Scuole e master di giornalismo.
La “Legge Treu”
n. 196/1997
(Governo Prodi 1)
prevede
la presenza degli
stagisti nelle aziende
Le Regioni Lombardia e Marche
hanno tagliato del 50% i contributi
agli Ifg di Milano e Urbino
Scuole di giornalismo in Italia.
Prezzi e servizi a confronto.
Fu stabilito nel 1929 che i 18 mesi
di una scuola di giornalismo
equivalgono ai 18 mesi della
pratica presso una redazione.
Oggi gli Ordini professionali
hanno particolari e peculiari poteri
di autonomia normativa.
lavoro ai giornalisti disoccupati. Gli allievi delle scuole frequentano
di massima le redazioni dal 1° giugno al 31 agosto di ogni anno.
Qualche volta lo stage viene ripetuto dal 15 dicembre al 15 gennaio. Questi
periodi sono quelli contrassegnati dalle ferie dei redattori, quando a
rotazione diverse “stazioni di lavoro” sono libere. E’ inconcepibile una formazione fatta senza l’uso del computer/internet. Le
tre scuole milanesi (Ifg, Cattolica e Iulm) hanno complessivamente 100
allievi-praticanti (che diventeranno 130 con il master della Statale di
prossimo avvio) e ricevono richieste di stage per almeno
300/400 unità. In verità, dopo l’entrata in vigore della “Legge Treu”
n. 196/1997 (Governo Prodi 1), le redazioni vengono invase da studenti
universitari in base a convenzioni tra Atenei ed aziende
editoriali stipulate con riferimento agli articoli 17 e 18 della
predetta legge. Materia, questa, che andrebbe disciplinata da accordi
tra Fnsi, Cnog e Fieg, anche se l’impresa appare difficile (si possono
contenere e limitare gli effetti di una legge?). Prima di lanciare
accuse occorre sempre documentarsi. Nelle redazioni dovrebbero entrare
come stagisti soltanto gli allievi/praticanti delle Scuole e dei master riconosciuti dall’Ordine e non studenti “generici”.
prevede la riassunzione dei giornalisti disoccupati da parte delle
aziende. Non è vero. Esiste una lista (gestita dal sindacato) dalla
quale i direttori, se vogliono e se credono, possono attingere. Non si
può imporre a nessuno (direttore o azienda) di assumere. La libertà di
impresa non tollera vincoli di questo tipo. La riassunzione di
professionisti disoccupati può essere, come è avvenuto in passato,
incentivata con opportuni "sconti contributivi" da parte dell'Inpgi.
Ed è augurabile che questa politica abbia una nuova stagione fruttuosa.
disoccupati: tali possono dirsi soltanto i professionisti e i
praticanti in base all’articolo 4 del Cnlg. Gli altri (i pubblicisti)
possono definirsi disoccupati generici, ma non giornalisti disoccupati,
in quanto svolgono attività giornalistica ma non la professione
giornalistica. Il Cnlg li esclude dalle liste. Anche i praticanti delle Scuole dell’Ordine sono di fatto disoccupati. I disoccupati su scala nazionale vengono
calcolati in 2.700, ma è un numero senz’altro esagerato qualora si
dovessero prendere in considerazione soltanto professionisti e praticanti senza posto fisso.
