Aprile 2006 Notizie sul mondo dell’informazione

Giornata mondiale della libertà di stampa – Sarà
celebrata il 3 maggio. Perché ci sia più libertà di stampa è necessario
ridurre la povertà. “Media, sviluppo e sradicamento della povertà” è il
titolo scelto dall’Unesco anche per ricordare i molti giornalisti
uccisi o scomparsi mentre svolgevano il loro lavoro in zone belliche e
non. A Roma si svolgerà un convegno sul tema della giornata.
 
RAI condannata – Alfredo Meocci è
stato dichiarato incompatibile con la carica di direttore generale
dall’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni. La Rai è stata
multata di 14.379.307 euro e lo stesso Meocci di 373.923 euro. Nel
comunicato l’Autorità precisa che l’incompatibilità è rispetto alla
precedente posizione di commissario in Agcom di Meocci. Le sanzioni
sono riferite all’art.2 della legge 481 del 1995. “Una decisione – ha
detto il presidente Calabrò – ispirata esclusivamente da valutazioni
giuridiche e di legittimità: non c’era spazio per valutazioni
discrezionali né per considerazioni di opportunità”. Alla formulazione
del giudizio finale ha concorso anche un parere del Consiglio di Stato
che ha individuato nell’Autorità l’amministrazione competente a
decidere in considerazione dei connotati di indipendenza e di
obiettività che la caratterizzano. La delibera è stata approvata con 5
voti a favore e 3 contrari. La norma della legge citata stabilisce che
i componenti delle Autorità non possono, entro quattro anni dalla
cessazione dell’incarico, ricoprire ruoli in società attive negli
ambiti di competenza delle stesse Authority.
L’istruttoria è durata tre mesi e il
consiglio dell’Agcom ha dedicato tre sedute all’esame del caso. La Rai
ha presentato ricorso al Tar del Lazio per chiedere la sospensione del
provvedimento. Non è esclusa l’ipotesi di un’assemblea degli azionisti
(ministero del Tesoro e Siae) per adottare tutte le decisioni
conseguenti.
 
Libertà di stampa – A Conselice, nel
Ravennate, è stato inaugurato un monumento che reca questa epigrafe:
“Dalla stampa clandestina alla libertà di stampa”. E’ un ricordo di
quanti, uomini e donne della Resistenza antifascista, diedero il loro
contributo alla lotta partigiana e alla conquista della libertà di
stampa. Il monumento è costituito da una macchina per la stampa
(soprannominata “Pedalina”) di fine ‘800. E’ stato collocato nella
piazza “Libertà di stampa” del Comune. Accanto alla macchina sono stati
sistemati pannelli di metallo che riproducono le testate dei giornali
stampati e diffusi clandestinamente nel Ravennate, l’immagine della
“staffetta” che portava ordini, messaggi e volantini stampati nelle
tipografie clandestine e cinque pennoni sui quali sventoleranno le
bandiere dell’Europa, dell’Italia, della Regione. Ai lati del monumento
sono state realizzate due aiuole dove fiorisce la rosa “Bella ciao”.  
 
I nostri editori. Chi sono? – Luigi
Fausti, ex presidente della Comit e Attilio Ventura, uno dei maggiori
brocker italiani sono i nuovi componenti del consiglio di
amministrazione di Mediaset. Sono definiti “consiglieri
indipendenti” e affiancano Carlo Secchi, ex rettore della Bocconi e
Paolo Andrea Colombo. Sono quindi quattro gli “indipendenti” in
rappresentanza degli investitori istituzionali che controllano il 50%
della società. Escono dal consiglio Maurizio Costa, Roberto Poli, Enzo
Concina, Franco Amigoni e Roberto Ruozi. I consiglieri scendono da 15 a
14.
 
