Vertenza con la Fieg.
Fnsi: “Grande soddisfazione per
la riuscita dello sciopero grazie
alla determinazione e alla massiccia
adesione di colleghe e colleghi.
Preoccupano situazioni come
quelle del Giornale di Sicilia e
del gruppo Riffeser. Rammarico
per l'uscita di alcuni
quotidiani editi in cooperativa“
Roma, 2 ottobre 2005. La Federazione Nazionale della Stampa Italiana comunica:
“La Federazione della Stampa esprime grande soddisfazione per la
riuscita dello sciopero di 48 ore dei giornalisti dei quotidiani, delle
agenzie di stampa, dei siti internet, degli uffici stampa e delle
migliaia di colleghe e colleghi libero professionisti e freelance. Gran
parte delle testate nazionali, regionali e locali non sono state nelle
edicole per due giorni consecutivi, e la partecipazione dei giornalisti
allo sciopero ha superato il 90% delle adesioni.
riuscita dello sciopero di 48 ore dei giornalisti dei quotidiani, delle
agenzie di stampa, dei siti internet, degli uffici stampa e delle
migliaia di colleghe e colleghi libero professionisti e freelance. Gran
parte delle testate nazionali, regionali e locali non sono state nelle
edicole per due giorni consecutivi, e la partecipazione dei giornalisti
allo sciopero ha superato il 90% delle adesioni.
La grande riuscita dello sciopero di due giorni non può essere
messa in discussione dall’uscita in edicola di alcuni quotidiani, quasi
tutti confezionati in una veste povera di articoli e servizi,
qualitativamente inferiore agli standard consueti. Quotidiani nei quali
la stragrande maggioranza dei giornalisti ha scioperato e dove le
aziende hanno costretto i giornalisti con contratto a termine, i
collaboratori e precari a lavorare sotto il ricatto della perdita del
posto di lavoro. Palese dimostrazione, questa, che la flessibilità
estrema rivendicata dagli editori viene poi utilizzata in chiave
antisindacale con una grave caduta della qualità dei giornali.
messa in discussione dall’uscita in edicola di alcuni quotidiani, quasi
tutti confezionati in una veste povera di articoli e servizi,
qualitativamente inferiore agli standard consueti. Quotidiani nei quali
la stragrande maggioranza dei giornalisti ha scioperato e dove le
aziende hanno costretto i giornalisti con contratto a termine, i
collaboratori e precari a lavorare sotto il ricatto della perdita del
posto di lavoro. Palese dimostrazione, questa, che la flessibilità
estrema rivendicata dagli editori viene poi utilizzata in chiave
antisindacale con una grave caduta della qualità dei giornali.
Preoccupano situazioni come quelle del Giornale di Sicilia e del
gruppo Riffeser dove pochi redattori capi alla guida di manipoli di
giornalisti precari hanno forzato la volontà di lotta delle redazioni
consentendo la pubblicazione dei giornali. In alcuni di questi casi si
sono verificati comportamenti antisindacali che saranno perseguiti a
norma di legge, mentre esposti sono stati presentati agli Ordini
professionali per le iniziative di pertinenza.
gruppo Riffeser dove pochi redattori capi alla guida di manipoli di
giornalisti precari hanno forzato la volontà di lotta delle redazioni
consentendo la pubblicazione dei giornali. In alcuni di questi casi si
sono verificati comportamenti antisindacali che saranno perseguiti a
norma di legge, mentre esposti sono stati presentati agli Ordini
professionali per le iniziative di pertinenza.
La Fnsi esprime anche grande rammarico per l’uscita di alcuni
quotidiani editi da cooperative di giornalisti che, pur non avendo
ricevuto alcuna deroga, hanno voluto essere in edicola contro le
indicazioni del Sindacato.
quotidiani editi da cooperative di giornalisti che, pur non avendo
ricevuto alcuna deroga, hanno voluto essere in edicola contro le
indicazioni del Sindacato.
