La professione giornalistica nei Paesi dell’Unione europea

 AUSTRIA

In Austria la professione giornalistica non è regolata per legge;
non esiste un ordine professionale; vi è un unico sindacato dei
giornalisti in cui si è liberi di iscriversi. Chiunque può attribuirsi
il titolo di giornalista e svolgere la relativa professione senza
incorrere in sanzioni.

Il sindacato dei giornalisti fa parte della O.E.G.B. (Confederazione Generale dei Sindacati Austriaci) di cui è una sezione.

Consta di 10 categorie: giornalisti dei quotidiani, giornalisti dei
periodici, giornalisti delle agenzie, addetti stampa, free-lancers,
segretari di redazione (devono espletare almeno per metà tempo attività
giornalistica) fotoreporters, giornalisti sportivi, giornalisti
radiofonici, giornalisti televisivi. I grafici sono considerati
giornalisti e rientrano nel contratto collettivo dei giornalisti solo
quando prestano attività in un quotidiano o in un periodico.

È sufficiente un contratto come redattore per l'iscrizione
immediata. È prevista anche l'iscrizione dei free-lancers. Però questi
debbono dimostrare che da sei mesi (fino a qualche anno fa si
richiedevano 12 mesi) svolgono attività giornalistica. La dimostrazione
deve avvenire attraverso gli articoli pubblicati ed attraverso la
documentazione fiscale. Dalla documentazione fiscale deve risultare che
il reddito dall'attività giornalistica è almeno pari alla metà del
reddito del giornalista dipendente all'inizio della professione.

La "carte de prèsse" viene rilasciata da un Consiglio, detto Consiglio di amministrazione. Esso è composto da:

  1. rappresentanti del sindacato dei giornalisti;
  2. rappresentanti del sindacato editori quotidiani;
  3. rappresentanti del sindacato editori periodici;
  4. rappresentanti del sindacato dei fotoreporters.

Per avere valore la tessera deve essere convalidata dal Ministero
dell'Interno. In particolare, ai fini del rilascio della tessera, il
Consiglio di amministrazione accerta la qualificazione professionale,
il Ministero controlla le qualità del cittadino e cioè l'assenza di
condanne penali e la pericolosità eventuale nei confronti della
sicurezza della Stato.

I cittadini stranieri possono essere iscritti al sindacato austriaco
se lavorano per pubblicazioni austriache ma ciò, di fatto, non si è
ancora verificato. Di norma i cittadini stranieri corrispondenti delle
testate estere in Austria sono iscritti all'Associazione stampa estera
con sede a Vienna.

BELGIO

In Belgio la professione giornalistica è regolata dalla legge 30
dicembre 1963 pubblicata sul "Moniteur belge" del 14 gennaio 1964.

Questa legge regola il riconoscimento e la protezione del titolo di giornalista professionista.

Essa detta all'art.1 i requisiti per essere riconosciuti giornalisti professionisti:

  1. età non inferiore ai 21 anni;
  2. non aver violato gli artt. 31 e 123 sexies del codice penale
    belga e, con riserva di quanto previsto dall'art. 2, non essere incorsi
    all'estero, in una condanna che se fosse stata pronunciata in Belgio,
    sarebbe rientrata nella violazione in tutto o in parte di detti
    diritti;
  3. far parte, a titolo di professione principale e ricavandone
    la maggior parte dei propri guadagni, della redazione di giornali
    quotidiani o periodici, radio, televisione, films-giornali (actualitès
    filméés) o agenzie di stampa rivolte all'informazione generale;
  4. aver svolto come professione abituale l'attività di giornalista per almeno due anni e non averla cessata da due anni;
  5. non esercitare alcuna specie di commercio e in particolare
    alcuna attività che abbia per oggetto la pubblicità, se non in qualità
    di direttore.

L'art. 2 della legge istituisce quindi una commissione di prima
istanza ed una d'appello che decidono sull'acquisizione o perdita del
titolo di giornalista professionista.

Esiste la stampa estera e la tessera ai corrispondenti stranieri è
rilasciata dal Ministero degli Esteri. Direttore della pubblicazione di
informazione generale può essere solo un giornalista professionista.

DANIMARCA

In Danimarca vi è un unico organismo che rappresenta i giornalisti
danesi ed è la Federazione della stampa (Dansk Journalistforbund) con
sede a Copenaghen.