Il patto dei soci di RCS MediaGroup
ha presentato il nuovo board: escono Cesare Geronzi e Umberto Quadrino
sostituiti dal giurista Berardino Libonati e da Andrea Moltrasio,
presidente del Comitato per la competitività di Confindustria. Ciò in
base al principio di alternanza tra i soci in possesso di quote
inferiori al 2%. Gli indipendenti salgono a tre: a Pedersoli e Fantoni
si aggiunge ora Moltrasio. Resta ancora aperta la questione dei titoli
(14%) dell’immobiliarista romano Ricucci che erano stati dati in pegno
alla Banca popolare italiana e che l’istituto di credito non ha ancora
deciso se tenerli oppure collocarli a uno o più privati che hanno
manifestato l’interesse all’acquisto. Ricucci è stato arrestato per
aggiotaggio e rivelazione di segreto d’ufficio. Secondo i magistrati,
Ricucci da un lato gestiva in maniera pubblica la negoziazione della
sua quota con l’istituto di credito ma dall’altro avrebbe tentato di
ricollocare, grazie a una società con sede in Lussemburgo, le quote in
Rcs.
- E’ di 0,13 euro il dividendo per ogni
azione di risparmio previsto grazie all’utile del 2005. Il dividendo
per le ordinarie è di 0,11 euro per azione. Pagamento il 25 maggio.
Il Cdr del Corriere rileva che “i risultati
ottenuti non sarebbero stati tali senza l’impegno costante,
responsabile e proficuo di tutti i lavoratori a partire dai
giornalisti. Riteniamo che un certo trionfalismo dell’azienda debba
però tradursi nella disponibilità a garantire gli strumenti di lavoro
che servono per avere standard elevati. Ci auguriamo che sia questo lo
spirito con cui l’azienda e la direzione affronteranno con la
rappresentanza sindacale la prossima verifica sul maggior lavoro
quotidiano reso necessario del nuovo giornale full color: il carico di
questa operazione è andato sulle spalle della redazione che si è
prodigata per sopperire alle lacune e agli errori nella progettazione,
al mancato adeguamento delle risorse tecniche e alle carenze
nell’organizzazione del lavoro”.
 
Alla Mondadori salgono a quattro i
consiglieri indipendenti: esce Fedele Confalonieri, presidente di
Mediaset e viene sostituito da Umberto Veronesi. I consiglieri scendono
da 12 a 11. Altro indipendente sarà Carlo Maria Vismara, responsabile
finanziario del gruppo. Escono, oltre a Confalonieri, Francesco Barbaro
e Giovanni Puerari.
 
Al Gruppo Riffeser-Monti c’è una new
entry: il figlio di Andrea Riffeser, Matteo, 18 anni, è entrato nel
consiglio di amministrazione della Poligrafici editoriale in
sostituzione di Claudio Rossi, ex amministratore delegato della Spe,
dimessosi in marzo. Matteo Riffeser rappresenta la quarta generazione
della famiglia che ha dato vita al gruppo editoriale al quale fanno
capo Qn, Il Resto del Carlino, La Nazione e Il Giorno.
 
Carlo De Benedetti è il nuovo presidente del Gruppo editoriale L’Espresso,
di cui è anche il principale azionista attraverso la Cir, controllata
dalla Cofide. Carlo Caracciolo, fondatore del gruppo e suo presidente
per oltre 50 anni, è stato acclamato presidente onorario. Marco
Benedetto è stato confermato nella carica di amministratore delegato.
Fanno parte del nuovo consiglio: Marco Benedetto, Carlo Caracciolo,
Carlo De Benedetti, Rodolfo De Benedetti, Francesco Dini, Sergio Erede,
Alberto Piaser e tre consiglieri indipendenti: Agar Brugiavini, Mario
Greco e Luca Paravicini Crespi. Essi formano il comitato per il
controllo interno ed entrano a far parte del comitato per la
remunerazione con il nuovo presidente e il consigliere Rodolfo De
Benedetti.
Il Comitato di redazione de la Repubblica
auspica che “le ottime performance registrate dal gruppo si traducano
ora in una migliore valorizzazione di coloro che hanno sempre
partecipato con passione alla riuscita di tutte le iniziative
editoriali”.
 
Digitale terrestre – Mediaset e
Telecom hanno il doppio delle frequenze della Rai da dedicare al
digitale terrestre. Il divario resterà anche se il servizio pubblico ha
in programma di aumentare le proprie disponibilità entro la fine
dell’anno. Secondo l’Antitrust il totale delle frequenze Rai è di 5877
(43% del totale), 584 (23,8%) quelle digitali; Mediaset ha 5464
frequenze (39,9%) e 1166 digitali (47,5%); Telecom 1493 (10,9%) e 278
(11,3%); HCSC-Tf1 261 e 239; il Gruppo L’Espresso 226 e 32; Retecapri
203 (nessuna digitale); H3G 156 (tutte digitali). Alla fine del 2005
sono stati convertiti al digitale 1108 impianti per altrettante
frequenze, pari a circa il 6% di quelle esistenti. Entro l’anno si
stima che le frequenze digitalizzate saliranno a 2455, pari a poco meno
del 20% di quelle totali. Significa che l’obiettivo indicato dalla
legge è molto, molto lontano.  
 