spesso secondo logiche di campanile. In verità le scuole dovrebbero
esistere soltanto a Milano e a Roma, dove il mercato giornalistico è
robusto. La notizia, in parte nuova, è legata alla decisione
delle Regioni Lombardia e Marche di tagliare del 50% i fondi all’Ifg di
Milano e all’Ifg di Urbino. L’esistenza dell’Ifg di Milano – lo storico “Carlo De Martino” – probabilmente non andrà al di là dell’ottobre 2007, quando si concluderà il biennio in corso. Gli allievi del “De Martino” versano 50 euro all’anno (alla Regione). La
decisione delle Regioni di “tagliare” è collegata alla sforbiciata
delle entrate procurata dalle ultime leggi finanziarie e dalla Ue (che
destina meno quattrini al Fondo sociale), ma anche alle scelte
politiche di favorire i corsi privati, dove si pagano da 3mila a 10mila euro all’anno. Va
detto che gli Ifg e i master hanno creato, dal 1977 in poi, meno di
2mila professionisti, quando, nello stesso periodo, l’occupazione
giornalistica, secondo i dati Inpgi, è cresciuta di 9mila unità (da
7mila a 16mila unità). I numeri dicono che è falsa l’accusa ai praticanti delle scuole dell’Ordine di aver “rubato” tutti in posti creati dal mercato. Chi accusa dimentica che i dottorini/praticanti
delle Scuole hanno molto spesso una marcia in più. Scrivo mentre ho
presenti soltanto i 600 professionisti dell’Ifg “De Martino” (45 direttori, 280 vicedirettori e capiredattori, 250 capiservizio e redattori, 20 addetti stampa, etc). Sono convinto, da sempre, che gli aspiranti giornalisti, privi di saperi scientifici (che si apprendono soltanto nelle Università), siano destinati a non avere futuro oggi nella professione di giornalista.
L’Ifg “De Martino” nei suoi 30 anni di vita ha organizzato decine e decine di corsi mirati
all’aggiornamento dei giornalisti senza posto. Anche questa esperienza
rischia la fine. Con un danno evidente anche per il sindacato, che non
avrà una sede (gratuita) dove dare una speranza a chi è rimasto a
spasso. La Regione Lombardia ha finanziato tutta l'attività trentennale
dell'Ifg - corsi di praticantato e corsi di formazione/aggiornamento -
con un esborso pari a circa 15 miliardi di vecchie lire.
Vale la
pena di sottolineare una nota curiosa: i giornalisti professionisti
dipendenti non costituiscono una anomalia. La direttiva comunitaria
36/2005 (“Zappalà”) e il dlgs 30/2006 (“La Loggia”) hanno equiparato lavoro professionale dipendente e lavoro professionale autonomo. Con la conseguenza che
dovrebbero esistere, all’interno degli Ordini, Albi dei professionisti
autonomi e dei professionisti dipendenti. Per quanto riguarda i
giornalisti, finirebbe così la giostra dei numeri dati senza alcuna
base certificata.
all’articolo 4 del Regio Decreto 26 febbraio 1928 n. 384 sull’Albo
professionale dei giornalisti
dell’Albo dei giornalisti, il diploma rilasciato da una scuola
professionale per giornalisti, debitamente riconosciuta, costituisce
titolo equivalente a quello della pratica professionale per la durata
di mesi diciotto, richiesta dall’articolo 4 del regolamento per la
istituzione dell’Albo professionale dei giornalisti, approvato
con Regio Decreto 26 febbraio 1928 n. 384 (1).
……………….
dei giornalisti n. 69/1963 recita: “Sono abrogati il regio decreto 26
febbraio 1928 n. 384, il decreto legislativo luogotenenziale 23 ottobre
1944 n. 302, e ogni altra disposizione incompatibile con la presente
legge”. Il rd 2291/1929 è perfettamente in vigore, perché non è
incompatibile con la “presente legge” (cioè con la legge professionale
del 1963).
hanno particolari e peculiari poteri di autonomia normativa o di
autodichia. L’Ordine, pubblica amministrazione, ha un potere di
autogoverno e di autoregolamentazione (Cass. civ. Sez. unite, 10/6/2003
n. 9296; Cass. civ. Sez. unite, 10/7/2003 n. 10842; Cass. civ. Sez.
unite, 11/11/2003 n. 16943; Cass. Civ. Sez. unite, 23/1/2002 n. 762;
Cass. civ. Sez. unite, 6/6/2002 n. 8225; Cass. civ. Sez. III, 6/4/2001
n. 5156; Cass. civ. Sez. Unite, 22/6/1990 n. 6312); potere riconosciuto
anche dal Ragioniere generale dello Stato (Ispettorato generale dello
Stato per gli ordinamenti del personale; Divisione IV, prot. 177755/14
ottobre 1997) in tema di fissazione delle indennità spettanti ai
consiglieri; indennità poi fissate dal Consiglio nazionale, ma
rifiutate dai consiglieri e dai revisori dell’Ordine di Milano.
