Il Consiglio dei Ministri approva il disegno di legge sulle intercettazioni

Il Consiglio dei Ministri ha approvato all’unanimità il disegno di legge che regola le intercettazioni. Il testo limita a 3 mesi la durata delle intercettazioni, eleva a 10 anni la soglia punitiva oltra la quale è prevista l’intercettabilità, con una deroga per i reati contro la pubblica amministrazione che prevedono una pena non inferiore nel massimo a 5 anni per i reati di mafia, terrorismo e in “tutti quelli di grandissimo allarme sociale”.

Ci sarà inoltre la valutazione di un organo collegiale, di un tribunale e non di un singolo soggetto, per decidere l'autorizzazione ad intercettare. Si stabilisce infine l'inutilizzabilità delle intercettazioni prese in un procedimento nel corso di un altro processo. Capitolo pene: i giornalisti che pubblicano intercettazioni coperte da segreto rischiano da uno a tre anni di carcere e un'ammenda fino a 1.032 euro. E' prevista anche la sospensione cautelare dalla professione fino a tre mesi, disposta dall'Ordine su indicazione del procuratore della Repubblica e scatta la disciplina della responsabilità amministrativa delle persone giuridiche (dl 231 del 2001) a carico degli editori con una sanzione pecuniaria che può arrivare fino a 462mila euro. Le norme valgono per il futuro, non per i procedimenti in corso.

A esporre il provvedimento, in una conferenza stampa a Palazzo Chigi, il ministro della Giustizia, Angelo Alfano che ha parlato di un sistema che “era degenerato, con la privacy dei cittadini troppe volte violata”. Ora dalle Camere, ha spiegato il ministro, ''ci attendiamo un contributo propositivo e costruttivo. Molte norme - ricorda - sono coerenti con la filosofia del ddl Mastella''.

Numerose le prese di posizione dopo l’approvazione del Ddl da parte del Consiglioi dei Ministri.

Guido Columba, presidente Unione nazionale cronisti italiani: “L’Europa condanna la legge Alfano”. Il ministro della Giustizia Angelino Alfano ha detto un’altra cosa non vera, dopo aver ripetuto per giorni che le intercettazioni costano un terzo del bilancio della giustizia, e cioè che il disegno di legge ha una piena copertura europea. La Corte di Strasburgo nel giugno 2007 ha infatti riconosciuto la prevalenza del diritto del pubblico di essere informato. Stabilire per il cronista la condanna a tre anni di carcere ma dire, state tranquilli in galera certo non vi mandiamo, equivale esattamente a minacciare: o fate i bravi o in carcere ci andate davvero. L’Unione Nazionale Cronisti Italiani torna a sostenere che il diritto-dovere di cronaca è un principio basilare di un paese democratico".

Lorenzo Del Boca, presidente Ordine nazionale dei giornalisti: “Manette incompatibili con la libertà di stampa”. ''Il Governo ritiene che la lotta al malaffare che alberga nel Paese debba rimanere un fatto riservato - quasi privato - fra delinquenti e forze dell'ordine, magistratura compresa. Quello che non è consentito - altrimenti sono manette... - è che la gente sappia quello che accade a casa sua o nei dintorni. È paradossale. I cittadini vengono privati di una loro esigenza fondamentale che è quella di conoscere come vengono amministrati, in che tempi e con quali risultati''. ''Il diritto di cronaca - continua il presidente dell'Ordine - non c'entra. I giornalisti diritti non ne hanno e non ne vogliono. Accettano il dovere che è proprio della loro professione di informare correttamente, con equilibrio e con onestà intellettuale. Certo, non sono infallibili e qualche esagerazione voyeuristica l'hanno pure accreditata, pubblicando dettagli privati, non necessari per comprendere la vicenda che si stava raccontando e, che, dunque, andavano trascurati'. Ma il cittadino deve domandarsi se, con l'applicazione dei provvedimenti del Governo, otterrà più o meno informazioni. Se ne otterrà di meno, significa che un laccio - un altro - è stato stretto fra le penne e i microfoni dei giornalisti. Con buona pace della libertà che si trova a zoppicare ancora di più''.

Franco Siddi, segretario generale della Federazione Nazionale della Stampa Italiana: “Giunta straordinaria con Unione cronisti e Ordine”. “Le nostre posizioni sui provvedimenti che limitano il diritto di cronaca non sono mai cambiate. Già da ora cominciamo a dire al Parlamento e al Governo che noi non siamo mai stati, e saremo, a sostegno degli spioni ma siamo e saremo sempre rispettosi del lavoro della magistratura. Non vogliamo la devastazione delle persone ma esigiamo di far conoscere alla pubblica opinione le notizie che contano affinché si formi una libera consapevolezza dei problemi. Il disegno di legge, anziché il decreto, speriamo consenta al Parlamento di avviare una profonda revisione del provvedimento licenziato dal Governo anche perché vistosamente contrario alle convenzioni internazionali”.

Natale (presidente Fnsi): “Contro il Ddl Mastella i giornalisti scioperarono un giorno”. "La reazione a questo disegno di legge sarà decisa dopo aver visto e letto il provvedimento'. Vagliando anche l'ipotesi di sciopero come fu valutata e realizzata nel caso del ddl Mastella sullo stesso tema". Natale lancia anche un appello ai direttori di tg e stampa perché raccontino ai lettori come stanno veramente le cose.

Negli allegati altri commenti e il testo provvisorio del Ddl

Milano 14 giugno 2008

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Disegno di legge intercettazioni testo provvisorio CdM 13 giugno 2008.doc47.5 KB
Intercettazioni dichiarazioni e commenti.doc24.5 KB