Uno studio della Fnsi dimostra che le retribuzioni medie sono scese dell'1%


Quanto pesano gli automatismi
nell’incremento del costo del lavoro?
Uno studio della Fnsi dimostra che le
retribuzioni medie sono scese dell'1%

Le bugie della Fieg!!!
Lo sciopero è un dovere.
Professione a rischio

Napolitano: «Ai giornalisti
spetta un riconoscimento
anche del loro diritto
primario ad un contratto di
lavoro regolarmente rinnovato”

Roma, 26 settembre 2006.
La tesi sostenuta dalla Fieg nel corso della vertenza contrattuale, che
le aziende editoriali non sarebbero più in grado di sopportare gli
oneri derivanti dagli automatismi contrattuali (aumenti periodici di
anzianità), i quali comporterebbero un incremento automatico medio
delle retribuzioni del 3% all’anno, è assolutamente priva di
fondamento.


Da un’attenta elaborazione dei dati Inpgi, risulta
infatti che se si prendono in esame nei comparti produttivi
rappresentati dalla Fieg (quotidiani, periodici e agenzie di stampa),
il numero dei rapporti di lavoro in ciascun comparto, il relativo
totale delle retribuzioni imponibili e si ricavano le retribuzioni
medie per rapporto di lavoro, si arriva alla conclusione, raffrontando
i dati 2005 sul 2004 che nel 2005 la retribuzione media di tutto il
settore è diminuita rispetto al 2004 dell’1%. Se si esaminano i dati
per singolo settore si ricava che nel 2005 rispetto al 2004 la
retribuzione media nei quotidiani è diminuita del 1,96%, mentre si è
incrementata nei periodici del 1,67% e nelle agenzie di stampa dello
0,29%.
Si tratta, come si vede, di un decremento complessivo
dell’1% e di un lieve incremento in due settori, che comunque, non
raggiunge il tasso di inflazione, che nel 2005 rispetto al 2004 è stato
del 2,1%.
Dall’esame di questi dati emerge, quindi, con estrema
chiarezza che gli incrementi retributivi erogati nel 2005 a seguito
dell’indennità di vacanza contrattuale e degli aumenti periodici di
anzianità (scatti biennali) risultano largamente assorbiti dal turnover
di tutto il comparto editoriale, che ha garantito complessivamente un
riequilibrio retributivo a tutto vantaggio delle aziende Fieg,
determinando soltanto nei periodici e nelle agenzie di stampa una
lievitazione modesta delle retribuzioni, di gran lunga al di sotto del
tasso reale di inflazione. (da www.fnsi.it)
………………

Paolo Serventi Longhi:
“Le retribuzioni medie dei giornalisti
nel 2005, rispetto al 2004, sono
diminuite di 600 mila euro complessivi”