L’Ordine di Milano si avvale da decenni del potere di autodichia,
autogoverno e autoregolamentazione (delibera sul praticantato
d’ufficio; delibera istituiva di una Scuola di giornalismo con il
praticantato alternativo a quello tradizionale; delibere (ripetute
negli anni) di sostegno economico della Scuola di giornalismo; delibera
sull’assistenza legale/amministrativa/fiscale a favore degli iscritti
economicamente deboli; delibera istitutiva di un contributo una tantum
di 10 euro a carico degli iscritti per sostenere la Scuola di
giornalismo; delibera con la quale ha liberato il direttore di Tabloid
dal pagamento di spese legali e di risarcimenti a terzi a seguito di
condanna; delibera di pagamento delle spese legali a favore di
giornalisti disoccupati; delibera di acquisto di mezzi tecnici di
stampa del giornalino dei detenuti di San Vittore; delibera per la
premiazione delle migliore tesi di laurea sul giornalismo e per il
sostegno di premi giornalistici organizzati da enti della categoria;
delibera per la concessione di medaglia d’oro agli iscritti con 50 anni
di Albo; delibere con impegni finanziari in occasione di ricorrenze
particolari con stampa anche di volum; delibera di sostegno
dell’assistenza svolta dalla Fnsi e dall’Alg a favore di giornalisti
senza lavoro; delibera con stanziamenti economici a favore del Circolo
della stampa, etc).
...................................
15 giugno 2006
Il praticantato negli Ifg e nei master.
delle scuole (e dei master universitari) sono tali in quanto redattori
delle testate giornalistiche edite dalle scuole stesse e regolarmente
registrate in tribunale (L'Ifg De Martino ha 5 testate, tra le quali un
quotidiano e un'agenzia di stampa). Spetta al Consiglio dell'Ordine
decidere sulle iscrizioni al Registro. Le delibere non sono state mai
impugnate dalle autorità vigilanti. Anche i praticanti d'ufficio non
sono previsti dalla legge, ma in questo caso i Consigli si avvalgono
dei poteri istruttori (art. 6 della legge 241/1990) che hanno come enti
pubblici. Gli Ordini hanno poteri di autodichia, cioè sono in grado di
ricavare norme dall'ordinamento generale. La legge 2291/1929 vale
ancora oggi per il principio generale che ha introdotto: le scuole
professionali come luogo di formazione dei giornalisti. Non è soltanto
la frequenza che dà il praticantato, ma soprattutto il lavoro
sistematico quotidiano per le testate giornalistiche. La frequenza
serve per prepararsi in vista dell'esame di stato, approfondendo le
materie di cui all'articolo 45 del Dpr 115/1965. Il “quadro di
indirizzi”, approvato dal Consiglio nazionale dell’Ordine, definisce le
condizioni perché una scuola possa essere riconosciuta (vedi il testo
in www.odg.mi.it/docview.asp?DID=1931).
mille su scala nazionale. I professionisti sono 21.500. Quelli occupali
sono 16.800; 3.500 sono pensionati. Dovete e dobbiamo batterci per
rilanciare l'accordo del 1996/1997, quello che prevedeva forti
incentivi previdenziali alle aziende che assumevano disoccupati. Questa
è la via maestra per ridurre il numero di coloro che cercano un posto
fisso. So che l'Inpgi a giorni dovrebbe approvare una delibera in tal
senso. Poi, però, servirà il sì della Fieg (e della Fnsi). In questo
momento danno nuovo lavoro soltanto gli uffici stampa (soprattutto
privati).
