Dicembre 2006 Notizie dal mondo dell’informazione

Finanziaria 2007
Due gli interventi a favore del settore contenuti nella manovra
del Governo approvata dai due rami del Parlamento. Il primo, al comma
717, prevede l’estensione alle emittenti televisive, nel limite di 2
milioni di euro l’anno dal 2007 al 2009, dei contributi per i
quotidiani in lingua francese, ladina, slovena e tedesca nelle Regioni
autonome Valle d’Aosta, Friuli Venezia Giulia e Trentino Alto Adige. Le
emittenti devono trasmettere programmi nelle lingue citate e nelle
medesime regioni, a condizione che le imprese editrici non editino
altri giornali e non possiedano altre emittenti radiotelevisive.
Il secondo provvedimento, dal comma 1245 al 1248, contiene la
riforma della disciplina del settore dell’editoria e dell’emittenza
radiotelevisiva. Il Governo ha sei mesi di tempo per una proposta di
riforma della disciplina del settore dell’editoria. Il provvedimento
definisce le norme sui criteri di ripartizione dei contributi
all’editoria e alle imprese radiofoniche e televisive. Inoltre detta le
disposizioni sui requisiti per l’accesso ai contributi in favore delle
emittenti radiofoniche organi di partiti politici e sui contributi
destinati alle emittenti radiofoniche locali. E’ prevista inoltre la
proroga dei termini per le convenzioni aggiuntive delle emittenti
radiofoniche e televisive.
Nel maxi emendamento predisposto dal Governo sono stati anche
reintegrati in parte i fondi per l’editoria che si sono ridotti da
449,3 milioni a 411,9. In pratica è rifinanziato per 37,4 milioni il
fondo che era stato ridotto di 40 milioni.
 
Riforma dell’editoria
Il Governo, con il Dipartimento per l’informazione e l’editoria,
ha predisposto uno schema e un programma di lavoro per giungere, entro
sei mesi, alla formulazione di una nuova legge che riassuma e aggiorni
tutti i provvedimenti legislativi che si sono succeduti negli anni, a
parte dal 1948 (legge sulla stampa, n.47). Una riforma – si legge nel
sito del Governo – così ampia come quella che è oggi necessaria “non
può, tuttavia, andare a buon fine se non si crea un consenso profondo,
nel mondo dell’informazione, nella società, nel Parlamento,
sull’esigenza e sull’urgenza di un intervento in profondità. A questo
fine il Governo vuole ascoltare e coinvolgere tutti gli attori del
mondo dell’editoria: dai giornalisti agli editori, dalle agenzie di
stampa agli edicolanti e ai distributori, dai grandi quotidiani ai
giornali di partito, dalle cooperative di giornalisti ai settimanali
locali e diocesani, dalle radio alle televisioni locali. Saranno
altresì consultati – dice sempre il Governo – gli ordini professionali
e le autorità indipendenti come l’Antitrust, l’Autorità per le
telecomunicazioni e il Garante della Privacy e verrà puntualmente
informato il Parlamento attraverso le competenti commissioni di Camera
e Senato”.
L’obiettivo è “di garantire il pluralismo dell’informazione,
assicurando un mercato libero e aperto ma nel quale non manchino le
tutele per le voci meno potenti; per sostenere il rinnovamento
tecnologico e industriale del mondo dell’editoria trasformando, così,
progressivamente la natura dell’aiuto pubblico da mero contributo al
riequilibrio dei conti economici delle imprese a vero e proprio
strumento di innovazione e, dunque, di crescita e di creazione di nuova
occupazione; per contribuire al riequilibrio dei conti dello Stato
prevedendo anche per il settore dell’editoria una riduzione della spesa
pubblica da attuarsi concentrando le provvidenze sui soggetti più
deboli”.
Con la collaborazione del prof. Enzo Cheli, primo presidente
dell’Autorità delle comunicazioni, è stato elaborato un indice e un
questionario dei temi sui quali dovrà intervenire la riforma.
Ecco i temi: l’impresa editoriale e il ruolo del giornalista; il
prodotto editoriale; il mercato editoriale; le provvidenze; limiti,
controlli, responsabilità; distribuzione della materia nel sistema
delle fonti normative. E’ stato anche predisposto un questionario
suddiviso in quattro parti: l’impresa, il giornalista e il prodotto
editoriale (l’impresa editoriale, stato dell’impresa e ruolo del
giornalista, codici deontologici, trasparenza della proprietà e delle
finti di finanziamento, il prodotto editoriale); il mercato editoriale
(il mercato editoriale e pubblicitario, posizioni dominanti e limiti
antitrust, la rete di vendita); le provvidenze (con questionario).
 