La Fnsi ringrazia le colleghe e i colleghi che hanno partecipato
massicciamente allo sciopero di ieri e venerdì manifestando con la loro
mobilitazione la volontà di avere un contratto di lavoro rispettoso
della dignità e dell’autonomia della professione. Siamo certi che la
stessa determinazione sarà espressa dai giornalisti delle televisioni e
delle radio pubbliche e private, nazionali e locali, analogiche e
digitali chiamati allo sciopero venerdì 7 e sabato 8 ottobre prossimi e
dalle colleghe e dai colleghi dei quotidiani freepress che
sciopereranno mercoledì 5 e giovedì 6 ottobre”.
massicciamente allo sciopero di ieri e venerdì manifestando con la loro
mobilitazione la volontà di avere un contratto di lavoro rispettoso
della dignità e dell’autonomia della professione. Siamo certi che la
stessa determinazione sarà espressa dai giornalisti delle televisioni e
delle radio pubbliche e private, nazionali e locali, analogiche e
digitali chiamati allo sciopero venerdì 7 e sabato 8 ottobre prossimi e
dalle colleghe e dai colleghi dei quotidiani freepress che
sciopereranno mercoledì 5 e giovedì 6 ottobre”.
………………………
Passo indietro della Fieg.
Riprende la stagione
degli scioperi.
Modalità delle agitazioni.
Non sono previste deroghe
Roma, 28 settembre 2005. della Stampa Italiana comunica:
“Alla prima verifica concreta le aperture offerte dagli editori si
sono rivelate false. Non ci sono garanzie sulla Legge 30 (la cosiddetta
Biagi) e sulla legge che liberalizza i contratti a termine, con
particolare riferimento al lavoro in appalto e al distacco per i
giornalisti, elementi pericolosi per la difesa dell’autonomia
professionale.
sono rivelate false. Non ci sono garanzie sulla Legge 30 (la cosiddetta
Biagi) e sulla legge che liberalizza i contratti a termine, con
particolare riferimento al lavoro in appalto e al distacco per i
giornalisti, elementi pericolosi per la difesa dell’autonomia
professionale.
L’aumento economico offerto è solo risibile e sono scomparse le proposte di apertura sul tema dei free lance.
La Fieg ha fatto un clamoroso passo indietro ripresentando tutte
le posizioni più dure, oltranziste e di attacco alla libertà dei
giornalisti. A questo punto la Fnsi, che pure si era dimostrata nei
fatti disponibile ad una trattativa di mediazione, di fronte alla
reiterata volontà degli editori di avere piena mano libera nelle
redazioni e nel rapporto con i collaboratori non può che riaprire la
stagione della lotta chiamando la categoria allo sciopero generale per
il rinnovo del contratto sulla base della propria piattaforma”.
le posizioni più dure, oltranziste e di attacco alla libertà dei
giornalisti. A questo punto la Fnsi, che pure si era dimostrata nei
fatti disponibile ad una trattativa di mediazione, di fronte alla
reiterata volontà degli editori di avere piena mano libera nelle
redazioni e nel rapporto con i collaboratori non può che riaprire la
stagione della lotta chiamando la categoria allo sciopero generale per
il rinnovo del contratto sulla base della propria piattaforma”.
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La Giunta Esecutiva della Federazione della Stampa, la Consulta
delle Associazioni regionali di stampa e la Commissione Contratto hanno
deciso all’unanimità due giornate consecutive di sciopero dei
quotidiani, delle agenzie di stampa, dei siti Internet e degli Uffici
stampa nelle giornate di venerdì 30 settembre e sabato 1° ottobre.
delle Associazioni regionali di stampa e la Commissione Contratto hanno
deciso all’unanimità due giornate consecutive di sciopero dei
quotidiani, delle agenzie di stampa, dei siti Internet e degli Uffici
stampa nelle giornate di venerdì 30 settembre e sabato 1° ottobre.
L’emittenza radiotelevisiva nazionale e locale, pubblica e
privata, sciopererà consecutivamente nei giorni di venerdì 7 e sabato 8
ottobre.
privata, sciopererà consecutivamente nei giorni di venerdì 7 e sabato 8
ottobre.
