alle parti perché riprenda il
confronto. Invito finora rifiutato dalla Federazione editori,
disponibile invece il sindacato dei giornalisti. Intanto prosegue il
confronto sulla riforma degli ammortizzatori sociali, sulla previdenza
e l’Inpgi e il riordino del settore dell’editoria. Tutti i gruppi si
sono espressi a favore della ripresa delle trattative. Ad eccezione
della Lega nord. E’ la prima volta che si discute in aula la questione
del contratto dei giornalisti, scaduto da circa 700 giorni. Il ministro
ha detto che le parti hanno raggiunto solo un accordo sulla previdenza
complementare mentre sulla riforma previdenziale gli editori hanno
posto come condizione vincolante una loro maggiore presenza nel cda
dell’Inpgi.
A questo proposito va ricordato che il consiglio di
amministrazione dell’istituto è composto da 12 giornalisti, 2
rappresentanti del ministero del Lavoro e della Presidenza del
Consiglio e 2 rappresentanti della Fieg (uno dei quali è anche vice
presidente). Sostiene la Fieg che “i fondi dell’Inpgi provengono per il
60% dagli editori di giornali” e parla di “insoddisfacente
funzionamento della gestione politica dell’istituto”. Replica l’Inpgi
che “i fondi, cioè i contributi previdenziali non sono un grazioso atto
di liberalità ma derivano da una disposizione di legge. All’Inpgi,
rispetto all’Inps, la percentuale di contributi Ivs a carico delle
aziende e calcolata sulla retribuzione è pari al 20,28% mentre all’Inps
sarebbe del 23,81%. Una differenza a favore delle aziende Fieg che,
calcolando altri contributi collaterali, è pari al 7,32%.
 
Istruttoria ADS-Audipress
E’ stato prorogato al 24 maggio il termine del procedimento nei
confronti delle associazioni Ads-Accertamenti diffusione stampa e
Audipress. L’istruttoria è stata avviata nell’ottobre del 2005 per
accertare l’esistenza di intese restrittive della concorrenza.
L’indagine è svolta dall’autorità garante della concorrenza e del
mercato.
 
Mass media e pluralismo: indagine della UE
Pluralismo, concentrazioni, nuove tecnologie: sono i temi centrali
di un’indagine promossa dalla Commissione europea. Si articola in un
rapporto preliminare, uno studio nei 27 Stati membri che sarà pronto
entro l’anno e una comunicazione della Commissione basata sugli
indicatori di pluralismo nei vari Paesi che sarà pronta entro il
prossimo anno. Per la pubblicità è fondamentale uno studio del suo
ruolo nei vari Paesi perché essa resta fra le principali fonti di
finanziamento per i media e non può essere facilmente sostituita. Sulle
concentrazioni si rileva che l’applicazione delle leggi europee sulla
competizione gioca un ruolo importante per prevenire l’abuso di
posizioni dominanti ma anche per garantire l’accesso al mercato di
nuovi soggetti. Bruxelles esprime preoccupazione perché a garantire
varietà di contenuti non basta la diversità di proprietari. I lettori
trovano sui giornali gli stessi articoli, preceduti dalle iniziali di
un’agenzia di stampa. I telespettatori fanno zapping e spesso si
ritrovano le stesse notizie, documentari o serie tv. C’è scetticismo
sul fatto che più canali (disponibili con la tv digitale) generino
maggior pluralismo, A preoccupare è soprattutto la qualità della
programmazione
 
Osservatore romano critica mass media
“Il sistema dei mass media, ormai così potente ed esteso, può
indebolire la nostra capacità di compiere una sintesi critica dei fatti
che accadono e distrarci dalla sfida urgente che essi implicano per
tutti”. E’ uno dei passaggi critici contenuti in un articolo pubblicato
dal quotidiano della Santa Sede e dal titolo “I mass media raccontano
ma anche confondono”. L’articolista lega la preoccupazione espressa dal
Papa allo scenario quotidiano e inquietante nel quale migliaia di
informazioni e di immagini, violente o angosciose, si sovrappongono e
ci giungono senza sosta, come se fossero i riflessi freddi e taglienti
di uno specchio del destino. Così le ingiustizie e il dolore, e perfino
la guerra, restano spesso senza una spiegazione convincente, o sembrano
il costo inevitabile di una modernità che avrebbe costruito i suoi
monumenti su un fondo torbido e oscuro.
 
