Bilanci delle imprese editrici – Vendite
stabili, lettori in aumento, margini operativi elevati, utili in
crescita per merito degli allegati, introiti pubblicitari in ripresa,
forti difficoltà per le vendite in abbonamento. Sono le principali
indicazioni che emergono dall’analisi dei bilanci 2004 delle imprese
editrici italiane.
stabili, lettori in aumento, margini operativi elevati, utili in
crescita per merito degli allegati, introiti pubblicitari in ripresa,
forti difficoltà per le vendite in abbonamento. Sono le principali
indicazioni che emergono dall’analisi dei bilanci 2004 delle imprese
editrici italiane.
I bilanci delle 59 imprese hanno fatto
registrare un risultato netto complessivo di 327,8 milioni di euro,
cioè un incremento del 24,8% rispetto al 2003. L’aumento delle vendite
dei prodotti collaterali è stato di circa 377 milioni, pari al 17% in
più rispetto all’anno precedente. I ricavi sono stati dell’11,5% in
più. I ricavi operativi hanno segnato + 4,1%. I ricavi pubblicitari, a
loro volta, sono aumentati del 2,58%. Il costo del lavoro è aumentato
del 3,5%, quello della carta del 5%. I periodici hanno fatto registrare
buoni risultati nella diffusione. I settimanali hanno segnato una
crescita del 3,6%. I mensili del 6,5%. Secondo le stime i settimanali
hanno superato i 17,6 milioni di copie a numero, mentre qualche
rallentamento si è registrato nei mensili.
registrare un risultato netto complessivo di 327,8 milioni di euro,
cioè un incremento del 24,8% rispetto al 2003. L’aumento delle vendite
dei prodotti collaterali è stato di circa 377 milioni, pari al 17% in
più rispetto all’anno precedente. I ricavi sono stati dell’11,5% in
più. I ricavi operativi hanno segnato + 4,1%. I ricavi pubblicitari, a
loro volta, sono aumentati del 2,58%. Il costo del lavoro è aumentato
del 3,5%, quello della carta del 5%. I periodici hanno fatto registrare
buoni risultati nella diffusione. I settimanali hanno segnato una
crescita del 3,6%. I mensili del 6,5%. Secondo le stime i settimanali
hanno superato i 17,6 milioni di copie a numero, mentre qualche
rallentamento si è registrato nei mensili.
I livelli di lettura di quotidiani e
periodici sono cresciuti. Per i quotidiani erano 19,4 milioni al giorno
nel 2001 e sono saliti a circa 21 milioni nel 2005. Per i periodici
l’aumento è stato del 3,4%.
periodici sono cresciuti. Per i quotidiani erano 19,4 milioni al giorno
nel 2001 e sono saliti a circa 21 milioni nel 2005. Per i periodici
l’aumento è stato del 3,4%.
Per la pubblicità gli editori lamentano una
pesante anomalia italiana nella distribuzione delle risorse
pubblicitarie: la mancanza di forme di protezione degli investimenti
nella carta stampata rispetto alla tv. Attualmente il 56% degli
investimenti va alla tv a fronte del 35,8% a favore della carta
stampata. La direttiva europea della tv senza frontiere provocherebbe,
a giudizio degli editori, un’ulteriore accentuazione degli squilibri
esistenti sul mercato. Il mercato ha segnato una ripresa nel 2004 +7,3%.
pesante anomalia italiana nella distribuzione delle risorse
pubblicitarie: la mancanza di forme di protezione degli investimenti
nella carta stampata rispetto alla tv. Attualmente il 56% degli
investimenti va alla tv a fronte del 35,8% a favore della carta
stampata. La direttiva europea della tv senza frontiere provocherebbe,
a giudizio degli editori, un’ulteriore accentuazione degli squilibri
esistenti sul mercato. Il mercato ha segnato una ripresa nel 2004 +7,3%.
Un tema trattato con ampiezza è quello della
diffusione in abbonamento. Nel 2004 gli abbonamenti hanno rappresentato
il 9% delle copie vendute dai quotidiani con un livello di retroguardia
sul piano europeo e mondiale. In Europa vi sono paesi come l’Olanda,
Svizzera, Finlandia, Danimarca, Lussemburgo, Norvegia e Svezia dove le
consegne in abbonamento variano tra il 72 e il 90%. In Germania siamo
al 65%, in Belgio al 46, in Francia al 52 per i regionali e al 25% per
i nazionali. L’unico Paese europeo in una situazione più arretrata
rispetto all’Italia è la Grecia. L’abbonamento potrebbe eliminare le
diseconomie indotte dalle oscillazioni delle vendite che sono
all’origine di un ammontare di rese abnorme (31% per i quotidiani).
diffusione in abbonamento. Nel 2004 gli abbonamenti hanno rappresentato
il 9% delle copie vendute dai quotidiani con un livello di retroguardia
sul piano europeo e mondiale. In Europa vi sono paesi come l’Olanda,
Svizzera, Finlandia, Danimarca, Lussemburgo, Norvegia e Svezia dove le
consegne in abbonamento variano tra il 72 e il 90%. In Germania siamo
al 65%, in Belgio al 46, in Francia al 52 per i regionali e al 25% per
i nazionali. L’unico Paese europeo in una situazione più arretrata
rispetto all’Italia è la Grecia. L’abbonamento potrebbe eliminare le
diseconomie indotte dalle oscillazioni delle vendite che sono
all’origine di un ammontare di rese abnorme (31% per i quotidiani).
Il presidente della Fieg, Biancheri, ha
auspicato che il nuovo Parlamento vari una buona legge per l’editoria:
“un disegno organico con norme di riequilibrio degli investimenti
pubblicitari tra carta stampata e tv. Un problema che è aggravato dal
profilarsi a Bruxelles della revisione della direttiva tv senza
frontiere. Bisogna rivedere gli indici di affollamento ma applicare
anche le sanzioni quando i limiti sono superati”.
auspicato che il nuovo Parlamento vari una buona legge per l’editoria:
“un disegno organico con norme di riequilibrio degli investimenti
pubblicitari tra carta stampata e tv. Un problema che è aggravato dal
profilarsi a Bruxelles della revisione della direttiva tv senza
frontiere. Bisogna rivedere gli indici di affollamento ma applicare
anche le sanzioni quando i limiti sono superati”.
I giornali vanno bene ma l’impegno dei
giornalisti non viene riconosciuto dalla Fieg: è il commento del
segretario della Fnsi Serventi Longhi. Sono contento – ha detto – che
gli editori della carta stampata abbiano raffigurato un quadro positivo
e ottimista della situazione del settore. “Forse avrebbero fatto bene a
sottolineare che i risultati dei bilanci sono il frutto dell’impegno
quotidiano di migliaia di lavoratori a cominciare dai giornalisti. Ma
questo impegno non viene riconosciuto e i giornalisti restano senza
contratto”.
giornalisti non viene riconosciuto dalla Fieg: è il commento del
segretario della Fnsi Serventi Longhi. Sono contento – ha detto – che
gli editori della carta stampata abbiano raffigurato un quadro positivo
e ottimista della situazione del settore. “Forse avrebbero fatto bene a
sottolineare che i risultati dei bilanci sono il frutto dell’impegno
quotidiano di migliaia di lavoratori a cominciare dai giornalisti. Ma
questo impegno non viene riconosciuto e i giornalisti restano senza
contratto”.
Le preferenze dei lettori – Cultura,
attualità, temi sociali: sono questi gli argomenti più seguiti dai
lettori e dal pubblico di radio e tv. Soltanto dopo vengono gli
spettacoli e lo sport, mentre in ultima posizione si trovano la
politica italiana, quella estera, l’economia e la finanza. E’ quanto
emerge da una ricerca condotta da Eurisko. Il 72% degli italiani si è
dichiarato più interessato a temi di cultura, seguito da un 70% più
orientato verso l’attualità e la cronaca mentre il 65% ha dichiarato di
preferire i temi sociali. Seguono gli spettacoli (54%), lo sport (53%),
la politica italiana (46%), quella estera (37%) e, infine, l’economia e
la finanza (36%).
attualità, temi sociali: sono questi gli argomenti più seguiti dai
lettori e dal pubblico di radio e tv. Soltanto dopo vengono gli
spettacoli e lo sport, mentre in ultima posizione si trovano la
politica italiana, quella estera, l’economia e la finanza. E’ quanto
emerge da una ricerca condotta da Eurisko. Il 72% degli italiani si è
dichiarato più interessato a temi di cultura, seguito da un 70% più
orientato verso l’attualità e la cronaca mentre il 65% ha dichiarato di
preferire i temi sociali. Seguono gli spettacoli (54%), lo sport (53%),
la politica italiana (46%), quella estera (37%) e, infine, l’economia e
la finanza (36%).
Per il direttore de Il Sole-24 Ore “spesso i
giornalisti sono preparati sui temi del sociale più per
auto-informazione che per merito di editori e direttori” e ha auspicato
la creazione di “stage formativi” su temi che l’evoluzione della
società rende oggi assolutamente centrali.
giornalisti sono preparati sui temi del sociale più per
auto-informazione che per merito di editori e direttori” e ha auspicato
la creazione di “stage formativi” su temi che l’evoluzione della
società rende oggi assolutamente centrali.
