INTERVISTE
Stefano Zappalà (padre della direttiva 2005/36/Ce):
“Non solo gli Ordini non vanno eliminati,
ma vanno regolate per legge anche le associazioni,
senza necessariamente farne degli Ordini”
Adottata dal Consiglio dell'Unione Europea
la Direttiva sul riconoscimento delle qualifiche professionali. Abbiamo
rivolto qualche domanda a Stefano Zappalà, europarlamentare e relatore
della direttiva...
la Direttiva sul riconoscimento delle qualifiche professionali. Abbiamo
rivolto qualche domanda a Stefano Zappalà, europarlamentare e relatore
della direttiva...
On. Zappalà, finalmente una buona notizia: la Direttiva che da
lei prende il nome renderà concretamente più semplice la mobilità
professionale. Un bel passo avanti nella costruzione di una effettiva
unità europea, in un momento in cui l'Europa ha ricevuto d'altro canto
qualche sonoro ceffone: un suo commento a caldo.
lei prende il nome renderà concretamente più semplice la mobilità
professionale. Un bel passo avanti nella costruzione di una effettiva
unità europea, in un momento in cui l'Europa ha ricevuto d'altro canto
qualche sonoro ceffone: un suo commento a caldo.
Sì, infatti il principio generale che ispira la direttiva è
proprio quello del reciproco riconoscimento delle qualifiche
professionali da parte degli Stati membri con l'obiettivo di sviluppare
la libera circolazione dei professionisti nell'Unione Europea
attraverso un meccanismo più semplice ed immediato rispetto al passato.
proprio quello del reciproco riconoscimento delle qualifiche
professionali da parte degli Stati membri con l'obiettivo di sviluppare
la libera circolazione dei professionisti nell'Unione Europea
attraverso un meccanismo più semplice ed immediato rispetto al passato.
Esistevano varie normative per la circolazione dei professionisti,
sia per quelle rientranti nel sistema generale sia per quelle aventi
competenza sulla salute, sulla libertà e sulla sicurezza. Tutte
comunque complesse, molto burocratizzate, di difficile attuazione e
comunque non adeguate ad un sistema moderno di libera circolazione
delle persone. Libera circolazione che fa parte dei principali doveri
dell'Unione.
sia per quelle rientranti nel sistema generale sia per quelle aventi
competenza sulla salute, sulla libertà e sulla sicurezza. Tutte
comunque complesse, molto burocratizzate, di difficile attuazione e
comunque non adeguate ad un sistema moderno di libera circolazione
delle persone. Libera circolazione che fa parte dei principali doveri
dell'Unione.
Del resto lo suggerisce proprio Lei con la Sua domanda: l'Europa e
la sua integrazione non si costruiscono solo con il Trattato
Costituzionale, che per altro ha subito uno stop che é solo momentaneo,
ma anche e innanzi tutto semplificando ed armonizzando normative
attraverso le quali i cittadini sono coinvolti nel loro quotidiano.
la sua integrazione non si costruiscono solo con il Trattato
Costituzionale, che per altro ha subito uno stop che é solo momentaneo,
ma anche e innanzi tutto semplificando ed armonizzando normative
attraverso le quali i cittadini sono coinvolti nel loro quotidiano.
Sono state tante, in questi anni, le istanze delle associazioni
e delle organizzazioni professionali che sono arrivate "sulla sua
scrivania". In che modo l'attuale normativa le ha accolte?
e delle organizzazioni professionali che sono arrivate "sulla sua
scrivania". In che modo l'attuale normativa le ha accolte?
Effettivamente nel corso di questi anni di lavoro per questa
direttiva ho parlato con centinaia di associazioni e organizzazioni
professionali, ognuna di esse con le proprie esigenze di riconoscimento
e le proprie istanze, appunto.
direttiva ho parlato con centinaia di associazioni e organizzazioni
professionali, ognuna di esse con le proprie esigenze di riconoscimento
e le proprie istanze, appunto.
Il principio di questa direttiva però non é quello di sancire
l'esistenza di una certa professione, bensì quello di creare un
meccanismo generale di riconoscimento che sia agile e applicabile a
tutte le professioni regolamentate (a parte le dovute eccezioni: notai
e pubblici poteri).
l'esistenza di una certa professione, bensì quello di creare un
meccanismo generale di riconoscimento che sia agile e applicabile a
tutte le professioni regolamentate (a parte le dovute eccezioni: notai
e pubblici poteri).
La direttiva prevede inoltre che l'accesso ad una professione
regolamentata venga subordinato alle medesime richieste in termini di
qualificazione sia nel Paese d'origine, che nel Paese ospitante.
regolamentata venga subordinato alle medesime richieste in termini di
qualificazione sia nel Paese d'origine, che nel Paese ospitante.
Insomma, finalmente si è messo ordine in un settore sin troppo
frastagliato: ma parliamo esclusivamente di medici. Quali sono a suo
avviso le principali ricadute su questi professionisti che la nuova
normativa introduce?
frastagliato: ma parliamo esclusivamente di medici. Quali sono a suo
avviso le principali ricadute su questi professionisti che la nuova
normativa introduce?