Liberalizzazione edicole
La proposta di liberalizzazione dei punti di vendita di quotidiani
e periodici è passata dal ddl sulle liberalizzazioni già approvato dal
Governo al futuro ddl sulla riforma dell’editoria che sarà presentato
dal Governo entro il prossimo giugno. Il rinvio è stato sollecitato da
alcuni ministri convinti della necessità che l’argomento debba essere
oggetto di un più attento esame da parte delle categorie interessate.
 
Antitrust: no al tetto della raccolta pubblicitaria
Ha detto il presidente dell’Antitrust, Catricalà, che il ddl sulla
riforma tv presentato dal ministro Gentiloni “è una buona legge, che
anticipa il passaggio al digitale” ma non può essere condiviso il tetto
alla raccolta pubblicitaria di un’azienda (come Mediaset) perché così
se ne deprime la crescita. Si devono invece trovare strumenti diversi.
Il presidente dell’Antitrust si è detto anche contrario a separare le
reti Rai perché una Rai indebolita favorirebbe la concorrenza. Infine
sulla tv satellitare: “bisogna evitare che Murdoch diventi monopolista
di film e partite, senza però impedire la crescita. E’ quindi
auspicabile l’incentivo all’uso di decoder che offrano l’accesso a più
operatori”.
Il ministro Gentiloni ha riconfermato il tetto della raccolta
pubblicitaria al 45% fissato nel ddl attualmente all’esame della Camera
ed ha auspicato un positivo dialogo in Parlamento fra tutte le forze
politiche.
“E’ assolutamente falso che il ddl sulle tv ponga un tetto alla
crescita del fatturato di qualunque azienda operante sul mercato
pubblicitario”. Il ddl fissa il criterio di una quota massima
raggiungibile. Il fatturato può crescere quanto vuole. Non si vuol
porre alcun limite alla crescita del fatturato”. La precisazione è di
Palazzo Chigi.
Il presidente dell’Antitrust, dopo la polemica successiva alla sua
intervista televisiva ( “In ½ ora” di Lucia Annunziata, RaiTre,
domenica 28 gennaio, ore 14,30) ha analizzato il ddl nell’audizione
davanti alle Commissioni Trasporti e Cultura della Camera. Citiamo i
passaggi più significativi.
Pluralismo – La tutela del pluralismo e dei diritti e dei
valori che il ddl presuppone, può non coincidere del tutto con la
tutela dell’efficiente funzionamento del sistema di mercato.
Se nell’industria della comunicazione tv vi è una connessione
virtuosa tra un corretto funzionamento del mercato e la garanzia del
pluralismo delle idee, la garanzia del pluralismo potrebbe richiedere
interventi regolatori assai ben più penetranti ed incisivi di quelli
volti semplicemente a garantire l’efficiente funzionamento del sistema
economico.
Concorrenza – Per risolvere i deficit della situazione
italiana segnata da una struttura fortemente concentrata sul ruolo di
due soli soggetti (di cui uno dominante) occorre puntare sull’apertura
dei mercati da un punto di vista di promozione della concorrenza.
Posizione dominante – Il ddl accelera il passaggio alle
trasmissioni in tecnica digitale; risponde in linea di principio alla
giurisprudenza della Corte costituzionale sul pluralismo televisivo;
risponde alle censure della Commissione europea; risponde all’esigenza
di dare certezza e imparzialità alla rilevazione degli ascolti;
promuove modalità di trasmissione come la Internet-tv su banda larga.
Non è invece opportuna la definizione per legge della posizione
dominante. L’individuazione delle imprese in posizione dominante, ai
fini antitrust, è un giudizio caso per caso, che spetta all’autorità
compiere sulla base della valutazione di tutte le condizioni di mercato
e non solo delle quote detenute dalle imprese.
Raccolta pubblicitaria – Suscita perplessità il limite ai
ricavi derivanti dalla raccolta pubblicitaria in quanto possibile freno
alla crescita interna; la legge Maccanico definiva con maggiore
articolazione il tetto da essa stabilito e faceva salva la crescita
interna. La fissazione di tetti, che si risolvono in limiti alla
capacità di crescita delle imprese, rischiano da un lato di non
conseguire gli obiettivi che si propongono, dall’altro di costituire un
freno alle potenzialità di sviluppo degli operatori. La legge Maccanico
poneva un tetto ai ricavi degli operatori televisivi, pari al 30% ma la
base di calcolo era più ampia, comprendendo la pubblicità, il canone
della concessionaria pubblica, le convenzioni e gli abbonamenti della
pay-tv. Ma soprattutto era fatto salvo lo sviluppo interno delle
aziende. L’essenza del modello potrebbe essere riconsiderato in sede
politica.
Digitaleterrestre – Oggi il digitale terrestre è
vissuto come una punizione. Invece è una grande opportunità e per
questo vanno prese misure anche dal punto di vista della pubblicità del
nuovo sistema.
Decoder – E’ auspicabile una politica di incentivazione
degli acquisto dei decoder, incentrata su apparecchi plurivalenti, che
non escludano la ricezione dei programmi diffusi dalle stazioni
satellitari. E’ anche necessario che le frequenze lasciate libere dagli
operatori detentori di più di due emittenti che trasmettono su
frequenze terrestri analogiche. siano destinate alla tecnica digitale.
Antitrust e AGCom – L’Autorità Antitrust è un organo
tecnico di tutela del mercato. Il pluralismo è oggetto di tutela da
parte di un’altra Autorità ed è prevalentemente un tema di ordine
politico. Le valutazioni dell’Antitrust riguardano esclusivamente i
profili di tutela del funzionamento efficiente del mercato.
 