Roma,
27 settembre 2006. La Fieg con la rottura di ieri delle trattative per
il rinnovo del contratto giornalistico, scaduto nel marzo del 2005,
''ha assunto una posizione politica di delegittimazione di se stessa e
della Fnsi e di attacco a tutto il sistema di protezioni e tutele del
giornalismo italiano''. Lo ha sostenuto oggi, in una conferenza stampa
alla sede della Federazioni Nazionale della Stampa Italiana, il
segretario Paolo Serventi Longhi.
Preoccupata per la gravita'
della situazione la Fnsi chiede comunque al ministro del Lavoro Cesare
Damiano che convochi un tavolo con entrambe le parti come aveva
comunicato che sarebbe accaduto, dopo la presentazione della
finanziaria. Serventi Longhi ha presentato anche uno studio elaborato
di dati Inpgi da cui risulterebbe che ''e' assolutamente priva di
fondamento'' la tesi sostenuta dalla Fieg nel corso della vertenza
contrattuale secondo la quale ''le aziende editoriali non sarebbero
piu' in grado di sopportare gli oneri derivanti dagli automatismi
contrattuali, i quali comporterebbero un incremento automatico medio
delle retribuzioni del 3% annuo''.
''Dallo studio emerge che le
retribuzioni medie dei giornalisti nel 2005, rispetto al 2004, sono
diminuite - ha spiegato Serventi Longhi - di 600 mila euro complessivi.
Nel 2005 la retribuzione media di tutto il settore nei comparti
produttivi rappresentati dalla Fieg (quotidiani, periodici, agenzie di
stampa) e' diminuita rispetto all'anno precedente dell'1%''. Se si
esaminano i dati per singolo settore si vede che nel 2005 rispetto al
2004 la retribuzione media nei quotidiani e' diminuita del 1,96%,
mentre si e' incrementata nei periodici e nelle agenzie di stampa dello
0,29%. Si tratta dunque di un decremento complessivo dell'1% e di un
lieve incremento in due settori che comunque non raggiunge il tasso
d'inflazione che nel 2005 rispetto al 2004 e' stato del 2,1%.
''Gli
editori hanno dichiarato il falso per un anno e mezzo ha sottolineato
il presidente della Fnsi, Franco Siddi - Il loro e' uno schiaffo ai
giornalisti e chiama in causa la politica tutta''.
Per il
presidente dell'Inpgi, Gabriele Cescutti, ''un atteggiamento del genere
da parte della Fieg non e' spiegabile se non con una volonta' di
arretrare in maniera consistente la categoria e il sindacato'' e si
augura che si possa uscire da ''questo pertugio oscuro''. (ANSA)

Fnsi
Confermati tutti gli scioperi della carta stampata,
dell'emittenza nazionale e degli uffici stampa pubblici e privati

Le modalità
“In
relazione alla nota odierna relativa alle modalità degli scioperi dei
giornalisti nei prossimi giorni, la Federazione della Stampa conferma
il programma completo delle giornate di sciopero finora proclamate.
Venerdì
29 settembre e sabato 30 scioperano i giornalisti dei quotidiani, delle
agenzie di stampa, dei siti e dei portali web, dei service e delle
strutture sinergiche e degli uffici stampa pubblici e privati.

Giovedì
5 e venerdì 6 ottobre nuovo sciopero dei giornalisti dei quotidiani,
delle agenzie di stampa, degli altri settori della carta stampata e del
web.

Venerdì 6 e sabato 7 ottobre scioperano i giornalisti dell’emittenza radiotelevisiva nazionale, pubblica e privata.

Martedì
24 e mercoledì 25 ottobre scioperano nuovamente i giornalisti
dell’emittenza nazionale radiotelevisiva pubblica e privata.

I
giornalisti dei periodici settimanali scioperano per impedire la
pubblicazione dei numeri la cui chiusura in redazione è programmata a
cavallo tra la fine di settembre e l’inizio di ottobre. I giornalisti
degli altri periodici possono sostenere la vertenza contribuendo al
Fondo di Solidarietà della Fnsi oppure i Fondi di Solidarietà
aziendali”.
--------------------------------------------------------------------------------

La Federazione Nazionale della Stampa Italiana comunica:
Riportiamo di seguito le modalità degli scioperi proclamati dalla Federazione della Stampa per i prossimi giorni: 

