Informazioni di contenuto illegale e nocivo su Internet

Introduzione

Oltre ad esser assurto a simbolo della convergenza tra l'industria
delle telecomunicazioni, quella dei computers e quella del materiale
informativo e ad aver rappresentato un fattore determinante di tale
convergenza, negli ultimi anni l'Internet si è affermato come uno dei
principali blocchi costitutivi dell'infrastruttura globale
dell'informazione nonché come un elemento abilitante d'importanza
fondamentale per la società dell'informazione in Europa. Essa è
caratterizzata da un tasso di crescita senza precedenti nella storia
delle tecnologie della comunicazione, e raggiunge attualmente circa 60
milioni di utenti in 160 paesi, cifra che si raddoppia ogni anno. La
sua applicazione più apprezzata, il World Wide Web (basato per inciso
su protocolli elaborati in Europa), sta rapidamente diventando il
tramite comunemente utilizzato per la pubblicazione d'informazioni ed
il commercio elettronico; nel 1995 si stima disponesse a livello
mondiale di 10 milioni di siti circa, il che rappresenta un incremento
del 1600% rispetto all'anno precedente. Propulso dalla sua crescita
fenomenale e dalla sua rapida evoluzione, nel corso della quale s'è
trasformato da una rete destinata alle amministrazioni ed al mondo
accademico in un'ampia piattaforma per comunicazioni e scambi
commerciali, l'Internet sta attualmente rivoluzionando diversi settori
economici e determinando la nascita di una pulsante "economia
dell'Internet", in rapida crescita. Essa è al tempo stesso divenuta un
potente fattore d'evoluzione in campo sociale, educativo e culturale,
offrendo a cittadini ed educatori la possibilità d'interventi più
incisivi, diminuendo gli ostacoli alla realizzazione ed alla
distribuzione di materiale e rendendo possibile a chiunque accedere a
fonti sempre più ricche d'informazioni digitali .

La maggior parte del materiale disponibile sull'Internet si colloca
in questa prospettiva e serve scopi perfettamente legittimi (e spesso
altamente produttivi) legati allo scambio d'informazioni per uso
privato o commerciale. Come tuttavia accade per qualsiasi altra
tecnologia di comunicazione, soprattutto se agli stadi iniziali del suo
sviluppo, anche Internet veicola un certo volume d'informazioni di
contenuto potenzialmente nocivo od illegale, ovvero si presta ad abusi
finalizzati allo svolgimento d'attività criminali. Benché in termini
puramente statistici il fenomeno abbia dimensioni limitate, la sua
portata si estende a molti settori distinti, ai quali si applicano
regimi e strumenti giuridici differenti a livello sia nazionale che
internazionale:
sicurezza nazionale (istruzioni sulla confezione
d'ordigni esplosivi, produzione di droghe illecite ovvero attività
terroristiche);

tutela dei minori (forme illecite di commercializzazione, violenza, pornografia);

tutela della dignità umana (incitamento all'odio razziale o discriminazione razziale);

sicurezza economica (frode, istruzioni sull'uso fraudolento delle carte di credito);

sicurezza dell'informazione (interferenze di malintenzionati);

tutela della sfera privata (comunicazione non autorizzata di dati personali, molestie);

tutela della reputazione personale (diffamazione e pubblicità comparativa illecita);

tutela della proprietà intellettuale (distribuzione non autorizzata
di opere soggette a diritto d'autore, quali ad esempio software o brani
musicali).

Se da un lato i vantaggi dell'Internet superano di gran lunga i suoi
aspetti negativi, dall'altro questi ultimi non possono venir ignorati e
costituiscono questioni di scottante attualità sotto il profilo
politico, commerciale, giuridico e dell'interesse pubblico. Rispondendo
a tali inquietudini il recente dibattito politico nell'Unione europea
ha posto in risalto la necessità d'interventi urgenti e di soluzioni
concrete.

In una data molto recente (27 settembre 1996) il Consiglio
telecomunicazioni ha perciò adottato una risoluzione relativa alla
prevenzione della divulgazione di materiale illegale su Internet, con
particolare riferimento alla pornografia infantile. Il Consiglio ha
preso atto del fatto che la Commissione avrebbe pubblicato una
comunicazione su tale argomento, ed ha espresso apprezzamento per
questa iniziativa. Il Consiglio ha dato rilievo alla necessità
d'intervenire rapidamente ed ha invitato la Commissione a procedere con
le attività in corso ed a presentare i provvedimenti prospettabili in
tempo per il Consiglio telecomunicazioni del 28 novembre.

La Commissione è pienamente consapevole dell'importanza di queste
tematiche e della necessità di mantenere il giusto equilibrio
garantendo al tempo stesso il libero flusso delle informazioni e la
tutela del pubblico interesse per dar risposta ai timori giustificati.

Già in occasione della riunione informale del Consiglio tenutasi a
Bologna il 24 aprile 1996 i ministri europei delle telecomunicazioni e
della cultura avevano attribuito la massima priorità alla questione
delle informazioni di contenuto illegale e nocivo diffuse tramite
Internet. Si era ritenuto che, per quanto l'Internet sia soggetta alle
vigenti disposizioni nazionali di legge, fosse opportuno raggiungere un
accordo in un contesto internazionale più ampio per affrontare le
problematiche specifiche di questa "rete delle reti". Si era quindi
richiesto alla Commissione di elaborare un riepilogo dei problemi posti
dal rapido sviluppo dell'Internet e di valutare in particolare la
desiderabilità di una regolamentazione europea od internazionale a
questo proposito.

Per quanto riguarda la distribuzione d'informazioni di contenuto
illegale sull'Internet, compete chiaramente agli Stati membri la
responsabilità di garantire l'applicazione delle norme vigenti: ciò che
è illegale fuori della rete rimane illegale anche sulla rete e spetta
agli Stati membri di far rispettare tali norme. Data la natura
fortemente decentralizzata e transnazionale dell'Internet sarebbe
cionondimeno opportuno varare provvedimenti concreti a livello di
dicasteri della giustizia e degli interni per rafforzare la
cooperazione tra Stati membri.

Su un altro piano la presenza di materiale illegale e nocivo
sull'Internet produce ripercussioni dirette sul funzionamento del
mercato interno. Qualora in particolare gli Stati membri adottassero
regolamentazioni di nuovi servizi Internet dirette a tutelare il
pubblico interesse potrebbero determinarsi rischi di distorsioni della
concorrenza (ad esempio se al problema della potenziale responsabilità
dei fornitori di servizi su Internet venissero date risposte
estremamente differenziate) ed intralci alla libera circolazione dei
servizi in questione, il che provocherebbe una nuova frammentazione del
mercato interno. La mancata soluzione di questi problemi potrebbe
giustificare un intervento della Comunità: come per ogni attività
industriale nuova ed in rapida crescita infatti la certezza del diritto
costituisce la condicio sine qua non per poter promuovere gli
investimenti e garantire lo sviluppo di un settore dei servizi Internet
concorrenziale nonché la crescita a livello europeo di una più ampia
economia basata sull'Internet.

Riscuote ampi consensi l'opinione che la natura internazionale
dell'Internet e le caratteristiche che ne fanno un fenomeno unico nel
suo genere (struttura estremamente decentralizzata, resistenza alle
interferenze, elevato grado d'automazione, portata globale, impiego
diffuso) ovviamente pongano problemi nuovi e particolari, i quali
manifestamente esigono soluzioni innovative e specifiche che siano
attuabili con rapidità, nonché una risposta coordinata a livello di UE
ed internazionale.

A complemento della presente iniziativa la tematica della tutela dei
minori stricto sensu (che costituisce di per sé solo un capitolo di una
più ampia problematica delle informazioni di contenuto illegale e
nocivo) verrà affrontata prossimamente nel Libro verde sulla tutela dei
minori e della dignità umana nei servizi audiovisivi e d'informazione ,
che fornirà un'impostazione orizzontale del problema e darà avvio ad un
dibattito a lungo termine su questo tema che interesserà tutti i mezzi
elettronici di comunicazione.

La presente comunicazione procede ad una valutazione delle
possibilità offerte dell'Internet, identifica diverse varietà
d'informazioni di contenuto illegale e nocivo, descrive il contesto
tecnico dell'Internet ed infine presenta alcune alternative per
interventi immediati su base tecnologica e/o giuridica volti a lottare
contro la presenza di questo materiale sull'Internet.