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La Federazione Nazionale della Stampa Italiana comunica:
Si riportano di seguito le modalità dello sciopero dei giornalisti:
i giornalisti dei quotidiani del mattino si asterranno dal lavoro
nelle giornate di venerdì 30 settembre e sabato 1° ottobre per impedire
l’uscita dei quotidiani nelle giornate di sabato 1° e domenica 2
ottobre;
nelle giornate di venerdì 30 settembre e sabato 1° ottobre per impedire
l’uscita dei quotidiani nelle giornate di sabato 1° e domenica 2
ottobre;
i giornalisti dei quotidiani del pomeriggio si asterranno dal
lavoro in modo da impedire l’uscita dei quotidiani nelle giornate di
venerdì 30 settembre e sabato 1° ottobre;
lavoro in modo da impedire l’uscita dei quotidiani nelle giornate di
venerdì 30 settembre e sabato 1° ottobre;
i giornalisti dei quotidiani free press si asterranno dal lavoro
nelle giornate di mercoledì 5 e giovedì 6 ottobre in modo da impedire
l’uscita dei quotidiani nelle giornate di giovedì 6 e venerdì 7 ottobre;
nelle giornate di mercoledì 5 e giovedì 6 ottobre in modo da impedire
l’uscita dei quotidiani nelle giornate di giovedì 6 e venerdì 7 ottobre;
i giornalisti delle agenzie di stampa, dei service, delle
strutture sinergiche nazionali e locali, dei giornali telematici, dei
siti web e dei portali internet si asterranno dal lavoro dalle ore
07.00 di venerdì 30 settembre alle ore 7 di domenica 2 ottobre;
strutture sinergiche nazionali e locali, dei giornali telematici, dei
siti web e dei portali internet si asterranno dal lavoro dalle ore
07.00 di venerdì 30 settembre alle ore 7 di domenica 2 ottobre;
i giornalisti free-lance, i collaboratori ed i corrispondenti e i
giornalisti degli uffici stampa si asterranno dal lavoro per le intere
giornate di venerdì, 30settembre e sabato 1° ottobre;
giornalisti degli uffici stampa si asterranno dal lavoro per le intere
giornate di venerdì, 30settembre e sabato 1° ottobre;
i giornalisti dell’emittenza radiotelevisiva pubblica e privata
analogica e digitale, nazionale e locale, e dei canali tematici
satellitari legati o no a network terrestri si asterranno dal lavoro a
partire dalle ore 06.00 di venerdì, 7 ottobre alle ore 06.00 di
domenica 9 ottobre.
analogica e digitale, nazionale e locale, e dei canali tematici
satellitari legati o no a network terrestri si asterranno dal lavoro a
partire dalle ore 06.00 di venerdì, 7 ottobre alle ore 06.00 di
domenica 9 ottobre.
Non sono previste deroghe di alcun tipo.
Nel corso dello sciopero, nelle emittenti radiotelevisive
nazionali, saranno assicurati soltanto i notiziari in forma ridotta
previsti da eventuali accordi aziendali. Le ARS potranno, in casi
particolari, autorizzare le emittenti locali a trasmettere una finestra
informativa, di non più di 5 minuti, nel corso della quale dovrà essere
data lettura dei comunicati sindacali. Pertanto, non andrà inonda
nessuna trasmissione o rubrica giornalistica, né andranno in onda
trasmissioni registrate in giornate precedenti, che abbiano come
conduttori o protagonisti giornalisti, né avvenimenti sportivi con la
cronaca di giornalisti. In ogni caso sarà assicurata la presenza dei
comitati di redazione in tutte le redazioni al fine di predisporre
notiziari straordinari in presenza di eventi di particolare gravità e
interesse per l’utenza.
nazionali, saranno assicurati soltanto i notiziari in forma ridotta
previsti da eventuali accordi aziendali. Le ARS potranno, in casi
particolari, autorizzare le emittenti locali a trasmettere una finestra
informativa, di non più di 5 minuti, nel corso della quale dovrà essere
data lettura dei comunicati sindacali. Pertanto, non andrà inonda
nessuna trasmissione o rubrica giornalistica, né andranno in onda
trasmissioni registrate in giornate precedenti, che abbiano come
conduttori o protagonisti giornalisti, né avvenimenti sportivi con la
cronaca di giornalisti. In ogni caso sarà assicurata la presenza dei
comitati di redazione in tutte le redazioni al fine di predisporre
notiziari straordinari in presenza di eventi di particolare gravità e
interesse per l’utenza.
Per impedire recuperi di produttività i Comitati di redazione
potranno proclamare, ove necessario, lo stato di agitazione ed il
blocco degli straordinari nei giorni precedenti e successivi.
potranno proclamare, ove necessario, lo stato di agitazione ed il
blocco degli straordinari nei giorni precedenti e successivi.
La Giunta della Fnsi renderà note successivamente le date e le
modalità degli scioperi dei giornalisti del settore dei periodici,
anche in relazione alle indicazioni che scaturiranno dal coordinamento
dei Cdr che si riunirà nei prossimi giorni a Milano.
modalità degli scioperi dei giornalisti del settore dei periodici,
anche in relazione alle indicazioni che scaturiranno dal coordinamento
dei Cdr che si riunirà nei prossimi giorni a Milano.