Mentre prima, con le direttive settoriali, i medici avevano una
sola normativa specifica, oggi mantengono tale direttiva di settore, ma
rientrano nello stesso tempo a pieno titolo nel sistema generale di
riconoscimento, con tutti i vantaggi che ne conseguono.
sola normativa specifica, oggi mantengono tale direttiva di settore, ma
rientrano nello stesso tempo a pieno titolo nel sistema generale di
riconoscimento, con tutti i vantaggi che ne conseguono.
Ad esempio: con la nuova direttiva i medici hanno la possibilità
di costituire piattaforme comuni per ulteriori specifiche
specializzazioni che vogliono o differenziarsi o creare ex novo settori
ben definiti, così come é avvenuto con molte difficoltà in passato
nella separazione tra medici chirurghi e dentisti.
di costituire piattaforme comuni per ulteriori specifiche
specializzazioni che vogliono o differenziarsi o creare ex novo settori
ben definiti, così come é avvenuto con molte difficoltà in passato
nella separazione tra medici chirurghi e dentisti.
Nella nuova normativa questo processo sarà più agevole e veloce e
terrà conto con più facilità del progredire della scienza e delle
specializzazioni.
terrà conto con più facilità del progredire della scienza e delle
specializzazioni.
E sul ruolo degli Ordini?
A questo proposito sono stato accusato da qualcuno di essere lo
strumento della lobby degli Ordini Professionali. La realtà é diversa.
strumento della lobby degli Ordini Professionali. La realtà é diversa.
Per la prima volta viene definita nel testo della direttiva
"l'autorità competente", intesa come autorità od organismo investito di
autorità dagli Stati membri, abilitato in particolare a rilasciare o
ricevere titoli di formazione e altri documenti o informazioni e
domande, ed autorizzato ad adottare decisioni.
"l'autorità competente", intesa come autorità od organismo investito di
autorità dagli Stati membri, abilitato in particolare a rilasciare o
ricevere titoli di formazione e altri documenti o informazioni e
domande, ed autorizzato ad adottare decisioni.
Tale definizione non comprende solo gli ordini e collegi, o
solo le associazioni, ma entrambe le organizzazioni, secondo normative
proprie degli Stati membri.
solo le associazioni, ma entrambe le organizzazioni, secondo normative
proprie degli Stati membri.
Questo consente di eliminare una volta per tutte i conflitti ideologici.
Consente inoltre di fare chiarezza definitiva tra punti di
vista che, ad oggi, hanno creato non pochi problemi, compresa l'ipotesi
di eliminazione degli ordini.
vista che, ad oggi, hanno creato non pochi problemi, compresa l'ipotesi
di eliminazione degli ordini.
Il risultato è che non solo gli Ordini non vanno eliminati, ma
vanno regolate per legge anche le associazioni, senza necessariamente
farne degli ulteriori Ordini.
vanno regolate per legge anche le associazioni, senza necessariamente
farne degli ulteriori Ordini.
Entrambe le strutture devono garantire gli utenti, per delega
governativa, assicurando certezza sulle capacità del professionista e
senza burocrazia per l'accesso alla professione.
governativa, assicurando certezza sulle capacità del professionista e
senza burocrazia per l'accesso alla professione.
Quindi non lobby ma strutture di servizio trasparenti.
Ma anche dal punto di vista dei cittadini-pazienti le ricadute non mancano...
Certo, e questo é uno degli aspetti fondamentali della direttiva:
i cittadini-pazienti beneficeranno indirettamente della maggiore
mobilità dei medici da un Paese all'altro dell'Unione.
i cittadini-pazienti beneficeranno indirettamente della maggiore
mobilità dei medici da un Paese all'altro dell'Unione.
I servizi sanitari non potranno far altro che giovarsi, quando ne
esistano le condizioni, della professionalità di medici provenienti da
un paese diverso dal proprio, e di questo appunto ne trarranno
beneficio in concreto i cittadini-pazienti.
esistano le condizioni, della professionalità di medici provenienti da
un paese diverso dal proprio, e di questo appunto ne trarranno
beneficio in concreto i cittadini-pazienti.
Due battute su una delle novità più rilevanti della nuova normativa: la tessera professionale.
Anche questo é un aspetto innovativo della direttiva con un
duplice obiettivo: l'uniformità e la trasparenza. Uno strumento che
fungerà come una sorta di "carta d'identità del professionista" e che
agevolerà i suoi spostamenti rendendo più immediato il suo
riconoscimento da parte dello Stato ospitante attraverso un codice
comune.
duplice obiettivo: l'uniformità e la trasparenza. Uno strumento che
fungerà come una sorta di "carta d'identità del professionista" e che
agevolerà i suoi spostamenti rendendo più immediato il suo
riconoscimento da parte dello Stato ospitante attraverso un codice
comune.
a cura di Simona Dainotto
7 dicembre 2005
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