 

1. Le possibilità offerte dall'Internet

L'Internet presenta un considerevole potenziale sotto il profilo
dell'informazione, dell'istruzione, della ricreazione e dello
svolgimento d'attività commerciali su scala globale: enormi volumi
d'informazioni possono infatti venir inviati in tutto il mondo
nell'ambito di nuove comunicazioni multimediali a costi relativamente
contenuti. Diversi paesi, specialmente nell'Unione europea, si sono già
avvalsi di queste possibilità radicalmente nuove.

Sotto il profilo sociale l'Internet presenta significativi vantaggi
potenziali. Essa offre ai cittadini possibilità senza precedenti di
prendere il potere nelle proprie mani e di collegarsi a fonti sempre
più ricche d'informazioni digitalizzate. L'Internet è stato utilizzato
in modo molto efficace in diversi Stati membri per stabilire contatti
tra la pubblica amministrazione ed i cittadini; giacché inoltre rende
molto più accessibile la divulgazione a livello locale oltre che
globale essa consente ad individui od associazioni di pubblicizzare
ampiamente la propria attività a costi contenuti. In campo culturale
l'Internet fornisce già un contributo significativo alla produzione ed
alla diffusione di materiale digitale e multimediale europeo,
promuovendo in tal modo la diversità linguistica e culturale nonché la
diffusione delle culture europee nel mondo. Come esemplificato da
diversi progetti innovativi che collegano biblioteche, scuole ed
università europee, l'Internet rappresenta parimenti la chiave per
accedere ad una nuova "alfabetizzazione elettronica", ed in quanto tale
la chiave di volta della nuova iniziativa d'ampia portata dell'Unione
europea, il Programma d'azione "L'apprendimento nella società
dell'informazione".

Negli anni a venire la "rete delle reti", che sta attualmente
rivoluzionando il commercio elettronico, svolgerà plausibilmente una
funzione d'importanza fondamentale per l'economia europea. Uno dei
fattori d'importanza cruciale per lo sviluppo del mercato dell'Internet
negli USA è stato il minor costo delle telecomunicazioni (delle linee a
nolo per gli utenti professionali e delle chiamate per i singoli
clienti). Tale possibilità risulta direttamente collegata alla
liberalizzazione del mercato europeo delle telecomunicazioni, che
dovrebbe tradursi in una diminuzione dei costi d'esercizio per gli
utenti d'Internet ed i fornitori di servizi.

Come il mercato statunitense infatti già dimostra, l'Internet -La
Forrester Research stima che nel 1996 il "nocciolo duro" dell'economia
dell'Internet produrrà 2,2 miliardi di USD circa nei soli Stati Uniti.
Per il 2000 all'attività connessa all'Internet saranno direttamente
attribuibili 45,5 miliardi- promuove direttamente lo sviluppo di una
nuova economia ad essa collegata, caratterizzata da una rapida
crescita, promuovendo la nascita di nuove categorie d'imprese e la
creazione di posti di lavoro (produttori d'infrastrutture e software
per Internet, fornitori d'accesso, distribuzione di materiale destinato
a consumatori ed imprese, vendita al dettaglio on line, servizi
finanziari). Al di là di questo "nocciolo duro" dell'economia
dell'Internet, costituito da imprese che producono reddito direttamente
dall'Internet, l'Internet sta producendo ripercussioni indirette su una
"sfera d'influenza" molto più ampia.

Essa sta infatti trasformando radicalmente diversi settori economici
già esistenti (servizi turistici, assicurazioni, vendita diretta al
dettaglio, editoria elettronica), creando mercati, riducendo i costi e
migliorando il servizio alla clientela.

Essa sta in particolare creando nuove possibilità per le PMI
europee, che in numero crescente stanno traendo alacremente profitto
dall'accesso senza precedenti al mercato mondiale offerto dal World
Wide Web. Analogamente importanti settori dell'economia europea, quale
ad esempio quello delle vendite dirette (cui nel 1994 -Fonte: Study on
the Extent of Direct Marketing in the European Union, rapporto
provvisorio della FEDIM per la Commissione europea- faceva
complessivamente capo un reddito di 37 miliardi di ECU), ed in
particolare quello delle vendite tradizionali per catalogo, stanno
attivamente integrando l'Internet nelle loro strategie di
commercializzazione e conseguimento degli obiettivi aziendali ed hanno
in programma di trasferire gradualmente sull'Internet una parte
rilevante delle loro attività.

Nel campo della pubblicità e del marketing l'Internet presenta
diversi vantaggi di rilievo e ben documentati: la sua natura
interattiva, abbinata all'immediatezza ed alla facilità della
comunicazione, consente d'indirizzare i messaggi pubblicitari al
pubblico con precisione molto maggiore di quella attualmente possibile
e di rilevare la reazione dei clienti già acquisiti o potenziali.
Analogamente, quando venga utilizzato per effettuare transazioni o
addirittura fornire direttamente materiale via rete, l'Internet
permette a fornitori e clienti di realizzare notevoli risparmi.

Giacché estende la portata degli scambi via cavo al grande pubblico
del mercato mondiale l'Internet sta al tempo stesso determinando
cambiamenti radicali nelle transazioni tra imprese man mano che le
società passano da reti private e protocolli chiusi (quali i sistemi
EDI tradizionali) all'Internet ed a "Intranets" aziendali. Questo
settore interimprese è attualmente quello caratterizzato dalla crescita
più rapida nel contesto dell'economia globale dell'Internet, e
costituisce un settore d'importanza strategica cruciale per le imprese
europee che devono affrontare la concorrenza sui mercati mondiali.

Alla pari di qualsiasi altro settore d'attività l'Internet può venir
utilizzata per finalità legittime ovvero prestarsi ad abusi da parte di
alcuni elementi della società. A fini di legge essa andrebbe pertanto
inquadrata in modo da promuovere lo sviluppo economico tenendo al tempo
stesso conto di giustificate preoccupazioni di natura sociale e
sociologica. Occorre rassicurare consumatori ed imprese dimostrando che
l'Internet è un ambiente sicuro per lavorare, imparare e giocare.

La presente comunicazione mira pertanto:

in primo luogo a descrivere brevemente i vari tipi d'informazioni di contenuto illegale e nocivo,
in
secondo luogo ad esaminare il contesto tecnico in cui si può
intervenire per affrontare il problema posto da tali informazioni,
infine a proporre alcuni provvedimenti di natura pratica da attuare rapidamente.

Dei capitoli che seguono il n. 2 contiene una descrizione delle
diverse applicazioni di Internet, il n. 3 definisce cosa s'intenda per
"informazioni di contenuto illegale e nocivo", il n. 4 tratta dei modi
per combattere le informazioni di contenuto illegale, il n. 5 chiarisce
alcune questioni relative alle informazioni di contenuto nocivo ed il
n. 6 presenta alcune proposte.

 

2. Modalità di funzionamento dell'Internet

L'Internet costituisce attualmente l'esempio più macroscopico di
rete internazionale d'elaboratori. Benché non sia la prima né l'unica
di tale genere, essa si contraddistingue perché non ha alcun
"proprietario" e perché negli ultimi tempi l'aumento del numero di
servers che forniscono informazioni alla rete ed il numero di utenti ad
essa collegati è sorprendente; nella sola Europa il numero di servers è
aumentato del 60% nel periodo che va dal gennaio 1995 al gennaio 1996ad
utilizzarla utenti "normali", vale a dire privati e società e non
soltanto membri della comunità scientifica od accademica, cosicché il
numero di elaboratori ad essa collegati ha subito un incremento
vertiginoso. A differenza di altre reti, quale ad esempio quella per le
trasmissioni radiotelevisive, l'Internet segue sostanzialmente
l'indirizzo datole dall'utenza giacché sono gli utenti stessi,
piuttosto che gli editori affermati, a generare una parte cospicua del
"materiale".

Una caratteristica dell'Internet unica nel suo genere è il fatto che
essa funga simultaneamente da mezzo di pubblicazione e di
comunicazione: a differenza dei mezzi tradizionali infatti l'Internet
consente diversi modi di comunicazione (utente/utente, un utente/più
utenti, pluralità d'utenti). Un utente della rete può indifferentemente
trasmettere o ricevere informazioni; in qualsiasi momento un utente
passivo può diventare utente attivo fornendo informazioni, di sua
iniziativa o per il fatto di reindirizzare il materiale pervenutogli da
un terzo. L'Internet si differenzia dunque radicalmente dai mezzi
tradizionali tanto di trasmissione quanto di telecomunicazione.