Contratto nella gerarchia delle fonti giuridiche, consente alle scuole
(e alle Università) di stipulare convenzioni con le aziende ospitanti.
Tutto qui. Cordiali saluti
...............................................
espressa dall'Ordine nazionale dei giornalisti, dopo aver appreso che
alcune aziende editoriali hanno sospeso l'effettuazione degli stages
previsti per gli allievi delle scuole di giornalismo. Lo rende noto in
un comunicato il Consiglio nazionale dell'Ordine dei giornalisti
che mette a rischio la conclusione del biennio di formazione, giacche'
gli stages fanno parte integrante dei diciotto mesi previsti dalla
legge per l'ammissione agli esami di stato. L'Ordine sottolinea che
l'utilizzazione degli allievi delle scuole nelle redazioni non puo'
essere confusa con quella di altre persone. Si tratta infatti -
sottolinea il comunicato del Consiglio - di praticanti, iscritti
all'Albo, che hanno gia' effettuato una parte dell'addestramento, sono
coperti da assicurazione e, ultimato lo stage, torneranno nei
rispettivi istituti di formazione''.
sbagliate di utilizzazione degli stagisti, in violazione di leggi e
accordi sindacali. L'Ordine sottolinea che essi in nessun caso possono
sostituire i professionisti assenti per ferie, ma sarebbe grave
impedire di fatto l'effettuazione degli stages, che concludono la
formazione prima dell'ammissione alla professione. Le aziende del resto
hanno firmato accordi e convenzioni con le scuole stesse. E' sbagliato
bloccare il processo di formazione dei praticanti. Occorre invece -
conclude
redazioni, attraverso accordi con la Federazione della Stampa e con la
Federazione degli Editori, con le quali il Comitato Esecutivo
dell'Ordine e' pronto a collaborare''. (ANSA)
...........................
Scuole di giornalismo in Italia.
Prezzi e servizi a confronto.
Formazione al Giornalismo di Milano, il Consiglio Nazionale dell'Ordine
dei Giornalisti, in virtù dei poteri di autoregolamentazione
concessigli dalla legge, ha riconosciuto l'ammissione agli esami di
idoneità professionale e quindi l'accesso al professionismo, anche a
coloro che abbiano svolto il praticantato in pubblicazioni edite da
Scuole convenzionate e riconosciute dall'Ordine dei Giornalisti. Oggi
le scuole riconosciute sono diciannove in tutto il territorio nazionale
di cui 4 a Milano, 1 ad Urbino, 1 a Bologna, 1 a Perugia, 3 a Roma, 1 a
Palermo, 1 a Napoli, 1 a Sassari, 1 a Torino, 1 a Padova, 1 a Potenza,
1 a Bari, 1 in Toscana e 1 a Salerno. Ad esse possono accedere, previo
superamento di una selezione attitudinale, un numero limitato di
allievi che varia a seconda della capacità delle singole scuole. Le
stesse vengono riconosciute quando documentino al Consiglio Nazionale
di essere in grado di osservare condizioni e garanzie fissate dal
Consiglio Nazionale stesso e cioè finalità esclusivamente formative
quindi trasparenza e autonomia delle fonti di finanziamento; esibizione
delle convenzioni stipulate con le imprese editoriali per il necessario
apprendimento pratico integrativo di quello svolto negli organi di
informazione editi dalle scuole stesse; selezione pubblica obbligatoria
per titoli ed esami (sono titoli preferenziali la laurea in materie
umanistiche, sociali ed economiche e quella, auspicabile, in scienze
delle comunicazioni; la frequenza a corsi di specializzazione o di
perfezionamento giornalistici; la qualità delle collaborazioni
giornalistiche svolte); durata dei corsi minimo biennale; frequenza
obbligatoria e a tempo pieno; programmi didattici a livello
universitario sulla base dei seguenti orientamenti generali:
sintesi-fusione sperimentale tra i due poli formazione culturale e
professionale tecnica, metodologia di studi che armonizzi lezioni
teoriche con le esercitazioni pratiche di tecnica e lavoro redazionale;
qualità e numero dei docenti (giornalisti, studiosi ed esperti delle
singole discipline, accademici universitari, tutor giornalisti che
seguano gli allievi durante la pratica redazionale).Va segnalato che
anche l'università ha preso coscienza dell'opportunità di farsi carico
della formazione al giornalismo. Tuttavia, non essendo stati emanati -
a differenza di quanto accaduto per le altre professioni - i decreti
attuativi della legge 14 gennaio 1999 n. 4, l'Ordine nazionale ha
ritenuto di non poter accogliere i progetti relativi al praticantato
collegato alle lauree specialistiche. E' stato invece convenuto, in
accordo con gli atenei che ne hanno fatto richiesta, che vada prescelta
la forma del master (biennale), più adatta a mettere insieme le
caratteristiche dell'insegnamento superiore con le norme fissate nel
"Quadro di indirizzi". A questi master (ed in quelli degli Istituti per
la formazione al giornalismo ancora esistenti) possono accedere -
attraverso un concorso per titoli ed esami - i laureati provenienti da
diverse Facoltà universitarie.