Essa rappresenta i giornalisti dei quotidiani, periodici e radio-televisione.

La Federazione è divisa in nove circoscrizioni. Sette circoscrizioni
rappresentano i giornalisti che sono muniti di apposito titolo di
studio, una circoscrizione raggruppa i giornalisti studenti, una
circoscrizione raggruppa i giornalisti della Groenlandia. Si tratta di
un organo di natura giuridica privata e pertanto è retto da uno statuto
liberamente scelto ed approvato dai giornalisti che ne fanno parte.

L'accesso alla professione con la conseguente iscrizione alla
Federazione, avviene di noma attraverso la Facoltà di giornalismo
dell'Università di Aarhus. Per accedere all'Università di Aarhus
occorre il titolo di scuola media superiore e il superamento di un
esame di ammissione.

È l'unica Facoltà in Danimarca per cui è prevista una prova speciale di ammissione; vi sono circa 2.000 domande l'anno.

Vi è però un numero chiuso; è possibile solo l'ammissione di
duecento studenti all'anno (da ricordare che la popolazione danese è di
poco più di 5.000.000 abitanti).

Il corso di giornalismo dura 4 anni. Nel primo anno e mezzo si ha
uno studio teorico; poi vi sono 18 mesi di praticantato da svolgere
presso un giornale, rivista o radiotelevisione e infine un altro anno
di studio teorico con tesi finale.

Si può essere iscritti al sindacato anche mentre si è studenti
dell'Università di Aarhus e si appartiene naturalmente alla
circoscrizione studenti.

La Federazione della stampa è nella Commissione delle Università e
controlla l'idoneità del praticantato svolto presso le aziende
giornalistiche.

Il 98 per cento degli iscritti alla Federazione ha superato gli esami ad Aarhus.

FINLANDIA

Esiste un solo sindacato, unico organismo rappresentativo dei giornalisti finlandesi ed è l'Unione dei giornalisti finlandesi.

L'iscrizione al sindacato non è obbligatoria. L'Unione è
un'associazione di natura giuridica privata e segue le norme che i
giornalisti finlandesi hanno autonomamente approvato.

Dette norme, peraltro, non sono obbligatorie per i non iscritti. Non
sono, di conseguenza, protetti né il titolo, né l'esercizio della
professione giornalistica.

Chiunque può liberamente dire di essere un giornalista ed esercitare
la professione senza obbligo di iscriversi al sindacato e senza, per
questo, incorrere in sanzioni di natura penale.

Per l'Unione è giornalista una persona permanentemente impiegata
nello staff editoriale di un quotidiano, periodico, stazione
radio-televisiva, agenzia di informazione o servizi di mass media.
Possono essere iscritti al sindacato, in quanto considerati
giornalisti: i redattori, i fotoreporters, i grafici, i vignettisti, i
cameramens. Non sono considerati giornalisti, e quindi non possono
essere iscritti, gli addetti agli Uffici Stampa e pubbliche relazioni,
i redattori di giornali aziendali, i tecnici radiotelevisivi.

Non possono essere iscritti coloro che, oltre ad esercitare
l'attività giornalistica, hanno un impiego fisso. Ad esempio un
insegnante, anche se la sua attività giornalistica è copiosa, non può
essere iscritto.

FRANCIA

Il legislatore francese ha ritenuto giustamente che la libertà di
stampa sia una delle più importanti libertà pubbliche ed ha quindi
riservato alla professione di giornalista nel codice del lavoro, delle
regole particolari ponendola, almeno in parte, al di fuori del diritto
comune. È stata quindi garantita al giornalista una certa libertà ed un
certo spazio nei confronti dell'imprenditore e dei pubblici poteri.

L'art. 762-1 del codice del lavoro dà la definizione legale del giornalista.

"Giornalista è colui che ha per professione principale, abituale e
retribuita, l'esercizio della sua professione in una o più
pubblicazioni, quotidiane e periodiche o in una o più agenzie di stampa
e da cui ricava la sua entrata principale".

Sono assimilati ai giornalisti professionisti i seguenti diretti
collaboratori della redazione (traduttori, stenografi, revisori,
disegnatori e fotografici). Sono esclusi gli agenti di pubblicità e
tutti coloro che, a qualunque titolo, diano solo una collaborazione
occasionale.