I molti modi differenti di distribuire le informazioni contenute
sull'Internet risentono di queste peculiarità strutturali ed evolutive.
La misura in cui si può far ricorso a mezzi tecnici per rilevare la
presenza d'informazioni di contenuto illegale e nocivo od intercettarle
varia dall'una all'altra di queste applicazioni.

La maggior parte degli utenti non dispone di un accesso diretto
permanente all'Internet, ma passa per il tramite di un fornitore
d'accesso. In questa categoria rientrano:

i fornitori d'accesso ad Internet, specializzati nell'offrire l'accesso alla rete;

i fornitori di servizi supplementari per l'Internet, che possono ad
esempio consistere nell'ospitare materiale prodotto da loro stessi,
dagli utenti ovvero da terzi;

i fornitori di servizi on line. Questo "materiale tutelato" può
esser prodotto dal fornitore on line stesso ovvero per suo conto da
terzi (società specializzate in attività ricreative, fornitori di
servizi finanziari, aerolinee etc.), nell'ambito di un apposito
accordo, che forniscono materiale tutelato dalla legislazione sulla
proprietà intellettuale sui loro sistemi chiusi, ed ora anche
sull'Internet.

Il termine "fornitore di servizi per l'Internet" viene spesso
utilizzato quale termine generico, senza operare una chiara distinzione
tra il servizio consistente nel fornire l'accesso alla rete ed il
servizio di ospitare materiale . Per distinguere le due attività nella
presente comunicazione si utilizzeranno i termini "fornitore d'accesso"
e "fornitore di servizi", fermo restando che una stessa organizzazione
può ovviamente rientrare in entrambe le categorie.

Tanto i "fornitori d'accesso", quanto i "fornitori di servizi", si
collegano all'Internet per mezzo di una linea presa a nolo, un
collegamento al sistema di telecomunicazioni reso disponibile da un
"esercente di rete" quale la British Telecom.

Il World Wide Web (WWW ovvero semplicemente Web) è la sede in cui è
possibile visionare/ascoltare pagine di testo e/o illustrazioni ed
addirittura clips sonori e video. Le pagine sono collegate tra loro da
una serie di "hyperlinks" che rendono possibile navigare agevolmente
nel Web. Tali pagine possono venire pubblicate da chiunque abbia
accesso ad uno spazio di memoria su un computer "ospite" collegato
all'Internet che utilizzi l'opportuno software (un cosiddetto "Web
server" o "sito"). I fornitori di accesso ad Internet offrono spesso
questa possibilità a costi contenuti come servizio supplementare; in
questo modo i singoli individui hanno una possibilità di diffondere
informazioni identica a quella delle grandi imprese. Le pagine così
pubblicate sono a disposizione di qualsiasi utente di Internet che
scelga di consultarle, e possono venire identificate con un indirizzo
che viene utilizzato per consultarle direttamente o per arrivarvi
tramite gli hyperlinks.

La posta elettronica (e-mail) consente la comunicazione tra
individui; essa rende anche agevole inviare lo stesso messaggio ad una
pluralità di indirizzi avvalendosi di appositi elenchi. Ancorché
generalmente l'autore di un messaggio sia identificato dal suo
indirizzo e-mail, sono stati tuttavia costituiti sistemi di
"rispedizione anonima" nell'ambito dei quali l'identità del mittente
non viene comunicata al destinatario. I messaggi inviati ad un
indirizzo Internet sono memorizzati nella "cassetta delle lettere" del
destinatario sull'apposito server gestito dal fornitore d'accesso fino
a quando il destinatario non li legge.

Nell'ambito di circa 15.000 newsgroups (chiamati talvolta "bacheche
elettroniche") le informazioni vengono fornite da individui che inviano
messaggi (i quali possono essere costituiti semplicemente da un testo
ovvero includere illustrazioni codificate così da renderne possibile la
trasmissione). Questi messaggi non vengono messi in memoria in un unico
posto, ma copiati dal server di un newsgroup all'altro.

Newsgroups esistenti. Sul World Wide Web ci sono comunque anche siti
che contengono archivi di materiale dei newsgroups, che può venire
passato in rassegna.

In aggiunta a ciò l'Internet Relay Chat (IRC; tradotto liberamente
"scambio di chiacchiere sull'Internet") consente agli abbonati ad
Internet di comunicare direttamente tra loro in tempo reale e può venir
utilizzato per organizzare incontri personali o per lo scambio di
materiale. Attualmente l'IRC è anche in grado di fornire un supporto
per tecnologie video a bassa risoluzione (ad esempio CUSeeME).

Tutti questi mezzi possono venire utilizzati per distribuire
informazioni di contenuto illegale e nocivo; nelle pagine che seguono
si vedrà in che misura sia possibile sottoporli a controllo.

 

3. Informazioni di contenuto illegale e nocivo sull'Internet

L'Internet costituisce una nuova forma di diffusione e
comunicazione. Come qualsiasi altra tecnologia della comunicazione,
soprattutto se nelle fasi iniziali di sviluppo, l'Internet veicola un
certo numero d'informazioni di contenuto potenzialmente illegale e
nocivo oppure è oggetto di abusi per finalità criminali. Come qualsiasi
altra tecnologia della comunicazione, ad esempio il telefono od il GSM,
l'Internet può venire utilizzata da elementi criminali per agevolare lo
svolgimento delle loro attività.

Tutte queste attività ricadono nel campo d'applicazione delle
normative vigenti, cosicché l'Internet non esiste in un vuoto giuridico
giacché tutte le persone che con esso interagiscono (autori, fornitori
di materiale, fornitori di servizi che materialmente mettono in memoria
i documenti e li rendono disponibili, esercenti di rete, fornitori
d'accesso ed utenti) sono soggetti alle vigenti leggi dei rispettivi
Stati membri.

Ai fini di una valutazione dell'illegalità e della nocività del
contenuto di un'informazione è d'importanza cruciale discriminare tra i
contenuti illegali e gli altri contenuti nocivi. Queste due categorie
di contenuti pongono questioni di principio radicalmente differenti,
cui vanno date risposte giuridiche e tecnologiche molto diverse.
Sarebbe pericoloso confondere problemi distinti quali quello del
possibile accesso di minorenni a materiale pornografico destinato agli
adulti e quello dell'accesso di adulti alla pornografia infantile .
Occorre definire chiaramente le priorità e mobilitare le risorse
disponibili per affrontare i problemi più gravi, vale a dire la lotta
ai contenuti criminali, consistente ad esempio nel reprimere la
pornografia infantile o lo sfruttamento della novità tecnologica
dell'Internet a fini criminali.

a. Contenuto criminale

Esiste tutta una gamma di norme che limitano per motivi differenti
l'impiego e la distribuzione d'informazioni con determinati contenuti.
La violazione di tali norme comporta l'illegalità del materiale.

In alcuni casi non si tratta di tutelare l'ordine pubblico, quanto
piuttosto i diritti delle singole persone (tutela della vita privata e
del buon nome) e di un ambiente atto a consentire la fioritura delle
attività di creazione di materiale (tutela della proprietà
intellettuale). Contro contenuti tali da configurare reati quali
l'infrazione del diritto d'autore, la diffamazione, l'invasione della
sfera privata od una pubblicità comparativa illegale si procederà di
norma su iniziativa della persona i cui diritti siano lesi nell'ambito
di un'azione civile per danni ovvero mediante un ordine del tribunale,
benché tali diritti possano eventualmente venir parimenti tutelati in
sede penale od amministrativa (tutela dei dati). Anche i fornitori di
servizi potranno venir coinvolti in azioni riguardanti il contenuto
delle informazioni giacché potranno venir accusati di averne agevolato
la diffusione.

Determinato materiale viene inoltre considerato criminale dalle legislazioni degli Stati membri.

In questa categoria rientrano ad esempio la pornografia infantile,
la tratta degli esseri umani, la divulgazione di materiale razzista o
gli incitamenti all'odio razziale, il terrorismo ovvero tutte le forme
di frode (ad esempio l'impiego fraudolento delle carte di credito).

L'esatta definizione dei comportamenti illeciti varia da un paese
all'altro. All'interno dell'UE ad esempio, anche alla pornografia
infantile, campo in cui più unanime è il consenso, in alcuni Stati
membri si applicano specifiche disposizioni di legge: si veda il Libro
verde sulla tutela dei minori e della dignità umana nei servizi
audiovisivi e d'informazione. In altri, disposizioni d'indole più
generale attinenti alla pubblicazione di materiale osceno.

