Comunicato del presidente dell’OgL
Il premier annuncia una linea dura
che riguarderà “sia chi diffonde
le intercettazioni sia chi le pubblica''
con ''pene severe dai 5 ai 10 anni''.
Abruzzo a Berlusconi:
“I provvedimenti
giudiziari (con le
intercettazioni
allegate)
depositati in cancelleria
sono pubblici.
La legge sulla privacy
non tutela
quanti rivestono
cariche pubbliche”
Milano, 7 agosto 2005. Silvio
Berlusconi ha preso posizione ieri contro la pubblicazione delle
intercettazioni telefoniche disposte dalla Procura della Repubblica di
Milano nell’ambito dell’inchiesta sulla scalata all’Antonveneta. Dalle
vacanze in Sardegna, il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha
annunciato che nel prossimo Consiglio dei ministri, dopo la pausa
estiva, presenterà un disegno di legge sulla normativa relativa alle
intercettazioni telefoniche. ''Questo provvedimento, scritto di mio
pugno sarà presentato in tempi strettissimi in Parlamento'', assicura
il premier, perché ''si è verificata una violazione dei diritti dei
cittadini''. L'obiettivo è ''restringere in maniera molto forte la
possibilità per chiunque di effettuare intercettazioni telefoniche.
Presenterò un disegno di legge nella prima seduta del Consiglio dei
ministri per punire con pene gravi una costante violazione delle
persone con le intercettazioni telefoniche, non vietarle se non nel
caso della lotta contro la mafia e il terrorismo''. Una linea dura che
riguarderà sia ''chi le diffonde sia chi le pubblica'' con ''pene
severe dai 5 ai 10 anni''.
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Franco Abruzzo, presidente dell’Ordine dei Giornalisti della Lombardia, ha osservato al riguardo: “Sono
sicuro che gli avvocati, utilizzati a Palazzo Chigi e al Ministero
della Giustizia, non avranno difficoltà a spiegare al premier che ha
imboccato una via sbagliata e irragionevole. L'ordinanza del Gip di
Milano, Clementina Forleo, è un atto pubblico, che può essere divulgato
dalla stampa in virtù dell’articolo 21 della Costituzione che
abbraccia il diritto di cronaca, di informazione, di stampa e di
critica. E sono pubblici gli atti allegati, all’ordinanza, cioè le
intercettazioni, che riguardano personaggi coinvolti in vicende di
interesse generale e che sono stati depositati in cancelleria. I
giornalisti conoscono le regole fissate dalla legge processuale penale
e dalla normativa sulla privacy: gli atti giudiziari vanno trattati
secondo le regole deontologiche della professione. Non possono essere
pubblicate notizie e conversazioni che riguardano soggetti deboli o che
attengono alla sfera sessuale e della salute dei cittadini. La legge
sulla privacy non tutela i cittadini, che rivestono cariche pubbliche.
Gli uomini pubblici (compresi banchieri e politici nonché mogli che si
occupano attivamente degli affari dei mariti) hanno meno tutele
dell’uomo della strada. La Convenzione europea dei diritti dell’uomo e
la Corte di Strasburgo proteggono il segreto professionale dei
giornalisti, che è funzionale al diritto dei cittadini di conoscere
quel che avviene nei palazzi della politica e della finanza”.
Abruzzo conclude così: “Il
premier dovrebbe preoccuparsi in queste ore dell’immagine
internazionale del nostro Paese compromessa dal contenuto delle
intercettazioni. Punire con il carcere da 5 a 10 anni i giornalisti,
che fanno soltanto il loro dovere, significa stravolgere la
Costituzione repubblicano che ha nella libertà di stampa un presidio
fondamentale e significa avviare la Nazione verso una deriva
autoritaria. I giornalisti italiani rivendicano il loro ruolo di
mediatori intellettuali tra i fatti e i cittadini, un ruolo che
consente il controllo sociale della pubblica opinione sull’attività dei
magistrati”.