La definizione legale attuale di giornalista deriva dalla
combinazione di due criteri, l'uno di fondo che prescrive che
l'attività di giornalista sia la fonte della maggior parte delle
entrate e costituisca l'occupazione principale, l'altro di forma e cioè
l'ottenimento della tessera stampa.

Esiste una procedura per ottenere la tessera stampa che deve essere
deliberata e rilasciata da una Commissione paritaria cui il richiedente
deve esibire la dichiarazione del direttore della pubblicazione (non
del "redacteur en chef") e le buste paga da cui risulta che è
remunerato secondo i minimi nazionali. Ma in pratica la Commissione non
fa altro che automaticamente confermare una decisione padronale.

In conclusione l'esercizio della professione giornalistica è libero.

L'iscrizione tra i giornalisti professionisti con il conseguente
rilascio della tessera stampa e l'acquisizione dei relativi vantaggi
(anche fiscali) è rimessa ad una commissione paritaria istituita per
legge. L'iscrizione non è subordinata al possesso di un titolo di
studio (anche se di fatto tutti i giornalisti ne sono in possesso).

È previsto un praticantato di due anni, un anno se si è provvisti di apposito titolo di studio.

È protetto solo il titolo di giornalista professionista:

GERMANIA

L'esercizio della professione di giornalista e il titolo professionale non sono protetti dalla legge.

Chiunque può titolarsi giornalista e può svolgere attività giornalistica professionalmente.

Non è richiesto dalla legge alcun titolo di studio né generale né specifico.

Le assunzioni dei giornalisti sono lasciate ad libitum degli editori.

Tutti i cittadini stranieri, appartenenti alla Unione europea o
meno, purché esplichino attività redazionale per due anni, possono
essere riconosciuti giornalisti professionisti ed iscritti al
sindacato. I giornalisti esteri fanno parte della Stampa estera con
sede centrale a Bonn.

GRAN BRETAGNA

Non è mai esistito in Gran Bretagna alcun organismo di natura
pubblica che rappresentasse i giornalisti e non esiste tuttora. In
passato i giornalisti erano iscritti tutti all'Istituto dei
Giornalisti; dal 1907 la maggior parte è scritta all'Unione Nazionale
dei Giornalisti (N.U.J.); di fatto oggi alla NUJ appartengono circa
33.000 giornalisti contro i 2.000 ancora iscritti all'Istituto.

La sede centrale della NUJ è a Londra, vi sono poi altre cinque
sezioni principali di cui una a Dublino e 166 rappresentanti sparsi per
la Gran Bretagna, e di questi tre in Europa e precisamente a Parigi,
Bruxelles e Ginevra.

I tre rappresentanti in Europa sono stati ritenuti necessari in
quanto nelle tre città citate, prestano attività professionale molti
cittadini della Gran Bretagna e dell'Irlanda.

L'unione Nazionale dei giornalisti ha naturalmente natura giuridica
di diritto privato ed è retta da uno statuto approvato dai soci.

Per essere iscritti all'Unione occorre di fatto solo la presentazione di due soci che garantiscano.

A seguito della presentazione i giornalisti che prestano attività
professionale come dipendenti, sono iscritti subito, mentre al
free-lancer viene concessa una iscrizione provvisoria che diviene
definitiva dopo tre anni di attività di giornalista indipendente.
Stranamente possono essere iscritti anche gli editori.

Gli iscritti all'Unione hanno diritto al rilascio di una tessera.
Non occorre avere la cittadinanza britannica per essere iscritti. Hanno
la stessa facoltà tutti gli stranieri anche al di fuori della Ue.

In realtà in Gran Bretagna non vi è alcuna legge che protegge il titolo e l'attività di giornalista.

L'iscrizione all'Unione e all'Istituto non è assolutamente
necessaria per l'esercizio della professione o per titolarsi
giornalisti.

Esistono in Gran Bretagna università e corsi di giornalismo ma non
hanno molto valore pratico poiché non sono propedeutici né
all'iscrizione all'Unione, né necessari per l'esercizio della
professione.

GRECIA

Non esiste l'Ordine né alcuna Istituzione pubblica che regoli l'attività giornalistica.

Nessuna legge protegge il titolo di giornalista, o l'esercizio della professione.

Vi sono soltanto le associazioni dei giornalisti.

Quattro sono i sindacati rappresentativi dei giornalisti. La
principale organizzazione sindacale è quella di Atene e precisamente
"L'Unione dei giornalisti dei quotidiani di Atene".