Contratto. Proseguono gli scioperi
Dicembre ancora caratterizzato da pesanti scioperi dei giornalisti
con un calendario che sommando tre giorni di astensione ai due giorni
di sospensione natalizia delle pubblicazioni ha bloccato l’uscita dei
quotidiani per cinque giorni. Complessivamente, dalla scadenza del
contratto (febbraio 2005) la Federazione della stampa ha proclamato 18
giorni di sciopero. Significativo il ritiro delle firme.
Preoccupazione e invito alle parti a rinnovare il contratto sono
stati espressi dal Capo dello Stato, dai Presidenti di Camera e Senato,
dal Presidente del Consiglio, da numerosi ministri, da parlamentari di
diversi gruppi politici, dal presidente della Confindustria che ha
detto: “Sedersi al tavolo della trattativa è sempre positivo purché ne
esistano le condizioni. Il mio augurio è che queste ci siano. Sedersi
con il forte rischio di doversi alzare subito può rivelarsi dannoso”.
Per il ministro del Lavoro Damiano “dopo questa fase di
accompagnamento, il Governo deve passare alla fase delle decisioni”. Un
intervento respinto seccamente dagli editori. D’altra parte “i
tentativi di convocare un tavolo tecnico per negoziare il contratto
sono falliti per volontà degli editori”.
La Fieg, in un comunicato diffuso in occasione dei due giorni di
sciopero dell’emittenza televisiva ha accusato il sindacato dei
giornalisti di aver interrotto due volte la trattativa e di
allontanare, con questo comportamento, la risoluzione della vertenza.
Il presidente degli editori, Boris Biancheri, alla Commissione cultura
della Camera ha detto che “la situazione dell’editoria è paragonabile a
quella dell’Alitalia di dieci anni fa. O il settore si ristruttura e si
trovano le basi anche contrattuali per farlo, altrimenti nel giro di
pochi anni, senza provvedimenti seri, rischia di finire come altri
comparti di interesse pubblico a rischio chiusura. Quanto al contratto,
la discussione si è già interrotta due volte, ci sono stati numerosi
scioperi e altri sono imminenti. Per sedersi al tavolo bisogna avere la
certezza che si concluda, cosa di cui attualmente non abbiamo la
consapevolezza. Altrimenti si rischia il peggio per tutti: se si rompe,
salta il contratto nazionale. Pavento questo rischio perché lo voglio
evitare”.
La replica del segretario del sindacato: “E’ un fatto di estrema
gravità la dichiarazione di Biancheri. Ed è tanto più grave perché
accade in una sede parlamentare: credo che tutti, Parlamento e Governo
compresi, debbano riflettere su tale affermazione”.
Il Cdr de Il Sole-24 Ore in un lungo comunicato riassume i dati
degli incrementi retributivi dei vertici delle aziende editoriali come
si desumono dagli ultimi bilanci pubblicati e riferiti al 2004 e 2005:
Gruppo Espresso +65%; Mediaset, presidente +184%, vice presidente
+242%, consigliere delegato +101%; Mondadori: presidente +89%,
amministratore delegato +33%; Poligrafici editoriale: amministratore
delegato +30%; RCS: il gruppo ha speso in buonuscite 15 milioni di euro
ai quali si aggiungono 11,7 milioni per il 2006. L’utile netto del
comparto quotidiani è aumentato del 45,4% nel triennio 2002-2004. Dati
Fieg.
I redattori de Il Mattino hanno sottolineato che durante la
vertenza contrattuale “la Caltagirone editore ha disatteso in modo