I
giornalisti dei quotidiani si asterranno dal lavoro nelle giornate di
venerdì 29 settembre e sabato 30 settembre per impedire la
pubblicazione dei quotidiani nelle giornate di sabato 30 settembre e
domenica 1 ottobre.
I giornalisti delle agenzie di stampa, dei
service, delle strutture sinergiche nazionali e locali, dei giornali
telematici, dei siti web e dei portali internet si asterranno dal
lavoro dalle ore 7,00 di venerdì 29 alle ore 7,00 di domenica 1°
ottobre.
I giornalisti freelance, i collaboratori, i
corrispondenti e i giornalisti degli uffici stampa pubblici e privati
si asterranno dal lavoro per le intere giornate di venerdì 29 e sabato
30 settembre.
Le modalità degli scioperi dei quotidiani, delle
agenzie e dei siti web programmati per il 5 e 6 ottobre saranno diffuse
nei prossimi giorni.
I giornalisti dei periodici si asterranno dal
lavoro per un numero di giornate sufficiente a impedire l'uscita in
edicola dei numeri la cui chiusura in redazione è programmata a cavallo
tra la fine di Settembre e l'inizio di Ottobre.
I giornalisti
delle testate a periodicità più che settimanale (quindicinali, mensili
etc.), in cui l'organizzazione e i tempi del lavoro rendono difficile
impedire l'uscita in edicola, potranno sostenere la vertenza
contribuendo al Fondo di Solidarietà Sindacale della FNSI o, laddove
esistano, ai fondi di solidarietà aziendale. Resta in vigore lo stato
di agitazione.
I giornalisti dell’emittenza radiotelevisiva
nazionale pubblica e privata, in adempimento delle disposizioni sulla
regolamentazione degli scioperi nei servizi pubblici essenziali,
attueranno due giornate di sciopero il 6 e 7 ottobre, e altre due
giornate il 24 e 25 ottobre.
Non sono previste deroghe di alcun tipo.
-----------------------------------------------------

Fieg: "No alla ripresa delle trattative"
Roma, 25 settembre 2006. No alla ripresa delle trattative:
lo dice la Fieg in una nota in cui riferisce di un incontro con il
Ministro Cesare Damiano che si è tenuto al Ministero del Lavoro il 21
settembre scorso. La Federazione Italiana Editori di Giornali, si legge
nella nota, ''ha illustrato le ragioni per cui non ritiene, in questa
fase, di accogliere l’invito del Governo a riprendere le trattative con
la Federazione della Stampa per il rinnovo del contratto giornalistico
scaduto nel marzo del 2005''. 
''L’editoria prosegue la Fieg -, e in particolare quella della
carta stampata che dà lavoro alla grande maggioranza dei giornalisti
italiani, si confronta con interrogativi e sfide di carattere epocale
sui contenuti, sui formati, sulle convergenze con altri media, sulla
pubblicità, sulla distribuzione. La flessibilità e il costo del lavoro
sono elementi essenziali di
qualsiasi nuova strategia di settore e vanno visti in
quest’ottica. A fronte di ciò - sottolinea la Fieg -, la Federazione
dei giornalisti ha presentato 77 rivendicazioni salariali e normative e
le ha sostenute con 12 giorni di sciopero, minacciandone altri per il
futuro. Sul piano politico, poi, non solo non vengono corrette le gravi
storture a danno della carta stampata apportate dalla legislatura
precedente, ma vi sono indicazioni che la situazione sia destinata ad
aggravarsi ulteriormente''.
''In queste condizioni - è la conclusione della Fieg -, gli
editori rispettano il contratto giornalistico scaduto, i cui
automatismi retributivi superano comunque largamente gli effetti
dell’inflazione, e giudicano che non sussistano le condizioni di base
per negoziare un nuovo contratto''. (ANSA)
 ............................................................
Napolitano: «Ai giornalisti

spetta un riconoscimento
anche del loro diritto
primario ad un contratto di
lavoro regolarmente rinnovato”
 