............................
Intercettazioni telefoniche consentite solo nelle indagini su mafia
o terrorismo; da 5 a 10 anni di galera a chi diffonde illegalmente o
pubblica i verbali. Sono i due punti del disegno di legge che il
presidente del Consiglio Silvio Berlusconi sta scrivendo di suo pugno e
intende presentare al primo Consiglio dei ministri dopo le ferie. Ma la
proposta del governo non sarà la sola ad attendere l'esame del
Parlamento sul tema bollente delle intercettazioni. Ce ne sono infatti
almeno altre 9, presentate da parlamentari sia della Cdl che
dell'Unione, affidate da tempo alle commissioni ma ancora rimaste
lettera morta.
Tra gli obiettivi, circoscrivere meglio i casi nei quali si può
autorizzare l'intercettazione; istituire una commissione parlamentare
d'inchiesta su come lo strumento e' stato gestito; stabilire relazioni
semestrali del governo in Parlamento. Due testi hanno già compiuto una
parte dell'iter necessario per la conversione. Ecco una sintesi delle 9
proposte di legge.
- AUTORIZZAZIONE A INTERCETTAZIONI ANCHE DAL PRESIDENTE DELLA CORTE ASSISE.
La pdl, a prima firma Antonino Caruso di An, ma 'bipartisan', è già
stata approvata in commissione Giustizia al Senato e prevede una
piccola modifica all'articolo 295 del codice di procedura penale: in
casi particolarmente gravi o urgenti, le autorizzazioni alle
intercettazioni possono essere concesse anche dal presidente della
Corte d'assise e non necessariamente dal pm o dal giudice.
- INTERCETTAZIONI DI CONVERSAZIONI DI PARLAMENTARI.
Tre pdl, una delle quali (a prima firma del Dl Giuseppe Fanfani) è
stata inserita nel testo unificato sulla riforma dell'articolo 68 della
Costituzione, riguardano i casi nei quali parlamentari vengano
coinvolti, come terzi, in intercettazioni telefoniche. La ratio delle
proposte è il tentativo di fare una selezione del materiale
intercettato. Due di esse (proposte da Luigi Zanda, Dl, e Guido Calvi,
Ds), prevedono una specifica udienza, distinta da quella preliminare,
nella quale le parti indicano le intercettazioni che ritengono
rilevanti e rispetto alle quali puo' essere esercitato il potere di
acquisizione del giudice. E' prevista la creazione di un archivio
riservato nel quale il pm custodisce i verbali delle conversazioni non
depositate e a disposizione dei difensori. La proposta di Fanfani
prevede, invece, la distruzione immediata delle intercettazioni non
ritenute utili e la richiesta di 'autorizzazione a procedere' alla
Camera di competenza per potere usare le altre.
- LIMITAZIONE DEI CASI DI UTILIZZO DI INTERCETTAZIONI.
Una pdl (Mario Greco, Fi) propone di limitare i casi di utilizzo di
intercettazioni a delitti non colposi per i quali è previsto
l'ergastolo; crimini riguardanti le sostanze stupefacenti, armi e
sostanze esplosive; contrabbando; sequestro di persona, usura,
ingiuria, minaccia. E, tra i presupposti per l'intercettazione,
prevede: presenza di gravi indizi di reato o indispensabilità
dell'intercettazione per la prosecuzione delle indagini.
- INFORMATIVA GOVERNO SULLE INTERCETTAZIONI.
Due pdl (a prima firma Cossiga una e dell'azzurro Giorgio Jannone
l'altra), prevedono un'informativa del governo ogni 6 mesi in materia
di intercettazioni, a partire dal loro numero.
- COMMISSIONE PARLAMENTARE D'INCHIESTA.
Una proposta di legge dell'azzurro Osvaldo Napoli propone la
costituzione di una commissione parlamentare d'inchiesta sulle
intercettazioni.
