Il BRACCIO DI FERRO DIVENTA AD OLTRANZA: SPERANZE ORMAI SPENTE PER IL CONTRATTO.


Il BRACCIO DI FERRO DIVENTA AD OLTRANZA:
SPERANZE ORMAI SPENTE PER IL CONTRATTO.

Inpgi a Fieg: “Grave e provocatorio
il blocco della riforma previdenziale”.
Zingoni (Fieg): “La nuova legge sull’editoria
contribuirà ad allontanare le trattative”.

Rinviato l’incontro a 4 (Damiano, Fieg, Fnsi, Inpgi).

Notizie raccolte e selezionate da Franco Abruzzo

Roma, 10 gennaio 2007
. E' ''gravissimo'' che la Federazione degli editori blocchi la riforma
previdenziale varata dall'Inpgi a giugno 2005: un atteggiamento
diventato ''provocazione'' quando la Fieg ha affermato di collegare il
proprio parere sulla riforma, previsto dalla legge, con la conclusione
della trattativa per il rinnovo del contratto giornalistico. E' quanto denuncia il Consiglio generale dell'Inpgi, che fa il punto della situazione in un ordine del giorno approvato oggi. ''La Federazione italiana editori giornalisti - si legge nell'ordine del giorno
- da mesi sta conducendo un durissimo attacco contro i giornalisti e il
loro sindacato, negando la disponibilità ad iniziare il confronto per
il rinnovo del contratto, scaduto nel lontano febbraio 2005. Tale
attacco è stato esteso da tempo anche alla previdenza di categoria,
gestita dall'Inpgi. Infatti, dopo aver concorso ad approvare il 30
giugno 2005 nel cda dell'ente una riforma previdenziale che lo stesso
ministero del Lavoro aveva sollecitato a garanzia delle generazioni
future, la Fieg ha bloccato (e tutt'ora tiene in ostaggio) la relativa
delibera, rifiutandosi di esprimere in sede sindacale il parere formale
previsto dal decreto legislativo 509/94''.
Per il Consiglio generale dell'istituto di
previdenza, ''si tratta di un atto gravissimo, che ha assunto gli
inquietanti contorni della provocazione allorché la Federazione editori
ha giustificato tale decisione asserendo di voler collegare il proprio
parere alla conclusione della trattativa contrattuale: che la stessa
Fieg, tuttavia, ha rifiutato e rifiuta di iniziare. Ma la provocazione
è cresciuta recentemente, dopo 16 mesi di vana attesa, allorché la
stessa Fieg ha notificato la pregiudiziale di voler porre nuove
condizioni per esprimere il sospirato parere: più posti assegnati agli
editori nel cda Inpgi, fino a raggiungere la pariteticita'''.
''In una recente riunione svoltasi al ministero del Lavoro - si ricorda ancora nell'odg
- i rappresentanti dell'Inpgi, rispondendo al ministro Damiano che si
esprimeva a favore di un tentativo di riproporzionamento, hanno fatto
presenti le due seguenti considerazioni, fatte proprie dal Cda nella
riunione del 19 dicembre e che oggi il Consiglio generale condivide
integralmente: 1) L'attuale composizione del Consiglio di
amministrazione dell'Inpgi è pienamente coerente con quanto previsto
dal decreto legislativo 509/94; inoltre ai criteri di composizione
previsti espressamente nell'articolo 1, comma 4, lettera a) dello
stesso decreto, si è fatto puntualmente riferimento - con l'assenso dei
ministeri vigilanti - al momento di formazione del nuovo cda dell'ente
privatizzato. 2) L'invito al dialogo rivolto dal ministero del
Lavoro potrà essere accolto, purché in stretto collegamento a quanto
esposto al punto (1) e a condizione che in via preventiva venga
eliminato ogni blocco da parte della Fieg''.
''E' quindi innanzitutto indispensabile che la
riforma previdenziale e la delibera per il riassorbimento dei
disoccupati, approvata nel giugno del 2006 - continua l'Inpgi -