I requisiti per l'iscrizione dei giornalisti al sindacato sono:

  1. nazionalità greca;
  2. godimento dei diritti civili e non aver riportato condanne penali;
  3. età non inferiore a 21 anni e non superiore a 40 anni;
  4. titolo di studio minimo, licenza liceale o equivalente;
  5. praticantato di tre anni senza interruzione per i laureati
    (più un anno per divenire membro con tutti i diritti); praticantato di
    cinque anni (più un anno per divenire membro con tutti i diritti), per
    coloro che sono in possesso solo di licenza liceale o equipollente.
    L'aspirante professionista per essere iscritto al sindacato deve
    dimostrare l'esercizio della professione tramite le risultanze del
    bilancio dell'impresa attestante il pagamento del suo stipendio
    mensile, nonché il pagamento dei contributi previdenziali;
  6. superamento di un esame professionale al termine del
    praticantato (scritto e orale) da tenersi dinanzi ad una commissione
    del sindacato composta da 5 membri e presieduta dal Presidente del
    Consiglio sindacale.

IRLANDA

In Irlanda, come in Gran Bretagna, vi è un unico organismo che
rappresenta i giornalisti ed è sempre il NUJ (Unione Nazionale dei
Giornalisti).

La sede del NUJ irlandese è a Dublino che è appunto una delle cinque sezioni delle NUJ.

Possono essere iscritti alla NUJ di Dublino e prestare attività
giornalistica come dipendenti i cittadini irlandesi, britannici e
appartenenti alla Ue. I cittadini stranieri, extra Ue, possono
liberamente lavorare in Irlanda come freelancers ma non come
dipendenti, perché in tal caso devono avere il permesso del Ministero
del Lavoro. Prima di concedere tale permesso il ministero, di norma,
chiede il parere alla NUJ, la quale però non ha mai posto ostacoli,
oltre tutto perché gli stranieri da assumere sono già noti in quanto
hanno iniziato già da tempo l'attività in Irlanda come freelancers.

LUSSEMBURGO

La legislazione che riguarda i giornalisti è analoga a quella belga.

In proposito sono da considerarsi la legge 20 dicembre 1979 e i due regolamenti ministeriali del 25 e del 26 gennaio 1984.

La legge 20 dicembre 1979 riguarda il riconoscimento e la protezione
del titolo di giornalista professionista. Consta di tre articoli:

L’art.1 detta requisiti per ottenere il diritto di usare il titolo professionale di giornalista professionista e precisamente:

  1. esercitare a titolo di professione principale una attività
    redazionale per una o più pubblicazioni, agenzie, radio-televisioni,
    oppure essere redattore o corrispondente accreditato per il Granducato
    del Lussemburgo a un organo di stampa straniero purché le pubblicazioni
    e le trasmissioni siano dirette alla informazione generale;
  2. avere la maggiore età;
  3. non avere perso i diritti civili e non avere precedenti penali
    e non essere incorsi all'estero in condanne che se pronunciate nel
    granducato avrebbero comportato la perdita di tali diritti;
  4. una pratica professionale di due anni almeno;
  5. non esercitare alcun commercio né alcuna attività che abbia
    per oggetto la pubblicità se non in qualità di dirigente di un organo
    di, stampa.

L’art. 2 istituisce il Consiglio della Stampa che decide sul
riconoscimento del titolo e la perdita del medesimo in base ai
requisiti di cui all'art.1 previsto dalla legge stessa.

L’art. 3 stabilisce le sanzioni per colui che si attribuisce il
titolo di giornalista professionista senza essere stato ammesso al
Consiglio della Stampa.

NORVEGIA

Il principale organismo di stampa norvegese è il "Norsk Press
Forbund". Non ha funzioni sindacali, tratta con il governo per i
principali problemi della stampa. Il suo scopo primario è la protezione
dell'indipendenza della stampa; fissa, inoltre, le regole di etica
professionale e prende le decisioni in merito. Dette decisioni vengono
pubblicate sui quotidiani. È il "Norsk Press Forbund" che rilascia la
tessera di giornalista. È retto da un presidente la cui durata in
carica non è prefissata. Nel "Norsk Press Forbund" confluiscono i tre
più importanti organismi di stampa indipendenti ed autonomi, e
precisamente il "Norsk Journalistlang" (vero e proprio sindacato dei
giornalisti), il "Norsk Rechektorpivening" (che è solo un'associazione
a cui appartengono solo i capo redattori), il "Norsk Avilers Lands
Forbund" (unione dei giornalisti quotidiani a cui appartengono i
proprietari dei giornali).