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La Federazione Nazionale della stampa Italiana comunica:
In relazione agli scioperi proclamati dalla Federazione della
Stampa, a seguito della rottura delle trattative per i rinnovi dei
contratti nazionali di lavoro, si precisa, al fine di evitare equivoci
interpretativi, che sono stati chiamati allo sciopero tutti i
giornalisti italiani, senza alcuna deroga. In particolare la
Federazione della Stampa e le Associazioni regionali non hanno esentato
dalla partecipazione agli scioperi i colleghi dipendenti da testate
giornalistiche edite da cooperative o da fondazioni.
Stampa, a seguito della rottura delle trattative per i rinnovi dei
contratti nazionali di lavoro, si precisa, al fine di evitare equivoci
interpretativi, che sono stati chiamati allo sciopero tutti i
giornalisti italiani, senza alcuna deroga. In particolare la
Federazione della Stampa e le Associazioni regionali non hanno esentato
dalla partecipazione agli scioperi i colleghi dipendenti da testate
giornalistiche edite da cooperative o da fondazioni.
……………………………….
Editori (Fieg): “La Fnsi danneggia
gli interessi dell’intera categoria”.
Serventi Longhi: “Vi spiego punto
per punto come gli editori
hanno cambiato le carte in tavola”
Roma, 28 settembre 2005. La decisione della Fnsi di rompere
le trattative con la Fieg per il rinnovo del contratto proclamando due
giornate consecutive di sciopero ''danneggia gli interessi dell'intera
categoria'': è la posizione della Fieg, che parla di ''richieste
inaccettabili'' da parte del sindacato dei giornalisti a fronte di
''una soluzione equa e responsabile della vertenza'' prospettata dagli
editori.
le trattative con la Fieg per il rinnovo del contratto proclamando due
giornate consecutive di sciopero ''danneggia gli interessi dell'intera
categoria'': è la posizione della Fieg, che parla di ''richieste
inaccettabili'' da parte del sindacato dei giornalisti a fronte di
''una soluzione equa e responsabile della vertenza'' prospettata dagli
editori.
In una nota, la Fieg ''esprime rammarico e preoccupazione per la
nuova rottura delle trattative per il rinnovo del contratto nazionale
di lavoro giornalistico verificatasi ieri, 27
nuova rottura delle trattative per il rinnovo del contratto nazionale
di lavoro giornalistico verificatasi ieri, 27
settembre, per iniziativa della Fnsi, che ha deciso di proclamare una serie di scioperi generali nel settore.
Nel contesto della riapertura del negoziato contrattuale,
interrotto il 23 maggio, la Fieg - si legge ancora nella nota - in un
momento politicamente ed economicamente difficile della
interrotto il 23 maggio, la Fieg - si legge ancora nella nota - in un
momento politicamente ed economicamente difficile della
vita del Paese e in una fase di mutamenti che attraversano tutta
l'area della comunicazione, ha proposto ai giornalisti una soluzione
ponte per la definizione della vertenza basata sulla
l'area della comunicazione, ha proposto ai giornalisti una soluzione
ponte per la definizione della vertenza basata sulla
proroga di due anni della parte normativa del contratto, sul
rinnovo dell'accordo biennale economico e sulla definizione di
importanti problemi previdenziali del settore relativi alla
rinnovo dell'accordo biennale economico e sulla definizione di
importanti problemi previdenziali del settore relativi alla
riforma pensionistica dell'Inpgi, alle modifiche statutarie al
regime della previdenza complementare, al rifinanziamento da parte
dell'Inpgi degli interventi per favorire il riassorbimento dei
giornalisti disoccupati e sulla proroga del condono contributivo''.
regime della previdenza complementare, al rifinanziamento da parte
dell'Inpgi degli interventi per favorire il riassorbimento dei
giornalisti disoccupati e sulla proroga del condono contributivo''.
Secondo la Federazione degli editori, ''l'intesa non è stata
raggiunta in quanto la Fnsi ha avanzato richieste inaccettabili sulla
anticipata definizione dei problemi relativi all'applicazione della
Legge Biagi e sulla regolamentazione del lavoro autonomo, la cui
definizione doveva essere rinviata, nella logica della proroga della
parte normativa, alla futura contrattazione quadriennale. La decisione
della Fnsi appare pertanto tanto più incomprensibile in quanto anche
sulla parte economica la distanza tra le parti non appare incolmabile
ed un'intesa risulterebbe possibile. Respingendo la proposta degli
editori e passando ad azioni di lotta, la Fnsi si è assunta la
responsabilità di danneggiare gli interessi dell'intera categoria e di
mettere in forse l'obiettivo comune di fornire una costante, ampia e
libera informazione all'opinione pubblica.