Tv sui telefonini – Accordo
Vodafone-Mediaset. Riguarda solo la rete. Vodafone avrà a disposizione
il 25% delle capacità di rete Dvb-h di Mediaset e sarà utilizzata
trasmettendo i programmi Mediaset o di altri broadcaster. Costo
dell’operazione: 14 milioni di euro l’anno.
 
Par condicio – Il 3 aprile l’Autorità
per le garanzie nelle comunicazioni ha comminato un’ammenda di 250 mila
euro al TG4 “per non aver provveduto, nel periodo tra il 22 e il 28
marzo 2006 al riequilibrio dell’informazione a favore delle liste del
centro sinistra, così come ordinato dall’Agcom il 22 marzo”. Rete 4 è
stata diffidata formalmente “affinché durante il Tg4 non si ripetano
tali comportamenti”. Con questa multa è salito a 700 mila euro il
totale delle sanzioni dell’Autorità nei confronti di Mediaset, sempre
per violazione della par condicio durante la campagna elettorale. 
 
Auditel – Dopo dieci giorni di
sperimentazione è stata sospesa la diffusione dei dati di ascolto sul
target commerciale 15-64 anni. Il comitato tecnico – che aveva preso
questa decisione – è stato smentito dal consiglio di amministrazione
che ha deciso di sospendere la pubblicazione dopo le proteste dei
consiglieri designati dalla Rai. Inoltre è stato stabilito che le
decisioni del comitato tecnico dovranno avere il via libera dal
consiglio a maggioranza qualificata. Mediaset ha deciso di continuare
la pubblicazione dei dati perché “più aderenti alle necessità del
mercato pubblicitario, ma anche rappresentativi di oltre il 70%
dell’intera popolazione italiana”. Il consiglio d’amministrazione è
composto da 18 membri: 6 Rai, 4 Mediaset, 1 La7, 4 Utenti pubblicità
associati, 1 Frt e 2 Assap. La questione del target 15-64 anni è
tornata all’esame del Comitato tecnico. Sul destino di Auditel si
profila la riforma che l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni
sta elaborando e che sarà resa pubblica entro l’estate. Farà
riferimento all’esigenza di dati omogenei per tutti, non parzializzati
e garantiti da posizioni di neutralità nella governance di Auditel. In
ogni caso sarà necessario che il sistema di rilevazione si adegui a
tutte le piattaforme, compreso il satellite.
 
Free press – Il tribunale di
Cagliari, accogliendo il ricordo dell’editore Grauso, ha stabilito che
i quotidiani si possono vendere in edicola e, contemporaneamente,
distribuire come free press. Contro questa ipotesi si erano schierati i
sindacati degli edicolanti.
 
Giornalisti nella P.A. – La Fnsi ha
firmato un accordo con le confederazioni sindacali del settore per la
definizione del profilo professionale dei giornalisti che operano nella
pubblica amministrazione, come previsto dalla legge 150 del 2000. Il
documento sarà inviato al presidente dell’Aran con l’invito a
riprendere la trattativa contrattuale in tempi ravvicinati.
 
la Repubblica – Sarà il primo
giornale a inchiostro elettronico. E’ infatti in via di definizione la
sperimentazione dell’e-paper. E’ stato scelto un campione di 300
lettori che riceveranno il giornale e una serie successiva di
aggiornamenti su uno speciale dispositivo chiamato “electronic reader”
(iLiad). Il display misura 8,1 pollici con 16 livelli di grigio che
assicurano grande leggibilità in ogni ambiente e condizione di luce.
 
