Martedì 20 aprile il Governo ha presentato dodici emendamenti al testo del Ddl Alfano che fanno di nuovo precipitare il tema delle intercettazioni al giugno 2008, quando si ventilava il "divieto assoluto di pubblicazione, anche parziale o per riassunto" delle intercettazioni. Viene così riportato a zero l'orologio della discussione su un argomento chiave per la libertà di stampa e per la democrazia nel nostro Paese. Sui vari Ddl che hanno riguardato le intercettazioni, fin dai tempi del Guardasigilli Mastella, l'Ordine dei giornalisti della Lombardia ha sempre preso una posizione chiara, sollecitando i colleghi a evitare abusi e ad applicare le regole deontologiche della nostra categoria, invitando però contemporaneamente il Governo a non imbavagliare un diritto sancito dalla Costituzione. <Il nuovo testo del Ddl sulle interzettazioni, con gli ultimi emendamenti del Governo, è, di fatto, una censura preventiva per la stampa e spazza via, con un colpo di spugna, il variegato e approfondito dibattito che i giornalisti hanno avviato da tempo su un tema così delicato - dice Letizia Gonzales, presidente dell'Ordine dei giornalisti della Lombardia - Non solo: il nuovo Ddl non prende in considerazione neanche le "aperture" e le osservazioni del Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, garante della Costituzione. Il Black out totale su tutti gli atti di una indagine si traduce nel vietare ai cittadini il diritto sancito dalla Costituzione di sapere se un banchiere sta truffando, un politico sta prendendo tangenti o un imprenditore ride del terremoto>.