Per essere iscritti al sindacato non sono necessari requisiti
particolari. È sufficiente dimostrare che la maggior parte del proprio
guadagno deriva dalla professione giornalistica.

Ciò è, ovviamente, facile per i giornalisti dipendenti di un
giornale ai quali basta esibire un contratto di assunzione. Per i
free-lancers occorre esibire la denuncia fiscale per l'attività
giornalistica svolta nell'anno precedente.

OLANDA

Non vi è alcun organismo pubblico che rappresenti i giornalisti, né
alcuna legge che protegga l'attività giornalistica o il titolo di
giornalista. Chiunque può fregiarsi del titolo di giornalista e
svolgere professionalmente l'attività di giornalista. Esiste solo un
sindacato unico che comprende sia i giornalisti dipendenti che i
free-lancers.

Non vi è praticamente distinzione fra i giornalisti dipendenti e free-lancers. L'iscrizione al sindacato è ovviamente libera.

Per i giornalisti dipendenti è sufficiente dimostrare la
subordinazione tramite il contratto con l'editore per essere iscritti
subito al sindacato senza bisogno di alcun periodo di praticantato.

Tutto è rimesso alla volontà dell'editore che assume, o meno, chi vuole.

Non essendo il titolo e la professione del giornalista protetti per
legge, ne consegue che giuridicamente non vi è alcun bisogno di un
giornalista per dirigere le pubblicazioni.

L'Associazione, per lo meno per le pubblicazioni maggiori, riesce ad
imporre il principio che esse siano dirette da un giornalista iscritto.

PORTOGALLO

Fino al 1974 esisteva la corporazione dei "giornalisti" Stampa-Arti
Grafiche e Tipografi la quale faceva parte del Ministero delle
Corporazioni. La tessera professionale era rilasciata dalla
Corporazione. Era obbligatorio essere iscritti alla Corporazione per
esercitare la professione. Nel 1974 fu abolito il sistema corporativo.
Nel 1979 fu regolato con legge lo statuto professionale dei giornalisti.

Attualmente vi è una legge generale che stabilisce le regole e le
prerogative dei sindacati nonché i requisiti per l'accesso agli stessi.

Nell'ambito della legge quadro e nel rispetto della stessa, ciascun
sindacato si approva un proprio statuto. Il sindacato dei giornalisti,
prima detto sindacato nazionale dei giornalisti (la parola nazionale è
ora abolita), è unico con sede a Lisbona.

Per i giornalisti non vi è esclusività professionale, sono previste
solo incompatibilità. Ad esempio l'attività giornalistica è
incompatibile con l'attività svolta negli uffici stampa e con quella
pubblicitaria.

La professione giornalistica è protetta dalla legge ed è perseguito
dalla stessa l'esercizio abusivo nonché l'uso del titolo di
giornalista. È possibile esprimere liberamente il proprio pensiero
attraverso la stampa, ma non esercitare l'attività giornalistica in
forma professionale.

Per quanto riguarda il titolo di studio dapprima, e cioè dal 1966,
erano sufficienti nove anni di scolarità (quattro elementari e cinque
ginnasio); nel 1971 fu richiesto come requisito minimo 11 anni di
scolarità o, in alternativa, era sufficiente un accertamento del grado
di cultura da parte del sindacato; dal 1982 è stato abolito
l'accertamento culturale ed il requisito minimo è rimasto solo quello
relativo a 11 anni di scolarità.

Non esistono Università specifiche di giornalismo, ma solo di comunicazione sociale.

Dall'ottobre 1988 è entrato in funzione un centro di formazione
professionale di giornalismo, di cui fanno parte lo Stato (tramite il
Ministero del Lavoro) il sindacato dei giornalisti e gli Editori.
Questo centro, però, attualmente accoglie solo i giornalisti già
iscritti ed ha la funzione di aggiornamento della professione.

È allo studio la possibilità che funzioni anche per la preparazione e formazione degli aspiranti giornalisti.

SPAGNA

L'art. 36 della Costituzione spagnola prevede la regolamentazione,
per legge, dei collegi professionali, tra cui quello dei giornalisti.