Sciopero dei giornalisti – Il 19
marzo hanno scioperato i giornalisti della carta stampata e
dell’on-line, il 25 quelli della radio e televisione pubblica e
privata. Sono stati esclusi dallo sciopero i giornalisti di radio e tv
locali perché i loro editori (Aeranti-Corallo) hanno già sottoscritto
il rinnovo del contratto. Decisione molto discussa in numerose
redazioni. In edicola sono andati alcuni quotidiani. In un comunicato
la Federazione della stampa sottolinea che “la decisione di scioperare
durante la campagna elettorale non è stata presa a cuor leggero. Ma
tutte le strade sono state tentate per convincere gli editori della
Fieg a frenare l’oltranzismo che li anima. Dunque non resta che
riprendere gli scioperi, un segnale di cui il centrodestra e il
centrosinistra, impegnati nella competizione elettorale, dovranno
tenere conto.
marzo hanno scioperato i giornalisti della carta stampata e
dell’on-line, il 25 quelli della radio e televisione pubblica e
privata. Sono stati esclusi dallo sciopero i giornalisti di radio e tv
locali perché i loro editori (Aeranti-Corallo) hanno già sottoscritto
il rinnovo del contratto. Decisione molto discussa in numerose
redazioni. In edicola sono andati alcuni quotidiani. In un comunicato
la Federazione della stampa sottolinea che “la decisione di scioperare
durante la campagna elettorale non è stata presa a cuor leggero. Ma
tutte le strade sono state tentate per convincere gli editori della
Fieg a frenare l’oltranzismo che li anima. Dunque non resta che
riprendere gli scioperi, un segnale di cui il centrodestra e il
centrosinistra, impegnati nella competizione elettorale, dovranno
tenere conto.
“Non si può chiedere ai giornalisti di
ridurre la propria autonomia, di abdicare alla propria missione di
informare correttamente i cittadini, pur di consentire agli editori di
manipolare i dipendenti come vogliono, di trattare i giovani
giornalisti come paria della società e di corrispondere ai
collaboratori esterni - quando lo fanno correttamente - compensi
risibili, da due euro a pezzo, come nelle ultime tabelle decise dal
gruppo Riffeser (Nazione, Resto del Carlino, Giorno, Quotidiano
nazionale). Sono editori che hanno chiuso bilanci più che buoni,
distribuendo cospicui dividendi agli azionisti. E il cui scopo evidente
in questa vicenda non è quello di fare impresa nel settore della libera
stampa, ma solo di avere le mani libere nei propri giornali. Nello
stesso tempo gli organismi rappresentativi della Fnsi richiamano tutte
le forze politiche al grande tema dell’informazione e del diritto dei
cittadini ad essere informati: il contratto dei giornalisti, come le
garanzie di autonomia di tutti gli operatori dell’informazione e della
comunicazione, è un problema essenziale, ma non l’unico. Un’equilibrata
raccolta pubblicitaria, leggi di sistema con rigorose norme antitrust e
l’assetto del servizio pubblico sono e resteranno per la democrazia
italiana temi assolutamente centrali”.
ridurre la propria autonomia, di abdicare alla propria missione di
informare correttamente i cittadini, pur di consentire agli editori di
manipolare i dipendenti come vogliono, di trattare i giovani
giornalisti come paria della società e di corrispondere ai
collaboratori esterni - quando lo fanno correttamente - compensi
risibili, da due euro a pezzo, come nelle ultime tabelle decise dal
gruppo Riffeser (Nazione, Resto del Carlino, Giorno, Quotidiano
nazionale). Sono editori che hanno chiuso bilanci più che buoni,
distribuendo cospicui dividendi agli azionisti. E il cui scopo evidente
in questa vicenda non è quello di fare impresa nel settore della libera
stampa, ma solo di avere le mani libere nei propri giornali. Nello
stesso tempo gli organismi rappresentativi della Fnsi richiamano tutte
le forze politiche al grande tema dell’informazione e del diritto dei
cittadini ad essere informati: il contratto dei giornalisti, come le
garanzie di autonomia di tutti gli operatori dell’informazione e della
comunicazione, è un problema essenziale, ma non l’unico. Un’equilibrata
raccolta pubblicitaria, leggi di sistema con rigorose norme antitrust e
l’assetto del servizio pubblico sono e resteranno per la democrazia
italiana temi assolutamente centrali”.
Gli scioperi in Rai – L’Autorità per
le garanzie nelle comunicazioni ha approvato all’unanimità una delibera
che regolamenta lo sciopero nell’azienda, in quanto servizio pubblico,
alla luce dell’accordo Rai-Usigrai del 2000 e dell’accordo
Rai-Organizzazioni sindacali del 2001. La delibera indica gli eventi
“la cui trasmissione costituisce prestazione essenziale…da assicurarsi
in caso di sciopero”. Ecco l’elenco:
le garanzie nelle comunicazioni ha approvato all’unanimità una delibera
che regolamenta lo sciopero nell’azienda, in quanto servizio pubblico,
alla luce dell’accordo Rai-Usigrai del 2000 e dell’accordo
Rai-Organizzazioni sindacali del 2001. La delibera indica gli eventi
“la cui trasmissione costituisce prestazione essenziale…da assicurarsi
in caso di sciopero”. Ecco l’elenco:
a) tutti gli avvenimenti di interesse sovranazionale di cui la RAI
ottiene i diritti televisivi. In particolare:1) le Olimpiadi estive ed
invernali; 2) la finale e tutte le partite della nazionale italiana nel
campionato del mondo di calcio; 3) la finale e tutte le partite della
nazionale italiana nel campionato europeo di calcio; 4) tutte le
partite della nazionale italiana di calcio, in casa e fuori casa, in
competizioni ufficiali; 5) la finale e le semifinali della Champions League e
della Coppa UEFA qualora vi siano coinvolte squadre italiane; 6) il
Giro d'Italia; 7) il Gran Premio d'Italia automobilistico di Formula 1;
8) la Gara motomondiale in Italia; 9) eventi dei campionati mondiali ed
europei di discipline sportive in cui sono impegnati atleti nazionali;
ottiene i diritti televisivi. In particolare:1) le Olimpiadi estive ed
invernali; 2) la finale e tutte le partite della nazionale italiana nel
campionato del mondo di calcio; 3) la finale e tutte le partite della
nazionale italiana nel campionato europeo di calcio; 4) tutte le
partite della nazionale italiana di calcio, in casa e fuori casa, in
competizioni ufficiali; 5) la finale e le semifinali della Champions League e
della Coppa UEFA qualora vi siano coinvolte squadre italiane; 6) il
Giro d'Italia; 7) il Gran Premio d'Italia automobilistico di Formula 1;
8) la Gara motomondiale in Italia; 9) eventi dei campionati mondiali ed
europei di discipline sportive in cui sono impegnati atleti nazionali;
b) le trasmissioni a carattere istituzionale per: 1) le ricorrenze
istituzionali; 2) le principali ricorrenze civili e religiose; 3) le
comunicazioni istituzionali; 4) i notiziari straordinari;
istituzionali; 2) le principali ricorrenze civili e religiose; 3) le
comunicazioni istituzionali; 4) i notiziari straordinari;
c) le trasmissioni a carattere sociale: 1) la raccolta fondi per scopi di ricerca e/o beneficenza;
d) le trasmissioni di costume: 1) il Festival della canzone
italiana di Sanremo; 2) gli eventi connessi alla ricorrenza della festa
del primo maggio
La delibera è stata
comunicata alla Commissione di garanzia per l’attuazione della legge
sullo sciopero nei servizi pubblici essenziali.
Il
Consiglio nazionale dell’Ordine ha duramente criticato la delibera,
perché "tutela interessi commerciali", e non il diritto costituzionale
allo sciopero. "La delibera n. 47/06 approvata dall'Autorità per le
garanzie nelle comunicazioni - sostiene l'Ordine - contiene un lungo
elenco di avvenimenti, ricorrenze e manifestazioni durante i quali i
giornalisti del servizio pubblico radio televisivo non dovrebbero
scioperare per garantire la coperturamediatica". "Appare evidente che
il contenuto del provvedimento privilegia una tutela di interessi
commerciali piuttosto che la garanzia di un diritto costituzionale. Tra
l'altro, nel caso del servizio pubblico radiotelevisivo, il black out
delle notizie non si verifica mai perché i giornalisti della Rai
garantiscono sempre l'informazione essenziale anche nei giorni di
sciopero". Per questo "il Consiglio nazionale dell'Ordine ricorda che i
giornalisti sono titolari di tutti i diritti previsti dalla
Costituzione in quanto cittadini e fra questi esiste il diritto di
sciopero, anche a fronte di manifestazioni di interesse pubblico". E
ritiene che "i diritti dei singoli giornalisti non possano essere
delegati né condizionati o affidati a trattative. Anche nei casi nei
quali l'informazione viene garantita in base ad accordi tra la Rai e le
organizzazioni sindacali, il singolo giornalista resta titolare di un
diritto di cui nessuno lo può privare".
italiana di Sanremo; 2) gli eventi connessi alla ricorrenza della festa
del primo maggio
La delibera è stata
comunicata alla Commissione di garanzia per l’attuazione della legge
sullo sciopero nei servizi pubblici essenziali.
Il
Consiglio nazionale dell’Ordine ha duramente criticato la delibera,
perché "tutela interessi commerciali", e non il diritto costituzionale
allo sciopero. "La delibera n. 47/06 approvata dall'Autorità per le
garanzie nelle comunicazioni - sostiene l'Ordine - contiene un lungo
elenco di avvenimenti, ricorrenze e manifestazioni durante i quali i
giornalisti del servizio pubblico radio televisivo non dovrebbero
scioperare per garantire la coperturamediatica". "Appare evidente che
il contenuto del provvedimento privilegia una tutela di interessi
commerciali piuttosto che la garanzia di un diritto costituzionale. Tra
l'altro, nel caso del servizio pubblico radiotelevisivo, il black out
delle notizie non si verifica mai perché i giornalisti della Rai
garantiscono sempre l'informazione essenziale anche nei giorni di
sciopero". Per questo "il Consiglio nazionale dell'Ordine ricorda che i
giornalisti sono titolari di tutti i diritti previsti dalla
Costituzione in quanto cittadini e fra questi esiste il diritto di
sciopero, anche a fronte di manifestazioni di interesse pubblico". E
ritiene che "i diritti dei singoli giornalisti non possano essere
delegati né condizionati o affidati a trattative. Anche nei casi nei
quali l'informazione viene garantita in base ad accordi tra la Rai e le
organizzazioni sindacali, il singolo giornalista resta titolare di un
diritto di cui nessuno lo può privare".