Il Giorno ha 50 anni – Il
21 aprile 1956 nasceva a Milano il quotidiano voluto da Gaetano
Baldacci (che fu il primo direttore) e da Cino del Duca. L’Eni di
Mattei garantì la pubblicità. E’ stata una vera rivoluzione del
giornalismo. Il quotidiano era arricchito da pagine tematiche dedicate
alla letteratura, all’arte, alle scienze, agli spettacoli. Al piede del
giornale c’era la striscia di Jacovitti che creò il personaggio Cocco
Bill. Il 30 agosto dello stesso anno Del Duca si ritirò e la proprietà
passò tutta all’Eni. Che la conservò fino all’aprile del 1997 quando il
giornale fu venduto al gruppo Monti-Riffeser. E’ stato anche
predisposto un francobollo commemorativo che ritrae un uomo in
vestaglia verde che spalanca una finestra affacciandosi su Il Giorno.
Fu il manifesto scelto per il lancio del giornale mezzo secolo fa.
 
I 120 anni de Il Secolo XIX
L’anniversario è stato celebrato il 25 aprile con un inserto
commemorativo a colori di 64 pagine. Attualmente i lettori sono 695
mila. Il 5 maggio sarà inaugurata una mostra “Un giornale, una storia.
Il Secolo XIX in centovent’anni (1886-2006). La società editrice è
anche proprietaria di una radio regionale,“Radio 19”.
 
Il manifesto compie 35 anni – Il compleanno è stato festeggiato il 28 aprile con uno speciale di 100 pagine che racconta la storia dell’Italia e del giornale.  
 
Tv e minori – Nei tg e gr della Rai e
nei programmi di approfondimento di reti e testate “va evitato il
ricorso a forme di spettacolarizzazione su vicende giudiziarie in corso
specie se riguardano minori”. Il richiamo è contenuto in una lettera
inviata dal direttore generale della Rai Meocci ai direttori di rete e
testata e condiviso dal consiglio di amministrazione. Occorre rifuggire
– scrive – da modelli di morbosa e ripetuta attenzione non coerenti con
il dovere primario dell’informazione e con i principi del servizio
pubblico tali anche da poter arrecare nocumento alle indagini,
preoccupandosi in ogni caso di salvaguardare la privacy delle famiglie.
E’ pertanto necessario assicurare il completo rispetto dei principi
dell’obiettività e dell’imparzialità nonché del contraddittorio e
adottare una maggiore cautela e sobrietà anche in termini di continenza
espressiva, verbale e per immagini, nel trattare specie qualora siano
coinvolti minori e loro familiari in vicende giudiziarie non ancora
concluse.
 
Rai e plauralismo – All’indomani
delle elezioni, il presidente della Rai Petruccioli ha rilasciato una
dichiarazione nella quale, fra l’altro si legge: “La Rai, titolare del
servizio pubblico radiotelevisivo, conosce bene i propri doveri e i
propri limiti istituzionali; sa che è del tutto estraneo ai suoi
compiti addentrarsi in zone dove vive e si pratica la fisiologica
competizione politica. La Rai deve, su quest’ultima, informare
correttamente ed esaurientemente nel rispetto di tutte le posizioni in
campo. Il nostro compito è fornire nel modo più chiaro ed esauriente ai
cittadini che ci seguono, il più gran numero di dati e informazioni
utili alle loro scelte; in ciò consiste il nostro apporto al buon
andamento della vita pubblica. Tutto ciò con un di più di attenzione,
di impegno, di autocontrollo: un servizio pubblico radiotelevisivo che
svolge la propria funzione in modo sereno, attento, lontano da ogni
asprezza e unilateralità anche nella sua vita interna e nell’utilizzo
di tutte le risorse umane di cui dispone, può offrire una presenza e un
contributo positivo per un periodo non facile della vita nazionale”.
- La Cassazione ha stabilito che “il
direttore generale della Rai non può licenziare i giornalisti perché
svolge solo funzioni amministrative e non è in grado di valutare il
loro operato professionale, indipendentemente dalla circostanza che
anche lui sia, o meno, un giornalista. Solo il direttore di ogni
singola testata giornalistica dell’azienda ha il potere di licenziare,
per motivi disciplinari e non, i redattori che lavorano nella sua
redazione”.
 
La 7Due giorni di
sciopero audio-video dei giornalisti per protesta contro l’azienda che
sta realizzando il progressivo smantellamento dell’informazione sulla
televisione del gruppo Telecom. E’ in corso la ristrutturazione
unilaterale delle redazioni con tagli agli investimenti e agli spazi,
trasferimenti di incarichi, la chiusura della sede di corrispondenza di
Bruxelles. E’ inoltre prevista una drastica contrazione della
programmazione sportiva e un taglio netto alle risorse e alle
attrezzature interne. Però il presidente di Telecom smentisce le voci
ricorrenti sulla possibile fusione Telecom-Mediaset.
 