Il termine fissato per l'emanazione dell'apposita normativa è di
dieci anni, ma ad oggi la Costituzione non ha avuto ancora attuazione.

Affermano i giornalisti spagnoli che ciò dipende dal fatto che il
governo è contrario ad un ordine professionale dei giornalisti perché
questi acquisirebbero troppo potere e indipendenza, e ciò sarebbe
scomodo politicamente.

La mancanza di protezione professionale e quindi la possibilità per
gli editori di assumere chiunque come giornalista, ha per conseguenza
un forte potere contrattuale degli editori, e una grande debolezza dei
giornalisti. Quella del giornalista è l'unica categoria che non ha
diritto di sciopero. Attualmente chiunque si può fregiare del titolo di
giornalista e svolgere attività professionale senza alcun titolo di
studio e senza alcuna pratica: è sufficiente il contratto dell'editore.

L'Ordine dei giornalisti è stato recentemente istituito con legge in
Catalogna. Attualmente all'Ordine di Catalogna sono iscritti il 98% di
coloro che esercitano la professione giornalistica.

L'istituzione è stata possibile in quanto la regolamentazione dei
collegi professionali è prevista dalla Costituzione e, soprattutto, in
quanto la Catalogna, quale regione a statuto autonomo, ha il potere di
legiferare.

L'Ordine è in corso di istituzione nella regione Basca, Navarra,
Andalusia, Galizia e Canarie. Anche in queste regioni l'istituzione con
legge dell'Ordine è possibile poiché trattasi di regioni a statuto
autonomo.

Esiste un organismo privato cui sono iscritti la maggior parte dei giornalisti ed è la "Federazione della Prensa".

Per essere iscritti alla Federazione occorre la laurea in
giornalismo. La durata del corso di laurea è di cinque anni; ottenuto
il titolo l'iscrizione è conseguenziale. Qualora si abbia altra laurea
che non sia quella di giornalismo, per essere iscritti occorrono due
anni di pratica. Non vi sono esami per l'iscrizione né dopo la laurea,
né dopo due anni di pratica.

Una volta iscritti, l'iscrizione permane anche se non si esercita
più la professione. In via transitoria si può essere iscritti anche
senza laurea, ma in tal caso occorrono cinque anni di pratica
professionale. Ultima notazione è che in Spagna l'esercizio della
professione (escluso i corrispondenti esteri che sono iscritti alla
stampa estera e che svolgono attività per le testate estere) è
consentita solo ai cittadini spagnoli. Sono esclusi i cittadini
stranieri, ivi compresi, per ora, i cittadini dell'Unione europea.

SVEZIA

Esiste un unico organismo rappresentativo dei giornalisti svedesi ed
è la "The Swedish Union of Journalists" con sede a Stoccolma.

Le sue fonti di finanziamento sono le quote associative ed i
contributi dello Stato, questi ultimi, però, concessi solo per le
attività didattiche svolte dalla Federazione.

Da notare che in Svezia lo Stato elargisce contributi a tutti gli
organismi che svolgono attività didattiche e, quindi, non si tratta di
un privilegio concesso al solo sindacato dei giornalisti.

La Federazione provvede alla tenuta dell'Albo degli iscritti e
rilascia la tessera da giornalista che è valida come documento
d'identità, però nella misura in cui è valida la tessera rilasciata
dalle industrie o da altri organismi, ai propri dipendenti.
L'importante è che la tessera sia composta graficamente come
espressamente stabilito dalla legge generale dello Stato svedese.

Non è richiesto alcun praticantato e non vi sono, di conseguenza,
esami di idoneità professionale. Gli iscritti alla Federazione sono di
due categorie: giornalisti dipendenti e free-lancers. Per l'iscrizione
dei primi è sufficiente dimostrare, tramite il contratto, che si è
stati assunti presso la redazione di una testata giornalistica;
l'iscrizione è immediata. Per i free-lancers, invece, è necessario
dimostrare che la maggior parte del proprio reddito proviene
dall'attività giornalistica. Ciò può essere dimostrato o con
l'esibizione di contratti di collaborazione con i vari giornali e la
quantificazione dei propri redditi, oppure, in mancanza di contratti,
con la denuncia fiscale. L'iscrizione avviene dopo un anno di attività
giornalistica.

(A cura del Consiglio nazionale dell’Ordine dei Giornalisti in Desk n. 2/1997