Esami di Stato – Il Governo nella
seduta del 29 marzo ha approvato il Decreto ministeriale che avvia la
riforma degli ordini professionali. Per quanto riguarda i giornalisti,
il decreto accoglie tutte le osservazioni del Consiglio di Stato e
quindi lascia inalterata la situazione: si accede alla professione
attraverso il praticantato (con eventuale esame di cultura generale)
oppure con il master successivo alla laurea breve ottenuto nelle
università che hanno aperto scuole di giornalismo autorizzate
dall’Ordine.
seduta del 29 marzo ha approvato il Decreto ministeriale che avvia la
riforma degli ordini professionali. Per quanto riguarda i giornalisti,
il decreto accoglie tutte le osservazioni del Consiglio di Stato e
quindi lascia inalterata la situazione: si accede alla professione
attraverso il praticantato (con eventuale esame di cultura generale)
oppure con il master successivo alla laurea breve ottenuto nelle
università che hanno aperto scuole di giornalismo autorizzate
dall’Ordine.
Perché non è stata approvata la proposta dell’obbligo della laurea per l’accesso agli esami professionali?
Il Consiglio di Stato, nell’adunanza
generale del 13 marzo ha esaminato lo schema di regolamento elaborato
dal ministero dell’Istruzione, dell’università e della ricerca per la
“disciplina dei requisiti per l’ammissione all’esame di Stato per
l’abilitazione all’esercizio professionale, delle prove relative e del
loro regolamento”. Il Governo aveva accettato la proposta di alcuni
settori del giornalismo italiano che limitava ai soli possessori della
laurea il diritto all’accesso alla professione attraverso l’esame di
Stato. Il relativo regolamento di attuazione è stato sottoposto al
Consiglio per il parere obbligatorio. Lo schema si compone di 77
articoli, raggruppati in 4 titoli.
generale del 13 marzo ha esaminato lo schema di regolamento elaborato
dal ministero dell’Istruzione, dell’università e della ricerca per la
“disciplina dei requisiti per l’ammissione all’esame di Stato per
l’abilitazione all’esercizio professionale, delle prove relative e del
loro regolamento”. Il Governo aveva accettato la proposta di alcuni
settori del giornalismo italiano che limitava ai soli possessori della
laurea il diritto all’accesso alla professione attraverso l’esame di
Stato. Il relativo regolamento di attuazione è stato sottoposto al
Consiglio per il parere obbligatorio. Lo schema si compone di 77
articoli, raggruppati in 4 titoli.
Il titolo secondo (articoli 7-38)
“disciplina i requisiti di ammissione all’esame di Stato e le relative
prove partitamente per ciascuna professione, articolandosi in 16 capi.
Con tali disposizioni, in particolare, si richiede, in deroga alla legislazione vigente, il requisito del possesso del diploma di laurea per l’abilitazione all’esercizio delle professioni di giornalista, consulente del lavoro, geometra, perito industriale, perito agrario e agrotecnico”.
“disciplina i requisiti di ammissione all’esame di Stato e le relative
prove partitamente per ciascuna professione, articolandosi in 16 capi.
Con tali disposizioni, in particolare, si richiede, in deroga alla legislazione vigente, il requisito del possesso del diploma di laurea per l’abilitazione all’esercizio delle professioni di giornalista, consulente del lavoro, geometra, perito industriale, perito agrario e agrotecnico”.
Il Consiglio di Stato ritiene che gli
interventi riformatori possibili siano solo quelli conseguenziali alla
riforma del diploma di laurea e non possono quindi riguardare le professioni per le quali tale titolo di studio non è richiesto dalle norme legislative vigenti, tanto
meno richiedendo in via esclusiva il possesso di tale requisito come è
invece previsto dallo schema di regolamento in esame per le numerose
professioni indicate in premessa (giornalista, geometra,
perito industriale, perito agrario, agrotecnico e consulente del
lavoro). Il requisito di ammissione all’esame di Stato è strettamente
connesso al principio della più ampia libertà di accesso alle
professioni, enunciato dagli articoli 2 e 4 del decreto 30/2006 ed
espressione della libertà di iniziativa economica garantita dall’art.41
della Costituzione. “Ed è appena il caso di aggiungere che per talune
professioni, come quella di giornalista, il principio della libertà di
accesso alla professione impatta anche su altri diritti
costituzionalmente garantiti, come la libertà d’informazione e la
libertà di manifestazione del pensiero con ogni mezzo di diffusione”.
interventi riformatori possibili siano solo quelli conseguenziali alla
riforma del diploma di laurea e non possono quindi riguardare le professioni per le quali tale titolo di studio non è richiesto dalle norme legislative vigenti, tanto
meno richiedendo in via esclusiva il possesso di tale requisito come è
invece previsto dallo schema di regolamento in esame per le numerose
professioni indicate in premessa (giornalista, geometra,
perito industriale, perito agrario, agrotecnico e consulente del
lavoro). Il requisito di ammissione all’esame di Stato è strettamente
connesso al principio della più ampia libertà di accesso alle
professioni, enunciato dagli articoli 2 e 4 del decreto 30/2006 ed
espressione della libertà di iniziativa economica garantita dall’art.41
della Costituzione. “Ed è appena il caso di aggiungere che per talune
professioni, come quella di giornalista, il principio della libertà di
accesso alla professione impatta anche su altri diritti
costituzionalmente garantiti, come la libertà d’informazione e la
libertà di manifestazione del pensiero con ogni mezzo di diffusione”.
In conclusione il Consiglio di Stato ritiene
che “dallo schema trasmesso debbono essere espunte quelle parti che
modificano la disciplina dell’esame di Stato per le professioni di
agrotecnico, geometra, perito agrario, perito industriale, consulente
del lavoro e giornalista, richiedendo, in deroga alla normativa
vigente, quale requisito di ammissione il possesso del diploma di
laurea e modificando conseguentemente le prove d’esame, con le
modifiche contenute nei titoli I (disposizioni di carattere generale),
III (composizione delle commissioni esaminatrici) e IV (disciplina e
modalità di svolgimento degli esami) che siano conseguenziali o
strettamente collegate con le modifiche suddette o comunque innovative
di eventuali disposizioni legislative.
che “dallo schema trasmesso debbono essere espunte quelle parti che
modificano la disciplina dell’esame di Stato per le professioni di
agrotecnico, geometra, perito agrario, perito industriale, consulente
del lavoro e giornalista, richiedendo, in deroga alla normativa
vigente, quale requisito di ammissione il possesso del diploma di
laurea e modificando conseguentemente le prove d’esame, con le
modifiche contenute nei titoli I (disposizioni di carattere generale),
III (composizione delle commissioni esaminatrici) e IV (disciplina e
modalità di svolgimento degli esami) che siano conseguenziali o
strettamente collegate con le modifiche suddette o comunque innovative
di eventuali disposizioni legislative.
Ultima osservazione: “Per quanto attiene la
composizione delle commissioni esaminatrici si segnala l’opportunità di
limitare la presenza di rappresentanti degli Ordini professionali, al
fine di salvaguardare il principio di un maggior distacco ed
oggettività nelle procedere di accesso all’esercizio dell’attività
professionale”.
composizione delle commissioni esaminatrici si segnala l’opportunità di
limitare la presenza di rappresentanti degli Ordini professionali, al
fine di salvaguardare il principio di un maggior distacco ed
oggettività nelle procedere di accesso all’esercizio dell’attività
professionale”.
Cronaca giudiziaria – La Gazzetta
ufficiale (n. 66 del 20 marzo 2006) ha pubblicato il decreto
legislativo 106 (del 20 febbraio 2006) che contiene “disposizioni in
materia di riorganizzazione dell’ufficio del pubblico ministero”. Fra i
criteri direttivi dettati dal Governo, al punto f) del decreto è
scritto: “prevedere che il procuratore della Repubblica tenga
personalmente, o tramite magistrato appositamente delegato, i rapporti
con gli organi di informazione e che tutte le informazioni sulle
attività dell’ufficio vengano attribuite impersonalmente allo stesso;
prevedere che il procuratore della Repubblica segnali obbligatoriamente
al consiglio giudiziario...i comportamenti dei magistrati del proprio
ufficio che siano in contrasto con la disposizione di cui sopra”.
ufficiale (n. 66 del 20 marzo 2006) ha pubblicato il decreto
legislativo 106 (del 20 febbraio 2006) che contiene “disposizioni in
materia di riorganizzazione dell’ufficio del pubblico ministero”. Fra i
criteri direttivi dettati dal Governo, al punto f) del decreto è
scritto: “prevedere che il procuratore della Repubblica tenga
personalmente, o tramite magistrato appositamente delegato, i rapporti
con gli organi di informazione e che tutte le informazioni sulle
attività dell’ufficio vengano attribuite impersonalmente allo stesso;
prevedere che il procuratore della Repubblica segnali obbligatoriamente
al consiglio giudiziario...i comportamenti dei magistrati del proprio
ufficio che siano in contrasto con la disposizione di cui sopra”.
