1. Delibera di apertura
Prot. n. 3857/08/LG/ac Milano, 4 settembre 2008
Delibera di apertura procedimento disciplinare
Il Consiglio dell’Ordine regionale della Lombardia nella seduta del 28 luglio 2008
avendo revocato e comunque annullato la precedente delibera 16 luglio 2008 e quella ad essa collegata del 19 maggio u.s.
- su iniziativa d'ufficio
- assunte sommarie informazioni;
ha deliberato l’apertura di un nuovo procedimento disciplinare ex art.56 L.69\1963 nei confronti del giornalista Fabrizio Valenti per avere egli, in qualità di socio dello studio Ticino comunicazione, assunto incarichi e responsabilità in contrasto con l'esercizio autonomo della professione giornalistica, accettando pagamenti da privati ed enti pubblici clienti della stessa Ticino comunicazione, della cui attività dava poi conto in articoli giornalistici, in violazione dell' art. 2 della legge sull'Ordinamento della professione e della Carta dei doveri del giornalista del 8.9.2003.
In particolare:
- con l'articolo apparso l'11 maggio 2007 su Il Giorno “Luca Del Gobbo è pronto a collaborare con i privati”, dove dava conto dell'attività del consigliere regionale Sante Zuffada, del quale Valenti risulta essere addetto stampa e relazioni esterne;
- con l'articolo apparso il 16.5.2007 su “Il Giorno”: Obiettivo Lega Nord “Crescere ancora” dove dava conto delle posizioni politiche dell'onorevole Massimo Garavaglia, sindaco di Marcallo con Casone, comune che risulta essere tra i clienti di Ticino comunicazione;
- con l'articolo apparso sul periodico Città Oggi il 17.5.2007 “Sicurezza e territorio”, nel quale dava conto sempre delle posizioni dell'onorevole Garavaglia;
- con l'articolo apparso il 24.5.2007 su Città Oggi “I servizi, prima di tutto”, nel quale si dava conto dell'attività della Fnp Cisl Legnano Magenta, che risulta tra i clienti di Ticino comunicazione;
- con l'articolo apparso il 12.6.2007 su Il Giorno: “All'assemblea dei pensionati Cisl si parla del sostegno ai più deboli”, dove dava conto dell'attività della stessa Fnp Cisl;
- con l'articolo “Una governance sul territorio” apparso su Città Oggi il 5.7.2007 nel quale si dava conto dell'attività dello stesso Centro Studi Kennedy, che risulta essere tra i clienti di Ticino comunicazione;
- con l'articolo apparso su Città Oggi il 24.1.2008 “Per un rinnovato impegno” nel quale si dava conto dell'attività del Centro studi Kennedy;
- con l'articolo apparso su Città Oggi il 24.1.2008 “Expo: che occasione!” nel quale dava conto dell'attività di Daniela Gasparini, assessore provinciale all'Alto Milanese, che risulta essere cliente di Ticino Comunicazione
Il giornalista Fabrizio Valenti è pertanto invitato a comparire davanti a questo Consiglio, 14 ottobre 2008 ore 19, con avvertimento che si potrà far assistere da un legale di fiducia, che ha facoltà di presentare documenti e memorie difensive, che potrà esercitare i diritti garantiti dagli art. 22 e 25 della legge 241\1990 (prendere visione ed estrarre copia degli atti del fascicolo presso la segreteria dell’ordine, previo appuntamento con la signora Anna Contini, addetta alla segreteria di presidenza, n. 0267713702).
2. Memoria Difensiva
(avvocato Giovanni Marradi)
Il sottoscritto Avv. Giovanni Marradi del Foro di Milano, che rappresenta e difende il Dott. Fabrizio Valenti, residente a Magenta, Via Novara n. 25 – cod. fisc: VLN FRZ 74P23 E801F, e presso il cui studio in Magenta, Via Milano n. 78, lo stesso è domiciliato in forza di procura speciale stesa a margine del presente atto, in riferimento al procedimento disciplinare in oggetto
OSSERVA
Preliminarmente, gli addebiti appaiono del tutto insussistenti in relazione all’articolo del 16/05/2007 apparso sul giornale “ Il Giorno “ e il 17/05/2007 sul periodico “ Citta Oggi “ in quanto la Ticino Comunicazione non ha mai avuto alcun rapporto con il Senatore Massimo Garavaglia, Sindaco di Marcallo.