- CONTROLLO MINISTERO GIUSTIZIA.
Enrico Nan, Fi, propone che, ai fini della trasparenza dell'attività
sulle intercettazioni i pm ogni anno forniscano al ministero della
Giustizia l'elenco delle persone controllate tramite le
intercettazioni. (ANSA, 7 agosto 2005).
Porto Rotondo, 6 agosto 2005. Silvio
Berlusconi annuncia che presenterò al prossimo consiglio dei ministri,
dopo pausa estiva, un ddl sulla normativa relativa alla pubblicazione
delle intercettazioni telefoniche.
''Questo provvedimento sara' presentato in tempo strettissimi in
Parlamento'', assicura il premier. Secondo il premier ''si è verificata
una violazione dei diritti dei cittadini, come ad esempio nel caso
della pubblicazione sui giornali di queste intercettazioni telefoniche assolutamente private: e' una cosa scandalosa''.
'' Io sto mettendo mano, nel senso vero del termine, di mio pugno, a
un ddl per restringere in maniera molto forte la possibilita' per
chiunque di effettuare intercettazioni telefoniche. Presentero' un
disegno di legge nella prima seduta del Consiglio dei ministri per
punire con pene gravi una costante violazione delle persone con le
intercettazioni telefoniche, non vietarle se non nel caso della lotta
contro mafia e terrorismo. Per tutto il resto - aggiunge il premier -
pene severe dai 5 e 10 anni per chi le diffonde e per chi le
pubblica''.
''Tutto questo - dice ancora Berlusconi - e' assolutamente
inaccettabile, siamo in un paese civile, non possiamo leggere sul
giornale cio' che una signora dice al fidanzato o a suo marito come e'
successo in questi giorni. Sono assolutamente indignato''.
DE BENEDETTI NON HA RETTO AL MASSACRO MEDIATICO
''De Benedetti? Non ha saputo resistere al massacro mediatico''.
Cosi' Silvio Berlusconi risponde a chi gli chiede se condivida lo stop
all'intesa per il Fondo a favore delle medie imprese. ''Ho scritto un
articolo di pugno che ho mandato per domani - spiega il presidente del
Consiglio - Non c'e' da condividere niente, c'e' da prendere atto che
c'e' stato un massacro mediatico che a me viene fatto quotidianamente e
che tocca a tutti coloro che stanno con noi. De Benedetti non ha saputo
resistere a questo massacro''.
TERRORISMO, 'ASSOLUTA IN SINTONIA CON BLAIR
''La posizione di Blair e' assolutamente in sintonia con i
provvedimenti che ha preso questo governo e con la legge che e' stata
approvata''. Silvio Berlusconi commenta cosi' le misure annunciate dal primo ministro inglese per rafforzare la lotta contro il terrorismo.
''Voi sapete - dice il presidente del Consiglio ai giornalisti che
incontra sulla piazzetta di Porto Rotondo - che nel consiglio dei
cinque paesi piu' importanti d'Europa, insieme ai ministri
dell'Interno, abbiamo concordato queste misure e siamo totalmente in
accordo. C'e' una grande collaborazione delle nostre intelligence a
riguardo e nessun rischio di violazione di diritti''. (ANSA, 06/08/2005 20:45)
Berlusconi: ''In tempi strettissimi ddl su intercettazioni''
Il premier annuncia restrizioni e pene più severe: ''Una cosa
scandalosa la pubblicazione. Non possiamo leggere sul giornale cio' che
una signora dice al marito''
verificata una violazione dei diritti dei cittadini con la
pubblicazione sui giornali di queste intercettazioni telefoniche
assolutamente private: e' una cosa scandalosa''. Dalle vacanze in
Sardegna, il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha annunciato
che nel prossimo Consiglio dei ministri, dopo la pausa estiva,
presentera' un disegno di legge sulla normativa relativa alle
intercettazioni telefoniche. ''Questo provvedimento, scritto di mio
pugno sara' presentato in tempi strettissimi in Parlamento'', assicura
il premier, perche' ''si e' verificata una violazione dei diritti dei
cittadini''. L'obiettivo è ''restringere in maniera molto forte la
possibilita' per chiunque di effettuare intercettazioni telefoniche.