Benedetto XVI: bene comune, tv e giornali – A
chi possiede o lavora nell’industria dei media il Papa chiede di
promuovere il bene comune, che non può essere sacrificato per la
ricerca del profitto personale e per un’agenda ideologica che non tiene
conto dell’utilità pubblica. Per il Pontefice i mezzi di comunicazione
“devono promuovere ciò che è buono e vero, specialmente rispetto
all’esistenza umana e sociale denunciando ciò che è falso. Oggi si
sente più che mai il pressante bisogno di utilizzare l’enorme potere
dei media a beneficio di tutta l’umanità”.
chi possiede o lavora nell’industria dei media il Papa chiede di
promuovere il bene comune, che non può essere sacrificato per la
ricerca del profitto personale e per un’agenda ideologica che non tiene
conto dell’utilità pubblica. Per il Pontefice i mezzi di comunicazione
“devono promuovere ciò che è buono e vero, specialmente rispetto
all’esistenza umana e sociale denunciando ciò che è falso. Oggi si
sente più che mai il pressante bisogno di utilizzare l’enorme potere
dei media a beneficio di tutta l’umanità”.
RCS MediaGroup – Gli azionisti
presenti nel patto di sindacato hanno rinnovato gli accordi per i
prossimi tre anni, confermando autonomia a fiducia al direttore del
Corriere Paolo Mieli. Nel 2005 l’utile è raddoppiato a 219,3 milioni,
il dividendo sale del 17% a 0,11 euro (0,13 per le azioni di
risparmio). Il Corriere ha distribuito in media 672 mila copie
giornaliere “una leadership – ha detto Colao – che non è stata erosa
dalle polemiche politiche dei giorni scorsi dopo l’editoriale del
direttore che ha auspicato la vittoria del centrosinistra alle prossime
elezioni politiche”. L’indebitamento finanziario netto è sceso a 47,7
milioni. L’utile netto è stato del 113,7%. Il Corriere on-line ha
raggiunto i 4,5 milioni di utenti medi mensili, la Gazzetta dello sport
che è scesa a 389 mila copie medie, ha incrementato del 31% i lettori
su internet. Il quotidiano spagnolo El Mundo ha raggiunto le 315 mila
copie giornaliere di diffusione.
presenti nel patto di sindacato hanno rinnovato gli accordi per i
prossimi tre anni, confermando autonomia a fiducia al direttore del
Corriere Paolo Mieli. Nel 2005 l’utile è raddoppiato a 219,3 milioni,
il dividendo sale del 17% a 0,11 euro (0,13 per le azioni di
risparmio). Il Corriere ha distribuito in media 672 mila copie
giornaliere “una leadership – ha detto Colao – che non è stata erosa
dalle polemiche politiche dei giorni scorsi dopo l’editoriale del
direttore che ha auspicato la vittoria del centrosinistra alle prossime
elezioni politiche”. L’indebitamento finanziario netto è sceso a 47,7
milioni. L’utile netto è stato del 113,7%. Il Corriere on-line ha
raggiunto i 4,5 milioni di utenti medi mensili, la Gazzetta dello sport
che è scesa a 389 mila copie medie, ha incrementato del 31% i lettori
su internet. Il quotidiano spagnolo El Mundo ha raggiunto le 315 mila
copie giornaliere di diffusione.
I ricavi dei periodici sono aumentati del
7,7% raggiungendo i 293,5 milioni di euro.Gli azionisti in un
comunicato hanno ribadito la propria fiducia al direttore del Corriere
“le cui opinioni sono frutto di autonome decisioni nell’ambito
dell’indipendenza garantita dall’attuale compagine azionaria. La
professionalità del direttore assicurerà imparzialità, pluralismo e
completezza di informazione nel solco di una consolidata tradizione”.
7,7% raggiungendo i 293,5 milioni di euro.Gli azionisti in un
comunicato hanno ribadito la propria fiducia al direttore del Corriere
“le cui opinioni sono frutto di autonome decisioni nell’ambito
dell’indipendenza garantita dall’attuale compagine azionaria. La
professionalità del direttore assicurerà imparzialità, pluralismo e
completezza di informazione nel solco di una consolidata tradizione”.
- In concomitanza con l’editoriale di Mieli
il Comitato di redazione ha diffuso un comunicato al termine
dell’incontro con il direttore. Si ribadisce “la totale legittimità”
della scelta “che sarebbe stata da rispettare qualsiasi fosse stato lo
schieramento indicato”. Il Cdr “continuerà a farsi garante perché i
giornalisti del Corriere della sera possano lavorare in modo autonomo,
senza subire pressioni ed esercitando il proprio diritto-dovere di
critica, per fornire ai lettori un’informazione il più possibile
completa e corretta al di là della dichiarazione del direttore”. Infine
il Cdr rileva che mentre il giornale viene schierato, legittimamente su
una precisa posizione, “viene poi annunciato che non solo nei commenti
ma anche nei fondi e negli editoriali, i quali rappresentano la linea
di ogni giornale autonomo e indipendente, questa scelta di campo potrà
essere contraddetta e criticata formulando anche opzioni opposte. E’
invece tradizione acclarata di tutti gli importanti organi di
informazione delle grandi democrazie occidentali che la linea del
direttore si esprima e venga portata avanti con coerenza e continuità
negli editoriali, ferma restando la massima apertura di opinioni e
interventi”.
il Comitato di redazione ha diffuso un comunicato al termine
dell’incontro con il direttore. Si ribadisce “la totale legittimità”
della scelta “che sarebbe stata da rispettare qualsiasi fosse stato lo
schieramento indicato”. Il Cdr “continuerà a farsi garante perché i
giornalisti del Corriere della sera possano lavorare in modo autonomo,
senza subire pressioni ed esercitando il proprio diritto-dovere di
critica, per fornire ai lettori un’informazione il più possibile
completa e corretta al di là della dichiarazione del direttore”. Infine
il Cdr rileva che mentre il giornale viene schierato, legittimamente su
una precisa posizione, “viene poi annunciato che non solo nei commenti
ma anche nei fondi e negli editoriali, i quali rappresentano la linea
di ogni giornale autonomo e indipendente, questa scelta di campo potrà
essere contraddetta e criticata formulando anche opzioni opposte. E’
invece tradizione acclarata di tutti gli importanti organi di
informazione delle grandi democrazie occidentali che la linea del
direttore si esprima e venga portata avanti con coerenza e continuità
negli editoriali, ferma restando la massima apertura di opinioni e
interventi”.
- Cinque giorni di sciopero sono stati
proclamati dall’assemblea del Corriere della sera in seguito alla
rottura delle trattative aziendali avvenuta il 21 marzo. Il Comitato di
redazione denuncia il fatto che “Rcs calpesta le rappresentanze
sindacali, mandando al tavolo di trattativa persone prive di qualsiasi
autonomia negoziale; rinnega gli accordi presi; si presta solo a
confronti fumosi”. Oltre allo sciopero l’assemblea ha deciso di
organizzare una prima fase di assemblee all’interno delle singole
redazioni. Queste iniziative potranno comportare effetti sulla
completezza dell’informazione e sui tempi della distribuzione del
giornale nelle edicole. Infine la redazione è invitata ad astenersi
dalle mansioni e dalle attività che non sono di competenza
contrattuale. Il Cdr ha avviato le opportune azioni legali per
contestare le violazioni imputabili all’azienda e si è rivolto al
Garante per gli accertamenti sul rispetto della privacy. Il primo
sciopero – proclamato per i giorni 30 e 31 marzo – è stato sospeso
perché l’azienda ha ripreso la trattativa riconoscendo la validità
delle intese attualmente in vigore.
proclamati dall’assemblea del Corriere della sera in seguito alla
rottura delle trattative aziendali avvenuta il 21 marzo. Il Comitato di
redazione denuncia il fatto che “Rcs calpesta le rappresentanze
sindacali, mandando al tavolo di trattativa persone prive di qualsiasi
autonomia negoziale; rinnega gli accordi presi; si presta solo a
confronti fumosi”. Oltre allo sciopero l’assemblea ha deciso di
organizzare una prima fase di assemblee all’interno delle singole
redazioni. Queste iniziative potranno comportare effetti sulla
completezza dell’informazione e sui tempi della distribuzione del
giornale nelle edicole. Infine la redazione è invitata ad astenersi
dalle mansioni e dalle attività che non sono di competenza
contrattuale. Il Cdr ha avviato le opportune azioni legali per
contestare le violazioni imputabili all’azienda e si è rivolto al
Garante per gli accertamenti sul rispetto della privacy. Il primo
sciopero – proclamato per i giorni 30 e 31 marzo – è stato sospeso
perché l’azienda ha ripreso la trattativa riconoscendo la validità
delle intese attualmente in vigore.
la Repubblica – Una
lettera aperta è stata inviata dal Comitato di redazione del giornale
ai lettori perché “qualcosa non va nel quotidiano che voi leggete ogni
giorno e nel quale lavora con passione una redazione di oltre 400
giornalisti che hanno sempre avuto un altissimo senso di attaccamento
al giornale”. Due le ragioni del profondo malcontento: “non solo perché
da ben 393 giorni gli editori rifiutano di rinnovare il nostro
contratto di lavoro, ma perché anche la proprietà di un giornale
‘liberal’ come la Repubblica, al di là di tante parole astratte, sui
temi concreti come i problemi dei suoi giornalisti non si comporta
diversamente dalle altre aziende del settore. Avevamo chiesto strumenti
di lavoro adeguati alla realtà tecnologica di oggi, la ridefinizione
del lavoro domenicale, l’avvio delle due edizioni di Bari e Palermo e
la regolarizzazione della situazione di un certo numero di colleghi
precari da tempo impegnati in ruoli e servizi indispensabili per la
realizzazione del giornale”. L’editore ha risposto “un sostanziale no
su tutta la linea trincerandosi dietro a una vaga esigenza di
mantenersi a tutti i costi all’interno di un generico budget previsto
per il 2006, dimenticando che, se nel 2005, la Repubblica ha prodotto
non solo un incremento dei lettori, ma anche un consistente utile netto
per gli azionisti, questo è dovuto anche e soprattutto al lavoro dei
giornalisti”.