arbitrario le regole contrattuali negando la normale giornata di riposo
ai giornalisti nelle settimane in cui è caduto più di un giorno di
sciopero. Ha negato, sottraendoli dalla busta paga, i permessi
sindacali contrattualmente previsti; ha operato detrazioni dalle
tredicesime dei giornalisti per le giornate di sciopero effettuate nel
corso del 2006”. Un altro editore, il gruppo Repubblica-Espresso aveva
effettuato trattenute sulla tredicesima ma dopo due giorni consecutivi
di sciopero dei giornalisti de la Repubblica, le somme sono state
restituite. La Caltagirone editore ha sostenuto di avere sempre e solo
applicato con regolarità il contratto di lavoro e le norme legislative.
Durante la lunga vertenza, l’Unità, il 21 dicembre è uscita con la
prima pagina bianca e la riproduzione degli articoli 21 e 41 della
Costituzione.
La Fnsi ha presentato il secondo “Libro bianco sul lavoro nero”
dal quale risulta che giornalisti collaboratori sono pagati da 5 a 10
euro lordi ad articolo, senza alcuna tutela previdenziale e sanitaria.
Duemila giornalisti e collaboratori del gruppo Espresso-la
Repubblica-Finegil-Elemedia hanno inviato al presidente del gruppo
Carlo De Benedetti una cartolina disegnata da Ellekappa con la scritta
“Parla con me”. Un’altra denuncia del silenzio degli editori che si
aggiunge al ritiro delle firme.. La cartolina è stata firmata anche dal
presidente della Camera Bertinotti, dall’ex ministro Gasparri e dal
responsabile del settore editoria della Margherita, Enzo Carra.
Il Cdr de la Repubblica rileva in un documento che l’obiettivo
degli editori è di ridurre del 30% il costo del lavoro giornalistico.
“Siamo ancora più stupiti – esso scrive – che proprio il nostro gruppo
editoriale, che pretende di avere nella sua cultura la difesa dei
diritti delle persone e della dignità del lavoro, non senta l’urgenza
di sottolineare la propria distanza culturale dall’ala oltranzista e
reazionaria della Fieg che intende soltanto eliminare il problema
contratto. Non è solo una questione di soldi. Gli editori – che in
Italia sono banchieri, finanzieri, assicuratori, imprenditori edili,
farmaceutici, metalmeccanici, sono la Confindustria, la pubblicità e le
telecomunicazioni – puntano a svilire il ruolo stesso dei giornalisti,
trasformandoli in passacarte ricattabili per poter gestire le aziende
senza controllo, con un rischio concreto anche per la libertà di
stampa. Noi invece vogliamo poter fare il nostro mestiere con garanzie
e regole certe”.
In un altro documento, lo stesso Cdr definisce il comportamento
del gruppo “una logica da padrone delle ferriere, applicata da un
gruppo che pretende di avere come ragione sociale la difesa dei diritti
delle persone, della dignità del lavoro. Che ha un presidente che si
professa liberal e vanta di avere la tessera numero uno del partito
Democratico. Come si possono fare battaglie politiche e giornalistiche
come quella sull’articolo 18 e poi dentro le mura di casa avere questi
atteggiamenti di disprezzo nei confronti della redazione?”.
La Rai ha deciso di aprire il tavolo delle trattativa per il
rinnovo del contratto aziendale con i giornalisti. Il sindacato dei
giornalisti Rai e la Fnsi hanno chiesto una verifica per definire i
percorsi possibili senza pregiudicare la trattativa nazionale.
 