Come ad esempio nel caso della pubblicazione del "Mein Kampf" di
Adolf Hitler ovvero della propugnazione di tesi storiografiche
"revisioniste" (tendenti cioè a negare che l'Olocausto abbia avuto
luogo), che sono entrambe vietate in alcuni Stati. Possono inoltre
insorgere difficoltà pratiche per fare rispettare la legge nel caso in
cui determinati atti siano perseguibili in uno Stato membro ma non in
un altro.

b. Contenuto nocivo

I valori e la sensibilità altrui possono venir oltraggiati da
diversi tipi di materiale, che esprimano opinioni politiche, credenze
religiose o pareri in tema di razza etc.

La nozione di nocuità risente di differenze culturali. Ogni paese
può raggiungere proprie conclusioni nel definire il confine tra ciò che
è consentito e ciò che non lo è. Risulta dunque indispensabile che le
iniziative internazionali tengano conto della diversità delle norme
morali nei diversi paesi per esaminare la possibilità d'arrivare a
norme idonee a tutelare le persone contro il materiale offensivo pur
garantendo la libertà d'espressione.

In questo contesto è implicito che i diritti fondamentali, e
specialmente quello della libertà d'espressione, vadano pienamente
rispettati (per quanto concerne i limiti negli Stati membri si veda il
Libro verde sulla tutela dei minori e della dignità umana, Allegato
III).

 

4. Come individuare e combattere le informazioni di contenuto illegale sull'Internet

E' di competenza degli Stati membri definire per legge cosa sia
illegale e far rispettare la legge rilevando l'esistenza di attività
illegali e punendo i responsabili. Le particolari caratteristiche
dell'Internet tuttavia fanno sì che garantire il rispetto della legge
risulti più complicato di quanto avviene con l'impiego di mezzi di
comunicazione più tradizionali.

Mentre tuttavia le infrazioni della legge nelle applicazioni
pubbliche di Internet (World Wide Web) sono rilevabili senza
difficoltà, altrettanto non può dirsi per le applicazioni private (ad
es. e-mail). Analogamente in un contesto nazionale è relativamente
facile garantire il rispetto della legge, ma tale compito risulta molto
più difficile in un contesto internazionale.

a.Limiti tecnici degli strumenti per garantire il rispetto della legge

Le caratteristiche tecniche dell'Internet rendono inefficaci
determinati tipi di controllo: a causa della possibilità di
reindirizzare i messaggi sull'Internet i controlli possono
effettivamente aver luogo soltanto ai punti di entrata e di uscita
nella rete (vale a dire in corrispondenza del server mediante il quale
l'utente accede alla rete oppure del terminale utilizzato per visionare
o trasferire le informazioni ovvero del server su cui un documento è
pubblicato).

Anche qualora un documento pubblicato venga rimosso da un server in
seguito ad un intervento delle autorità è sempre possibile copiarlo
agevolmente e rapidamente su altri servers soggetti ad altre
giurisdizioni, cosicché esso continua ad essere disponibile finché
anche tali siti non vengano bloccati. Per questo motivo occorre la
cooperazione internazionale per evitare che i documenti che infrangono
norme generali di diritto penale possano usufruire di "rifugi sicuri".

b. Il ruolo dei fornitori d'accesso e dei fornitori di servizi

I fornitori d'accesso ed i fornitori di servizi svolgono un ruolo
d'importanza cruciale nel consentire agli utenti di accedere al
materiale presente su Internet. Non si deve tuttavia dimenticare che la
responsabilità per il contenuto del materiale spetta in primo luogo
agli autori ed ai fornitori del materiale stesso; è quindi essenziale
assegnare con precisione le diverse responsabilità così da perseguire
per eventuali contenuti illegali coloro che li hanno posti in essere.

i) Responsabilità giuridica dei fornitori d'accesso e/o di servizi per l'Internet

Il regime generale della responsabilità giuridica, che potrebbe
venir applicato anche ai fornitori d'accesso e/o di servizi per
l'Internet in relazione ai materiali di contenuto illegale (di
qualsiasi natura esso sia: pornografia infantile, violazione di diritti
d'autore, offerte fraudolente, diffamazione etc.), può assumere a
seconda delle circostanze molte forme diverse con atti perseguibili
nell'ambito del diritto penale, civile (richieste di risarcimento per
violazione di diritti d'autore o diffamazione, ovvero contenziosi
connessi ai contratti con gli utenti o gli esercenti delle reti) od
amministrativo (in funzione della regolamentazione vigente nel paese in
cui operano i fornitori d'accesso e/o di servizi). Benché i fornitori
d'accesso non esercitino un controllo diretto sul materiale disponibile
sull'Internet né sulla parte di esso che i loro clienti scelgono di
consultare, in alcuni casi la polizia ha svolto indagini sulle loro
attività in rapporto all'esistenza d'informazioni di contenuto illegale
e nocivo a cui era possibile accedere mediante le infrastrutture
tecniche di cui essi disponevano. Potrà eventualmente rivelarsi
necessario modificare o chiarire le disposizioni di legge per aiutare i
fornitori d'accesso e/o di servizi, la cui attività principale è quella
di fornire un servizio ai clienti, a seguire una linea di condotta che
li ponga al riparo tanto dalle accuse di censura quanto dalla
responsabilità giuridica per atti perseguibili.

Nel caso in cui i fornitori di servizi forniscano anche materiale
sul World Wide Web ovvero nell'ambito deinewsgroups ovviamente essi ne
sono responsabili alla stessa stregua di qualsiasi autore o fornitore
di materiale; se però il materiale viene fornito da terzi occorre che
la questione della responsabilità dei fornitori di servizi sia chiara.

Austria, Germania, Francia e Regno Unito (Defamation Bill).

In diversi Stati membri sono stati adottati o proposti provvedimenti
di legge che definiscono la responsabilità giuridica dei fornitori di
servizi per l'Internet in modo tale che questa può venir invocata in
relazione a materiale ospitato sul loro server soltanto qualora sia
ragionevole attendersi che essi siano consapevoli di una sua illegalità
manifestamente apparente ovvero non prendano ragionevoli provvedimenti
per eliminare tale materiale una volta che la loro attenzione sia stata
chiaramente attirata su di esso.

Alcune norme si dimostrano ancor più restrittive in quanto sembrano
stabilire per i fornitori d'accesso l'obbligo di limitare l'accesso ad
altri siti contenenti materiale illegale.

Agli esercenti di rete, d'altro canto, non può di norma venir
imputata la responsabilità civile o penale di materiale reso
disponibile sulle loro reti, benché in forza delle vigenti disposizioni
di legge o delle condizioni cui è subordinata la concessione della
licenza d'esercizio della rete possa venir loro richiesto di prender
provvedimenti nei confronti dei loro clienti (i fornitori d'accesso)
qualora questi sfruttino le infrastrutture poste a loro disposizione
per diffondere materiale illegale.

Il grado di responsabilità in relazione a materiale tale da
configurare la fattispecie d'illeciti quali la pubblicità comparativa e
le violazioni di diritto d'autore va considerato anche alla luce
dell'approfondito esame che la Commissione ha fatto degli effetti
prodotti sul mercato interno dalla varietà delle normative nazionali,
ed in particolare di quelle riguardanti le comunicazioni commerciali ed
il diritto di riproduzione di opere d'ingegno e figurative (copyright),
Proposta di direttiva sulle comunicazioni commerciali e progetto di
comunicazione sul seguito da dare al Libro verde sul diritto di
riproduzione e diritti affini nella società dell'informazione. In
Francia un analogo codice è stato proposto dal Rapport de la Mission
Interministérielle sur l'Internet (Rapporto Falque-Perrotin).

Un grande fornitore internazionale di servizi on line basato negli
Stati Uniti, che offre anche l'accesso all'Internet e conta un numero
considerevole di abbonati in Germania.

ii) L'autodisciplina a livello nazionale, europeo ed internazionale.