lettera aperta è stata inviata dal Comitato di redazione del giornale
ai lettori perché “qualcosa non va nel quotidiano che voi leggete ogni
giorno e nel quale lavora con passione una redazione di oltre 400
giornalisti che hanno sempre avuto un altissimo senso di attaccamento
al giornale”. Due le ragioni del profondo malcontento: “non solo perché
da ben 393 giorni gli editori rifiutano di rinnovare il nostro
contratto di lavoro, ma perché anche la proprietà di un giornale
‘liberal’ come la Repubblica, al di là di tante parole astratte, sui
temi concreti come i problemi dei suoi giornalisti non si comporta
diversamente dalle altre aziende del settore. Avevamo chiesto strumenti
di lavoro adeguati alla realtà tecnologica di oggi, la ridefinizione
del lavoro domenicale, l’avvio delle due edizioni di Bari e Palermo e
la regolarizzazione della situazione di un certo numero di colleghi
precari da tempo impegnati in ruoli e servizi indispensabili per la
realizzazione del giornale”. L’editore ha risposto “un sostanziale no
su tutta la linea trincerandosi dietro a una vaga esigenza di
mantenersi a tutti i costi all’interno di un generico budget previsto
per il 2006, dimenticando che, se nel 2005, la Repubblica ha prodotto
non solo un incremento dei lettori, ma anche un consistente utile netto
per gli azionisti, questo è dovuto anche e soprattutto al lavoro dei
giornalisti”.
I nostri editori. Chi sono? - Il
pacchetto di azioni di Rcs, di proprietà dell’immobiliarista romano
Ricucci passa alla Banca popolare italiana. L’istituto di credito ha
escusso il pegno costituito dal 14,7% del capitale del gruppo
editoriale, depositato da Ricucci a garanzia dei finanziamenti a due
sue società. Le azioni valgono circa 500 milioni di euro. L’esposizione
della banca era di 704 milioni di euro. Ora i titoli saranno posti in
vendita. Fra le ipotesi vi è anche quella che sia la stessa Bpi a
comprare il pacchetto. Va detto che la banca ha in pegno altri 5
milioni di titoli del gruppo Rcs, sequestrati dalla Guardia di finanza
e azioni Capitalia, anch’esse sotto sequestro oltre ad altre proprietà
di Ricucci.
pacchetto di azioni di Rcs, di proprietà dell’immobiliarista romano
Ricucci passa alla Banca popolare italiana. L’istituto di credito ha
escusso il pegno costituito dal 14,7% del capitale del gruppo
editoriale, depositato da Ricucci a garanzia dei finanziamenti a due
sue società. Le azioni valgono circa 500 milioni di euro. L’esposizione
della banca era di 704 milioni di euro. Ora i titoli saranno posti in
vendita. Fra le ipotesi vi è anche quella che sia la stessa Bpi a
comprare il pacchetto. Va detto che la banca ha in pegno altri 5
milioni di titoli del gruppo Rcs, sequestrati dalla Guardia di finanza
e azioni Capitalia, anch’esse sotto sequestro oltre ad altre proprietà
di Ricucci.
- L’amministratore delegato di Rcs Vittorio
Colao ha acquistato altre azioni della società per un controvalore di
200.465 euro. Era già in possesso di 228 mila titoli acquistati lo
scorso anno.
Colao ha acquistato altre azioni della società per un controvalore di
200.465 euro. Era già in possesso di 228 mila titoli acquistati lo
scorso anno.
Radio Vaticana – Ha festeggiato i 75
anni di vita con una visita del Papa agli studi e un discorso sulla
comunicazione. Oggi la Radio Vaticana può giungere in ogni parte del
mondo, in tante case, in un vero dialogo con gli ascoltatori. “Nel
mondo dei mezzi della comunicazione – ha detto Benedetto XVI – non
mancano anche voci contrastanti. Tanto più è importante che esista
questa voce, che vuole mettersi realmente al servizio della verità, di
Cristo, e così mettersi al servizio della pace e della riconciliazione
nel mondo”. Le suggestive immagini di 75 anni fa ci presentano la prima
stazione della Radio Vaticana, “che oggi può sembrare modesta. Sapeva,
però, Guglielmo Marconi, che la strada aperta dalla scienza e dalla
tecnica avrebbe influito sulla vita dell’umanità…La Radio Vaticana oggi
non è più oggi una sola voce che si irradia da un unico punto. E’
piuttosto un coro di voci che risuona in più di quaranta lingue e può
dialogare con culture e religioni diverse; un coro di voci che percorre
le vie dell’etere grazie alle onde elettromagnetiche e si diffonde
capillarmente per rimane inciso lungo i nodi e le maglie di quella rete
telematica sempre più fitta che avvolge il pianeta”.
anni di vita con una visita del Papa agli studi e un discorso sulla
comunicazione. Oggi la Radio Vaticana può giungere in ogni parte del
mondo, in tante case, in un vero dialogo con gli ascoltatori. “Nel
mondo dei mezzi della comunicazione – ha detto Benedetto XVI – non
mancano anche voci contrastanti. Tanto più è importante che esista
questa voce, che vuole mettersi realmente al servizio della verità, di
Cristo, e così mettersi al servizio della pace e della riconciliazione
nel mondo”. Le suggestive immagini di 75 anni fa ci presentano la prima
stazione della Radio Vaticana, “che oggi può sembrare modesta. Sapeva,
però, Guglielmo Marconi, che la strada aperta dalla scienza e dalla
tecnica avrebbe influito sulla vita dell’umanità…La Radio Vaticana oggi
non è più oggi una sola voce che si irradia da un unico punto. E’
piuttosto un coro di voci che risuona in più di quaranta lingue e può
dialogare con culture e religioni diverse; un coro di voci che percorre
le vie dell’etere grazie alle onde elettromagnetiche e si diffonde
capillarmente per rimane inciso lungo i nodi e le maglie di quella rete
telematica sempre più fitta che avvolge il pianeta”.
Pubblicità – I giornalisti dell’Ucsi
Toscana hanno polemizzato con Infostrada per lo spot in cui compaiono
Mike Bongiorno e Fiorello vestiti da clochard. Sulla correttezza della
pubblicità l’Ucsi ha chiesto un pronunciamento del Giurì dell’Istituto
per l’autodisciplina della pubblicità ritenendo lo spot “indecente e
volgare”. Ai due artisti è chiesto un gesto di generosità rinunciando
ai proventi di questa campagna devolvendoli ai servizi sociali di un
comune o a un’associazione di volontariato. “Dovrebbero anche scusarsi
con le tante persone finite sulla strada per indigenza, disoccupazione,
emarginazione”. Usare i poveri nella guerra dei profitti tra i gestori
di telefonia è una vergogna. Analoga protesta è stata fatta dalla
Federazione italiana che assiste le persone senza dimora.
Toscana hanno polemizzato con Infostrada per lo spot in cui compaiono
Mike Bongiorno e Fiorello vestiti da clochard. Sulla correttezza della
pubblicità l’Ucsi ha chiesto un pronunciamento del Giurì dell’Istituto
per l’autodisciplina della pubblicità ritenendo lo spot “indecente e
volgare”. Ai due artisti è chiesto un gesto di generosità rinunciando
ai proventi di questa campagna devolvendoli ai servizi sociali di un
comune o a un’associazione di volontariato. “Dovrebbero anche scusarsi
con le tante persone finite sulla strada per indigenza, disoccupazione,
emarginazione”. Usare i poveri nella guerra dei profitti tra i gestori
di telefonia è una vergogna. Analoga protesta è stata fatta dalla
Federazione italiana che assiste le persone senza dimora.
- Beatrice Pezzani è il nuovo amministratore
delegato della Spe, la concessionaria di pubblicità del gruppo
Poligrafici editoriale. Lascia la Manzoni, concessionaria del gruppo
L’Espresso dove rivestiva l’incarico di direttore generale della
business unit mercati locali. Sostituisce Claudio Rossi che si occuperà
di progetti nel campo delle attività multimediali del gruppo Monrif.
delegato della Spe, la concessionaria di pubblicità del gruppo
Poligrafici editoriale. Lascia la Manzoni, concessionaria del gruppo
L’Espresso dove rivestiva l’incarico di direttore generale della
business unit mercati locali. Sostituisce Claudio Rossi che si occuperà
di progetti nel campo delle attività multimediali del gruppo Monrif.