Accordo sul Tfr
Firmato al ministero del Lavoro da Fieg e Fnsi l’accordo che
consente al fondo complementare dei giornalisti di gestire l’afflusso
del futuro Tfr in attuazione alle nuove disposizioni di legge. Ciò
favorirà il decollo della previdenza complementare come secondo
pilastro del trattamento pensionistico dei giornalisti dipendenti.
Permangono invece le profonde divergenze tra editori e giornalisti in
materia di riforma dell’Inpgi.
 
Tecnologie dell’informazione
Una indagine dell’Istat rivela che in Italia ci sono tanti
televisori (93,9% delle famiglie), tanti cellulari (82,3% della
popolazione attiva) ma quanto a computer (46,1%) e a internet (35,6%)
la strada da percorrere è ancora molta. In 40 famiglie su 100 esiste un
collegamento internet mentre la media europea è di 52. In due anni
l’uso del pc è aumentato del 2%.
 
Tv senza frontiere
Il Parlamento europeo ha approvato in prima lettura la direttiva
sulla tv senza frontiere ma con più pubblicità. La direttiva prevedeva
un tetto di 12 minuti di pubblicità per ogni ora di trasmissione. Ora
si calcolano separatamente gli spot destinati a film, film per la tv,
programmi per i ragazzi e telegiornali le cui interruzioni potranno
avvenire con un intervallo minimo di 30 minuti rispetto ai 45 attuali.
I singoli Stati possono adottare misure più restrittive. Ecco subito la
Federazione editori chiedere la separazione tra pubblicità e programmi
e una limitazione dei tempi riservati agli spot. La posizione è
condivisa dagli editori europei che manifestano le più vive
preoccupazioni per le disposizioni approvate dal Parlamento europeo.
 
Provvedimenti disciplinari
A Carlo Verdelli, direttore de La Gazzetta dello sport l’Ordine
di Milano ha inflitto la sanzione della censura per un caso di
commistione pubblicità/informazione in un inserto del 24 maggio 2006
dedicato a Sky. Verdelli è stato accusato di avere violato l’obbligo di
esercitare con dignità e decoro la professione, di aver violato il
principio dell’autonomia professionale e di aver violato la carta dei
doveri al paragrafo dedicato a informazione-pubblicità.
Davide Mattellini, ex direttore de La Voce di Mantova è
stato sospeso per due mesi dalla professione per avere pubblicato
scritti e articoli di chiaro carattere antisemita, tradendo così lo
spirito della Costituzione italiana; di avere violato l’obbligo di
esercitare con dignità e decoro la professione; di non avere rispettato
la propria reputazione e di avere compromesso la dignità dell’Ordine;
di non avere rafforzato con i suoi atti il rapporto di fiducia tra la
stampa e i lettori.
Gianni Gambarotta, ex direttore de Il Mondo è stato radiato
con provvedimento dell’Ordine di Milano, al termine di una istruttoria
durata sei mesi. E’ ritenuto responsabile di avere ricevuto da
Gianpiero Fiorani, ad della Bpi la somma di 30 mila euro al fine di
avere un atteggiamento di benevolenza nei confronti delle operazioni
della Banca. Gli atti, dai quali è scaturito il procedimento
dell’Ordine, sono stati trasmessi dalla magistratura inquirente. Con il
suo comportamento il direttore ha tradito il collettivo redazionale, il
suo editore e i suoi lettori. L’interessato ha presentato ricorso.
Per i suoi rapporti distorti con il Sismi, Luca Fazzo, già inviato de la Repubblica,
è stato sospeso dalla professione per 12 mesi. E’ accusato di avere
strumentalizzato la professione giornalistica ponendosi al servizio del
Sismi e piegando l’esercizio della libertà di stampa a fini estranei ai
doveri di lealtà e buona fede, osservanza delle leggi e rispetto dei
lettori.
E’ stato assolto dall’Ordine di Milano Antonello Capone, accusato
in prima istanza di avere ricevuto confidenze sul alcune irregolarità
arbitrarie durante una partita di calcio di serie A e di avere taciuto.
Dall’istruttoria è invece emerso che i riferimenti critici all’arbitro
erano stati scritti ma furono cancellati da uno dei capi redattori del
quotidiano sportivo milanese. 
 