AGCOM esamina contratti Meocci
L’Autorità delle comunicazioni esaminerà il rapporto tra la Rai e
il suo ex direttore generale sulla base di due contratti: il primo
costituito dalla transazione precedente alle dimissioni e il secondo
relativo alla rimodulazione e riduzione del trattamento economico
fissato in precedenza. Sull’intera vicenda sta indagando anche la
magistratura ordinaria.
 
Dimissioni presidente Il Sole-24 Ore
Su richiesta dell’azionista ha rimesso il mandato di presidente
Innocenzo Cipolletta, ex direttore generale di Confindustria e
attualmente presidente di Trenitalia. “Mi spiace – scrive – dover
lasciare la guida di questa azienda in una fase delicata quale quella
che precede la possibile quotazione. Ma è la speranza che questo gesto
riduca le opposizioni di quanti vedono nella quotazione un segnale di
autonomia e di autorevolezza che questa casa editoriale ha difeso in
questi ultimi anni. Nella lettera di ringraziamento, il Cdr del
quotidiano auspica che “il prossimo presidente porti avanti con la
stessa convinzione e passione il percorso di quotazione dell’Editrice.
Si tratta di un passaggio fondamentale per sostenere la crescita e
consolidare l’autorevolezza del giornale”.
Il Consiglio ha successivamente nominato presidente Giancarlo
Cerutti, titolare di un’industria che produce macchine per la stampa,
che era stato incaricato di studiare l’ingresso del giornale in Borsa.
Cipolletta è rimasto nel cda.
 
Giornalista agli arresti domiciliari
Accusato, con altri, di associazione per delinquere finalizzata
alla violazione del segreto d’ufficio, alla corruzione e all’accesso
abusivo al sistema, è stato posto agli arresti domiciliari il
giornalista Guglielmo Sasinini, ex redattore e collaboratore di
Famiglia Cristiana. La decisione è stata presa dai magistrati milanesi
che indagano sui dossier illegali realizzati anche attraverso
intercettazioni telefoniche non autorizzate. L’Ordine dei giornalisti
di Milano, in applicazione dell’art.39 della legge 69/1963 ha sospeso
il giornalista dall’elenco professionisti “fino alla revoca del mandato
o dell’ordine di custodia cautelare. Dal 25 settembre dello scorso anno
è inoltre in corso azione disciplinare nei confronti di Sasinini per il
suo coinvolgimento presunto nella vicenda di spionaggio
“Telecom/Sismi”.
- La Procura generale presso la Corte d’Appello di Milano ha
chiesto che il C.N. dell’Ordine riformi la delibera dell’Ordine
regionale di Milano mandando assolto il giornalista Giovanni
Gambarotta. L’ex direttore de Il Mondo era stato radiato per avere
incassato 30 mila euro pagati da Fiorani (all’epoca a.d. della Banca
popolare di Lodi) con l’obiettivo di acquistare, pagando, almeno la
neutralità o la benevolenza del periodico diretto dal Gambarotta negli
avvenimenti di cui quell’istituto era protagonista. Secondo il P.G.
“l’esito dell’istruttoria svolta in sede territoriale non consente di
ritenere che detta prova sia stata raggiunta di talché il giornalista
dovrà essere mandato assolto dall’addebito ascrittogli”. Inoltre è
escluso che “le dichiarazioni rese dagli indagati Boni e Fiorani siano
da qualificarsi come testimonianze (difettando dei requisiti
essenziali). Esse costituiscono elementi di sospetto in ordine al fatto
narrato che per essere ritenuto provato avrebbe dovuto essere
suffragato da robusti elementi di riscontro fattuale o logico”.
- I giornalisti (professionisti e pubblicisti) non potranno mai
più collaborare o diventare consulenti dei servizi segreti. E’ questa
una delle norme contenute nel testo di riforma dei Servizi il cui esame
degli emendamenti si è concluso alla Commissione Affari costituzionali
della Camera. Il testo sarà ora sottoposto al dibattito ed al voto in
aula.
 