Par condicio – Il 22 marzo, a
maggioranza, la Commissione servizi e prodotti dell’Autorità per le
garanzie nelle comunicazioni ha deciso di “richiamare tutte le
emittenti ad assicurare la parità di trattamento alle coalizioni ed una
più equilibrata presenza delle liste concorrenti”. Inoltre sono stati
adottati i seguenti provvedimenti: sanzione a Tg4 – Rete 4 pari a 200
mila euro e sanzione a Studio aperto-Italia 1 pari a 100 mila euro
“perché già diffidati nel corso della campagna elettorale”. Diffida
formale a Tg1 e Tg2 al rispetto delle norme di legge e regolamento;
ordine di riequilibrio al Tg1, Tg2 e Tg3 in base all’esposto della Rosa
nel pugno.
maggioranza, la Commissione servizi e prodotti dell’Autorità per le
garanzie nelle comunicazioni ha deciso di “richiamare tutte le
emittenti ad assicurare la parità di trattamento alle coalizioni ed una
più equilibrata presenza delle liste concorrenti”. Inoltre sono stati
adottati i seguenti provvedimenti: sanzione a Tg4 – Rete 4 pari a 200
mila euro e sanzione a Studio aperto-Italia 1 pari a 100 mila euro
“perché già diffidati nel corso della campagna elettorale”. Diffida
formale a Tg1 e Tg2 al rispetto delle norme di legge e regolamento;
ordine di riequilibrio al Tg1, Tg2 e Tg3 in base all’esposto della Rosa
nel pugno.
- La Commissione “ha ordinato alla Rai la
comunicazione tempestiva all’Autorità, dei provvedimenti che saranno
adottati, riservandosi di verificarne la congruità e l’effettività”.
Ciò in relazione alla trasmissione “In ½ ora” (Raitre) del 12 marzo,
condotta da Lucia Annunciata, durante la quale il presidente del
Consiglio ha polemicamente abbandonato lo studio. Già il direttore
generale della Rai e il consiglio di amministrazione hanno rilevato il
mancato rispetto dell’art.5 della legge 28/2000 e dell’art.6 della
delibera 1/2/2006 della Commissione parlamentare di vigilanza,
assumendo l’impegno di adottare gli appropriati provvedimenti in
applicazione delle vigenti disposizioni di legge, di regolamento e del
contratto di servizio.
comunicazione tempestiva all’Autorità, dei provvedimenti che saranno
adottati, riservandosi di verificarne la congruità e l’effettività”.
Ciò in relazione alla trasmissione “In ½ ora” (Raitre) del 12 marzo,
condotta da Lucia Annunciata, durante la quale il presidente del
Consiglio ha polemicamente abbandonato lo studio. Già il direttore
generale della Rai e il consiglio di amministrazione hanno rilevato il
mancato rispetto dell’art.5 della legge 28/2000 e dell’art.6 della
delibera 1/2/2006 della Commissione parlamentare di vigilanza,
assumendo l’impegno di adottare gli appropriati provvedimenti in
applicazione delle vigenti disposizioni di legge, di regolamento e del
contratto di servizio.
Piano frequenze – E’ stato approvato
l’aggiornamento del piano di assegnazione delle frequenze alla luce
delle innovazioni normative e di mercato. Le decisioni:
predisposizione di un catasto nazionale degli impianti radio tv e delle
relative frequenze, avvalendosi per i controlli della polizia postale e
delle comunicazioni; prima fase di predisposizione degli impianti al
digitale; aggiornamento del piano di assegnazione delle frequenze;
insediamento di una commissione di esperti per la revisione del piano;
adozione di procedure rigorose per assicurare l’accesso dei fornitori
di contenuti e servizi indipendenti ai multiplex di Rai, Mediaset e
Telecom. L’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni ha deciso anche
di adottare rapidamente un regolamento sul Dvb-h.
l’aggiornamento del piano di assegnazione delle frequenze alla luce
delle innovazioni normative e di mercato. Le decisioni:
predisposizione di un catasto nazionale degli impianti radio tv e delle
relative frequenze, avvalendosi per i controlli della polizia postale e
delle comunicazioni; prima fase di predisposizione degli impianti al
digitale; aggiornamento del piano di assegnazione delle frequenze;
insediamento di una commissione di esperti per la revisione del piano;
adozione di procedure rigorose per assicurare l’accesso dei fornitori
di contenuti e servizi indipendenti ai multiplex di Rai, Mediaset e
Telecom. L’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni ha deciso anche
di adottare rapidamente un regolamento sul Dvb-h.
Contributi alle tv locali – Ammontano
a oltre 90 milioni di euro e si riferiscono al 2005. Il ministero ha
effettuato la ripartizione regionale, i Corecom, cioè le rappresentanze
territoriali dell’Autorità stileranno le graduatorie locali. I maggiori
contributi sono andati alla Lombardia (13,5 milioni di euro) seguita
dalla Puglia (12,5), dalla Sicilia (10,2), dalla Campania (8,4), dal
Veneto (8,1), dall’Emilia-Romagna (5,5), dal Lazio (5,0). Ai 90,3
milioni di euro destinati alle tv locali si devono aggiungere 9 milioni
per le radio e un milione per le radio comunitarie. In totale circa
cento milioni di euro. Il criterio principale per la ripartizione dello
stanziamento sono i ricavi per vendite e prestazioni realizzati dalle
emittenti che raggiungono almeno il 70% del territorio regionale.
a oltre 90 milioni di euro e si riferiscono al 2005. Il ministero ha
effettuato la ripartizione regionale, i Corecom, cioè le rappresentanze
territoriali dell’Autorità stileranno le graduatorie locali. I maggiori
contributi sono andati alla Lombardia (13,5 milioni di euro) seguita
dalla Puglia (12,5), dalla Sicilia (10,2), dalla Campania (8,4), dal
Veneto (8,1), dall’Emilia-Romagna (5,5), dal Lazio (5,0). Ai 90,3
milioni di euro destinati alle tv locali si devono aggiungere 9 milioni
per le radio e un milione per le radio comunitarie. In totale circa
cento milioni di euro. Il criterio principale per la ripartizione dello
stanziamento sono i ricavi per vendite e prestazioni realizzati dalle
emittenti che raggiungono almeno il 70% del territorio regionale.
RAI – Il 15 marzo 1976 nascevano le
diverse testate televisive e radiofoniche. Per l’anniversario dei 30
anni sono state realizzate trasmissioni rievocative dell’avvio della
nuova esperienza. I primi direttori furono: Emilio Rossi per il Tg1,
Andrea Barbato per il Tg2, Sergio Zavoli per il Gr1, Gustavo Selva per
il Gr2 e Mario Pinzauti per il Gr3. Radio Tre avviò una trasmissione
che si è affermata nel tempo, “Prima pagina”, che ha raggiunto le
10.800 puntate.
diverse testate televisive e radiofoniche. Per l’anniversario dei 30
anni sono state realizzate trasmissioni rievocative dell’avvio della
nuova esperienza. I primi direttori furono: Emilio Rossi per il Tg1,
Andrea Barbato per il Tg2, Sergio Zavoli per il Gr1, Gustavo Selva per
il Gr2 e Mario Pinzauti per il Gr3. Radio Tre avviò una trasmissione
che si è affermata nel tempo, “Prima pagina”, che ha raggiunto le
10.800 puntate.
- Il direttore generale Meocci ha annunciato
che sarà Nairobi la seconda sede in Africa dopo quella de Il Cairo. La
sede potrebbe essere intitolata a Ilaria Alpi. La Rai ha in programma
anche l’apertura di un ufficio di corrispondenza a Nuova Delhi e un
altro in Turchia. L’ufficio di corrispondenza di Nairobi è stato
affidato a Enzo Nucci.
che sarà Nairobi la seconda sede in Africa dopo quella de Il Cairo. La
sede potrebbe essere intitolata a Ilaria Alpi. La Rai ha in programma
anche l’apertura di un ufficio di corrispondenza a Nuova Delhi e un
altro in Turchia. L’ufficio di corrispondenza di Nairobi è stato
affidato a Enzo Nucci.
- A febbraio il portale Rai ha realizzato 57
milioni di pagine viste e 3,4 milioni di utenti unici. Il futuro, oltre
la tv generalista, prima ancora che il digitale terrestre (che dovrà
attendere una vera interattività) sarà nell’impiego dei contenuti su
una pluralità di piattaforme. In questo scenario la Ip television
sembra la novità più dirompente: riproposizione della tv gratuita,
offerta pay di eventi e canali, video on demand, registrazione
individuale, costruzione di contenuti ad hoc. E’ l’ipotesi avanzata da
Alberto Contri, amministratore delegato di RaiNet.
milioni di pagine viste e 3,4 milioni di utenti unici. Il futuro, oltre
la tv generalista, prima ancora che il digitale terrestre (che dovrà
attendere una vera interattività) sarà nell’impiego dei contenuti su
una pluralità di piattaforme. In questo scenario la Ip television
sembra la novità più dirompente: riproposizione della tv gratuita,
offerta pay di eventi e canali, video on demand, registrazione
individuale, costruzione di contenuti ad hoc. E’ l’ipotesi avanzata da
Alberto Contri, amministratore delegato di RaiNet.
- La Rai ha deciso di avviare la tv mobile
in Dvb-h a partire da Roma, Milano e Torino con la installazione di
centinaia di antenne per rilanciare il segnale in strada. Partner
privilegiato ma non unico Vodafone.
in Dvb-h a partire da Roma, Milano e Torino con la installazione di
centinaia di antenne per rilanciare il segnale in strada. Partner
privilegiato ma non unico Vodafone.
- A Verona è stata aperta una nuova sede, utile struttura al servizio di giornalisti e programmisti che operano nel nord-est.
Mediaset – Gli investimenti
effettuati nella televisione sul telefonino sono di 230 milioni di euro
e già oggi “con i contratti in essere questa cifra è coperta”: parola
di Pier Silvio Berlusconi, vice presidente della società. La copertura
prevista entro la fine dell’anno per il Dvb-h sarà del 75%. Il 25% di
capacità di trasmissione è stata assegnata a Tim, resta a Mediaset il
restante 75%.
effettuati nella televisione sul telefonino sono di 230 milioni di euro
e già oggi “con i contratti in essere questa cifra è coperta”: parola
di Pier Silvio Berlusconi, vice presidente della società. La copertura
prevista entro la fine dell’anno per il Dvb-h sarà del 75%. Il 25% di
capacità di trasmissione è stata assegnata a Tim, resta a Mediaset il
restante 75%.