raggiunta in quanto la Fnsi ha avanzato richieste inaccettabili sulla
anticipata definizione dei problemi relativi all'applicazione della
Legge Biagi e sulla regolamentazione del lavoro autonomo, la cui
definizione doveva essere rinviata, nella logica della proroga della
parte normativa, alla futura contrattazione quadriennale. La decisione
della Fnsi appare pertanto tanto più incomprensibile in quanto anche
sulla parte economica la distanza tra le parti non appare incolmabile
ed un'intesa risulterebbe possibile. Respingendo la proposta degli
editori e passando ad azioni di lotta, la Fnsi si è assunta la
responsabilità di danneggiare gli interessi dell'intera categoria e di
mettere in forse l'obiettivo comune di fornire una costante, ampia e
libera informazione all'opinione pubblica.
La Fieg - conclude la nota - è consapevole di aver proposto una
soluzione equa e responsabile della vertenza contrattuale e si
rammarica che uguale senso di responsabilità non sia stato
soluzione equa e responsabile della vertenza contrattuale e si
rammarica che uguale senso di responsabilità non sia stato
manifestato dalla controparte''. (ANSA)
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Serventi Longhi: “Vi spiego punto
per punto come gli editori
hanno cambiato le carte in tavola”
Roma, 28 settembre 2005. Il Segretario generale della Federazione Nazionale della Stampa Italiana, Paolo Serventi Longhi, ha dichiarato:
“Il rammarico e la preoccupazione della Fieg per la nuova rottura
delle trattative contrattuali sono l’unico elemento condivisibile della
nota diffusa oggi pomeriggio dagli editori. La Fieg, come è
comprensibile, evita accuratamente di raccontare gli sviluppi del
negoziato negli ultimi giorni.
delle trattative contrattuali sono l’unico elemento condivisibile della
nota diffusa oggi pomeriggio dagli editori. La Fieg, come è
comprensibile, evita accuratamente di raccontare gli sviluppi del
negoziato negli ultimi giorni.
La verità è che, di fronte alla constatazione
dell’inconciliabilità tra le piattaforme della Fnsi e della Fieg (per
la prima volta trasmessa in forma articolata), e di fronte alle ipotesi
di un conflitto difficile e prevedibilmente non breve, la Fnsi ha
deciso responsabilmente, dopo l’incontro di giovedì 22 settembre, di
verificare la percorribilità di una soluzione contrattuale transitoria
che prevedesse lo slittamento delle decorrenze del contratto
quadriennale, la conseguente proroga della parte normativa, un accordo
economico biennale, la definizione di importanti problemi della
previdenza generale Inpgi e di quella complementare.
dell’inconciliabilità tra le piattaforme della Fnsi e della Fieg (per
la prima volta trasmessa in forma articolata), e di fronte alle ipotesi
di un conflitto difficile e prevedibilmente non breve, la Fnsi ha
deciso responsabilmente, dopo l’incontro di giovedì 22 settembre, di
verificare la percorribilità di una soluzione contrattuale transitoria
che prevedesse lo slittamento delle decorrenze del contratto
quadriennale, la conseguente proroga della parte normativa, un accordo
economico biennale, la definizione di importanti problemi della
previdenza generale Inpgi e di quella complementare.
La Fnsi ha però posto, come condizione irrinunciabile, la
sospensione degli effetti, devastanti per i giornalisti e per le
redazioni, della legge 30 sul mercato del lavoro e del Decreto
riguardante la totale liberalizzazione dei contratti a termine. La
seconda condizione posta dalla Fnsi era l’apertura di un confronto che
potesse prefigurare il riconoscimento contrattuale del ruolo dei
giornalisti con rapporto di lavoro autonomo, e quindi dei
libero-professionisti, dei freelance e dei collaboratori che vivono la
difficile realtà di un duro precariato, sia dal punto di vista della
dignità professionale sia da quella dell’esiguità dei compensi.
sospensione degli effetti, devastanti per i giornalisti e per le
redazioni, della legge 30 sul mercato del lavoro e del Decreto
riguardante la totale liberalizzazione dei contratti a termine. La
seconda condizione posta dalla Fnsi era l’apertura di un confronto che
potesse prefigurare il riconoscimento contrattuale del ruolo dei
giornalisti con rapporto di lavoro autonomo, e quindi dei
libero-professionisti, dei freelance e dei collaboratori che vivono la
difficile realtà di un duro precariato, sia dal punto di vista della
dignità professionale sia da quella dell’esiguità dei compensi.