All'ultima verifica il documento era disponibile in 43 siti WWW e in
2 newsgroups, oltre ad essere disponibile presso un listserver della
posta elettronica. In diversi Stati membri i fornitori d'accesso e/o di
servizi per l'Internet hanno già posto in essere sistemi
d'autodisciplina. La proposta direttiva sulle vendite a distanza
dispone tra l'altro che chi offre beni e servizi a distanza (anche per
via elettronica) debba identificarsi. Nel Regno Unito La Convenzione
europea dei diritti dell'uomo contiene inoltre disposizioni pertinenti
a questo argomento che affermano il diritto all'inviolabilità della
vita privata, della riservatezza e della corrispondenza, un principio
recepito anche nelle norme su iniziativa degli operatori del settore; è
stato concordato un codice di condotta; è stato inoltre costituito un
organismo indipendente, la Safety Net (rete di sicurezza) Foundation,
che fornisce un servizio di classificazione dei newsgroups ed un numero
telefonico esclusivamente destinato ad accogliere le denunce della
presenza di materiale illegale provenienti da membri del pubblico.

Provvedimenti analoghi sono stati presi in Germania e nei Paesi Bassi.

La Commissione vede con favore questo orientamento generale alla
autodisciplina ed ha incoraggiato la costituzione di una rete europea
di associazione di fornitori di accesso ad Internet.

Questa cooperazione potrebbe venire estesa su un piano internazionale più ampio.

Trovandosi a dover affrontare problemi comuni gli organismi
d'autodisciplina potrebbero trarre vantaggio dal fatto di coordinare le
impostazioni seguite, in particolare per quanto riguarda le soluzioni
tecniche. Vista inoltre la forte decentralizzazione che caratterizza
l'ambiente Internet, anche gli utenti dell'Internet hanno una funzione
molto importante da svolgere nel contribuire all'autodisciplina del
settore.

iii) Rimozione di materiale dai servers

In linea di massima la legislazione degli Stati membri dispone che
un fornitore di servizi il quale venga a conoscenza della presunta
illegalità del contenuto di materiale ospitato sul suo server debba
chiaramente intervenire per rimuovere il materiale in questione. La
segnalazione può pervenirgli dall'organismo nazionale d'autodisciplina
preposto all'identificazione del materiale illegale ovvero da un
organismo equivalente di un altro paese. Giacché il materiale può venir
agevolmente copiato su altri servers questa linea di condotta va
seguita anche dagli altri fornitori di servizi e non solo nel paese in
questione, ma nel mondo intero. L'esistenza di una rete internazionale
di organismi d'autodisciplina gioverebbe grandemente a questo processo,
anche se la sua realizzazione richiederà indubbiamente un certo tempo.

iv) Bloccare l'accesso alle informazioni a livello di fornitori d'accesso

Qualora risulti impossibile rimuovere il materiale illegale dal
server che lo ospita, ad esempio perché questo si trova in un paese le
cui autorità non sono disposte a cooperare ovvero la cui legislazione
non classifica come illegale il materiale in questione, un'alternativa
può consistere nel bloccare l'accesso a tale materiale a livello di
fornitori d'accesso.

Attualmente non è chiaro in che misura sia tecnicamente possibile
bloccare l'accesso a determinate informazioni una volta che se ne sia
stabilita l'illegalità, e questo è un problema che si ripercuote anche
sul grado di responsabilità dei fornitori d'accesso. La mancanza di
chiarezza circa la fattibilità tecnica di questa soluzione non ha
impedito che in alcuni casi si seguisse questa impostazione perché i
fornitori d'accesso sono un gruppo individuabile e relativamente
piccolo.

Alcuni paesi terzi hanno approvato leggi di ampia portata per
bloccare l'accesso diretto ad Internet tramite i fornitori d'accesso
introducendo l'obbligo di un "proxy server" (server vicario o delegato)
simile a quelli utilizzati a fini di sicurezza dalle grandi
organizzazioni, abbinato alla stesura centralizzata di un elenco di
documenti proibiti per motivi che vanno ben al di là dell'illegalità
dei contenuti quale è definita in modo relativamente limitativo
nell'ambito della presente comunicazione. Un tale regime restrittivo è
inconcepibile per l'Europa poiché limiterebbe seriamente la libertà
dell'individuo e risulterebbe in contrasto con le sue tradizioni
politiche.

La fattibilità di una simile strategia è inoltre incerta a causa
della complessità e del grado d'apertura delle infrastrutture europee
di comunicazione.

Un'altra impostazione, consistente nell'obbligare i fornitori
d'accesso a bloccare l'accesso dei propri abbonati a materiale illegale
in base a decisioni prese caso per caso, è stata recentemente seguita
dalle autorità tedesche.

Nel caso della Compuserve il pubblico ministero ha ritenuto che il
contenuto di certe informazioni disponibili nei newsgroups fosse
illegale ed ha chiesto alla Compuserve di negare l'accesso a tali
newsgroups . Poiché il suo software inizialmente non permetteva di
distinguere gli abbonati tedeschi dagli altri ai fini dell'accesso ai
newsgroups , in un primo tempo la Compuserve ha sospeso l'accesso a
diversi newsgroups per gli abbonati in tutto il mondo, il che ha
provocato molte proteste contro questo presunto tentativo di esportare
i principi morali tedeschi nel resto del mondo. In seguito la
Compuserve ha ripristinato l'accesso a gran parte di questi newsgroups
per tutti gli abbonati salvo quelli tedeschi. A quanto sembra non sono
state prese iniziative contro gli altri fornitori d'accesso basati in
Germania, i cui abbonati possono quindi continuare a consultare il
materiale in questione se il fornitore d'accesso sceglie di offrire il
relativo newsgroup .

In un caso recente i pubblici ministeri tedeschi hanno minacciato di
procedere nei confronti dei fornitori tedeschi d'accesso ad Internet
qualora questi non avessero bloccato l'accesso ad una rivista
pubblicata in un sito Web su un server nei Paesi Bassi accusata di
promuovere la violenza di stampo terroristico. I fornitori di accesso
hanno soddisfatto questa richiesta, ma non senza protestare. Ciò ha
tuttavia comportato che si bloccasse l'accesso a tutto il materiale del
server olandese, incluso quello innocuo, mentre il documento in
questione continua ad essere disponibile per gli utenti Internet non
residenti in Germania. E' inoltre stata immediatamente adottata tutta
una serie di tattiche per aggirare il blocco. Non è chiaro se il
materiale contravvenga alla legislazione olandese; in ogni caso le
autorità olandesi non sono intervenute. Il fornitore olandese di
servizi ha sostenuto che l'iniziativa delle autorità tedesche
costituisce un'interferenza con il libero scambio di servizi
all'interno dell'UE.

Il blocco dei siti a monte può pertanto presentare diversi svantaggi
di rilievo, ed in particolare può risultare inefficace per impedire che
gli utenti criminali "saltino" da una modalità d'impiego dell'Internet
all'altra, passando ad esempio da una pagina del Web ad un newsgroup
Usenet e da questo alla normale posta elettronica.

Ciò dimostra come sia indispensabile la cooperazione tra le autorità
ed i fornitori d'accesso ad Internet per garantire che le misure
intraprese siano efficaci e non eccedano quanto è strettamente
necessario.

c. L'uso anonimo dell'Internet

Di norma gli utenti dell'Internet sono identificati dal fatto che
l'autore viene indicato sulla home page (frontespizio) del materiale
pubblicato sul World Wide Web, ovvero dall'indirizzo d'identificazione
("URL") della pagina, ovvero dall'indicazione di un indirizzo e-mail
per la posta elettronica od il messaggio riportato da un newsgroup. Ciò
risulta opportuno in ossequio al principio democratico che gli
individui, se da un lato sono liberi di esprimere i loro pensieri e le
loro opinioni, dall'altro devono sostenere la responsabilità delle loro
azioni. Il principio della rintracciabilità a fini giuridici andrebbe
quindi inserito in eventuali codici di condotta nazionali od europei
che disciplinino le attività di rispedizione.

Le autorità preposte a garantire il rispetto della legge hanno
espresso preoccupazione circa diverse tecniche che consentono agli
utenti dell'Internet di mantenere l'anonimato e possono agevolare
l'invio di materiale illegale rendendo difficile od addirittura
impossibile identificare il responsabile.

Questo problema non interessa il World Wide Web, nel cui ambito un
fornitore di servizi conosce, od almeno dispone dei mezzi per
conoscere, il fornitore di materiale. L'anonimato consente tuttavia
agli utenti d'inviare posta elettronica od un messaggio ad un newsgroup
Usenet senza che il destinatario venga a sapere il loro nome od il loro
indirizzo e-mail, poiché un intermediario (il rispeditore anonimo) ha
eliminato dal messaggio le corrispondenti informazioni.