Presentero' un disegno di legge nella prima seduta del Consiglio dei
ministri per punire con pene gravi una costante violazione delle
persone con le intercettazioni telefoniche, non vietarle se non nel
caso della lotta contro la mafia e il terrorismo''. Una linea dura che
riguarderà sia ''chi le diffonde sia chi le pubblica'' con ''pene
severe dai 5 ai 10 anni''. Il Cavaliere giudica ''inaccettabile'' la
pubblicazione delle intercettazioni telefoniche sulla stampa: ''Siamo
in un paese civile, non possiamo leggere sul giornale cio' che una
signora dice al fidanzato o a suo marito, come e' successo in questi
giorni. Sono assolutamente indignato''.
Berlusconi entra poi nel merito delle intercettazioni pubblicate
oggi 'da 'Repubblica'. ''Non ho mai dato adesioni a nessuno, smentisco
quello che e' stato detto su una presunta operazione su Rcs a cui io
avrei dato il via libera''. Si è trattato, precisa il premier, solo di
informazioni. ''Ho sentito il governo, il sottosegretario alla
presidenza del Consiglio Gianni Letta e i ministri informati sulla
vicenda - dice il premier - anch'io ne sono stato messo al corrente e
ho lasciato che il mercato fosse libero. Adesso mi sembra che il
mercato cosi' libero non sia, con queste incursioni giudiziarie che
bloccano la borsa e la societa' e a cui prima o poi bisognera' porre
rimedio. Spero piu' prima che poi''.
Poi tra una passeggiata nella piazzetta di Porto Rotondo e una
puntata in gioielleria, il premier interviene anche sul tormentone dei
capelli. ''Nessun trapianto. Ho solo accompagnato un amico e sono qui
perche' ho iniziato ieri le mie vacanze. Tuttavia, non riesco ancora a
rilassarmi''.
06/08/2005 - 20:24
Porto Rotondo (Sassari), 6 ago. (Apcom) - Le pubblicazioni
delle intercettazioni telefoniche sulle vicende delle opa bancarie sono
“una violazione dei diritti dei cittadini“. Lo ha detto il presidente
del Consiglio, Silvio Berlusconi, nel corso di una breve passeggiata a
Porto Rotondo. Secondo il premier “queste pubblicazioni sui giornali di
conversazioni telefoniche assolutamente private sono una cosa
scandalosa“.
“Io sto mettendo mano letteralmente, cioè sto scrivendo di mio
pugno, un disegno di legge per restringere in maniera molto forte la
possibilità per chiunque di effettuare intercettazioni telefoniche“, ha
annunciato il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, aggiungendo:
“Presenterò il Ddl alla prima seduta del Consiglio dei ministri, per
punire con pene gravi, perché è grave la continuativa violazione della
privacy delle persone, con le intercettazioni telefoniche“. “Un ddl per
vietarle - ha aggiunto - permettendole solo nei casi stringenti come
nella lotta alla mafia o al terrorismo. Per tutto il resto sto pensando
a pene severe, addirittura di cinque o dieci anni, per chi fa le
intercettazioni e per chi le pubblica“.
Ribadendo che quanto sta accadendo “è una cosa assolutamente
inaccettabile“, Berlusconi invita a ragionare sul fatto che questo “non
è più un Paese civile se possiamo leggere su un giornale ciò che una
signora scrive al suo fidanzato o a suo marito come invece è accaduto
in questi giorni. Sono cose - ha concluso - che indignano. E io sono
assolutamente indignato“.
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