1. Istituto “Carlo de Martino” per la formazione al giornalismo – Milano www.ifgonline.it - Scuola di giornalismo a durata biennale (nata nel 1977).
Via Fabio Filzi 17 - 20124 Milano - Tel. 02.6749871 - Fax 02.67075551
2. Master di giornalismo a stampa e radiotelevisivo. Università Cattolica del Sacro Cuore. www.unicatt.it/milano
. Master di primo livello, durata biennale. Didattica. 1100 ore di
lezioni/laboratori per un totale di 40 crediti; 500 ore di stage per un
totale di 20 crediti; 1400 ore di redazione per un totale di 60
crediti.
3. Master biennale di giornalismo. Libera Università di lingue e comunicazione “Iulm” - www.iulm.it . Master di primo livello, biennale, è stato introdotto nel 2004.
Università IULM - Segreteria Studenti - Sezione Master Universitari
4. Master biennale il giornalismo dell’Università degli studi di Milano - www.giornalismo.unimi.it.
Master universitario biennale di primo livello. Attivato con l’anno
accademico 2005-2006. Didattica: 958 ore di didattica frontale, 1200
ore di attività di praticantato, 1200 ore di tirocinio.
dell’Associazione per la formazione al giornalismo, di cui sono soci
L’Università di Urbino, l’Ordine dei giornalisti delle Marche, la
Regione Marche e la Federazione nazionale della Stampa. Per accedere è
necessario possedere una laurea di primo livello.
6. Centro italiano di studi superiori per la formazione e l’aggiornamento in giornalismo radiotelevisivo di Perugia www.sgrtv.it- Fondato
nel 1992 in collaborazione tra la RAI e l’Università degli Studi di
Perugina. Richiesto un diploma di laurea di ogni livello.
Ponte Felcino – Perugina - Tel. 075 5911211 - Fax 075 5911232 - E
-mail: sgrtv@sgrtv.it
7. Scuola superiore di giornalismo di Bologna www.unibo.it/ssg. Master di secondo livello, durata biennale.
8. Scuola superiore di giornalismo. Libera università internazionale “Guido Carli” (LUISS) www.luiss.it. Scuola di giornalismo, durata biennale che richiede un diploma di laurea di primo livello per l’accesso.
E-mail: giornalismo@luiss.it
9. Master biennale in giornalismo e comunicazione. Università degli studi di Roma “Tor Vergata” www.scuolacomunicazione.uniroma2.it
redazione, stages di 6 mesi presso aziende editoriali come stabilito
dalla Convenzione con l’Ordine regionale dei Giornalisti del Lazio ai
fini dell’iscrizione all’albo dei praticanti, 274 ore di attività
didattica.
l’indirizzo Giornalismo (cfr. Bando di ammissione anno accademico
2005-2006).