Il desiderio d'anonimato d'un utente può peraltro rispondere a
motivi perfettamente legittimi (inclusa la paura di rappresaglie per
pareri espressi oppure la mancanza di fiducia circa l'impiego che il
destinatario potrebbe fare d'informazioni personali).

La legittima esigenza dell'anonimato andrebbe tuttavia riconciliata
con i principi della rintracciabilità a fini giuridici. Le recenti
proposte britanniche in tema di Safety Net cercano di risolvere questo
duplice problema. In esse si sostiene la tesi che l'impiego di conti
veramente anonimi costituisca un pericolo, mentre il ricorso a
pseudonimi rintracciabili non lo faccia, e si propongono provvedimenti
volti a chiudere le scappatoie note ed a migliorare la
rintracciabilità. Si propone inoltre che i rispeditori anonimi
registrino una serie di dati riguardanti l'identità dei loro
corrispondenti, che godrebbero della tutela prevista dall'apposita
legislazione e verrebbero quindi posti a disposizione della polizia
solo con le opportune salvaguardie giuridiche.

Perché i provvedimenti in tema di rintracciabilità risultino
efficaci occorre lavorare sul piano tanto degli aspetti tecnici quanto
della cooperazione globale. cosicché i messaggi anonimi non dovrebbero
essere oggetto di una proibizione assoluta. Si potrebbe suggerire che
chi fornisce tale servizio sia soggetto a norme particolarmente
rigorose in tema di tutela dei dati personali degli utenti, ai quali
potrebbe accedere solo la polizia quando svolgesse indagini su un atto
criminoso. La cooperazione dei fornitori di servizi contribuirebbe a
garantire che le possibilità d'abuso siano limitate.

Perché i provvedimenti relativi alla rintracciabilità a fini
giuridici risultino efficaci occorre lavorare sul piano tanto degli
aspetti tecnici quanto della cooperazione globale.

d. La cooperazione giudiziaria e di polizia a livello di UE ed internazionale

Come si è già visto la definizione degli atti illeciti varia da un
paese all'altro. A causa della natura internazionale dell'Internet,
anche se la legislazione di un determinato paese proibisce il materiale
in questione e l'assoggetta ad un'azione penale obbligatoria può
accadere che autore, fornitore del materiale e fornitore di servizi non
possano venir raggiunti dalle autorità nazionali per ragioni di
competenza territoriale; il diritto penale infatti opera unicamente
all'interno delle frontiere nazionali. Per evitare che le attività
criminali possano approfittare di analoghe scappatoie sarebbe dunque
importante che gli Stati membri definissero livelli minimi comuni nel
contesto delle rispettive legislazioni in campo penale.

Sarebbe inoltre opportuno rafforzare la cooperazione dei tribunali
penali e delle forze di polizia tra gli Stati membri e prevedere una
cooperazione internazionale con i nostri principali partners al di
fuori dell'Unione, basata ad esempio su convenzioni o su nuovi
strumenti giuridici internazionali.

In questo contesto risulterebbe parimenti utile estendere la
cooperazione alla prevenzione di attività criminali che sfruttino la
novità del veicolo Internet.

Potrebbero anche venir organizzati incontri tra gli esperti tecnici
e gli esperti di diritto penale per studiare il modo più opportuno per
raggiungere un certo grado di comunanza delle norme penali. Andrebbe
parimenti incoraggiata una cooperazione più fattiva a livello d'Unione
tra operatori del settore ed autorità.

L'accordo raggiunto a Dublino tra i ministri della giustizi e degli
interni per rafforzare nell'ambito di EUROPOL la cooperazione tra forze
di polizia nella lotta alla pedofilia ed alla tratta dei bambini e
delle donne oltre che per cercare di stabilire un livello minimo comune
per la legislazione contro gli abusi sessuali a danno di minori
andrebbe considerato un primo passo incoraggiante in questa direzione.

Analogamente la dichiarazione del Congresso mondiale contro lo
sfruttamento sessuale dei bambini, recentemente tenutosi a Stoccolma,
dovrebbe costituire la base di un'iniziativa comune.

 

5. Come affrontare il problema delle informazioni di contenuto nocivo sull'Internet

Lo strumento principale per affrontare il problema delle
informazioni di contenuto nocivo consiste nel garantire la
disponibilità di mezzi pratici per limitare l'accesso al materiale in
questione da parte delle persone più vulnerabili.

a. Il principio della libertà d'espressione.

La Convenzione europea dei diritti dell'uomo, firmata da tutti gli
Stati membri e recepita come parte integrante tra i principi generali
della legislazione comunitaria, contiene disposizioni pertinenti al
tema in oggetto che affermano il diritto alla libertà d'espressione.
Questi diritti possono esser subordinati a talune condizioni, non sono
assoluti e sono soggetti a significative limitazioni, cosicché è ad
esempio consentito subordinare al rilascio preventivo di licenze lo
svolgimento di attività imprenditoriali nel campo delle trasmissioni
radiotelevisive o degli spettacoli cinematografici. Lo stesso principio
figura nelle costituzioni o nella tradizione costituzionale di tutti
gli Stati membri.

Può risultare difficile per gli Stati membri tracciare il confine
tra ciò che è protetto dalla libertà di parola e ciò che può essere
oggetto di restrizioni.

In Francia il Consiglio costituzionale ha recentemente annullato le
disposizioni della legge sulle telecomunicazioni che fissavano le
condizioni alle quali i fornitori di accesso (inclusi quelli
dell'Internet) avrebbero dovuto venire considerati esenti da
responsabilità penale per il materiale al quale fornivano accesso. La
legge accordava al Conseil Supérieur de Télématique la facoltà di
formulare raccomandazioni circa il tipo di materiale che poteva venir
ritenuto ammissibile. Il Consiglio costituzionale ha espresso il parere
che tale disposizione andasse formulata in modo più accurato poiché
essa sollevava problemi connessi alla libertà individuale.

Si può trarre la conclusione d'indole generale che qualsiasi
intervento normativo mirante a tutelare i minori non debba assumere la
forma di una proibizione assoluta d'impiegare l'Internet per
distribuire determinato materiale che è liberamente disponibile su
altri mezzi di comunicazione . Un'altra conclusione è che occorre
procedere ad un esame delle vigenti norme sulla regolamentazione del
contenuto dell'informazione per vedere se non sia possibili applicarle
per analogia, e che non si debba ricorrere a leggi draconiane
semplicemente perché l'Internet ha il potenziale di raggiungere un
ampio pubblico.

In risposta ad analoghe preoccupazioni in altre parti del mondo,
negli Stati Uniti un tribunale distrettuale ha dichiarato
incostituzionali le disposizioni fondamentali del Communications
Decency Act (legge di tutela della decenza pubblica nelle
comunicazioni) miranti a tutelare i minori, facendo riferimento al
principio della libertà di parola contenuto nel primo emendamento della
costituzione statunitense. Si è ritenuto che la legge risultasse
formulata in modo troppo generico giacché, per quanto la tutela dei
minori costituisca uno scopo legittimo, i fornitori di servizi non
hanno la possibilità d'identificare un utente come minore cosicché in
pratica sarebbe stato del tutto irrealizzabile pubblicare il materiale
"per adulti" in condizioni di sicurezza, il che avrebbe interferito con
la libertà di parola tutelata dalla costituzione.

b. L'inquadramento giuridico del mercato interno

La circolazione d'informazioni su reti estese a più di un paese, in
quanto per natura transfrontaliera, rientra nel campo d'applicazione
delle norme che disciplinano il mercato interno e la concorrenza e
risulta in particolare tutelata dal principio della libertà di
prestazione di servizi . Le autorità nazionali possono prendere
provvedimenti tali da limitare l'esercizio di questa libertà
fondamentale, ad esempio nell'intento di tutelare i minori, ma solo se
detti provvedimenti risultano commensurati allo scopo; essi devono in
altre parole essere idonei a conseguire l'obiettivo prefisso e non
possono andare al di là di quanto è necessario a tal fine.