Inchiesta Telecom
Il cdr del Corriere della sera, in relazione all’inchiesta della
magistratura sulle intercettazioni telefoniche e sulle intrusioni
informatiche nei computer di dirigenti e redattori, rileva
in un comunicato che la redazione ha dato e continuerà a dare prova di
totale autonomia e indipendenza. Questo rappresenta una garanzia per
l’opinione pubblica e i lettori. tanto più nella consapevolezza che
l’ex presidente di Telecom, Marco Tronchetti Provera, il cui nome viene
citato nell’ordinanza della magistratura, è anche uno dei maggiori
azionisti della Rcs attraverso un’altra sua società. Il Cdr attende di
conoscere tutti gli sviluppi dell’inchiesta e di comprendere le
modalitàe le finalità di questo attacco informatico.
 
Dalle redazioni
Dal 10 gennaio i lettori possono scaricare e sfogliare la free press quotidiana de Il Sole-24 Ore nelledue
edizioni di Milano e Roma. Dalla home page è possibile sia sfogliare le
pagine interne del giornale sia scaricare la versione pdf del giornale.
E’ disponibile anche la funzione che consente di ricevere giornalmente
e gratuitamente nella propria casella di posta elettronica il pdf del
quotidiano.
Mezza pagina bianca incorniciata da una linea rossa: così “La voce dei Berici”, settimanale della diocesi di Vicenza, ha scelto di aderire alla vertenza per il rinnovo del contratto dei giornalisti.
Il Messaggero non è uscito il 6 gennaio a seguito di una
vertenza aziendale dei giornalisti relativa al calcolo delle trattenute
per i giorni di sciopero.
I redattori de La Gazzetta di Mantova, con la solidarietà
di tutti i colleghi del gruppo Espresso-Finegil hanno protestato e
chiesto l’intervento dell’Ordine perché sull’edizione del 2 gennaio gli
spazi pubblicitari sono stati comprati da un unico inserzionista,
invadendo così il giornale. Gli spot in sequenza hanno modificato
radicalmente il tradizionale assetto di molte pagine. La pubblicità è
arrivata in modo prepotente anche sulla locandina esposta in tutte le
edicole, in stridente contrasto con il titolo dell’avvenimento
segnalato ai lettori.
Lunedì 8 gennaio la Padania ha festeggiato, con un numero speciale, i suoi primi dieci anni di vita.
Dal 30 gennaio è in edicola a Bologna e nella sua provincia il Corriere di Bologna,
direttore Armando Nanni. Non è un’edizione locale del giornale
nazionale ma un vero e proprio quotidiano di Bologna, fatto da
bolognesi. E’ tutto a colori. Esce sei giorni alla settimana, escluso
il lunedì. E’ prevista una foliazione iniziale di 16 pagine. I
redattori sono 14. L’editrice è “Editoriale Corriere di Bologna” di cui
è presidente Stefano Borghi. Il 50,1% del capitale è di RCS Quotidiani
e il resto di imprenditori locali.
 
Nuova grafica per Il Secolo d’Italia
Dal 16 gennaio il quotidiano di AN ha cambiato formato
(leggermente ridotto rispetto al tabloid), foliazione e veste grafica.
Per metà è a colori (8 pagine su 16). Nuovo anche il target dei
lettori. L’obiettivo è fare un giornale di opinione, un secondo
giornale da affiancare a quelli nazionali. La prima pagina è a colori:
azzurro e rosso. Scrive il direttore Flavia Perina: “Proveremo a
raccontare con più modernità e senza freni inibitori il dibattito non
solo dentro AN ma nell’intera Cdl”.
 