Per quanto attiene agli altri articoli richiamati, si rileva che il Dott. Fabrizio Valenti si è limitato ad esercitare correttamente il proprio diritto alla libertà di informazione. In particolare l’articolo dell’11/05/2007 riporta le dichiarazioni del Sindaco di Magenta durante la presentazione del programma della Casa delle Libertà avvenuto nella sala Civica di Via Fornaroli a Magenta. Il giornalista Valenti si è limitato a riportare le dichiarazioni del Sindaco, comunicando alla cittadinanza un ulteriore appuntamento con il partito politico presso la tensostruttura di Via Matteotti indicando le due personalità politiche più importanti presenti e cioè l’Onorevole Mario Mantovani e il Consigliere Regionale Sante Zuffada. La sola indicazione del nome del Consigliere Zuffada non può essere in alcun modo letta come un “ dar conto “ dell’attività dello stesso Consigliere Zuffada. L’indicazione, lo ripetiamo, è del tutto giustificata nell’insieme dell’articolo. Per quanto riguarda, poi, gli articoli sul Centro Studi Kennedy, osserviamo che la Ticino Comunicazioni non ha mai svolto l’attività di addetto stampa di tale Associazione. Lo stesso deve dirsi in merito all’attività della FNP Cisl Legnano – Magenta che all’epoca della pubblicazione degli articoli in oggetto non era seguita né dalla Ticino Comunicazione né dal Dott. Valenti in qualità di addetti stampa. In ogni caso si tratta di notizie formulate nell’ambito di un normale servizio di cronaca. Parimenti destituito di fondamento è il rilievo dato all’articolo apparso sul Città Oggi il 24/01/2008. La Ticino Comunicazione non ha mai svolto attività a favore dell’Assessore Daniela Gasparini che, infatti, risulta avere un proprio addetto stampa. Peraltro, l’articolo riporta le dichiarazioni pronunciate durante una riunione avvenuta a Legnano dedicata all’Expo 2015. Anche in questo caso l’articolo appare un semplice esercizio del diritto di cronaca su di un argomento di grande interesse pubblico.
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Si confida, dunque, che questa Consiglio voglia prosciogliere il Dott. Fabrizio Valenti per l’insussistenza degli addebiti.
In subordine: Nella non creduta ipotesi di applicazione di sanzioni si confida nell’applicazione della sanzione meno grave e meno afflittiva prevista dall’ordinamento.
Milano, 14 ottobre 2008
3. Sentenza
Prot. n. 4704/08/LG/ac Milano, 17 novembre 2008
Il Consiglio dell’Ordine dei Giornalisti della Lombardia nella seduta del 14 ottobre 2008, ha emesso il seguente
Provvedimento disciplinare
Nel procedimento disciplinare a carico di:
Fabrizio VALENTI, assistito e rappresentato dall’avv. Giovanni Marradi
IN FATTO
Il Consiglio dell’Ordine regionale della Lombardia nella seduta del 28 luglio 2008,
avendo revocato e comunque annullato la precedente delibera 16 luglio 2008 e quella ad essa collegata del 19 maggio u.s.
- su iniziativa d'ufficio
- assunte sommarie informazioni;
ha deliberato l’apertura di un nuovo procedimento disciplinare ex art.56 L.69\1963 nei confronti del giornalista Fabrizio Valenti per avere egli, in qualità di socio dello studio Ticino comunicazione, assunto incarichi e responsabilità in contrasto con l'esercizio autonomo della professione giornalistica, accettando pagamenti da privati ed enti pubblici clienti della stessa Ticino comunicazione, della cui attività dava poi conto in articoli giornalistici, in violazione dell' art. 2 della legge sull'Ordinamento della professione e della Carta dei doveri del giornalista del 8.9.1993.