In questa ottica la Commissione ha recentemente adottato una
proposta di direttiva riguardante l'istituzione di una procedura
d'informazione e cooperazione tra gli Stati membri e la Commissione per
nuove questioni di regolamentazione attinenti ai servizi
d'informazione. Tale proposta garantisce la trasparenza normativa ed
impedisce altresì che il mercato interno torni a frammentarsi; essa
mira in tal modo a fornire una tutela più efficace dell'interesse
pubblico in questo campo nonché una risposta più calibrata alle
esigenze di regolamentazione che cominciano a manifestarsi. Il proposto
sistema di cooperazione amministrativa tra Stati membri e Commissione
renderebbe inoltre più coerente il messaggio dell'Unione europea su
queste questioni a livello internazionale.

c. Software di controllo: dare ai genitori la possibilità di proteggere i minorenni

Fortunatamente esistono mezzi tecnici che consentono di tener conto
della diversità di principi morali riscontrabile a livello non soltanto
di ordinamenti giuridici nazionali, ma anche di giudizi soggettivi
degli utenti. Ciò consentirà di perseguire al tempo stesso l'obiettivo
del libero flusso d'informazioni e quello del rispetto delle preferenze
individuali.

In risposta alle richieste del pubblico negli ultimi due anni sono
state sviluppate diverse tecnologie che permettono ai genitori di
controllare il materiale che entra nelle loro case via Internet . A
differenza della "censura a monte" effettuata da organismi ufficiali
(che bloccano la pubblicazione d'informazioni di contenuto illecito),
il filtraggio permette il "controllo a valle" da parte dei genitori
(impedendo che materiale indesiderabile raggiunga i minorenni ). Il
sistema del filtro, che dà rilievo alla responsabilità dei genitori
piuttosto che all'intervento pubblico , gode di un forte sostegno da
parte degli operatori del settore e dei gruppi per le libertà civili,
che lo giudicano il modo più efficace per risolvere i problemi
specifici posti da Internet e tenere conto delle differenze nei canoni
di gusto e decenza esistenti tra paesi, comunità e famiglie. Esso
costituisce una risposta pragmatica, non giuridica, alla presenza
d'informazioni di contenuto nocivo sull'Internet, sebbene l'offerta di
tali dispositivi di filtraggio possa in alcuni casi avere ripercussioni
giuridiche (ad esempio esonerando da ogni responsabilità i fornitori
d'accesso che offrano tali dispositivi).

Oltre ad essere utile come "linea di difesa" a livello d'utente
finale, il software di filtraggio può anche venir utilizzato in vari
stadi del processo di trasmissione, ad esempio dai fornitori d'accesso
o di servizi.

Vi sono tre modelli principali dei software di filtraggio:
"blacklisting" (una "lista nera" di siti ai quali viene bloccato
l'accesso), "whitelisting" (una "lista bianca" de soli siti cui è
consentito l'accesso) ed "etichettatura neutrale" (i siti sono
etichettati o classificati, ma si lascia all'utente la decisione circa
l'uso cui destinare l'etichettatura o la classificazione).

La tecnica del blacklisting è stato utilizzata ampiamente nei
pacchetti di filtraggio a funzionamento autonomo (standalone) della
prima generazione, quali "Cyber Patrol". Introdotto nell'agosto del
1995, Cyber Patrol si applica sia ai fornitori d'accesso diretto ad
Internet che ai servizi commerciali on line. Il suo elenco CyberNOT
contiene circa 7.000 siti, suddivisi in 12 categorie
(violenza/bestemmie, nudità, atti sessuali, immagini volgari,
razzismo/pregiudizi etnici, satanismo/sette, droga, militanza
politica/estremismo, gioco d'azzardo, discutibile/illegale,
alcol/tabacco). I genitori possono bloccare selettivamente l'accesso ad
una o più categorie apponendo una croce nei corrispondenti riquadri del
programme manager.

Il "whitelisting" funziona invece in base al principio opposto: il
software blocca tutto il materiale Internet ad eccezione dei siti
espressamente autorizzati da una "lista bianca". Questa tecnica è
estremamente limitativa e contraria alla logica dell'Internet; essa
risulta però molto sicura ed è già stata utilizzata, in particolare in
ambito scolastico.

Le tecniche di "etichettatura neutrale" : la Platform for Internet
Content Selection (piattaforma per la selezione contenutistica del
materiale Internet, in sigla PICS) è una nuova norma di recente
apparizione, applicata da tutti gli operatori del settore e
radicalmente diversa dai precedenti pacchetti a funzionamento autonomo,
che fornisce un'infrastruttura standard d'etichettatura neutrale e
filtraggio del materiale Internet. PICS separa le due funzioni di
valutazione e di filtraggio dei siti e consente un alto livello di
flessibilità e sicurezza; essa costituisce pertanto la soluzione più
innovativa e completa finora trovata per affrontare il problema del
contenuto del materiale Internet.

d. PICS: uno standard globale per il settore

La Platform for Internet Content Selection (PICS), il cui lancio
ufficiale è avvenuto lo scorso maggio per opera del World Wide Web
Consortium, costituisce un tentativo dell'intero settore di stabilire
uno standard globale. PICS offre la possibilità di "controllare
l'accesso all'Internet senza ricorrere alla censura" ed è sostenuto da
una vasta coalizione di produttori di hardware e software, fornitori
d'accesso e servizi commerciali on line, editori e fornitori di
materiale. Attualmente è incluso come caratteristica standard
nell'ultima generazione di browsewrs (interfacce) per l'Internet quali
Microsoft Explorer 3.0 e Netscape 3.0, oltre ad esser supportato da
diversi pacchetti di filtraggio.

A differenza della prima generazione di software di filtraggio che
faceva ricorso a parole chiave e "liste nere" , PICS funziona in base
al principio della cosiddetta "etichettatura neutrale" e del filtraggio
di tutti i tipi di sito Internet dotati d'un "indirizzo" (URL) : pagine
Web, FTP, newsgroups Usenet. PICS effettivamente "contrassegna" i siti
con "etichette di valenza neutrale". Queste etichette possono recare
diversi tipi d'informazione: classificazioni (basate ad esempio su una
valutazione del linguaggio, della nudità, del contenuto sessuale, della
violenza) o indicatori (che identificano il materiale in funzione della
sua importanza od interesse per vari categorie d'utenti). Per poter
essere visualizzato il sito deve (1) esser munito di un'etichetta PICS,
(2) corrispondere ai parametri impostati dai genitori sul computer di
casa. Le valutazioni possono far capo ai fornitori di materiale (ad
esempio le società di materiale ricreativo che gestiscono siti Web
destinati alle famiglie) od a terzi (ad esempio gruppi religiosi o
associazioni di genitori). Ogni famiglia decide quali sistemi di
valutazione desideri utilizzare e, servendosi dei parametri, quale
materiale è accettabile.

Queste classificazioni possono essere distribuite e aggiornate
mediante diversi canali, on line od off line (interni od esterni alla
rete, come i CD-ROM).

I genitori e gli educatori possono vietare l'accesso ai siti che (1)
hanno un'etichetta PICS e (2) corrispondono ai parametri impostati dai
genitori sul computer di casa. Per il Recreational Software Advisory
Council (RSAC, comitato consultivo sul software ricreativo), che
fornisce la valutazione dei videogiochi e del materiale disponibile sul
Web, i parametri possono essere impostati dai genitori utilizzando
cursori con un voto da 0 a 4 in funzione di quattro gruppi di criteri
(linguaggio, nudità, contenuto sessuale, violenza). Ogni famiglia
decide in base a questi criteri che cosa è accettabile o no vedere.

A differenza del V-chip per la televisione, che utilizza l'hardware
per bloccare totalmente i programmi, o della maggioranza dei pacchetti
di software a funzionamento autonomo (standalone), che bloccano in modo
indiscriminato le informazioni servendosi di parole chiave, le
applicazioni compatibili con la PICS forniscono quindi una tecnologia
efficace per indicizzare e controllare i contenuti e rappresentano una
soluzione a basso costo per tenere conto delle differenze di
sensibilità che esistono tra varie famiglie e culture. Anche se
l'Internet può aver creato nuovi rischi, queste tecniche offrono anche
nuove possibilità che non sono disponibili con altri mezzi di
distribuzione delle informazioni.

Le attività sui sistemi di etichettatura e classificazione
nell'ambiente elettronico si dimostrano molto promettenti anche per
altre applicazioni, specialmente nel campo della televisione digitale.
Questi importanti sviluppi sono trattati nel Libro verde sulla tutela
dei minori e della dignità umana nei servizi audiovisivi e
d'informazione.

e. Le possibilità d'impiego del filtraggio

Il software di filtraggio è migliorato considerevolmente rispetto ai
primi prototipi basati sull'uso di parole chiave, che non sapevano
distinguere tra i siti pornografici e quelli medici. Per quanto
tuttavia il software di controllo a disposizione dei genitori possa ora
controllare efficacemente la presenza di parole allusive o di siti
segnalati, attualmente esso non è in grado di controllare la presenza
di immagini esplicite non accompagnate da testi allusivi a meno che i
responsabili della configurazione del software non siano a conoscenza
di quel particolare sito. Naturalmente le agenzie di classificazione
possono etichettare i siti in base al contenuto visivo in modo che ad
essi possa applicarsi il filtraggio PICS.