Il GazzettinoIl
collegio arbitrale nominato dal tribunale di Padova ha respinto le
richieste formulate da Edizione Holding (Gruppo Benetton) tendenti ad
accertare, nella lite sulla proprietà del giornale, la violazione
statutaria di un gruppo di soci accordatisi con Francesco Caltagirone
per la vendita delle loro quote. La famiglia Benetton, azionista con il
24,45% dell’editrice contesta al gruppo di azionisti la violazione
della clausola statutaria di prelazione da parte dei soci in caso di
vendite di quote. Sulla base di questo presupposto nello scorso ottobre
la Edizione Holding aveva ottenuto dal tribunale di Venezia il
sequestro giudiziario delle azioni (pari al 59% del capitale) che il
gruppo di imprenditori intendeva vendere.
Questo gruppo di soci ha chiesto di conseguenza il dissequestro delle azioni al momento nelle mani del tribunale di Venezia.
 
Airone – Il 4 aprile è uscito
in edicola il numero 300 della rivista, nata nel 1981 e che compie
quindi 25 anni. Per festeggiare la doppia ricorrenza l’editore Giorgio
Mondadori ha offerto ai lettori una raccolta delle foto più belle
pubblicate sui 300 numeri del mensile.
 
Chi viene e chi va – Michele
Brambilla si è dimesso dalla direzione del quotidiano La Provincia (con
edizioni a Como, Lecco, Sondrio e Varese) per passare alla vice
direzione del quotidiano Libero. Nuovo direttore è stato designato
Giorgio Gandola che si insedierà l’8 maggio.
Stefano Cingolani è il nuovo direttore de il Riformista. Subentra ad Antonio Polito, eletto senatore.
Lamberto Sposini ha lasciato l’incarico di
vice direttore del Tg5 per dissensi con il direttore della testata e,
successivamente, si è dimesso da Mediaset.
 
Iniziative promozionali – Ai lettori
di Tv Sorrisi e Canzoni è offerto, in allegato al numero del 10 aprile
il dvd che contiene l’ultima intervista a Tiziano Terzani sulla sua
esperienza di scrittore e giornalista. “Anam il senzanome” dura 54
minuti con 18 minuti di immagini inedite.
Dal 13 aprile L’Espresso offre ai propri
lettori il dizionario della politica in tre volumi. E’ firmato da
Norberto Bobbio. Nicola Matteucci e Gianfranco Pasquino. Partner
editoriale è la Utet.
Il prossimo 3 maggio Il Giornale offrirà ai
lettori il “Processo al codice da Vinci”, una guida che aiuta ad
analizzare i contenuti del romanzo di Dan Brown.
 
Nel mondo – In Polonia il
gruppo di Alex Springer ha iniziato dal 18 aprile la pubblicazione di
un nuovo quotidiano, “Dziennik”, in vendita a 1,5 zloty (pari a 0,37
euro). L’obiettivo è di raggiungere, in pochi mesi, una tiratura di 150
mila copie. In seguito a questa nuova iniziativa, l’editore dell’altro
quotidiano Gazeta Wyborcza ha deciso di abbassare il prezzo del
giornale da 2,8 a 1,5 zloty. L’editore tedesco Springer è presente sul
mercato polacco con un altro quotidiano tabloid, Fakt, in vendita a 1
zloty.
A Parigi la filiale francese del
gruppo editoriale inglese Emap potrebbe essere acquistata dalla
Mondadori ma anche da RCS MediaGroup, che ha manifestato uguale
interesse. Emap France pubblica 43 testate e produce un fatturato di
441 milioni di euro. E’ valutato tra i 400 e i 500 milioni di euro.
A Teheran il presidente
dell’Associazione riformista dei giornalisti iraniani Rajabali Mazrui è
stato condannato a un anno di reclusione perché ritenuto colpevole di
aver diffuso notizie false e di insulti. Nel procedimento non è stato
mai detto quali fossero le notizie false diffuse e chi sia stato
insultato. Il giornalista è stato condannato in contumacia perché non
si è presentato in aula. Il giornale diretto da Mazrui è stato chiuso
nel 1999 e gli studenti inscenarono molte manifestazioni di protesta.