In particolare:
- a) con l'articolo apparso l'11 maggio 2007 su Il Giorno “Luca Del Gobbo è pronto a collaborare con i privati”, dove dava conto dell'attività del consigliere regionale Sante Zuffada, del quale Valenti risulta essere addetto stampa e relazioni esterne;
- b) con l'articolo apparso il 16.5.2007 su “Il Giorno”: Obiettivo Lega Nord “Crescere ancora” dove dava conto delle posizioni politiche dell'onorevole Massimo Garavaglia, sindaco di Marcallo con Casone, comune che risulta essere tra i clienti di Ticino comunicazione;
- c) con l'articolo apparso sul periodico Città Oggi il 17.5.2007 “Sicurezza e territorio”, nel quale dava conto sempre delle posizioni dell'onorevole Massimo Garavaglia;
- d) con l'articolo apparso il 24.5.2007 su Città Oggi “I servizi, prima di tutto”, nel quale si dava conto dell'attività della Fnp Cisl Legnano Magenta, che risulta tra i clienti di Ticino comunicazione;
- e) con l'articolo apparso il 12.6.2007 su Il Giorno: “All'assemblea dei pensionati Cisl si parla del sostegno ai più deboli”, dove dava conto dell'attività della stessa Fnp Cisl;
- f) con l'articolo “Una governance sul territorio” apparso su Città Oggi il 5.7.2007 nel quale si dava conto dell'attività dello stesso Centro Studi Kennedy, che risulta essere tra i clienti di Ticino comunicazione;
- g) con l'articolo apparso su Città Oggi il 24.1.2008 “Per un rinnovato impegno” nel quale si dava conto dell'attività del Centro studi Kennedy;
- h) con l'articolo apparso su Città Oggi il 24.1.2008 “Expo: che occasione!” nel quale dava conto dell'attività di Daniela Gasparini, assessore provinciale all'Alto Milanese, che risulta essere cliente di Ticino Comunicazione
Il giornalista Fabrizio Valenti è stato pertanto invitato a comparire davanti a questo Consiglio il 14 ottobre 2008.
In quell'occasione, il suo legale avvocato Giovanni Marradi ha depositato una memoria scritta nella quale osservava, in sintesi, per gli articoli di cui al capo b) e c) che la Ticino non ha mai avuto alcun rapporto con il senatore Massimo Garavaglia, sindaco di Marcallo. Per l'articolo di cui al capo a), che il giornalista si è limitato a riportare le dichiarazioni del Sindaco e che la sola indicazione del nome del consigliere Zuffada non può essere letta come un “dar conto” della sua attività. Per gli articoli di cui ai capi f) e g), che la Ticino Comunicazione non ha mai svolto l'attività di addetto stampa di tale associazione, lo stesso per la Fnp Cisl di cui gli articoli capi d) ed e). Quanto all'articolo di cui al capo h), che la Ticino non ha mai svolto attività a favore dell'assessore Daniela Gasparini. E che in tutti i casi, comunque, Fabrizio Valenti si è limitato ad esercitare il suo diritto di cronaca.
Nelle sue conclusioni orali, il legale ha ribadito questi concetti aggiungendo – sempre in sintesi - che, interpretando diversamente i doveri professionali, nessun giornalista del Tg5 potrebbe allora parlare di Berlusconi non potendo essere indipendente e un direttore come Emilio Fede, sempre per esempio, violerebbe costantemente il dovere del giornalista di essere e apparire indipendente.
In definitiva invece, sostiene l'avvocato Giovanni Marradi, quei giornalisti, così come Fabrizio Valenti, “quando possono aver parlato di società o di soggetti con i quali hanno un rapporto di altro tipo, l'hanno sempre fatto nell'ambito del diritto di informazione e del diritto di critica” .
IN DIRITTO
E' necessario, prima di tutto, delineare sia pur brevemente quella che viene descritta come la principale attività del giornalista pubblicista Fabrizio Valenti in base alle sue stesse dichiarazioni.
Insieme a due colleghi egli è infatti associato nella “Ticino comunicazione” che sul proprio sito internet si definisce così: “strumento al servizio delle imprese, consorzi, enti pubblici, società di servizi. Ticino Comunicazione nasce soprattutto come realtà fortemente radicata in un contesto territoriale (appunto quello dell'est Ticino), ed è in grado di proporre azioni comunicative che non sono mai scisse dal contesto nel quale si opera”. Fabrizio Valenti, nel corso della sua audizione, ha confermato di essere parte di questo studio associato che costituisce ormai, a suo dire, la sua principale attività professionale: “Questa è un'attività appunto che è iniziata nel 2004 e che poco alla volta è diventata sostanzialmente un'attività prevalente visto la situazione sostanzialmente inversamente proporzionale del mondo giornalistico” .