Analogamente gli oppositori dell'impostazione basata sul filtraggio
fanno notare due rischi principali e cioè che il materiale
inaccettabile già esistente su Internet possa sempre essere raggiunto
da un computer privo di sistema di protezione, e che nella maggior
parte delle famiglie bambini esperti nell'uso del computer possano
sempre vanificare i più lungimiranti tentativi di protezione dei loro
genitori. I responsabili di PICS si sono occupati di questo problema ed
affermano che il sistema è a prova di manomissione.

Nonostante i suoi limiti tuttavia il software di cui l'utente può
già attualmente disporre lascia presumere che presto sarà disponibile a
costi contenuti e su larga scala un metodo efficace che permetta ai
genitori di proteggere i loro figli da materiale non appropriato .

f. Sistemi europei di valutazione

Per garantire che gli utenti abbiano accesso a sistemi di
valutazione adatti alle loro esigenze ed evitare una situazione in cui
essi debbano dipendere dai sistemi sviluppati per gli Stati Uniti,
paese in cui il problema dell'idoneità per i minorenni del materiale
Internet potrebbe venir impostato diversamente, occorre promuovere la
costituzione di sistemi europei di classificazione senza tuttavia che
si arrivi ad un unico sistema monolitico, poiché ciò sarebbe in
contrasto con il principio di sussidiarietà e potrebbe essere
considerato un tentativo d'imporre un'uniformità culturale. I fornitori
europei di materiale e le agenzie europee di classificazione andrebbero
invece attivamente incoraggiati a realizzare propri sistemi di
classificazione . Occorre in ogni caso garantire che i sistemi di
classificazione, iscrizione in elenchi od autodisciplina si basino su
norme aperte piuttosto che su norme soggette a vincoli di proprietà
intellettuale.

Parallelamente occorre promuovere lo sviluppo di software europeo di
filtraggio ed individuazione (che consenta di reperire la fonte del
materiale illecito) nel contesto dei programmi comunitari di R&S.

Andrebbero parimenti organizzati dispositivi di segnalazione ("Hot
lines ") per incoraggiare il pubblico a rilevare e segnalare i siti
nocivi ed illegali. Negli Stati Uniti i gruppi volontari di
sorveglianza svolgono già adesso un'utile funzione contribuendo
all'aggiornamento degli elenchi ed alla verifica delle classifiche.

g. Educazione del pubblico

Né applicando rigorosamente la legge, né facendo cieco affidamento
sulla tecnologia è possibile risolvere integralmente il problema delle
informazioni di contenuto illegale e nocivo sull'Internet; un ruolo
d'importanza cruciale spetta all'educazione del pubblico. Si devono
promuovere le attività di sensibilizzazione in modo che gli adulti
possano comprendere i benefici e gli svantaggi dell'Internet. Genitori
ed educatori in particolare dovrebbero essere adeguatamente informati
così da poter trarre pienamente profitto dei sistemi di software di
controllo da parte dei genitori e dei sistemi di classificazione.

 

6. Alternative / Conclusioni

La Commissione ritiene opportuno prendere le iniziative descritte
nel seguito per ridurre il flusso d'informazioni di contenuto illegale
e nocivo sull'Internet. Esse mirano ad aumentare i vantaggi che i
cittadini dell'Unione europea potranno trarre dalle maggiori
possibilità d'accesso all'informazione offerte dall'Internet ed
andrebbero adottate, a seconda della loro natura, nel contesto di
quanto disposto dal trattato CE (libero scambio di servizi) ovvero
della cooperazione tra i ministeri della giustizia e degli interni.

Queste iniziative costituiscono una prima serie di provvedimenti da
prendere immediatamente e non pregiudicano la presentazione di
ulteriori proposte in seguito al dibattito avviato dal Libro verde
sulla tutela dei minori e della dignità umana nei servizi audiovisivi e
d'informazione.

1. Materiale illegale

a)Cooperazione tra Stati membri

La cooperazione tra Stati membri è di vitale importanza per
combattere le fonti del materiale di contenuto criminale e ridurne la
diffusione.

Occorre rafforzare la cooperazione per tra i ministeri della giustizia e degli interni nell'intento di:

scambiare informazioni sui fornitori di materiale illegale e far rispettare le vigenti disposizioni di legge in materia;

incoraggiare gli Stati membri a definire un livello minimo europeo per quanto concerne il materiale di contenuto criminale.

b)Responsabilità giuridica dei fornitori d'accesso e/o di servizi

E' opportuno valutare la necessità di definire a livello europeo un
quadro giuridico comune per chiarire le norme ed i regolamenti
amministrativi che si applicano ai fornitori d'accesso ed ai fornitori
di servizi.

c)Promuovere l'autodisciplina

La Commissione continuerà ad incoraggiare la cooperazione tra le
associazioni dei fornitori di accesso all'Internet per contribuire al
processo di autoregolamentazione, che andrà peraltro avviato in quegli
Stati membri in cui non si è ancora provveduto a farlo. La Commissione
incoraggerà la discussione e la ricerca riguardanti questioni tecniche
connesse al ruolo dei fornitori d'accesso e/o di servizi nel limitare
la distribuzione di materiale illegale.

2. Materiale nocivo

Iniziativa dell'UE volta a sostenere l'uso del software di filtraggio e dei sistemi di classificazione

Si può prospettare una raccomandazione del Consiglio che invii un
chiaro messaggio politico incoraggiando l'uso di software di filtraggio
quale PICS e di uno o più sistemi europei di classificazione. La
Commissione ha già invitato gli operatori del settore a costituire una
piattaforma comune che consenta l'impiego dei sistemi di filtraggio
nell'intera Comunità.

I produttori europei di materiale andranno incoraggiati a cooperare
nell'ambito di questo sistema adottando un proprio codice di condotta
per il materiale pubblicato sull'Internet, che comprenda una
sistematica autoclassificazione di tale materiale.

Un'iniziativa della Commissione sosterrà le iniziative nazionali di sensibilizzazione destinate a genitori ed insegnanti.

3. Questioni internazionali

a)Una conferenza internazionale

In occasione della riunione del Consiglio "Industria" dell''8
ottobre 1996 è stata accettata la proposta tedesca di ospitare una
conferenza internazionale, con la partecipazione di rappresentanti
delle autorità, dei fornitori d'accesso e/o di servizi e degli utenti.
I lavori si concentreranno su:

la fattibilità di provvedimenti immediati, tra cui un inquadramento
della cooperazione internazionale basato sull'attuale quadro giuridico;

la discussione della fattibilità di una convenzione internazionale sulle informazioni di contenuto illegale e nocivo .

b)Ampliamento del dialogo

Giacché questo dialogo dovrebbe coinvolgere il maggior numero
possibile di paesi esso potrebbe venir ad un organismo con un gran
numero di membri quale l'OCSE, l'OMC, le Nazioni Unite o uno degli
organismi più specializzati dell'ONU.

4. Iniziative di sostegno

a)Dispositivo di garanzia della trasparenza

Le questioni di regolamentazione andrebbero esaminate a livello
comunitario in modo trasparente e sistematico, per consentire
l'elaborazione di soluzioni giuridiche coerenti ed efficaci.

b)Un sito d'informazione sul Web

Si provvederà ad inserire sul World Wide Web un sito (ospitato da un
server della Commissione) che contenga informazioni originali e
collegamenti (links ) a pagine appropriate su altri siti. Questo sito
formerà parte di una nutrita serie di pagine del Web dedicata ad
un'ampia gamma di argomenti pertinenti all'informazione ed a tematiche
affini, decisa nell'ambito del programma d'azione L'apprendimento nella
società dell'informazione, recentemente adottato dalla Commissione.

Nel materiale così reso disponibile potranno rientrare: (a)
informazioni e consiglio per genitori, insegnanti e minorenni; (b)
software che consenta il controllo da parte dei genitori; (c)
informazioni sulle attività degli organismi ufficiali (istituzioni
dell'UE, Stati membri, paesi terzi, organizzazioni internazionali ed
organizzazioni non governative).