Roma, 28 settembre 2006. Napolitano si è espresso in favore
dei giornalisti, rivolgendosi ai presenti durante l'assegnazione del
Premio Saint Vincent: «voi esprimete i valori della libertà e del
pluralismo dell'informazione. Ripetere il riconoscimento alla
fondamentale importanza di questi valori forse può sembrare pleonastico
e retorico. Nessuno che conosca le tradizioni più alte e i punti di
forza storici delle democrazie occidentali, nessuno che conosca le
discriminante essenziali tra sistemi democratici e sistemi autoritari
può sottovalutare il ruolo dell'informazione libera, indipendente,
critica per garantire la saldezza delle istituzioni repubblicane e il
consenso su cui esse poggiano».  
Napolitano ha aggiunto che spetta ai giornalisti “un
riconoscimento anche del loro diritto primario ad un contratto di
lavoro regolarmente rinnovato. Mi tocca, purtroppo, ripetere l'auspicio
che ho già espresso in precedenza, con molto rammarico per il fatto che
il tentativo del rappresentante del governo di aprire un dialogo, senza
chiusure pregiudiziali e senza intransigenze, per il rinnovo del
contratto di lavoro, è andato fallito. Mi permetto di incoraggiare il
Ministro del Lavoro a insistere nel suo sforzo, e mi auguro che davvero
si possa arrivare presto a una soluzione soddisfacente anche
nell'interesse del regolare svolgimento dell'attività di informazione”.
Inoltre, Napolitano ha sottolineato che «la libertà di chi fa
informazione può trovare un limite solo del comune impegno contro
l'illegalità in tutte le sue espressioni compresa quella della
violazione del diritto alla privacy e alla difesa. È un impegno che
spetta innanzitutto ai giornalisti stessi. Così come spetta ad essi
stessi di mondarsi da quei peccati di cui il presidente dell'ordine dei
giornalisti, Lorenzo Del Boca, ha voluto compilare una lista così
puntuale e pungente
». In precedenza Del Boca aveva detto: «vogliono
tagliarci un braccio limitando la libertà di azione dei giornalisti in
vari modi, mettendo lacci e lacciuoli all'informazione
», con un
riferimento trasparente anche alle recenti norme sul divieto di
pubblicazione sui giornali delle intercettazioni. Piuttosto consolidare
le regole che i giornalisti si sono dati, aveva aggiunto Del Boca, «si
è preferito minacciare i giornalisti» ma comportamenti poco lodevoli ci
sono stati anche da parte dei giornalisti, ad esempio nella vicenda
«calciopoli».
«I giornalisti a volte - erano state le parole di Del Boca -
si fanno male da soli, ad esempio quando accettano rapporti incestuosi
con le fonti: è come se si strappassero un braccio da soli. Il peggio
sono i giornalisti spioni, dai quali quelli onesti si devono guardare.
Altro che abolire l'Ordine dei giornalisti! Si dovrebbero abolire
coloro che non sono degni di farne parte».
   (www.la stampa.it).
 ………………………
CERIMONIA DI CONSEGNA DEL
PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
GIORGIO NAPOLITANO
DEI PREMI "SAINT-VINCENT DI GIORNALISMO" - 41^ EDIZIONE
 