La Ticino Comunicazione è dunque una società che offre prestazioni di ufficio stampa e pubbliche relazioni a società private e ad enti pubblici. Ciascuno dei tre soci riveste un proprio ruolo, ma il ritorno economico di questa attività viene in parte messo in comune e fatturato dalla Ticino Comunicazione stessa. Il problema, dal punto di visto etico, nasce proprio dal tipo di attività strettamente giornalistica che Fabrizio Valenti svolge a corredo della sua prevalente occupazione. Fabrizio Valenti mantiene a tutt'oggi collaborazione con la testata quotidiana Il Giorno e con il settimanale Città Oggi, nell'ambito delle quali scrive abitualmente di argomenti che toccano in qualche modo i diversi campi di attività dei clienti dello studio associato.
Il giornalista pubblicista è per definizione libero di svolgere contestualmente all’attività di giornalista un’altra professione, ma quando svolge la funzione di giornalista non può trovarsi in alcun modo condizionato da qualsivoglia altro incarico. E questo costituisce di per sé un limite al diritto di cronaca citato dalla difesa, ma è un limite non tanto accettato quanto voluto dalla nostra categoria attraverso l'introduzione della Carta dei doveri del 1993 e prima ancora con una conforme interpretazione dell'art.2 della legge professionale.
Del resto, già nella seduta del 21 giugno 1991, esaminando il caso di un giornalista pubblicista che seguiva abitualmente per conto di un quotidiano bergamasco le partite dell’Atalanta e nel contempo era tra i titolari di una società di pubblicità che aveva tra i propri clienti la stessa Atalanta, questo Consiglio approvò una delibera di indirizzo diretta a tutti gli iscritti nella quale si sottolineava fra l’altro che “1- Non sono compatibili con la deontologia professionale e con il giornalismo inteso come informazione critica, quelle situazioni in cui il giornalista assume il duplice e contraddittorio ruolo di chi, retribuito per dare una corretta informazione, trae contemporaneamente un utile diretto o indiretto – anche per interposta persona – da attività contrastanti con questo suo dovere e con la libertà di informazione e di critica”. E richiamò poi gli iscritti al rispetto di due principi contrattuali che hanno rilevanza etica , onde “(…) b) i testi elaborati da giornalisti dipendenti da uffici stampa o da pubbliche relazioni devono essere pubblicati facendo seguire alla firma l’indicazione dell’organizzazione cui l’autore del testo è addetto quando trattino argomenti riferiti all’attività principale dell’interessato”.
E per quanto riguarda tutti gli articoli contestati, questi principi appaiono violati. In ciascuno di questi casi Fabrizio Valenti ha esercitato sì il suo diritto-dovere di cronaca in quanto giornalista - e non è in discussione la rilevanza delle notizie che ha trasmesso - ma lo ha fatto trattando argomenti e riferendo di progetti che riguardavano anche aziende private ed enti pubblici con i quali Fabrizio Valenti, in quanto socio della Ticino Comunicazione, intratteneva rapporti di tipo economico.
Dunque Fabrizio Valenti da un lato si è manifestato quale giornalista, dall'altro ha infranto il dovere deontologico di mostrarsi ed essere indipendente. I lettori di quegli articoli apparsi sul Giorno e Città Oggi non potevano sapere che lo stesso autore veniva retribuito non solo dal giornale ma anche dalle diverse società o enti citati nei “pezzi”. Nulla a che vedere, in conclusione, con il diritto di cronaca citato dall'avvocato Giovanni Marradi. E non colgono nel segno, a giudizio di questo Consiglio, neppure le altre obiezioni sollevate dalla difesa.