I nostri editori. Chi sono?
Carlo Caracciolo ha ceduto la propria quota di 21,8 milioni di
azioni pari al 3,031% del capitale di Cofide, società di Carlo de
Benedetti che detiene il 51% del gruppo L’Espresso. Le azioni di
Caracciolo sono state in parte (1,39%) acquistate da De Benedetti e la
quota restante è stata collocata presso investitori finanziari.  
 
Nel mondo
A Parigi Carlo Caracciolo è entrato a titolo personale nel capitale del quotidiano francese Liberation
(33,3%) affiancando l’azionista di maggioranza Edouard de Rothschild
(38,7%). L’obiettivo è di partecipare al salvataggio e al rilancio del
quotidiano francese che sta attraversando un grave periodo di crisi.
Sono previsti 70 licenziamenti di giornalisti su un totale di 240, il
riordino della struttura redazionale, una nuova concessionaria per la
raccolta pubblicitaria e una revisione del sistema di stampa.
A Londra Les Hinton, presidente di News international (gruppo di proprietà di Rupert Murdoch che controlla Sun, News of the world, Times, Sunday Times e il freepress Londonpaper)
ha comunicato ai direttori dei giornali il divieto di usare “paparazzi
images”, foto scattate pedinando le persone all’uscita dai night club,
dai ristoranti, dagli alberghi o dalle porte di casa.
A NewYork l’ex presidente dell’Unione sovietica, Mikhail Gorbaciov, ha iniziato una collaborazione con il New York Times. Si
tratta di una rubrica mensile di affari internazionali. Il primo
contributo è un invito ai lettori di tutto il mondo al dialogo.
A New York i giornalisti del Wall street journal
hanno comprato uno spazio pubblicitario sul NYT criticando i loro
editori per aver ridotto il formato del giornale “per risparmiare. Ma
purtroppo sarà ridotta anche la qualità del quotidiano”. Il 2 gennaio
il giornale è stato distribuito gratuitamente su tutto il territorio
americano per pubblicizzare la nuova impostazione grafica.
In Francia sta ottenendo grande successo la
stampa gratuita quotidiana ma anche periodica e specializzata. L’ultimo
nato, in ordine di tempo, è Mezzo-Mag prodotto dalla rete tv
francese Mezzo. Esce in due lingue, francese e inglese ed è un mensile
specializzato nella musica classica e nel jazz. 
A New York il gruppo Time ha annunciato il taglio
di 150 posti di lavoro, oltre la metà giornalisti o responsabili
editoriali, in seguito allo sviluppo di internet. Cambierà anche il
modo di lavorare: saranno chiusi alcuni uffici ma resteranno i
corrispondenti che invieranno i loro articoli scritti direttamente al
computer.
Il Los Angeles Times punta sul web per uscire dalla crisi
in cui viaggia il giornale di carta. Il direttore del giornale
californiano ha invitato i giornalisti a pensare alla pagina online
come il vettore primario per la diffusione delle notizie. La
rivoluzione web al Los Angeles Times passa per alcune nuove iniziative
fra le quali la totale fusione delle redazioni di carta e online. La
nuova filosofia del giornale sarà: la notizia sul web,
l’approfondimento su carta.
Dal 2 gennaio in Svezia il più antico giornale del mondo, il Postoch Inrikes Tidningar (fondato nel 1645) non è più venduto in edicola ma è disponibile solo online.
Negli Stati Uniti il Washington post ha
annunciato che fra pochi mesi i giornalisti che lavorano per l’edizione
cartacea saranno integrati con quelli addetti al sito.
A Varsavia il 23 gennaio è morto il giornalista e
scrittore polacco Ryszard Kapuscinski. Resta famoso per i suoi
reportage di guerra da molti paesi dell’Africa, dell’Asia e
dell’Europa. Aveva 75 anni.
A New York è morto il famoso editorialista Art Buchwald. Aveva 81 anni.
A Istambul, in un agguato è stato ucciso il
giornalista armeno Hrant Dink, incriminato per aver scritto articoli in
difesa della comunità armena, perseguitata dal governo turco.
A Mosca la magistratura russa ha aperto
un’inchiesta nei confronti di funzionari di polizia della Cecenia che
potrebbero essere i mandanti dell’omicidio di Anna Politkovskaia,
uccisa a colpi di pistola il 7 ottobre dello scorso anno a Mosca mentre
stava facendo ritorno a casa.
A Gaza  il sindacato dei giornalisti palestinesi
ha proclamato una giornata di sciopero per protestare contro
l’esplosione in un quartiere della città che ha devastato gli uffici
della rete televisiva saudita al-Arabya. Ingenti i danni materiali,
nessuna vittima fra i lavoratori in servizio.
In Germania l’intera redazione del quotidiano tedesco Muensterschen Zeitung,
composta da 19 persone, è stata licenziata da un giorno all’altro
dall’editore che prima aveva scorporato la redazione dalla casa
editrice del giornale. Lambert Lensing-Wolff possiede sette quotidiani,
tre tipografie, alcuni call center, giornali di annunci, cinque radio.
Il giornale era stato diviso in due società: a una faceva capo la
redazione all’altra la casa editrice. Tra loro erano legate da un
contratto. Essendo terminato il contratto, l’editore ha licenziato
tutta la redazione. 
 