Palazzo del Quirinale, 28 settembre 2006
 
Care premiate, cari premiati, Signore e Signori, vi ringrazio per
essere convenuti così numerosi e per l'occasione che mi offrite di
rivolgervi sia pur brevi parole. Parole, anzitutto, di apprezzamento
per il rinnovarsi di anno in anno della così significativa tradizione
del Premio Saint Vincent, che è divenuto l'appuntamento, forse, più
importante per il mondo del giornalismo italiano. E apprezzamento per
la Regione della Val D'Aosta, per la sua funzione promotrice e tutrice
di questa manifestazione - Regione rappresentata oggi dall'amico Caveri
che ho sempre sentito vicino nel Parlamento italiano e nel Parlamento
europeo. Direi che, in questo attaccamento della Val D'Aosta al Premio
Saint Vincent, si può ritrovare una prova di quel senso di italianità
che si combina felicemente con la tutela e la valorizzazione della
minoranza di lingua francese: una tradizione che risale anche a figure
di altissimo prestigio, tra le quale vorrei ricordare quella di
Federico Chabod. L'esperienza delle nostre Regioni bilingue a Statuto
speciale costituisce un esempio prezioso per tutta l'Europa, un esempio
che noi dobbiamo saper sempre meglio far conoscere e preservare.
Le mie sono anche parole di apprezzamento per quanti hanno
ottenuto quest'anno il Premio Saint Vincent: giornalisti di lungo
corso, giornalisti comunque pienamente affermati, e giornalisti che, da
questo riconoscimento importante, ricevono un incoraggiamento e uno
stimolo a proseguire con successo per la loro strada.
Sono parole di apprezzamento, più in generale, per l'impegno con
cui voi tutti esprimete i valori della libertà e del pluralismo
dell'informazione. Ripetere il riconoscimento della fondamentale
importanza di quei valori credo possa risultare pleonastico e retorico.
Nessuno che conosca le tradizioni più alte e i punti di forza storici
delle democrazie occidentali, nessuno che conosca le discriminanti
essenziali tra sistemi democratici e sistemi autoritari, può
sottovalutare il ruolo dell'informazione: di un'informazione libera,
indipendente e critica nel garantire la salvezza delle istituzioni
repubblicane e il consenso su cui esse poggiano.
La libertà di chi fa informazione può trovare un limite solo nel
comune impegno contro l'illegalità in tutte le sue espressioni.
Compresa quella della violazione del diritto alla privacy, la cui
difesa è un impegno che spetta anzitutto agli stessi giornalisti
coltivare, così come ad essi stessi spetta mondarsi da quei peccati di
cui il dottor Del Boca ha voluto compilare una lista così puntuale e
pungente.
Allo sforzo dei giornalisti - se mi è consentito ricorrere
a una espressione cara a Benedetto Croce - per "invigilare" se stessi,
deve corrispondere il riconoscimento dei loro diritti. Un
riconoscimento anche del loro diritto primario ad un contratto di
lavoro regolarmente rinnovato. Mi tocca, purtroppo, ripetere l'auspicio
che ho già espresso in precedenza, con molto rammarico per il fatto che
il tentativo del rappresentante del governo di aprire un dialogo, senza
chiusure pregiudiziali e senza intransigenze, per il rinnovo del
contratto di lavoro, è andato fallito. Mi permetto di incoraggiare il
Ministro del Lavoro a insistere nel suo sforzo, e mi auguro che davvero
si possa arrivare presto a una soluzione soddisfacente anche
nell'interesse del regolare svolgimento dell'attività di informazione.
Ora desidero rendere un omaggio commosso a quanti hanno
sacrificato la loro vita e a quanti l'hanno messa e la mettono a
rischio facendo informazione nei teatri di crisi e di conflitto.
Un commosso omaggio anche, in particolare, alla memoria di Enzo
Tortora, figura emblematica del nostro giornalismo e del movimento per
una giustizia giusta.
Il ringraziamento con cui voglio concludere queste mie brevi
parole è ai giornalisti della carta stampata e delle televisioni per
l'attenzione con cui hanno seguito i primi mesi della mia presidenza, e
segnatamente lo sforzo che ho ritenuto di dover compiere - e che
porterò avanti - per garantire il necessario equilibrio politico e
istituzionale e una conflittualità meno esasperata tra gli opposti
schieramenti. E anche lo sforzo volto a richiamare in primo piano
situazioni e temi che non trovano adeguato spazio nel dibattito
pubblico: si tratti delle situazioni del lavoro più sfruttato e meno
protetto, come del diritto alla vita o di situazioni di estrema
sofferenza e dolore per persone che lottano senza speranza contro il
male.
Questi miei sforzi non avrebbero potuto avere successo senza il
sostegno e la mediazione della carta stampata, alla quale mi sento
sempre particolarmente legato, perché ritengo che abbia un ruolo
insostituibile per la conoscenza e l'approfondimento dei fatti della
società, della politica e del mondo; della televisione pubblica, nella
consapevolezza della sua missione peculiare; così come delle
televisioni private, che pure voglio ringraziare per la simpatia e la
sensibilità con cui hanno seguito la mia attività.
Grazie a voi tutti.