Quanto alla circostanza che il comune citato nell'articolo di cui al capo b) e c) non avrebbe mai avuto rapporti con la Ticino Comunicazione, quella società appare tuttora sul sito internet dello studio associato nell'elenco dei “partner” e questo viene ritenuto sufficiente dal Consiglio a provare il rapporto commerciale in essere tra i due enti. Non spetta a questo giudice disciplinare disporre una verifica a tutto campo sulla documentazione contabile dello studio associato al fine di escludere l'esistenza di quel rapporto. Toccava eventualmente al collega Fabrizio Valenti dare prova che tale rapporto non fosse mai esistito. Prova che non può ritenersi assolta con le semplici dichiarazioni sue e del suo avvocato. Quanto agli articoli di cui ai capi a), d), e),f), g), non è essenziale che Fabrizio Valenti o la Ticino Comunicazione svolgessero formalmente la funzione di addetto stampa degli enti interessati. E' sufficiente che tra la Ticino (compreso il socio Valenti) e ciascuno di questi enti o aziende fosse in essere un rapporto di tipo economico, come viene confermato dall'inserimento di tali soggetti nell'elenco dei “partner” sul sito internet dello studio associato. Quanto all'articolo del capo h), la circostanza che il rapporto di tipo economico fosse con l'assessorato e non con l'assessore in persona, non basta certo ad escludere l'evidente interesse in gioco (non dichiarato) in capo a Fabrizio Valenti.
Tanto più che quando Fabrizio Valenti sostiene: “io e Provera seguiamo normalmente come clienti quelle che sono realtà private o comunque realtà delle quali poco si parla o raramente si parla a livello di nostro territorio”, in realtà descrive un comportamento che, ad una semplice lettura degli articoli contestati (nei quali invece si dà ampio conto di attività di soggetti istituzionali) risulta non corrispondente al vero.
E in particolare nel caso dell'articolo di cui al capo a), nel quale Fabrizio Valenti riferisce, in qualità di collaboratore del Giorno, di attività del consigliere Sante Zuffada del quale egli risulta addetto alle relazioni esterne. E non si limita, come sostiene il suo legale, a riferirne la presenza e il nome. Ma riporta una valutazione del sindaco Del Gobbo estremamente positiva nei confronti di Sante Zuffada senza, ovviamente, che il lettore del Giorno sappia che l'addetto stampa di Sante Zuffada è proprio il giornalista che attribuisce al sindaco quelle dichiarazioni.
Nè del resto può esservi alcuna analogia, come invece sostiene l'avvocato Giovanni Marradi, tra questo tipo di situazione e quella di chi, sconosciuto redattore o Emilio Fede che sia – stando all'esempio dell'avvocato Giovanni Marradi – pur retribuito dal Berlusconi editore di giornali e tivù, parli o scriva di Berlusconi presidente del Consiglio. In primo luogo perché quella è la professione di chi viene retribuito per fare il giornalista: cioè scrivere o parlare di chiunque, anche del proprio editore, mentre diverso è per chi, svolgendo altra professione oltre all'attività di giornalista, rischia per definizione il conflitto dei due diversi interessi. Ma anche perché, per lo sconosciuto redattore del Giornale o di Canale 5, così come per Emilio Fede, vale il principio che è di pubblico dominio chi sia il loro editore, chi retribuisca le loro prestazioni professionali. Diverso è per chi, ricevendo denaro da privato o ente pubblico per una prestazione di tipo non giornalistico, poi tratti giornalisticamente notizie che riguardano quello stesso soggetto. Nessun lettore potrà sapere di questo doppio ruolo se non avvertito dallo stesso autore dell'articolo. Tanto è vero che la raccomandazione emanata dal questo Consiglio dell'Ordine già all'inizio degli anni '90 precisa che “b) i testi elaborati da giornalisti dipendenti da uffici stampa o da pubbliche relazioni devono essere pubblicati facendo seguire alla firma l’indicazione dell’organizzazione cui l’autore del testo è addetto quando trattino argomenti riferiti all’attività principale dell’interessato”.
PQM
il Consiglio ritiene provata la responsabilità disciplinare del giornalista Fabrizio Valenti e tenuto conto della ripetuta violazione delle norme nonché dell'atteggiamento non pienamente leale tenuto dal collega nel corso dell'audizione valuta congrua la sanzione della censura.