siano liberate e riconsegnate per la ratifica ai ministeri del Lavoro e
dell'Economia. Solo in seguito sara' possibile aprire un confronto, che
non dovrà tuttavia trascurare l'autonomia organizzativa, contabile e
amministrativa che il dlgs 509/94 riconosce agli enti privatizzati, e
che dovrà anche occuparsi, tra l'altro, di evitare che per il futuro
abbiano a ripetersi altri veti impropri, e certamente non voluti dal
legislatore''. Il Consiglio generale, infine, ''giudica rilevante il
parere pro-veritate redatto dal prof. Sorrentino e impegna il cda a
dare attuazione alle indicazioni conclusive dell'atto, al fine di
favorire, da parte del ministero del Lavoro, la definitiva approvazione
delle delibere riguardanti la riforma previdenziale ed il
riassorbimento dei giornalisti disoccupati e cassintegrati''. (ANSA). COM-MAJ 10-GEN-07 16:39
Giancarlo Zingoni (Fieg):
“Anche lo Statuto dell’impresa editoriale
in costruzione a Palazzo Chigi
aggraverà le relazioni con la Fnsi”.
Roma, 10 gennaio 2007. “Anche lo Statuto dell’impresa in costruzione a Palazzo Chigi, nell’ambito della riforma dell’editoria, aggraverà le relazioni con la Fnsi”.
Questo è il cuore dell’intervento dell’avvocato Giancarlo Zingoni,
vicedirettore generale della Fieg e vicepresidente dell’Inpgi,
all’assemblea generale dell’Istituto. Secondo Zingoni, l’iniziativa del
Governo crea un quadro di incertezza sull’assetto delle
imprese editoriali e finisce con “l’allontanare il rinnovo del
contratto”. Lo Statuto punta a dividere gestione giornalistica delle
testate e proprietà delle imprese editoriali, “creando un nuovo equilibrio dei poteri tra editori e giornalisti, prospettiva inaccettabile”.
INPGI: CORTE CONTI PROMUOVE GESTIONE 2004-2005
Roma, 10 gennaio 2007. La Corte dei Conti
'promuove' la gestione dell'Inpgi negli esercizi dal 2004 al 2005. E'
quanto emerge dalla relazione inviata al Parlamento in cui la Corte
espone i risultati del controllo eseguito sia sulla gestione
principale, sia sulla gestione separata (i cosiddette Inpgi 1 e 2)
dell'Istituto di previdenza dei giornalisti. In particolare - si legge
nella relazione - le risultanze finali, economiche e patrimoniali,
della gestione principale sono di segno positivo: sono aumentati dal
2004 al 2005 l'avanzo economico e il patrimonio netto, passati
rispettivamente da 90,6 e 92,9 milioni di euro (+2,6%) e da 1.210,7 a
1.300,3 milioni (+7,4%). Il saldo della gestione patrimoniale nel 2005
e' cresciuto del 6,5%; stabili la redditivita' netta del patrimonio
immobiliare e il rendimento netto degli investimenti mobiliari.
Positivi anche i risultati della gestione previdenziale e
assistenziale, con un tasso di incremento piu' contenuto nel 2005
(4,5%) rispetto al 2004 (9,5%). La Corte tuttavia ribadisce la
necessità di misure atte a garantire il futuro equilibrio della
gestione: la riforma del regolamento previdenziale varata dall'Istituto
a metà del 2005 non ha infatti completato l'iter per la sua entrata in
vigore. All'appello mancano le determinazioni delle parti sociali,
rimaste bloccate nelle more della trattativa per il rinnovo del
contratto.
Quanto all'Inpgi 2, la gestione separata 2004 e 2005
''si presenta sostanzialmente solida sotto il profilo economico e
patrimoniale'': una solidità confermata nell'ultimo bilancio tecnico,
le cui previsioni indicano che ''anche nell'arco del quarantennio
considerato le entrate e le uscite complessive e la consistenza del
patrimonio sono sufficienti a garantire l'equilibrio della gestione''. (ANSA).