Il presidente Confalonieri, durante la
presentazione dei dati 2005 agli analisti finanziari ha detto che
“quando si parla di rischio politico per Mediaset, e se ne parla molto
in questi giorni di vigilia elettorale, si deve considerare che
interventi penalizzanti verso la nostra azienda sarebbero in realtà
rivolti contro il mercato e andrebbero a creare danni a un’impresa sana
e competitiva. Sarebbe paradossale colpire una realtà aziendale, una
delle poche in Italia dove l’innovazione e la ricerca sono una prassi e
non un vuoto slogan, e dove la redditività e la capacità di competere
anche a livello internazionale sono straordinariamente alte”.
presentazione dei dati 2005 agli analisti finanziari ha detto che
“quando si parla di rischio politico per Mediaset, e se ne parla molto
in questi giorni di vigilia elettorale, si deve considerare che
interventi penalizzanti verso la nostra azienda sarebbero in realtà
rivolti contro il mercato e andrebbero a creare danni a un’impresa sana
e competitiva. Sarebbe paradossale colpire una realtà aziendale, una
delle poche in Italia dove l’innovazione e la ricerca sono una prassi e
non un vuoto slogan, e dove la redditività e la capacità di competere
anche a livello internazionale sono straordinariamente alte”.
Il Consiglio di amministrazione di Mediaset,
con il rinnovo della delega per l’acquisto di azioni proprie, chiederà
all’assemblea del 19 aprile anche “l’autorizzazione ad alienare i
titoli del gruppo mediante operazioni di scambio, permuta, conferimento
o altro atto di disposizione, nell’ambito di progetti industriali o
operazioni di finanza straordinaria”. La delega richiesta prevede poi
che le azioni proprie “possano anche venire cedute mediante operazioni
in denaro, a quotazioni di Borsa”.
con il rinnovo della delega per l’acquisto di azioni proprie, chiederà
all’assemblea del 19 aprile anche “l’autorizzazione ad alienare i
titoli del gruppo mediante operazioni di scambio, permuta, conferimento
o altro atto di disposizione, nell’ambito di progetti industriali o
operazioni di finanza straordinaria”. La delega richiesta prevede poi
che le azioni proprie “possano anche venire cedute mediante operazioni
in denaro, a quotazioni di Borsa”.
L’utile netto è stato di 603,4 milioni di
euro, i ricavi sono stati di 3678 milioni. Il dividendo è di 0,43 euro
per azione, +13% rispetto alla cedola precedente. Publitalia sulle tre
reti televisive ha incassato 2955,9 milioni di euro. Le carte
pre-pagate per la pay per view sono state 1,7 milioni mentre le
ricariche hanno raggiunto i 2 milioni, per un controvalore complessivo
di 80 milioni.
euro, i ricavi sono stati di 3678 milioni. Il dividendo è di 0,43 euro
per azione, +13% rispetto alla cedola precedente. Publitalia sulle tre
reti televisive ha incassato 2955,9 milioni di euro. Le carte
pre-pagate per la pay per view sono state 1,7 milioni mentre le
ricariche hanno raggiunto i 2 milioni, per un controvalore complessivo
di 80 milioni.
Caltagirone editore – Il gruppo ha
deciso di offrire agli azionisti un dividendo di 0,2 euro per ogni
azione ordinaria e 0,1 aggiuntivo per i positivi risultati ottenuti:
l’utile netto ha registrato un incremento del 201% passando da 31
milioni del 2004 ai 94 milioni dello scorso anno. Il gruppo ha deciso
di distribuire ai soci parte delle plusvalenze incassate con la
cessione dei titoli Rcs e Bnl che hanno contribuito all’incremento dei
profitti. Il fatturato è aumentato del 2,6%, la raccolta pubblicitaria
è leggermente aumentata: da 174 a 177 milioni. Il quotidiano free press
Leggo ha aumentato del 14% la raccolta.
deciso di offrire agli azionisti un dividendo di 0,2 euro per ogni
azione ordinaria e 0,1 aggiuntivo per i positivi risultati ottenuti:
l’utile netto ha registrato un incremento del 201% passando da 31
milioni del 2004 ai 94 milioni dello scorso anno. Il gruppo ha deciso
di distribuire ai soci parte delle plusvalenze incassate con la
cessione dei titoli Rcs e Bnl che hanno contribuito all’incremento dei
profitti. Il fatturato è aumentato del 2,6%, la raccolta pubblicitaria
è leggermente aumentata: da 174 a 177 milioni. Il quotidiano free press
Leggo ha aumentato del 14% la raccolta.
Leggo – Ad aprile dello scorso
anno è diventato il più diffuso quotidiano italiano con un milione 50
mila copie e 15 edizioni (Roma, Milano, Torino, Napoli, Firenze,
Bologna, Venezia, Padova e Verona). Si tratta però di un free press.
Dai primi mesi dello scorso anno il giornale è diffuso anche a Bari,
Genova, Brescia, Varese, Bergamo e Como. Secondo l’ultima indagine
Eurisko i lettori giornalieri sono un milione 157 mila (nel 2004 erano
979 mila).
anno è diventato il più diffuso quotidiano italiano con un milione 50
mila copie e 15 edizioni (Roma, Milano, Torino, Napoli, Firenze,
Bologna, Venezia, Padova e Verona). Si tratta però di un free press.
Dai primi mesi dello scorso anno il giornale è diffuso anche a Bari,
Genova, Brescia, Varese, Bergamo e Como. Secondo l’ultima indagine
Eurisko i lettori giornalieri sono un milione 157 mila (nel 2004 erano
979 mila).
Il Gazzettino – Sul futuro
assetto azionario del giornale bisogna attendere la fine del prossimo
mese di aprile quando saranno rese note le decisioni dei magistrati ai
quali hanno fatto ricorso le parti. Intanto Benetton, uno degli
azionisti, ha detto che “non c’è nessun tentativo di conciliazione”.
assetto azionario del giornale bisogna attendere la fine del prossimo
mese di aprile quando saranno rese note le decisioni dei magistrati ai
quali hanno fatto ricorso le parti. Intanto Benetton, uno degli
azionisti, ha detto che “non c’è nessun tentativo di conciliazione”.
Il giornale ha celebrato i 120 anni di vita
con un incontro che si è svolto il 20 marzo e durante il quale è stato
presentato il nuovo portale quinordest.it che realizza in web progetti
che l’editore non ha potuto realizzare su carta. Con Telefriuli sarà
realizzata una televisione web. In un messaggio, il Presidente della
Repubblica rileva che “il Gazzettino ha accompagnato la storia del
nord-est d’Italia “contribuendo al suo progresso culturale, civile ed
economico. Nella sua lunga attività ha saputo coniugare l’attenzione
per le istanze locali e la valorizzazione delle radici culturali del
territorio con una costante informazione e riflessione sui temi del
dibattito nazionale e internazionale. Obiettivo primario dei mezzi
d’informazione è concorrere alla maturazione di un’opinione pubblica
consapevole, premessa fondamentale per una partecipazione attiva e
responsabile alla vita della collettività”.
con un incontro che si è svolto il 20 marzo e durante il quale è stato
presentato il nuovo portale quinordest.it che realizza in web progetti
che l’editore non ha potuto realizzare su carta. Con Telefriuli sarà
realizzata una televisione web. In un messaggio, il Presidente della
Repubblica rileva che “il Gazzettino ha accompagnato la storia del
nord-est d’Italia “contribuendo al suo progresso culturale, civile ed
economico. Nella sua lunga attività ha saputo coniugare l’attenzione
per le istanze locali e la valorizzazione delle radici culturali del
territorio con una costante informazione e riflessione sui temi del
dibattito nazionale e internazionale. Obiettivo primario dei mezzi
d’informazione è concorrere alla maturazione di un’opinione pubblica
consapevole, premessa fondamentale per una partecipazione attiva e
responsabile alla vita della collettività”.
Grazia – Dall’8 marzo il
settimanale ha cambiato veste grafica e contenuti, utilizzando
l’esperienza delle sei edizioni che si pubblicano all’estero e alla
imminente pubblicazione del periodico in Cina. E’ cambiata la scansione
del giornale: nella prima parte l’informazione, nella seconda moda,
bellezza e living, i consumi culturali nella terza parte. Molta
attenzione è dedicata al mondo dei blog.
settimanale ha cambiato veste grafica e contenuti, utilizzando
l’esperienza delle sei edizioni che si pubblicano all’estero e alla
imminente pubblicazione del periodico in Cina. E’ cambiata la scansione
del giornale: nella prima parte l’informazione, nella seconda moda,
bellezza e living, i consumi culturali nella terza parte. Molta
attenzione è dedicata al mondo dei blog.
Popotus – Compie dieci anni
l’inserto di Avvenire che ogni giovedì e sabato si rivolge ai bambini
raccontando loro, in otto pagine formato tabloid, il complesso mondo
della politica, dell’economia, della cultura, dello sport e dello
spettacolo. Le pagine dell’inserto non ospitano la cronaca nera né i
fatti di guerra.
l’inserto di Avvenire che ogni giovedì e sabato si rivolge ai bambini
raccontando loro, in otto pagine formato tabloid, il complesso mondo
della politica, dell’economia, della cultura, dello sport e dello
spettacolo. Le pagine dell’inserto non ospitano la cronaca nera né i
fatti di guerra.
