Puglia. Diffamazione. Mastrogiovanni assolta da querela imprenditore

Il Tribunale di Casarano ha accolto la richiesta del pubblico ministero, assolvendo il direttore del Tacco d’Italia per i 12 capi di imputazione. Il processo era nato dalla denuncia dell’editore televisivo Paolo Pagliaro

OSSIGENO – Casarano (Lecce), 22 febbraio 2013 – “Il fatto non sussiste”: per questo il giudice Sergio Tosi, accogliendo la richiesta del pubblico ministero, ha assolto Maria Luisa Mastrogiovanni, direttore del Tacco d’Italia, dall’accusa di diffamazione a mezzo stampa sostenuta dall’imprenditore Paolo Pagliaro, negando a lui anche il risarcimento dei danni.

La giornalista è stata querelata da Pagliaro, editore televisivo salentino, in più occasioni. Già a settembre del 2010, la Mastrogiovanni era stata prosciolta dal Gup Annalisa De Benedictis con la stessa motivazione con cui il 20 febbraio scorso si è concluso questo secondo procedimento: Pagliaro contestava alla cronista un’inchiesta pubblicata dal periodico salentino nel dicembre 2005, intitolata “L’impero Virtuale“, in cui raccontava la condizione delle sue imprese televisive (Gruppo Mixer Media Management).

“Descrivendo il suo impero televisivo, abbiamo analizzato i meccanismi di assunzione e licenziamento dei giornalisti, il fatto che non fossero versati regolarmente i contributi previdenziali ad INPGI ed ENPALS. Abbiamo guardato quali finanziamenti pubblici aveva ricevuto dalla legge sull’editoria, visto che proprio per quei contributi era stato imputato per truffa e per evitare il carcere aveva restituito i finanziamenti”: con queste parole la Mastrogiovanni ha  spiegato ad Ossigeno, insieme ad altri episodi di minacce e intimidazione,  la vicenda alla fine del 2011.

Il pubblico ministero, Antonio De Donno, ha ritenuto che l’inchiesta del giornale pugliese non danneggia l’imprenditore, che la contestava in dodici punti (ad esempio dove si raccontano alcuni debiti contratti dal gruppo o alcuni commenti riportati dal giornale) sostenendo un “reiterato intento persecutorio” nei suoi confronti da parte del Tacco. Il giornale si è difeso sostenendo la  correttezza dell’impianto giornalistico dell’inchiesta e il diritto di dare informazioni sulle vicende di un personaggio pubblico.

L’Associazione della Stampa di Puglia ha espresso soddisfazione per la sentenza. “In questa vicenda la collega Mastrogiovanni ha fatto soltanto il proprio dovere di cronista, raccontando fatti di indiscusso interesse pubblico ed evidenziando violazioni delle norme sulla sicurezza del lavoro e sugli obblighi di contribuzione volontaria”, ha scritto il sindacato in un comunicato.

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