Il ministro Damiano ha insediato il tavolo
tecnico Fieg-Fnsi sul mercato del lavoro.
Roma, 9 gennaio 2006. Si è insediato oggi,
al ministero del lavoro, il tavolo tecnico di approfondimento sui temi
del mercato del lavoro, del lavoro autonomo e degli ammortizzatori
sociali del settore giornalistico. Al tavolo, nato per iniziativa del
ministro del Lavoro, Cesare Damiano, hanno partecipato, oltre allo
stesso Damiano, per la delegazione della Fieg il presidente Boris
Biancheri, e per la Fnsi il presidente Franco Siddi e il segretario
generale Paolo Serventi Longhi. Gli incontri - rende noto un comunicato
del ministero - proseguiranno a livello tecnico. (ANSA).
Damiano: “Fieg non sente, io provo”.
Roma, 10 gennaio 2006. "La Fieg non sente,
ma io le provo tutte. Se non c'è la porta principale proviamo quelle
secondarie". Lo ha detto il Ministro del Lavoro, Cesare Damiano,
intervistato da Rai Utile, rispondendo ad una domanda sull'attuale fase
di stallo del contratto dei giornalisti. (AGI) Bru/Sma 101130 GEN 07
Il Sole 24 Ore del 10/1/2007
Il riordino per i giornalisti è fermo.
Inpgi, con la Finanziaria l'orizzonte resta a 15 anni.
Previsioni attuariali che restano a 15 anziché
tararsi su 30 anni. E obblighi invariati — sempre con riserva tecnica
pari a cinque annualità delle pensioni pagate nel 1994 —per l'Inpgi,
l'Istituto di previdenza dei giornalisti, esplicitamente escluso dal
comma 763 della Finanziaria 2007 che ha raddoppiato l'equilibrio dei
conti nel lungo periodo e aumentato l'autonomia delle Casse
privatizzate dal Dlgs 509/1994. Tutte tranne, appunto, l'Inpgi che il
comma 763 (modificando l'articolo 3, comma 12, della legge 335/95)
chiama fuori dalle nuove misure in quanto «previdenza sostitutiva dell'assicurazione generale obbligatoria». Ovvero, dell'Inps. «Una
richiesta — ha spiegato Giovanni Battafarano, capo della segreteria
tecnica del ministro del Lavoro, Cesare Damiano — espressa direttamente
dall'Inpgi,in una logica opposta rispetto alle Casse professionali
aderenti all'Adepp».
Ma la principale partita dell'Inpgi resta l'approvazione, da parte
del ministero,delle delibere di riforma delle pensioni ( n. 6/2005) e
degli incentivi alle assunzioni ( n.62/2006). «Congelate — dice
Battafarano — non per volontà del ministro, ma perché manca (in base
all'articolo 3, comma 2,del Dlgs 509/94 la volontà di ratifica da parte
degli editori»,
che, in cambio, chiedono di aumentare il proprio "peso" nella governance dell'Inpgi.
Sul punto, venerì è atteso un incontro tra Damiano,Fnsi,Inpgi e
Fieg.«E se il veto dovesse proseguire — ha concluso Battafarano —il
dicastero chiederà un parere al Consiglio di Stato per capire bene se e quali prerogative ha il ministero vigilante per uscire dall'impasse».
L.Ca.
ULTIM’ORA
L’incontro a quattro
(Damiano, Fieg, Fnsi, Inpgi)
rinviato “sine die”.
Roma, 10 gennaio 2006. Da fonti sindacali
si apprende che l’incontro a quattro (Damiano, Fieg, Fnsi, Inpgi), in
programma per il 12 gennaio, è stato rinviato “sine die” per effetto
delle distanze tra gli editori e il fronte dei giornalisti. Si apprende
anche che il consigliere dell’Inpgi, Pierluigi Roesler Franz, ha
portato il problema delle mancata ratifica delle delibere sulla riforma
pensionistica e sugli incentivi a favore del riassorbimento dei
giornalisti disoccupati all’attenzione della Procura regionale
della Corte dei Conti del Lazio. Secondo Franz, il ministro sarebbe
inadempiente e così provocherebbe ingenti danni all’Istituto.