Redattore sociale – L’agenzia
giornalistica quotidiana ha innovato il proprio portale dopo cinque
anni di attività. La testata è edita dalla Comunità di Capodarco e si
dedica ai problemi del disagio e dell’impegno sociale. Dispone di una
preziosa banca dati utile per giornalisti, amministratori locali,
operatori e studiosi.
giornalistica quotidiana ha innovato il proprio portale dopo cinque
anni di attività. La testata è edita dalla Comunità di Capodarco e si
dedica ai problemi del disagio e dell’impegno sociale. Dispone di una
preziosa banca dati utile per giornalisti, amministratori locali,
operatori e studiosi.
Calabria ora – Dal 14 marzo è
in edicola il nuovo quotidiano. Che si affianca alle altre cinque
testate presenti nella regione. Il direttore è Paride Leporace. La
società editrice è presieduta da Fausto Aquino che è anche vice
presidente nazionale della piccola industria. La foliazione è di 48
pagine formato tabloid con redazioni in tutte le province. Quattordici
i redattori professionisti, sette i praticanti e dieci i pubblicisti.
in edicola il nuovo quotidiano. Che si affianca alle altre cinque
testate presenti nella regione. Il direttore è Paride Leporace. La
società editrice è presieduta da Fausto Aquino che è anche vice
presidente nazionale della piccola industria. La foliazione è di 48
pagine formato tabloid con redazioni in tutte le province. Quattordici
i redattori professionisti, sette i praticanti e dieci i pubblicisti.
Stampa estera – L’israeliano Yossi
Bar (corrispondente del Yedioth Ahronoth di Tel Aviv) è il nuovo
presidente (2006-2007) dell’Associazione stampa estera in Italia.
Segretario è l’olandese van Aalderen Maarten (De Telegraaf di
Amsterdam).
Bar (corrispondente del Yedioth Ahronoth di Tel Aviv) è il nuovo
presidente (2006-2007) dell’Associazione stampa estera in Italia.
Segretario è l’olandese van Aalderen Maarten (De Telegraaf di
Amsterdam).
Iniziative promozionali – I
quotidiani della Poligrafici offrono ai propri lettori, dal 10 marzo al
26 maggio, ogni venerdì, la nuova collana “Verde pratico”. Il costo è
di 5 euro oltre al prezzo del giornale. La collana si compone di 12
volumi con consigli per acquisti, tecniche di semina, concimazione e
potatura, esposizione dei fiori.
quotidiani della Poligrafici offrono ai propri lettori, dal 10 marzo al
26 maggio, ogni venerdì, la nuova collana “Verde pratico”. Il costo è
di 5 euro oltre al prezzo del giornale. La collana si compone di 12
volumi con consigli per acquisti, tecniche di semina, concimazione e
potatura, esposizione dei fiori.
L’Espresso dal 24 marzo offre ai
lettori il dizionario di psicologia di Umberto Galimberti in quattro
volumi. Lo stesso settimanale, sempre dal 24 marzo, offre dodici
monografie dedicati ai più grandi pittori di tutti i tempi.
lettori il dizionario di psicologia di Umberto Galimberti in quattro
volumi. Lo stesso settimanale, sempre dal 24 marzo, offre dodici
monografie dedicati ai più grandi pittori di tutti i tempi.
Il Sole-24 Ore offre ai lettori,
abbinati al giornale, il codice di procedura civile, il codice penale e
il codice di procedura penale. Il giornale offre anche, dal 23 marzo,
un corso multimediale in dvd per imparare o migliorare l’inglese. Sono
24 cofanetti che comprendono il dvd, un cd audio, un coursebook di
oltre 100 pagine. In aggiunta sono offerti anche 5 dvd dedicate a
tematiche business.
abbinati al giornale, il codice di procedura civile, il codice penale e
il codice di procedura penale. Il giornale offre anche, dal 23 marzo,
un corso multimediale in dvd per imparare o migliorare l’inglese. Sono
24 cofanetti che comprendono il dvd, un cd audio, un coursebook di
oltre 100 pagine. In aggiunta sono offerti anche 5 dvd dedicate a
tematiche business.
La Gazzetta dello sport offre una
collana di 7 dvd sulla vita di Giovanni Paolo II, prodotta da Rai Trade
in collaborazione con Rai Vaticano. Il primo documento sarà in vendita
dal 7 aprile. Il giornale offre anche dal 29 marzo, raccolto in 10 dvd,
50 anni di Coppa dei campioni.
collana di 7 dvd sulla vita di Giovanni Paolo II, prodotta da Rai Trade
in collaborazione con Rai Vaticano. Il primo documento sarà in vendita
dal 7 aprile. Il giornale offre anche dal 29 marzo, raccolto in 10 dvd,
50 anni di Coppa dei campioni.
Consigli di lettura – Sandro Gerbi - Raffaele Liucci “Lo stregone. La prima vita di Indro Montanelli” – Einaudi editore.
Nel mondo – La situazione della libertà di stampa in Algeria
è estremamente preoccupante: censure, convocazioni a ripetizione,
denunce per diffamazione da parte del potere e parzialità dei giudici
sono il pane quotidiano dei giornalisti algerini. La denuncia è di
Reporters sans frontieres in una lettera del suo segretario generale
Robert Menard inviata al presidente algerino Bouteflika.
è estremamente preoccupante: censure, convocazioni a ripetizione,
denunce per diffamazione da parte del potere e parzialità dei giudici
sono il pane quotidiano dei giornalisti algerini. La denuncia è di
Reporters sans frontieres in una lettera del suo segretario generale
Robert Menard inviata al presidente algerino Bouteflika.
A Parigi Ansa e France Press si sono
accordate per espandere i loro rapporti allargando la loro cooperazione
al settore della multimedialità diffusa via internet.
accordate per espandere i loro rapporti allargando la loro cooperazione
al settore della multimedialità diffusa via internet.
A Londra, l’editore dell’Economist ha
designato il nuovo direttore: è John Micklethwait, ex corrispondente
dagli Stati Uniti, dall’America latina e dall’Europa. Dal 1999 era
caporedattore dell’edizione americana. Subentra a Bill Emmott che ha
deciso di lasciare l’incarico dopo 13 anni di direzione del settimanale.
designato il nuovo direttore: è John Micklethwait, ex corrispondente
dagli Stati Uniti, dall’America latina e dall’Europa. Dal 1999 era
caporedattore dell’edizione americana. Subentra a Bill Emmott che ha
deciso di lasciare l’incarico dopo 13 anni di direzione del settimanale.
A Madrid l’editore del quotidiano El
Pais ha annunciato il cambio di direzione: Jesus Ceberio lascia
l’incarico e la redazione è stata invitata ad esprimere il nome del
nuovo direttore.
Pais ha annunciato il cambio di direzione: Jesus Ceberio lascia
l’incarico e la redazione è stata invitata ad esprimere il nome del
nuovo direttore.
In Iraq, in tre anni di guerra, 86
giornalisti e collaboratori della stampa sono stati uccisi. Sette volte
di più che in vent’anni di guerra in Vietnam. Dal 20 marzo 2003 – data
d’inizio del conflitto – l’Iraq è diventato il più grande mercato di
ostaggi al mondo. Ben 38 giornalisti sono stati sequestrati in tre
anni, cinque sono stati giustiziati e alcuni sono ancora nelle mani dei
sequestratori.
giornalisti e collaboratori della stampa sono stati uccisi. Sette volte
di più che in vent’anni di guerra in Vietnam. Dal 20 marzo 2003 – data
d’inizio del conflitto – l’Iraq è diventato il più grande mercato di
ostaggi al mondo. Ben 38 giornalisti sono stati sequestrati in tre
anni, cinque sono stati giustiziati e alcuni sono ancora nelle mani dei
sequestratori.
Ad Amman oltre 600 esponenti
dell’Associazione della stampa giordana (Jpa) sono scesi in piazza per
protestare contro il mancato emendamento alla legge sulla stampa per
abolire l’arresto e la detenzione dei giornalisti in caso di violazione
della stessa normativa. L’emendamento è stata ritirato dal governo dopo
che due giornali giordani avevano pubblicato le vignette sul profeta
Maometto. I direttori dei due tabloid erano stati arrestati nello
scorso febbraio.
dell’Associazione della stampa giordana (Jpa) sono scesi in piazza per
protestare contro il mancato emendamento alla legge sulla stampa per
abolire l’arresto e la detenzione dei giornalisti in caso di violazione
della stessa normativa. L’emendamento è stata ritirato dal governo dopo
che due giornali giordani avevano pubblicato le vignette sul profeta
Maometto. I direttori dei due tabloid erano stati arrestati nello
scorso febbraio.
In Bielorussia 26 giornalisti sono
stati fermati dopo le contestate elezioni presidenziali del 9 marzo.
Diciassette sono tuttora in carcere, alcuni già condannati altri in
attesa di processo. Fra i condannati anche una stagista di un
quotidiano polacco. Le informazioni sono fornite da Reporters sans
frontieres. Nove giornalisti sono stati picchiati a Minsk da
agenti in borghese della polizia mentre seguivano l’arresto di
Aleksandr Kozulin, candidato dell’opposizione alle presidenziali.
stati fermati dopo le contestate elezioni presidenziali del 9 marzo.
Diciassette sono tuttora in carcere, alcuni già condannati altri in
attesa di processo. Fra i condannati anche una stagista di un
quotidiano polacco. Le informazioni sono fornite da Reporters sans
frontieres. Nove giornalisti sono stati picchiati a Minsk da
agenti in borghese della polizia mentre seguivano l’arresto di
Aleksandr Kozulin, candidato dell’opposizione alle presidenziali.
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