Varie dalle redazioni
Vertenza a Il Secolo d’Italia con un piano di ristrutturazione che
penalizza soprattutto l’organico redazionale. L’editore ha presentato
un progetto di risanamento del bilancio e di rinnovamento della testata.
Osvaldo De Paolini, direttore di Finanza & Mercati ha deciso
di ritirare la firma dal 20 dicembre “in seguito a gravi e continue
violazioni contrattuali e professionali da parte dell’editore”.
l’Unità è uscita l’8 dicembre senza le firme dei suoi redattori
per manifestare la crescente preoccupazione per la situazione di
incertezza in cui naviga il giornale.
“Il Corriere racconta” è una collana che raccoglie, settore per
settore, gli articoli più importanti pubblicati dal giornale nelle sue
pagine storiche. I primi tre volumi sono dedicati all’opera lirica,
alla cronaca e allo sport.
Un’edizione speciale di 24 pagine ricorda i 110 anni del
quotidiano socialista Avanti! E’ riassunta la storia del giornale dalla
sua fondazione a Genova sotto la direzione di Leonida Bissolati alla
soppressione decisa dal regime fascista, dalle edizioni clandestine
stampate durante il ventennio alla normale pubblicazione del giornale
come organo di partito dopo la Liberazione. Tra i direttori figurano
Benito Mussolini, Claudio Treves, Pietro Nenni, Guido Mazzali, Ignazio
Silone, Sandro Pertini.
L’assemblea dei redattori dell’Ansa ha chiesto ai vertici
dell’agenzia di voltare pagina nei rapporti interni ripristinando il
pieno rispetto delle regole e ottemperando alle disposizioni della
magistratura.
A Napoli il Corriere del Mezzogiorno festeggia i suoi primi dieci
anni di vita. Il dorso campano del Corriere della sera dall’11 dicembre
al giugno del prossimo anno organizzerà incontri, convegni, concorsi
dedicati ai giovani. Il primo degli incontri è stato dedicato alla
politica sociale.
Nasce a Palermo la nuova testata free press sportiva. Si chiama
“La ola”, è un settimanale, diretto da Vittorio Corradino. E’
distribuito la domenica negli stadi di Milano e Roma. Editore la
società veneta Bccv Publishing.
 Per l’a.d. Perricone RCS è un gruppo multimediale, editoriale e
internazionale. Ha ricordato, senza contestarla, la previsione di
Economist: la fine della carta stampa nel 2043.
 
Settimanali cattolici
A Roma, con una udienza dal Papa, la Federazione dei settimanali
cattolici ha festeggiato i suoi primi quarant’anni di vita. “La
peculiare funzione degli strumenti di comunicazione sociale di
ispirazione cristiana – ha detto Benedetto XVI – è quella di educare
l’intelligenza e formare l’opinione pubblica secondo lo spirito del
Vangelo. Obiettivo del giornale diocesano è offrire a tutti un
messaggio di verità e di speranza, sottolineando fatti e realtà. Dove
il Vangelo è vissuto, il bene e la verità trionfano, l’uomo con
operosità e fantasia costruisce e ricostruisce il tessuto umano delle
piccole realtà comunitarie”. Oggi i settimanali diocesani sono 162.
 
Nel mondo
A Parigi Laurent Joffrin è il nuovo direttore di
Liberation. Lascia la direzione di Nouvel Observateur affidato ora ad
una coppia di condirettori: Guillaume Malaurie e Michel Labro.
A Teheran oltre 200 giornalisti iraniani hanno sottoscritto
una dichiarazione di condanna per il comportamento verso la stampa del
Governo del presidente Ahmadinejad durante le elezioni amministrative.
Il ministero ha frapposto ostacoli al lavoro dei cronisti imponendo la
scelta dei redattori incaricati di seguire la consultazione.
A Mosca il direttore dell’edizione russa di Forbes, Maksim
Kashulinsky, si è dimesso dopo la cancellazione di un servizio sulla
moglie del sindaco di Mosca. Secondo l’editore l’articolo censurato ha
violato l’etica del giornalismo. E’ diffusa la convinzione che si
tratti, invece, di una vera e propria censura.
A Berlino i servizi segreti tedeschi hanno pagato una
ventina di giornalisti in cambio di informazioni durante il mandato del
cancelliere Gerhard Schroeder. Lo afferma la rivista Focus nel numero
della prima settimana di dicembre. La maggioranza dei giornalisti
reclutati erano   indipendenti e lavoravano per varie emittenti
radio-televisive.
In Cina vi è il maggior numero di giornalisti in galera
(almeno 31) ma è in corso anche un’azione per porre sotto controllo
Internet con gravi conseguenze sulla libertà di stampa in tutto il
mondo.Tre giornalisti incarcerati su quattro sono stati condannati
sulla base di vaghe accuse di avversione al sistema o di avere rivelato
a stranieri segreti di Stato.
A Parigi uscirà in gennaio il nuovo quotidiano gratuito con
cui Le Monde e il gruppo Bollorè vogliono fare concorrenza a Metro e
“20 minutes”. Il rinvio è stato provocato dai giornalisti che stanno
discutendo contenuti e quindi qualità del nuovo prodotto editoriale.
In Germania è nato un nuovo gruppo televisivo pan-europeo.
I fondi di investimento KKR e Permira hanno acquistato ProSiebenSat1
con l’intenzione di unirla a SBS Broadcasting e competere a livello
europeo con RTL. La nuova società avrà sede a Monaco di Baviera.
 