Via Ridolfino Venuti 87 - 00162 Roma
E-mail: giornalismoecompub@uniroma2.it
10. Corso di laurea specialistica in scienze della
comunicazione – Indirizzo in giornalismo – Libera università Maria SS.
Assunta (LUMSA) www.lumsa.it -
“Corso di laurea in scienze dalla comunicazione informazione e
marketing” si articola in tre curriculum di cui uno in “Editoria e
giornalismo”. Per essere ammessi è necessaria una laurea triennale
(Cfr. Bando 2006-2007). Essendo un corso di laurea, le tasse
universitarie si pagano in base al reddito. (cfr tasse LUMSA)
Via della Traspontina 21 - 00193 – Roma- Tel. 06.68422200-68422292 - Fax 06/6878357
11. Master biennale di primo livello “Giornalismo professionale”. Università degli studi di Palermo con 15 posti. www.unipa.it oppure www.ateneonline-aol.it
Viale delle Scienze - Edificio 15 - Palermo
12. Master biennale di giornalismo. Università “Suor Orsola Benincasa” di Napoli. www.unisob.na.it
- Master biennale di primo livello per i laureati in scienze della
comunicazione. Master biennale di secondo livello, per accedere è
necessario essere in possesso di una laurea specialistica (3+2) oppure
di una laurea di vecchio ordinamento per tutti gli altri corsi di
laurea.
Via Suor Orsola 10 - 80135 Napoli - Indirizzo di posta elettronica: redazione.giornalismo@unisob.na.it - sc.form@unisob.na.it
13. Master biennale di giornalismo. Università di Sassari. www.mascom.uniss.it - Master biennale di secondo livello, per accedere è richiesta una laurea di primo livello.
praticantato e costituisce titolo per accedere all'esame di giornalista
professionista, 3.000 ore di didattica.
via dell’Università 1 - 07100 Sassari - Segreteria: tel. 079 239 510 - E-mail: mascom@uniss.it
14. Corsi di alta specializzazione in giornalismo, tecniche e strumenti per l’informazione. Università di Torino - www.formazione.corep.it/giornalismo.html .
accademico 2004-2006. I candidati devono essere in possesso di un
titolo di laurea (triennale, vecchio ordinamento o specialistica).
tasse universitarie (303 Euro). Il master ha 7 borse di studio a
copertura completa delle quote di iscrizione, 5 delle quali erogate
dalla Compagnia di San Paolo, 2 dall’Ordine dei Giornalisti del
Piemonte. Il master è stato finanziato dal fondo sociale europeo.
Segreteria Master C.so Trento 13 - 10129 Torino - Tel: 011 5645107 - Fax: 011 5645110
15. Master biennale di giornalismo. Università di Padova http://giornalismo.maldura.unipd.it/ Master biennale di primo livello,
via del Padovanino, 9 - 35123 PADOVA - TEL. 049 8274938 oppure 0498278942 - FAX 049 8278941 - e-mail: direzione.giornalismo@unipd.it
16. Master biennale di giornalismo. Università di Basilicata www.altaformazioneusb.it - Master biennale di primo livello.
Area Alta Formazione Via della Tecnica, 3 -85100 Potenza - Tel. 0971/54412 - Fax 0971/601986 -
e-mail altaformazione@unibas.it
17. Comunicazione e produzione radio televisive. Università di Bari. - www.uniba.it - Il primo anno di corso sarà attivato a partire dall’anno accademico 2006-2007-
Palazzo Ateneo - Piazza Umberto I,1 - 70121 – BARI - Tel. 080 5717276
18. Master universitario toscano in giornalismo www.mastertoscanogiornalismo.it.
Polo delle Scienze Sociali – Università di Firenze- Via delle Pandette 32 - 50127 Firenze
19. Scuola post laurea in giornalismo. Università di Salerno. La scuola è in via di definizione, ha ottenuto l’Ok dal ministero, nel settembre 2006 sarà emanato il bando. www.scienzecom.unisa.it
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