Iniziative editoriali
Avvenire ha realizzato la nuova piattaforma CRM (Customer
relationship management) per una presenza sempre più capillare sul
territorio e nella conoscenza delle esigenze e delle caratteristiche
degli abbonati.
Dal prossimo 5 febbraio sarà un edicola il nuovo settimanale Di tutto. Direttore Franco Signoretti, editore Alberto Peruzzo. Tiratura iniziale: 400 mila copie.
Sindaci & revisori è il titolo del nuovo mensile de Il
sole-24 Ore, in edicola dal 18 gennaio. Si occupa della riforma del
diritto societario ed è destinato soprattutto ai revisori e componenti
dei collegi sindacali che devono svolgere nuove funzioni nell’eseguire
le revisioni contabili. 
E’ diventato mensile Mente & cervello,il periodico di psicologia e neuroscienze pubblicato dal gruppo editoriale L’Espresso e da Scientific American.
Dal 26 gennaio con Il Sole-24 Ore è offerta ai lettori una
nuova collana di venti guide da leggere e ascoltare (al volume è
allegato anche un cd) dedicata alle grande città d’arte italiane.
 
Chi viene e chi va
Chiara Geloni e Giovanni Cocconi sono i due nuovi vice direttori di Europa.
Eugenio De Paoli è il nuovo condirettore di Rai Sport. Vice direttori sono stati nominati Jacopo Volpi, Giampiero Bellardi, Bruno Gentili, Manfredi Renda e Maurizio Losa.
Paolo Ermini ha lasciato la vice direzione del Corriere della sera per occuparsi di progettazione, sviluppo e realizzazione delle testate locali di Bologna e Firenze.
Andrea Biavardi è il nuovo direttore di Airone. Subentra a Luigi Grella che ha assunto la direzione di Men’s health.
Alberto Ferrigolo è dal 5 gennaio il nuovo direttore di Left. Condirettore è stato nominato Andrea Purgatori.
Vittorio Emanuele Orlando è il nuovo direttore di Focus junior, il mensile per ragazzi.
 Stefano Boeri è il nuovo ideatore e, da settembre, il direttore di Abitare. Subentra a Italo Lupi, diventato consulente editoriale.
Fiorentino Pironti è il nuovo direttore dell’Agenzia giornali locali (Agl) della Finegil. Subentra a Maurizio De Luca che conserva la carica di direttore editoriale.
Antonello Francica è il nuovo direttore de La Gazzetta di Reggio. Subentra a Fiorentino Pironti.
Vera Montanari sarà da febbraio il nuovo direttore del settimanale Grazia e del mensile Flair. Lascia l’incarico di direttore sviluppo editoriale di Hachette-Rusconi.
Laura Comini è stata nominata presidente della Rcs Periodici. Nuovo dg è Matteo Novello, Alda De Rose è vice dg..
 
Iniziative promozionali
Ai lettori dei quotidiani del gruppo Monti-Riffeser il 4 gennaio è
stato offerto in abbinamento facoltativo il primo volume dei 15 volumi
della nuova collana “I Maya”.
Con Sorrisi e canzoni e Panorama sono offerti ai lettori i
16 volumi del “La storia”, realizzata dalla Utet. La tiratura del primo
volume è stata di due milioni di copie realizzati in cinque centri
stampa distribuiti in Europa. Sono state stampate un miliardi 566
milioni di pagine.
“Ciao Valentina” è il titolo della raccolta, in 18 volumi, del personaggio creato dal disegnatore Crepax che il Corriere della sera offre ai suoi lettori ogni sabato, dal 20 gennaio.