Chi viene e chi va
Gian Luigi Paragone ha lasciato la direzione de La Padania assumendo un nuovo incarico a il Giornale. La direzione del quotidiano della Lega è stata affidata a Leonardo Boriani.
Armando Nanni e Marco Ascione hanno lasciato il Resto del Carlino per entrare nella redazione del Corriere di Bologna.
Perangela Fiorani è il nuovo direttore de La Provincia Pavese. Subentra a Roberto Galli che ha lasciato il gruppo per raggiunti limiti di età.
Fiamma Nirensteinha lasciato dopo 15 anni La Stampa per passare a il Giornale.
Fabio Vaccarono è il nuovo direttore generale della concessionaria di pubblicità de Il Sole-24 Ore.
Luigi Bacialli è il nuovo direttore editoriale di Canale Italia al quale già collaborava.
Marco Palocci è il nuovo responsabile della sede italiana di
Brunswick, agenzia inglese di pubbliche relazioni specializzata nella
finanza globale. Lascia la direzione media relations del gruppo
Unicredit.
Maurizio Donelli, inviato di Oggi è il nuovo responsabile del desk motori del Corriere della sera.
 
Iniziative promozionali
Le cento migliori pagine de il manifesto  degli ultimi dieci anni sono state raccolte in un libro, “Buona la prima” in edicola a 15 euro per sostenere il quotidiano.
“Le sfide in alta quota” è il titolo della nuova collana della
Poligrafici editoriale dedicata agli amanti della montagna e delle
alpinismo. Sette volumi offerti in abbinamento facoltativo ai tre
quotidiani del gruppo.
Sempre la Poligrafici dal 16 dicembre offre ai lettori dei suoi
quotidiani il volume “Lo Zodiaco 2007” che raccoglie varie curiosità
del settore dell’astrologia.
In omaggio ai lettori dei giornali della Poligrafici, il 7
dicembre è stato offerto Dossier il mensile di approfondimento storico
e culturale dedicato a Giosuè Carducci.
Dal 27 settembre, in abbinamento facoltativo con il Corriere della sera sono offerti i tre volumi dell’enciclopedia universale Garzanti e altre 23 monografie tematiche.
I 50 anni di vita de Il Giorno sono raccontati in un libro con le foto dei lettori del 1956.
Il concerto di Capodanno diretto da Georges Prètre al teatro La Fenice di Venezia è contenuto in un dvd che Il Sole-24 Ore ha offerto ai propri lettori e il cui ricavato della vendita è stato destinato a sostenere la ricerca di Telethon.
Lo stesso giornale offre l’enciclopedia della musica, una collana dedicata alla musica europea dal gregoriano a Bach.
Photo Ansa 2006 è un volume che raccoglie più di 300 scatti che
raccontano i fatti più significativi dell’anno. Dodici i temi scelti:
dal trionfo mondiale della nazionale di calcio ai fronti di guerra,
dall’attività pastorale del Papa al dramma degli immigrati clandestini.
Il volume è fuori commercio ed è destinato ai clienti professionali
italiani ed esteri che utilizzano il servizio ANSA