Su questi temi la Fieg aveva proposto giovedì scorso la
costituzione di Commissioni di analisi e di verifica accettando di
sospendere tutti gli effetti della cosiddetta legge Biagi e di aprire
per la prima volta un’ampia finestra contrattuale per il lavoro
autonomo dei giornalisti.
costituzione di Commissioni di analisi e di verifica accettando di
sospendere tutti gli effetti della cosiddetta legge Biagi e di aprire
per la prima volta un’ampia finestra contrattuale per il lavoro
autonomo dei giornalisti.
Una posizione ancora insoddisfacente ma che avrebbe potuto
costituire un primo punto di partenza per un’intesa biennale, fatta
salva la realistica fondatezza della piattaforma contrattuale della
Fnsi.
costituire un primo punto di partenza per un’intesa biennale, fatta
salva la realistica fondatezza della piattaforma contrattuale della
Fnsi.
Nell’incontro di ieri le disponibilità a sterilizzare la legge 30
ed a trattare le condizioni e i compensi dei freelance, insieme con la
relativa costituzione delle Commissioni, sono improvvisamente sparite
dal tavolo.
ed a trattare le condizioni e i compensi dei freelance, insieme con la
relativa costituzione delle Commissioni, sono improvvisamente sparite
dal tavolo.
Non conosciamo le ragioni di questo cambiamento. Sappiamo che la
Fnsi non può rinunciare a tutelare ed a rappresentare migliaia di
giornalisti freelance e non può accrescere le forme più estese della
flessibilità nei rapporti di lavoro, senza tradire le aspettative
dell’intera categoria, ben tre mandati congressuali e le prospettive di
un’informazione indipendente e di qualità. Non è peraltro vero che vi
fossero posizioni vicine anche sulla stessa parte economica: la Fieg ha
avanzato proposte di aumento sui minimi, ben inferiori agli incrementi
ottenuti da altre categorie, definendole invalicabilii e non
ulteriormente trattabili.
Fnsi non può rinunciare a tutelare ed a rappresentare migliaia di
giornalisti freelance e non può accrescere le forme più estese della
flessibilità nei rapporti di lavoro, senza tradire le aspettative
dell’intera categoria, ben tre mandati congressuali e le prospettive di
un’informazione indipendente e di qualità. Non è peraltro vero che vi
fossero posizioni vicine anche sulla stessa parte economica: la Fieg ha
avanzato proposte di aumento sui minimi, ben inferiori agli incrementi
ottenuti da altre categorie, definendole invalicabilii e non
ulteriormente trattabili.
Su queste basi la Commissione Contratto, la Giunta, la Consulta
dei Presidenti delle Associazioni hanno all’unanimità dichiarato di
respingere la nuova proposta di soluzione transitoria e di ricorrere
immediatamente alla proclamazione delle iniziative di lotta.
dei Presidenti delle Associazioni hanno all’unanimità dichiarato di
respingere la nuova proposta di soluzione transitoria e di ricorrere
immediatamente alla proclamazione delle iniziative di lotta.
Non siamo un Sindacato di irresponsabili rappresentativo di una
categoria irresponsabile. Prova ne sia che, pur tra mille dubbi e
qualche riserva, avevamo deciso di percorrere la via del confronto.
Sappiamo che gli scioperi che i giornalisti si apprestano ad attuare
procureranno danni alle aziende e priveranno i cittadini
dell’informazione. Non possiamo però che chiedere a tutte le colleghe
ed ai colleghi di mobilitarsi per difendere la dignità e il futuro
della professione e il diritto dei cittadini ad avere un’informazione
corretta e di qualità.
categoria irresponsabile. Prova ne sia che, pur tra mille dubbi e
qualche riserva, avevamo deciso di percorrere la via del confronto.
Sappiamo che gli scioperi che i giornalisti si apprestano ad attuare
procureranno danni alle aziende e priveranno i cittadini
dell’informazione. Non possiamo però che chiedere a tutte le colleghe
ed ai colleghi di mobilitarsi per difendere la dignità e il futuro
della professione e il diritto dei cittadini ad avere un’informazione
corretta e di qualità.
Anche per queste ragioni abbiamo deciso di informare della
situazione le più alte cariche dello Stato e le Istituzioni
democratiche”. (da www.fnsi.it)
situazione le più alte cariche dello Stato e le Istituzioni
democratiche”. (da www.fnsi.it)

